Acquafondata - il diario della Trasparenza

Acquafondata - il diario della Trasparenza

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Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di Acquafondata - il diario della Trasparenza, Partito politico, Acquafondata.

Lo scopo di questa pagina è quello di rendere trasparente il lavoro dei consiglieri di opposizione e di creare una bacheca virtuale dove raccogliere i suggerimenti di ciascun cittadino.

21/05/2026

Cari concittadini di Acquafondata e Casalcassinese,
come se non bastassero i già contestati € 700.000,00 destinati alla cosiddetta “messa in sicurezza” di una vecchia mulattiera, oggi emerge un altro fatto che ritengo gravissimo e che i cittadini hanno il diritto di conoscere.
Con Determina n. 32 del 19 maggio 2026, l’Amministrazione Comunale ha impegnato ulteriori € 13.200,00 delle casse comunali, quindi soldi dei cittadini di Acquafondata e Casalcassinese, per realizzare lavori di sbancamento, livellamento e sistemazione di un nuovo percorso definito “alternativo” per consentire l’accesso dei mezzi al cantiere della famosa strada da € 700.000,00.
Tradotto in parole semplici:
per fare la strada della mulattiera, adesso bisogna fare un’altra strada.
E guarda caso, proprio quel tratto di cui da mesi si parlava informalmente.
Nella determina si legge chiaramente che:
1) la viabilità esistente è troppo stretta;
2) i mezzi pesanti rischiano di danneggiare i fabbricati;
3) occorre quindi aprire e sistemare un nuovo percorso mediante sbancamenti e movimentazioni di terra.
E allora viene spontanea una domanda:
ma se servono altri lavori, altri soldi e addirittura un altro percorso per poter realizzare quest’opera, era davvero un progetto così necessario e sostenibile oppure ci si è infilati in una follia amministrativa?
Qui non si parla più soltanto di una strada contestata.
Qui si sta costruendo pezzo dopo pezzo un sistema di opere collegate, utilizzando prima un finanziamento pubblico enorme e poi direttamente le casse comunali.
E tutto questo mentre:
1) le attività commerciali chiudono;
2) il paese si svuota;
3) le famiglie vanno via;
4) i servizi diminuiscono;
5) le vere priorità restano irrisolte.
La cosa più inquietante è il silenzio generale.
Possibile che nessuno si indigni?
Possibile che nessuno trovi anomalo spendere centinaia di migliaia di euro per opere che continuano ad allargarsi strada facendo?
Sono davvero il solo ad espormi pubblicamente?
Eppure siete in tanti a telefonarmi, a scrivermi, a manifestarmi vicinanza e sostegno.
Tanti cittadini hanno capito perfettamente cosa sta accadendo.
Ma poi, pubblicamente, cala il silenzio.
Un silenzio che oggi pesa più delle parole.
Io continuo a chiedermi una cosa molto semplice:
come si realizzerà concretamente una strada larga 5-6 metri senza espropriazioni?
Perché ad oggi non risulta programmato alcun procedimento espropriativo di rilievo.
E allora cosa accadrà?
Ad un certo punto la “superstrada” promessa si restringerà improvvisamente per non creare problemi ai terreni confinanti?
Anche questo i cittadini hanno il diritto di saperlo prima, non dopo.
Ma la sensazione è che ormai si stia andando avanti ad ogni costo, senza più fermarsi a riflettere sulla reale utilità dell’opera e sulle conseguenze future.
Io questa battaglia l’ho combattuta e continuo a combatterla, pur nel silenzio di troppe istituzioni che, pur essendo state informate, ad oggi non sono intervenute.
Ne riparleremo tra qualche mese, quando i lavori saranno terminati.
E allora vedremo se tutto quello che oggi viene raccontato come un successo sarà davvero servito alla collettività oppure soltanto a pochi interessi ben precisi.
Nel frattempo, mentre tutto questo accade, troppi continuano a dormire.
Sergio Mancone
Capogruppo di Opposizione

