06/05/2022
I Consiglieri di minoranza di Acerenza hanno deciso di non presenziare al consiglio comunale in segno di protesta.
Come Consiglieri Comunali del gruppo consiliare “Viviamo Acerenza”, informiamo i cittadini della decisione di non partecipare alla discussione dei punti all’ordine del giorno del Consiglio comunale odierno.
A distanza di circa due anni dall’inizio della consiliatura, mentre a Roma si è sperimentato “il governo delle grandi intese”, e mentre in altre Amministrazioni “è la maggioranza che chiede con insistenza alla minoranza collaborazione costruttiva”, in questo Paese sta avvenendo “esattamente il contrario”.
Nonostante la manifestata e reiterata apertura e disponibilità espressa in questi due anni, continuiamo a riscontrare, da parte del Sindaco, una totale chiusura, sotto il profilo amministrativo, che non lascia spazio a nessuna interpretazione.
Resta inteso che da cittadini e consiglieri riteniamo di non poter più consentire che si parli di democrazia, e tantomeno di democrazia partecipata e praticata, laddove non vi sia confronto reale sui temi.
Mentre sono in tanti a pensare che il Sindaco stia giocando una partita in solitaria, per noi semplicemente restano molti, forse troppi, i temi che andrebbero discussi ed affrontati, anziché elusi, attraverso l’istituzione di Commissioni Consiliare.
Adesso, in questo momento storico di divisioni, di guerre, del fallimento della diplomazia, del mancato successo del Soft Power, noi Amministratori, TUTTI INSIEME, abbiamo IL DOVERE di scrivere una nuova pagina della nostra storia Acheruntina.
Un senso del dovere e di responsabilità che per noi si declina in “AZIONE”, “PARTECIPAZIONE”, “COLLABORAZIONE”, ONESTA’, TRASPARENZA ed OPERATIVITA’ , accompagnata, perché no, da una continua analisi critico/costruttiva.
Crediamo con fermezza che la dialettica politica sia il sale della democrazia, e che diversamente continueremo a trovarci più che in aula consiliare, in una location paragonabile alla trasmissione televisiva “Affari tuoi”, dove si chiede al Consiglio, e quindi a noi Amministratori, di approvare le scelte adottate dalla Giunta Comunale, con la formula “prendere o lasciare”.
I “pacchi”, per quanto ci riguarda non sono contemplati in questa consiliatura.
Se si fosse seminato sotto il profilo del confronto, della ricerca del miglioramento continuo, i buoni frutti si sarebbero visti.
Invece, ci consta affermare il contrario. La terra è arida, piena di crepe.
Un terreno, quello politico/amministrativo di Acerenza, dove non sta germogliando speranza, ma si ALZA POLVERE.
E noi, che veniamo da una cultura contadina, dovremmo aver imparato che è inutile coltivare terre aride.
Altrimenti, sul terreno, anzi sulla roccia, continueranno ad attecchire solamente Piante allergeniche.
Esortiamo il Sindaco ad uscire da questo silenzio tattico, da questo stato ed atteggiamento di chiusura.
L’Auspicio è quello di abbandonare il vecchio metodo del lavorare sotto traccia, che lascia tutta l’idea di un VOLUTO STALLO AMMINISTRATIVO.
Dopo aver chiesto coinvolgimento, e dopo aver atteso una convocazione propedeutica al secondo consiglio comunale del 2022, abbiamo continuato a sperare invano in una REALE APERTURA da parte del Sindaco Scattone, al quale insistentemente abbiamo rivolto l’invito di istituire una commissione PNRR, ed OPERE PUBBLICHE, oltreché le dovute e necessarie commissioni consiliare previste dal regolamento comunale.
Ci sentiamo dunque nel dovere di rendere palese la nostra posizione, quale riscontro inconfutabile della totale sospensione della democrazia.
Le elusioni, le promesse, le lungaggini, l’ostruzionismo e le tantissime sviste, si sono rivelate oltre il dovuto e adesso la misura è davvero colma.
Il nostro, riteniamo importante ribadirlo, è da intendersi come l’ennesimo tentativo, l’ennesima richiesta di confronto, che esalti, e non mortifichi, la democrazia.
Perché se è vero che “alcuni temi importanti” possono essere gestiti anche senza il coinvolgimento del Consiglio Comunale ed escludendo la minoranza, o addirittura in prima persona dal Sindaco, ciò non basta a dissuadere la nostra diponibilità e la nostra determinazione. Per questo, rinnoviamo il nostro invito a rivolgere, tutti insieme, lo sguardo alle nuove generazioni, piuttosto che alle prossime elezioni, veicolando quel segnale di unità che il Paese merita.
Diversamente, il Sindaco, con la sua strategia di escludere dalla vita amministrativa i membri della minoranza, continuerà semplicemente ad 'esautorare' delle sue funzioni il Consiglio Comunale.
Noi del Gruppo “Viviamo Acerenza” continuiamo a sostenere che sia necessaria “un’apertura”, quale atteggiamento antitetico al protagonismo.
Quando si amministra, meglio ancora se una piccola realtà, bisogna intendersi non come avversari o antagonisti ma come gruppo di donne e uomini accomunati dall’intenzione di voler servire il proprio e lo stesso Paese.
Una convinzione, quella della necessità di un’apertura da parte del primo cittadino, che affonda le radici nell’idea espressa ante elezioni proprio dal gruppo “progetto Comune” capeggiato dal Sindaco di Acerenza Scattone: “Condividere, un verbo mille sfaccettature, condividere un progetto. Cosa c’è alla base della condivisione? un progetto comune per Acerenza...”
È dunque giunto il momento, a distanza di 20 mesi dell’amministrazione Scattone bis, di comprendere qual’è il significato che il Sindaco attribuisce al verbo "condividere".
Ma se la partecipazione attiva e reale non ci viene concessa, il diritto all’informazione non può essere negato, per cui, e prima ancora che qualcuno “addetto ai lavori” si prenda la briga di strumentalizzare le azioni e le iniziative dei membri della minoranza (come azione avverso qualcuno o qualcosa) rendiamo edotti i cittadini, di aver presentato richiesta di chiarimenti al Primo Cittadino di Acerenza, attraverso n. 4 interrogazioni.
P.s. l'unica nota positiva è che la sorte, giusto stasera che non era presente la minoranza in consiglio, ha consentito la diretta streaming. L'apparecchiatura ha ripreso magicamente a funzionare. Utile e necessaria casualità.