15/09/2026
Quello che segue รจ il testo della lettera che venerdรฌ 11 settembre abbiamo inviato al direttore dell' Alto Adige a commento di un articolo tossicamente intitolato โMigranti: 1800 euro per lโalloggioโ. Il fatto che la lettera non sia stata pubblicata ci pare indicativo di una linea editoriale diretta a fomentare beceri istinti a partire da mezze-veritร .
"Egregio Direttore,
lโAlto Adige del 9 settembre ci informa della proposta della Provincia di attribuire 1800 euro al mese per nucleo familiare ai Comuni che parteciperanno al programma di redistribuzione territoriale delle famiglie migranti. Dal testo dellโarticolo, si comprende subito che il titolo (โMigranti: 1800 euro per lโalloggioโ) contiene una grossolana semplificazione: il costo per gli alloggi si aggira in realtร sui 800-900 euro al mese (a cui contribuiranno, in misura simbolica, i futuri inquilini), mentre lโimporto indicato รจ una cifra forfettaria diretta a coprire ulteriori โspese di segreteria ed altre vociโ. Ma, al netto delle specificazioni contenute nellโarticolo, agli occhi del lettore medio il messaggio resta: la Provincia รจ pronta a destinare per i nuclei familiari di migranti cifre che le famiglie degli altri residenti nemmeno nei loro sogni piรน sfrenati potrebbero immaginare. Non stupisce quindi che sui social la notizia sia stata oggetto di ampia riprovazione e degli ormai consueti commenti razzisti.
Non รจ nostra intenzione difendere questa proposta e, piรน in generale, le politiche di inclusione della Provincia di Bolzano. A motivare la nostra contrarietร non รจ solo il fatto che la redistribuzione sul territorio provinciale dei nuclei familiari migranti dipende dalla variabile disponibilitร dei comuni prescindendo completamente dai loro progetti di vita e dalla loro concreta situazione lavorativa. Meglio sarebbe favorire lโadesione di tutti i comuni al sistema accoglienza e integrazione (SAI), che in altre parti dโItalia ha giร dimostrato risultati soddisfacenti. Uno strumento che il comune di Bolzano finora ha scelto di ignorare, rinunciando cosรฌ anche alle risorse finanziarie messe a disposizione dal Ministero. Piรน in generale, ci sembra che le politiche di accoglienza della Provincia siano concepite in isolamento da quella che รจ la piรน generale crisi abitativa esistente nel nostro territorio. Una crisi abitativa che riguarda sicuramente gli ultimi (non solo le famiglie interessate dal piano provinciale, ma ancor prima le persone che dalla scorsa primavera vivono allโaddiaccio esposte al caldo, ai temporali e agli sgomberi delle forze dellโordine) e anche i penultimi, ovvero le persone e le famiglie che faticano a trovare un alloggio a prezzi sostenibili.
ร nostra convinzione che, in una situazione simile, promuovere lโinclusione e lโintegrazione sociale significhi anzitutto evitare di fomentare le guerre fra poveri. In concreto, questo significa anzitutto intervenire con politiche abitative adeguate ai bisogni di tutti coloro che vivono e lavorano nel territorio, per esempio procedendo in tempi rapidi al ripristino di quegli alloggi dellโIPES (secondo le stime piรน recenti, sono quasi 600!) e dei comuni (il numero รจ imprecisato) che richiedono interventi di manutenzione. E poi intervenire nel mercato delle locazioni, limitando gli affitti brevi (la Commissione europea ha appena formulato una importante proposta sul tema) e introducendo incentivi (garanzie, tassazione agevolata) idonei a motivare i piccoli proprietari a mettere sul mercato a canoni accessibili alloggi che allo stato attuale non sono affittati.
Sul punto le nostre proposte sono note e presto le delibere su cui si sono raccolte le firme durante lโestate saranno presentate al Comune di Bolzano e in Provincia. Ma oltre a procedere con determinazione su questi fronti, ci permettiamo di rivolgere anche al suo giornale lโinvito a resistere alla tentazione del facile titolo scandalistico. Il giorno successivo alla pubblicazione della notizia in questione lโAlto Adige ha ospitato un editoriale del prof. Paolo Pombeni dal titolo โAfd: la destra che fa pauraโ. Come รจ noto, lโascesa della destra autoritaria รจ un fenomeno che riguarda anche lโAlto Adige/Sรผdtirol. Crediamo sia compito anche della stampa prevenire e contrastare questa deriva evitando di aizzare per qualche click in piรน gli istinti piรน beceri che, come รจ ormai ampiamente evidente, sono diffusi anche nel nostro territorio."