05/05/2026

......Quello che sta accadendo nel nostro Paese!
Nel corso degli anni ad Acquafondata/Casalcassinese abbiamo assistito alla chiusura di tante attività commerciali e ad un lento e inesorabile abbandono di cittadini residenti e di storiche famiglie che da sempre preferivano trascorrere le vacanze nel Paese di origine. Conseguenze certamente di una crisi generale che riguarda tante realtà dell'entroterra ma, una parte importante della responsabilità ricade nella gestione amministrativa degli ultimi decenni. Sostegni alle attività commerciali con contributi sporadici che non hanno avuto il senso di una programmazione economica. Nessun’azione concreta sul piano dei servizi sociali per una popolazione sempre più anziana. Solo interventi importanti dal punto di vista economico che non hanno portato nessun beneficio alla popolazione.
E mentre Acquafondata/Casalcassinese si impoveriscono, qualcuno festeggia. Festeggia per aver ottenuto un finanziamento da € 700.000,00 per una strada che non rappresenta una priorità per la collettività.
Una vecchia mulattiera, larga 1,5 – 2 metri, rimasta tale per centinaia di anni, oggi viene trasformata in una strada larga 5-6 metri, con lavori invasivi su un versante delicato. Un intervento che rischia perfino di creare problemi idrogeologici dove non ce ne sono mai stati. E tutto questo per cosa? Per un’opera che, nei fatti, serve pochissimi residenti.
Questa non è una vittoria. È una vittoria di Pirro. Perché con € 700.000,00 si sarebbero potuti mettere in sicurezza molti tratti critici del territorio, aiutando davvero la comunità. Invece si è scelta un’altra strada. E qualcuno, oggi, ne va anche fiero.
A me, invece, questo non sembra un successo. Mi sembra il simbolo di un modo di amministrare che non guarda al bene comune. In questi mesi ho fatto tutto il possibile per fermare questo progetto. Ho coinvolto tutte le istituzioni competenti. Ma oggi, con i lavori iniziati, devo dirlo chiaramente: non ha perso il sottoscritto. Ha perso il paese. E chi oggi applaude dovrebbe chiedersi una cosa molto semplice: questa scelta migliora davvero la vita di tutti, oppure solo di pochissimi?
Io continuerò a fare il mio dovere. A dire le cose come stanno. A difendere gli interessi della collettività. Anche quando dà fastidio. A testa alta, sempre.
Il Capogruppo di Opposizione Sergio Mancone

28/04/2026

Carissimi concittadini di Acquafondata e Casalcassinese,
quanto accaduto nelle ultime settimane merita di essere detto con chiarezza.
Il 17.03.2026 pubblico un post sulla nostra pagina politica.
Nello stesso giorno, sul sito istituzionale del Comune, compaiono cinque righe di solidarietà nei miei confronti.
Passano pochi giorni.
Arriva il 3 aprile, Venerdì Santo, a due giorni dalla Pasqua.
E l’Amministrazione cosa fa?
Fa recapitare casa per casa una lettera di 7 pagine, dai contenuti pesanti nei miei confronti.
Questa è la coerenza:
prima la solidarietà, poi una lunga lettera contro la stessa persona.
Ognuno giudichi.
Ma il punto vero non è questo.
Il punto vero è che da mesi porto avanti una battaglia su un tema preciso:
- € 700.000,00 di soldi pubblici per una strada che serve a pochissimi.
- Una vecchia mulattiera che si vuole trasformare in una strada larga 5-6 metri.
- Un intervento che non rappresenta una priorità per la collettività.
Su questo ho scritto, segnalato, documentato.
Ho interessato Ministero, Prefettura, Corte dei Conti e altri enti competenti.
Ho trasmesso elementi, osservazioni, dubbi concreti.
E sapete qual è stata la risposta?
Il silenzio.
Un silenzio totale da parte di chi dovrebbe vigilare sull’utilizzo dei soldi pubblici.
Un silenzio che pesa, perché qui non si parla di opinioni, ma di 700.000 euro dei cittadini.
E mentre da una parte le istituzioni tacciono, dall’altra si trovano tempo e risorse per scrivere e distribuire lettere contro un consigliere di minoranza.
Questo è il quadro.
Io continuerò a fare il mio dovere.
Continuerò a chiedere trasparenza.
Continuerò a dire quando una scelta non è nell’interesse della collettività.
Perché difendere i soldi pubblici non è un attacco a qualcuno.
È un dovere verso tutti.
A testa alta, come sempre.
Sergio Mancone

26/04/2026

Questa versione in Italiano ...Pubblichiamo l’intervento di Fabrizio Rongione, che ha deciso di esporsi pubblicamente su una vicenda che riguarda l’intera comunità.
Un contributo che merita attenzione, al di là di ogni posizione politica.

Fabrizio Rongione a souhaité passé par la page Facebook pour s'exprimer sur un combat qui lui tient à coeur /
Fabrizio Rongione ha scelto di utilizzare la pagina Facebook per esprimere il suo punto di vista su una causa che gli sta molto a cuore.

