Villa Artili Perrona

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Villa Artili Perrona Casa padronale del XVIII secolo.

In occasione della Giornata dell’Agricoltura “Coltiviamo la Cultura” organizzata da A.D.S.I - Associazione Dimore Storic...
26/10/2026

In occasione della Giornata dell’Agricoltura “Coltiviamo la Cultura” organizzata da A.D.S.I - Associazione Dimore Storiche Italiane e .veneto l’8 novembre 2026 apriremo i cancelli della nostra dimora Villa Artili Perrona e degli spazi interni appena riordinati, che per l’evento saranno allestiti in modo eccentrico e rievocativo.

Durante la mattinata sarà possibile accedere agli spazi esterni per pubblico e soci: la corte terrazzata ed il giardino circostante.

Negli spazi interni è previsto inoltre un evento
Pop up:”Marie Antoniette” su prenotazione e con posti limitati (vedi locandina).

Per maggiori info scrivere a [email protected] o su whatsapp a 3334532652

Apriamo le prenotazione dell’evento in programma l’8 novembre 2026 “Marie Antoinette” in occasione della giornata “Colti...
24/10/2026

Apriamo le prenotazione dell’evento in programma l’8 novembre 2026 “Marie Antoinette” in occasione della giornata “Coltiviamo la cultura” di A.D.S.I - Associazione Dimore Storiche Italiane

Per maggiori info scrivere a
✉️ [email protected]
o 📳 whatsapp a 3334532652

Il valore del rituale: non un espresso ma un caffè o meglio ancora “il solito”,la differenza tra l’esperienza ed il cons...
12/07/2026

Il valore del rituale: non un espresso ma un caffè o meglio ancora “il solito”,
la differenza tra l’esperienza ed il consumo,
la comprensione profonda che c’è molto di più in un gesto semplice e quotidiano di quello che si può pensare ci sia ovvero la sola consumazione.

Il bar non muore per colpa delle bollette,
ma per colpa della fretta.

Negli ultimi dieci anni in Italia hanno abbassato la serranda più di 21mila bar.
Ventunomila insegne spente, tazzine riposte in un magazzino, storie interrotte.
Eppure, ogni giorno ne aprono di nuovi. E allora la domanda sorge spontanea: com’è possibile che in un Paese che vive di caffè, i bar muoiano così?

La verità è che oggi chiunque può aprire un bar.
Basta un comodato d’uso, un fornitore di macchine, un corso lampo su “come mo***re la schiuma perfetta”.
Il resto sembra secondario: la cultura, la competenza, la sensibilità del gesto.
Il bar è diventato un pacchetto chiavi in mano, un sogno standardizzato.

Ma il caffè non è routine.
Il caffè è conoscenza, esperienza, artigianalità.
Dietro quei due tasti della macchina ci sono anni di pratica, di errori, di curiosità, di naso allenato a sentire le sfumature, di mani che sanno quanto dura un’estrazione perfetta.

Chi lavora dietro il bancone non serve solo bevande: serve momenti.
Un buongiorno detto bene, un bicchiere d’acqua portato con rispetto, un caffè che profuma davvero di caffè e non di bruciato.
Questa è la differenza tra un bar che resiste e uno che chiude.

Il problema non è economico, è culturale.
Abbiamo confuso la quantità con la qualità.
Abbiamo scambiato la velocità per efficienza, il profitto immediato per professionalità.
E così il bar, quel luogo che per decenni è stato il cuore pulsante dei paesi e dei quartieri, oggi rischia di diventare un punto vendita come un altro.

Ma il bar vero non è un franchising.
È una bottega, un rito, una forma di identità italiana.
È la mano che ti riconosce al volo e ti prepara “il solito” senza chiedere nulla.
È un sapere che si trasmette, non un bottone che si preme.

Finché non torneremo a capire questo,
continueremo a confondere l’espresso con il caffè.
E a svuotare, un sorso alla volta, la nostra stessa cultura.

Per FortunaNoi non abbiamo giorni senza GIN.Luckily We don’t have days without GIN.
10/07/2026

Per Fortuna
Noi non abbiamo giorni senza GIN.

Luckily
We don’t have days without GIN.

C’era un tempo in qui i luoghi erano fatti per “soggiornare” (ovvero “fare giorno” trascorrere un periodo di tempo, soli...
28/05/2026

C’era un tempo in qui i luoghi erano fatti per “soggiornare” (ovvero “fare giorno” trascorrere un periodo di tempo, solitamente uno o più giorni, in un determinato luogo) detto anche “villeggiare” o “fare villeggiatura” (ovvero trascorrere un periodo di vacanza o di riposo in una località diversa dalla propria abitazione abituale) tale termine deriva proprio da “villa”, il luogo dove rilassarsi e trascorrere il tempo del riposo, in campagna immersi nella natura e nei ritmi lenti dei rituali quotidiani.

Uno spazio per rallentare il tempo, uno spazio che oggi ha visto passare, immotevole, un’infinità di tempo ma rimane fedele a se stesso: accogliente, lento e rilassante.

Forse nel Settecento i nobili si invitavano semplicemente dicendosi “Ci vediamo in Villa” perché consapevoli che abitualmente era proprio là il luogo atto agli incontri, allo svago ed al riposo.

24.05.2026 XVI Giornata Nazionale

…9 Novembre 2025…
18/04/2026

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…Gin Tonic?! 💜🧡💜🧡
18/04/2026

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18/04/2026

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Indirizzo

Via Torelli 1843
Bosaro
45033

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