Je vous livre son message / Ecco il suo messaggio:

Cari concittadini di Casalcassinese e Acquafondata,

come molti di voi sanno, da ormai cinque anni mi batto contro la costruzione di una nuova strada voluta dal Comune di Acquafondata lungo via Giunture.

Ho appreso recentemente che è stato firmato il contratto con la ditta che dovrebbe eseguire i lavori.

Oggi, per la prima volta, ho deciso di esprimermi pubblicamente, perché è giunto il momento che tutti conoscano nei dettagli questa triste vicenda.

È importante chiarire, fin da subito, un punto fondamentale: questa strada è inutile, dannosa per l’ambiente e potenzialmente pericolosa.

Negli ultimi anni ho sempre preferito non rispondere ai vili attacchi di cui mia madre, in quanto proprietaria della nostra casa, è stata vittima.
Attacchi tanto più vergognosi se si considera che, in paese, tutti conoscono la sua gentilezza e correttezza e sanno bene che non ha mai augurato il male a nessuno.

L’ultima lettera ricevuta – ancora una volta indirizzata in parte contro di lei e firmata dal Comune (senza che l’autore abbia il coraggio di esporsi apertamente) - mi obbliga oggi a intervenire pubblicamente.
Lo faccio per raccontare finalmente i fatti, ma anche per dire chiaramente che non tollererò più alcuna intimidazione nei confronti di mia madre.

In quella lettera il Comune si lamenta di non avere “sufficiente libertà d’azione”.
In altre parole, rimprovera all’opposizione di fare il proprio lavoro: controllare bandi, finanziamenti, atti amministrativi e il corretto funzionamento della cosa pubblica.

In democrazia esiste chi governa e chi controlla.
Questi controlli sono strumenti essenziali per proteggere i cittadini dagli abusi.
Forse però al Comune piacerebbe un altro sistema politico, diverso da quello democratico?

Come molti già sanno, nel luglio 2023 mia madre ha ricevuto dal Comune un’ordinanza di demolizione.
Abbiamo impugnato l’atto davanti al TAR di Latina.
Purtroppo la prima sentenza ci è stata sfavorevole.

Va detto chiaramente: la legge va sempre rispettata, anche quando una decisione giudiziaria ci è contraria.
Tuttavia, il giudice non ha analizzato a fondo il contesto della vicenda.
Senza una corretta ricostruzione dei fatti, la verità resta inevitabilmente parziale.

Abbiamo deciso di proseguire nei successivi gradi di giudizio, contro quella che riteniamo una ritorsione evidente da parte del Comune.

Ma prima di entrare nel merito della strada, è necessario fare un passo indietro.

Il terreno su cui sorge la nostra casa appartiene alla nostra famiglia dal 1898.
Fu donato alla nascita a mio bisnonno. Nei primi anni del Novecento, sua madre vi costruì una prima abitazione, distrutta durante i bombardamenti della Seconda guerra mondiale.

Dopo la guerra arrivò la miseria.
I campi non potevano più essere coltivati a causa delle mine e dell’inquinamento bellico.
Casalcassinese fu duramente colpita dalla Linea Gustav.

Nel dopoguerra molti abitanti emigrarono, compresi i miei nonni, che partirono per il Belgio con la speranza di una vita migliore, promettendo però di tornare ogni estate.

Mio bisnonno, Domenico Rongione, allora sacrestano della chiesa del paese, donò il terreno a mio nonno. Su quel terreno fu poi ricostruita una piccola casa, modesta ma preziosa per la nostra famiglia.

Ed eccoci al punto contestato dal Comune: il presunto “usurpato suolo pubblico” sarebbe in realtà un semplice recinto metallico lungo circa 4,5 metri, installato da mio nonno nei primi anni ’60 per evitare che qualcuno potesse cadere dalla stradina sovrastante alla mia casa.

Dopo aver chiesto più volte l’intervento del Comune senza ottenere risposta, decise di intervenire per senso di responsabilità.

Non era certo mia madre, allora una bambina di 7 o 8 anni, ad averlo installato.
Ad ogni modo, per evitare ulteriori strumentalizzazioni, provvederò personalmente alla sua rimozione.

Sono cresciuto con mio nonno.
È stato l’uomo che ho amato di più nella mia vita.
Mi ha trasmesso l’amore per questo paese, che per me non è solo un luogo, ma una parte della mia identità.

Per me l’estate ha sempre avuto un solo nome: Casalcassinese.
Questo paese fa parte di me.
Qui riposano i miei nonni.
Oggi, il loro nipote lotta per difendere ciò che loro hanno costruito con il loro lavoro, senza chiedere nulla a nessuno.

Dopo la morte di suo padre, mia madre decise di ampliare la casa, presentando tutta la documentazione necessaria.
I progetti furono validati dai tecnici comunali dell’epoca e successivamente confermati.

La domanda è semplice: perché tutto questo non è stato contestato allora?
Perché oggi si fa finta che quei documenti non siano mai esistiti?

Per oltre vent’anni nessuno ha parlato di vincoli idrogeologici o paesaggistici.
Perché oggi questi vincoli sembrano valere solo per casa nostra e non per le numerose abitazioni ancora più vicine al cosiddetto torrente Rava, che di fatto non esiste più da decenni? Eppure, come potrei augurare la stessa sorte ai miei compagni di zona…Preferirei mille volte essere l’unico bersaglio.

Durante un comizio elettorale dell’ottobre 2021, sulla piazza dei caduti di Acquafondata, l’allora sindaco lasciò intendere pubblicamente di essere a conoscenza di problemi legati alla nostra abitazione. Perché, allora, attendere fino al luglio 2023 per notificare ufficialmente un’ordinanza di demolizione?

Nel marzo 2021 ho appreso che il Comune intendeva realizzare una strada lungo via Giuntura, destinata a passare tra la mia abitazione e quella delle mie vicine.

Ho chiesto di visionare quel progetto e l’ho fatto analizzare da professionisti.
Tutti hanno evidenziato un rischio concreto di destabilizzazione dell’area se questa strada fosse costruita.

È noto che l’abbattimento di alberi in zone in pendenza aumenta il rischio di frane.

Eppure, il Comune ha ottenuto un finanziamento di 700.000 euro per la: “Messa in sicurezza del movimento franoso a ridosso del torrente Rava e ripristino e messa a norma della viabilità esistente”, sostenendo l’esistenza di un rischio che, nei fatti, non risulta documentato in modo convincente.

Mi chiedo: dove sono gli atti che dimostrano l’esistenza di un reale pericolo?

Ho in mia possessione, documenti dell’ISPRA e una schermata di un documento pubblicato sul sito del Comune — e successivamente rimosso — che attestava come i movimenti franosi nella zona di via Giuntura non giustificassero interventi strutturali rilevanti.

Ma poi, se già nel 2021 l’intervento era così urgente, come mai nel 2026 il paese non è stato travolto da frane? Siamo forse di fronte a un miracolo?

Si tratta di denaro pubblico.
E ogni euro speso senza una reale necessità è un danno per la collettività.

La realtà è che questa strada non risponde a un bisogno dei cittadini.
Non riduce i tempi di percorrenza come affermò, durante un comizio al bar di Casalcassinese nell’estate del 2021, l’allora sindaco.

Fu anche dichiarato, sempre grazie a questa strada, che il paese sarebbe passato da 40 a 3.000 abitanti. Una previsione che sfida ogni logica in un Paese che si spopola da decenni.

Poco dopo quel comizio, avviai una raccolta firma contro la strada (colgo l’occasione per ringraziare i quasi 150 firmatari), e nel luglio del 2023, arrivò l’ordinanza di demolizione.

Sempre durante l’estate del 2021, per convincermi, mi fu spiegato che si poteva avviare i lavori della strada e, prima di giungere in prossimità della nostra abitazione, deviare verso destra per realizzare un ponte sul cosiddetto “torrente” Rava, al fine di collegarsi alla strada provinciale Cassino‑Venafro.
Alla mia esplicita domanda se esistesse già un progetto per tale ponte, mi venne risposto che non vi era ancora nulla di definito, ma che avrei dovuto “fidarmi”.

Questa strada è semplicemente un’opera inutile.

E mentre si parla di sicurezza, si interviene su un territorio che fino ad oggi non ha mai presentato criticità tali da giustificare un’opera così invasiva.

Riassumendo: si stanno utilizzando fondi pubblici per realizzare una strada larga diversi metri su un tracciato che storicamente è sempre stato una semplice mulattiera anche se, il comune sostiene che una strada carrabile è sempre esistita.

Se a sostegno di questa tesi vengono invocati vecchi documenti nei quali compare la dicitura “strada vicinale”, è opportuno ricordare che, all’inizio del XX secolo, negli Appennini, tale termine indicava prevalentemente strade rurali o di campagna, appartenenti ai proprietari dei terreni confinanti (i “vicini”, da cui «vicinale»), ma di uso pubblico.
Si trattava di collegamenti tra campi, cascine o piccoli borghi e le strade comunali o provinciali. La loro larghezza tipica era di uno o due metri, spesso anche inferiore nei tratti più impervi, e frequentemente non carrabili. Se una strada di diversi metri di larghezza fosse realmente esistita nella zona di casa nostra, ne resterebbero tracce evidenti. Sfido chiunque di darne la prova
Amo questo paese. L’ho sempre amato.
Se questa strada fosse stata davvero utile per la collettività, l’avrei sostenuta.
Invece ho scelto di oppormi, consapevole delle conseguenze.

La nostra casa è storia, memoria, identità. Per due volte il Comune mi ha conferito una targa: dapprima come cittadino onorario, successivamente con la dedica che esprimeva “l’orgoglio per il mio successo come attore, a nome del sindaco, dell’amministrazione e dei concittadini”.
Non lo ricordo per vantarmi, né per rivendicare alcun privilegio, ma per spiegare che la mia battaglia rappresenta, questa sì, un atto dovuto nell’interesse del paese. Riguarda tutti noi.

A volte tacere conviene.
Io ho scelto di parlare.

Anche a costo di perdere tutto.

Come scriveva Montesquieu:
“È un’esperienza eterna che chiunque abbia potere è portato ad abusarne.” E io aggiungo:
“È un’esperienza altrettanto eterna che chi non ne ha, è portato a resistere.”

Fabrizio Rongione

26/04/2026

Pubblichiamo l’intervento di Fabrizio Rongione, che ha deciso di esporsi pubblicamente su una vicenda che riguarda l’intera comunità.
Un contributo che merita attenzione, al di là di ogni posizione politica.

Suite à la publication du message original en italien, voici sa traduction intégrale en français afin de permettre à chacun d’en prendre pleinement connaissance.

Chers concitoyens de Casalcassinese et Acquafondata,

Comme beaucoup d’entre vous le savent, depuis cinq ans déjà, je me bats contre la construction d’une nouvelle route voulue par la commune d’Acquafondata le long de la via Giunture.

J’ai récemment appris que le contrat avec l’entreprise chargée d’exécuter les travaux a été signé.

Aujourd’hui, pour la première fois, j’ai décidé de m’exprimer publiquement, car il est temps que chacun connaisse en détail cette triste affaire.

Il est important de clarifier immédiatement un point fondamental : cette route est inutile, nuisible pour l’environnement et potentiellement dangereuse.

Ces dernières années, j’ai toujours préféré ne pas répondre aux attaques lâches dont ma mère, en tant que propriétaire de notre maison, a été victime.

Des attaques d’autant plus honteuses que, dans le village, tout le monde connaît sa gentillesse et son intégrité et sait bien qu’elle n’a jamais souhaité de mal à personne.

La dernière lettre reçue — une fois encore en partie dirigée contre elle et signée par la commune (sans que son auteur ait le courage de se dévoiler ouvertement) — m’oblige aujourd’hui à intervenir publiquement.

Je le fais pour enfin exposer les faits, mais aussi pour dire clairement que je ne tolérerai plus aucune intimidation à l’encontre de ma mère.

Dans cette lettre, la commune se plaint de ne pas avoir « suffisamment de liberté d’action ».

En d’autres termes, elle reproche à l’opposition de faire son travail : contrôler les appels d’offres, les financements, les actes administratifs et le bon fonctionnement de la chose publique.

Dans une démocratie, il y a ceux qui gouvernent et ceux qui contrôlent.

Ces contrôles sont des instruments essentiels pour protéger les citoyens contre les abus.

Peut-être que la commune préférerait un autre système politique, différent de celui démocratique ?

Comme beaucoup le savent déjà, en juillet 2023, ma mère a reçu de la commune un arrêté de démolition.

Nous avons contesté cet acte devant le tribunal administratif de Latina.

Malheureusement, la première décision nous a été défavorable.

Il faut le dire clairement : la loi doit toujours être respectée, même lorsqu’une décision judiciaire nous est contraire.

Cependant, le juge n’a pas analysé en profondeur le contexte de l’affaire.

Sans une reconstitution correcte des faits, la vérité reste inévitablement partielle.

Nous avons décidé de poursuivre dans les degrés de juridiction suivants, contre ce que nous considérons comme une mesure de rétorsion évidente de la part de la commune.

Mais avant d’entrer dans le détail de la route, il est nécessaire de faire un pas en arrière.

Le terrain sur lequel se trouve notre maison appartient à notre famille depuis 1898.

Il a été donné à mon arrière-grand-père à sa naissance. Au début du XXe siècle, sa mère y construisit une première habitation, détruite pendant les bombardements de la Seconde Guerre mondiale.

Après la guerre, la misère s’est installée.

Les champs ne pouvaient plus être cultivés à cause des mines et de la pollution liée au conflit.

Casalcassinese a été durement touchée par la ligne Gustav.

Après la guerre, de nombreux habitants ont émigré, y compris mes grands-parents, partis en Belgique avec l’espoir d’une vie meilleure, tout en promettant de revenir chaque été.

Mon arrière-grand-père, Domenico Rongione, alors sacristain de l’église du village, a donné le terrain à mon grand-père. Sur ce terrain, une petite maison a ensuite été reconstruite, modeste mais précieuse pour notre famille.

Et nous arrivons au point contesté par la commune : le prétendu « empiètement sur le domaine public » serait en réalité une simple clôture métallique d’environ 4,5 mètres, installée par mon grand-père au début des années 60 pour éviter que quelqu’un ne tombe de la petite route située au-dessus de ma maison.

Après avoir demandé à plusieurs reprises l’intervention de la commune sans obtenir de réponse, il a décidé d’agir par sens des responsabilités.

Ce n’était certainement pas ma mère, alors âgée de 7 ou 8 ans, qui l’avait installée.

Quoi qu’il en soit, afin d’éviter toute instrumentalisation supplémentaire, je me chargerai personnellement de la retirer.

J’ai grandi avec mon grand-père.

C’est l’homme que j’ai le plus aimé dans ma vie.

Il m’a transmis l’amour pour ce village, qui pour moi n’est pas seulement un lieu, mais une partie de mon identité.

Pour moi, l’été a toujours eu un seul nom : Casalcassinese.

Ce village fait partie de moi.

C’est ici que reposent mes grands-parents.

Aujourd’hui, leur petit-fils se bat pour défendre ce qu’ils ont construit par leur travail, sans rien demander à personne.

Après la mort de son père, ma mère a décidé d’agrandir la maison, en présentant toute la documentation nécessaire.

Les projets ont été validés par les techniciens communaux de l’époque, puis confirmés par la suite.

La question est simple : pourquoi cela n’a-t-il pas été contesté à l’époque ?

Pourquoi aujourd’hui fait-on comme si ces documents n’avaient jamais existé ?

Pendant plus de vingt ans, personne n’a parlé de contraintes hydrogéologiques ou paysagères.

Pourquoi aujourd’hui ces contraintes semblent-elles ne s’appliquer qu’à notre maison et pas aux nombreuses habitations encore plus proches du soi-disant torrent Rava, qui en réalité n’existe plus depuis des décennies ?

Et pourtant, comment pourrais-je souhaiter le même sort à mes voisins… Je préférerais mille fois être le seul visé.

Lors d’un meeting électoral en octobre 2021, sur la place des morts d’Acquafondata, le maire de l’époque a laissé entendre publiquement qu’il connaissait des problèmes liés à notre habitation.

Pourquoi alors attendre jusqu’en juillet 2023 pour notifier officiellement un arrêté de démolition ?

En mars 2021, j’ai appris que la commune avait l’intention de réaliser une route le long de la via Giuntura, destinée à passer entre mon habitation et celle de mes voisines.

J’ai demandé à consulter ce projet et je l’ai fait analyser par des professionnels.

Tous ont mis en évidence un risque concret de déstabilisation de la zone si cette route était construite.

Il est bien connu que l’abattage d’arbres dans des zones en pente augmente le risque de glissements de terrain.

Et pourtant, la commune a obtenu un financement de 700 000 euros pour la « sécurisation du mouvement de terrain à proximité du torrent Rava et la remise en état et mise aux normes de la voirie existante », en soutenant l’existence d’un risque qui, dans les faits, n’est pas documenté de manière convaincante.

Je me demande : où sont les éléments qui prouvent l’existence d’un danger réel ?

Je possède des documents de l’ISPRA ainsi qu’une capture d’un document publié sur le site de la commune — puis retiré — attestant que les mouvements de terrain dans la zone de via Giuntura ne justifiaient pas d’interventions structurelles importantes.

Mais alors, si dès 2021 l’intervention était si urgente, comment se fait-il qu’en 2026 le village n’ait pas été emporté par des glissements de terrain ? Sommes-nous face à un miracle ?

Il s’agit d’argent public.

Et chaque euro dépensé sans réelle nécessité est un préjudice pour la collectivité.

La réalité est que cette route ne répond à aucun besoin des citoyens.

Elle ne réduit pas les temps de trajet comme cela avait été affirmé lors d’un meeting au bar de Casalcassinese durant l’été 2021.

Il a même été déclaré que, grâce à cette route, le village passerait de 40 à 3 000 habitants.

Une prévision qui défie toute logique dans un pays qui se dépeuple depuis des décennies.

Peu après ce meeting, j’ai lancé une pétition contre la route (je remercie au passage les près de 150 signataires), et en juillet 2023, l’arrêté de démolition est arrivé.

Toujours durant l’été 2021, pour me convaincre, on m’a expliqué qu’il serait possible de commencer les travaux de la route puis, avant d’arriver à proximité de notre habitation, de bifurquer vers la droite pour construire un pont sur le soi-disant « torrent » Rava, afin de rejoindre la route provinciale Cassino-Venafro.

À ma question explicite sur l’existence d’un projet pour ce pont, il m’a été répondu qu’il n’y avait encore rien de défini, mais que je devais « faire confiance ».

Cette route est tout simplement une œuvre inutile.

Et alors qu’on parle de sécurité, on intervient sur un territoire qui, jusqu’à présent, n’a jamais présenté de criticité justifiant un ouvrage aussi invasif.

En résumé : des fonds publics sont utilisés pour construire une route large de plusieurs mètres sur un tracé qui a toujours été historiquement une simple mulettière, même si la commune affirme qu’une route carrossable a toujours existé.

Si, pour soutenir cette thèse, on invoque d’anciens documents mentionnant une « route vicinale », il convient de rappeler qu’au début du XXe siècle, dans les Apennins, ce terme désignait principalement des chemins ruraux ou de campagne, appartenant aux propriétaires des terrains voisins, mais à usage public.

Il s’agissait de liaisons entre champs, fermes ou petits hameaux et les routes communales ou provinciales.

Leur largeur typique était d’un à deux mètres, souvent même inférieure dans les passages les plus escarpés, et fréquemment non carrossables.

Si une route de plusieurs mètres de large avait réellement existé près de chez nous, il en resterait des traces évidentes.

Je mets quiconque au défi d’en apporter la preuve.

J’aime ce village. Je l’ai toujours aimé.

Si cette route avait été réellement utile à la collectivité, je l’aurais soutenue.

Au contraire, j’ai choisi de m’y opposer, conscient des conséquences.

Notre maison est histoire, mémoire, identité.

À deux reprises, la commune m’a remis une plaque : d’abord comme citoyen d’honneur, puis avec une dédicace exprimant « la fierté pour mon succès en tant qu’acteur, au nom du maire, de l’administration et des concitoyens ».

Je ne le rappelle pas pour me vanter, ni pour revendiquer un quelconque privilège, mais pour expliquer que mon combat représente un devoir, dans l’intérêt du village. Il nous concerne tous.

Parfois, se taire est plus facile.

Moi, j’ai choisi de parler.

Même au risque de tout perdre.

Comme l’écrivait Montesquieu :

« C’est une expérience éternelle que tout homme qui a du pouvoir est porté à en abuser. »

Et j’ajoute :

« C’est une expérience tout aussi éternelle que celui qui n’en a pas est porté à résister. »

Fabrizio Rongione

04/04/2026

In qualità di Consigliere Comunale e Capogruppo di Minoranza del Comune di Acquafondata, desidero rivolgere a tutti i cittadini di Acquafondata e Casalcassinese i più sinceri auguri di una serena Pasqua.
Che questa festività possa rappresentare un momento di pace, riflessione e rinnovata speranza per tutti, portando nelle vostre case salute, serenità e fiducia nel futuro.
Un caro augurio a ciascuno di voi e alle vostre famiglie.🕊
Sergio Mancone

31/03/2026

700.000 EURO PER UNA MULATTIERA: QUESTA È LA PRIORITÀ?
Ci sono scelte amministrative che segnano un territorio.
E poi ce ne sono altre che lasciano solo una domanda: a chi servono davvero?
Da mesi porto avanti una battaglia chiara e trasparente contro un progetto che considero profondamente sbagliato: la realizzazione di una strada dal costo di oltre € 700.000,00, che partirebbe da via Macerelle (Casalcassinese) per arrivare nei pressi del ponte vicino all’ex ufficio postale passando proprio a ridosso della casa di Viviane Rongione.
Una cifra enorme. Una cifra che dovrebbe cambiare il volto di un territorio.
E invece rischia di diventare l’ennesimo spreco di denaro pubblico.
Perché diciamolo chiaramente: non stiamo parlando di una strada strategica per la collettività, ma di un tracciato che interessa 3 residenti della zona. Tra questi, guarda caso, anche figure ben note all’interno dell’attuale amministrazione.
E allora la domanda è inevitabile: è questa la priorità per Acquafondata? Investire € 700.000,00 per 3 residenti? Investire € 700.000,00 di denaro pubblico per una strada che probabilmente non sarà mai percorribile soprattutto d'inverno vista la pendenza che avrà.
DA MULATTIERA A STRADA DA 6 METRI
Quel tracciato non nasce oggi. È riportato nelle vecchie mappe come strada vicinale. E cosa erano le strade vicinali? Non certo arterie di collegamento moderne. Erano mulattiere o sentieri battuti, larghi tra 1,5 e 2,5 metri, utilizzati per il passaggio di animali da soma e piccoli carri agricoli.
Oggi invece si vuole trasformare quel percorso in una strada larga 5-6 metri, con sbancamenti, muri di contenimento e interventi pesanti in un’area già delicata. Questo cantiere possiamo definirlo … stravolgimento del territorio.
UN RISCHIO ALTISSIMO
Si parla di messa in sicurezza. Ma la realtà è un’altra. Per realizzare un’opera di questo tipo in un’area con pendenze importanti, serviranno lavori invasivi che rischiano di compromettere l’equilibrio idrogeologico della zona.
Altro che sicurezza. Qui si rischia di creare problemi dove oggi non ce ne sono.
700.000 EURO: QUANTE STRADE SI POTEVANO SISTEMARE?
La vera questione è una sola: le priorità. Con € 700.000,00, quante strade tra Acquafondata e Casalcassinese si sarebbero potute mettere in sicurezza davvero?
Quanti muri di contenimento pericolanti si sarebbero potuti sistemare? Invece si è scelta una strada che non rappresenta un’esigenza collettiva, ma una scelta discutibile che lascia molti cittadini increduli.
UNA MAGGIORANZA CHE NON DISCUTE, MA ESEGUE
Ancora più grave è l’atteggiamento della maggioranza. Di fronte a scelte così rilevanti, ci si aspetterebbe confronto, approfondimento, responsabilità. E invece assistiamo, ancora una volta, a votazioni per alzata di mano, senza una reale discussione sulle conseguenze per il territorio.
Decisioni prese senza porsi una domanda fondamentale: stiamo facendo il bene della collettività o di pochi?
LA MIA BATTAGLIA (E IL SILENZIO DELLE ISTITUZIONI)
Come capogruppo di opposizione ho fatto tutto ciò che era nelle mie possibilità. Ho scritto alla Corte dei Conti, alla Prefettura, al Ministero che ha finanziato l’opera, al Tribunale di Cassino.
Ho trasmesso elementi, documenti, testimonianze. Ho cercato di far emergere una verità semplice: quel tracciato non è mai stato, nella realtà, una strada come oggi viene descritta. Eppure, ad oggi, nessuno è intervenuto per fermare o sospendere i lavori.
A malincuore, devo prendere atto di una realtà amara:
questo progetto andrà avanti, a giorni probabilmente inizieranno i lavori ma i cittadini vedono e giudicano. Se le istituzioni non intervengono, restano i cittadini. E i cittadini non sono ciechi.
Sanno distinguere tra ciò che è utile e ciò che non lo è.
Sanno quando una scelta è nell’interesse di tutti e quando è nell’interesse di pochissimi. E questa è una di quelle scelte che difficilmente verrà dimenticata.
ATTENZIONE: UN NUOVO PROGETTO IN ARRIVO
Come se non bastasse, si apre già un nuovo fronte. Per il giorno 3 aprile è stato convocato un Consiglio Comunale straordinario per discutere un’ulteriore strada a Casalcassinese: “Croce - Colle Nardella”. Sia chiaro:
le strade sono utili, quando servono davvero. Se questo intervento verrà realizzato a costo zero, con la collaborazione dei proprietari, ben venga. Ma se anche qui si dovranno utilizzare fondi pubblici, allora la posizione è chiara:
non si possono continuare a spendere soldi dei cittadini per opere che non rappresentano una priorità.
IL MIO IMPEGNO RESTA
Continuerò a fare il mio dovere fino in fondo. Sempre. Anche quando sembra inutile.
Anche quando ci si scontra con un muro. Amministrare non significa obbedire.
Significa scegliere. E assumersi la responsabilità delle proprie scelte. Io da che parte stare l’ho deciso da tempo:
DALLA PARTE DEI CITTADINI.

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