17/02/2026
Ieri siamo venuti a conoscenza di un consiglio comunale che si terrà domani e che prevede tra gli odg la “APPROVAZIONE DEL NUOVO STATUTO COMUNALE”.
Lo Statuto è una sorta di Carta costituzionale per la nostra Città, un tracciato su cui imparare a camminare da cittadini e amministratori. Nacque dall’iniziativa dell’Amministrazione Di Sorbo nei primi anni ’90 e fu dato rilievo alla partecipazione: molti caiatini infatti diedero il loro contributo alla stesura del documento e storici locali si occuparono di redigere la premessa sui cenni storici della Città. Furono istituite le consulte, le commissioni consiliari e l’iniziativa popolare fu incoraggiata in ogni modo. Alcuni articoli per l’epoca furono “rivoluzionari” e tutto il territorio caiatino fu vincolato come bene paesaggistico (art. 3 comma 2: “Per le caratteristiche ambientali di particolare interesse paesaggistico, il territorio comunale é vincolato ai sensi del D.Lgs. n. 42 del 22.01.2004”).
Sono state negli anni proposte e adottate modifiche (le ultime nel 2005). Per esempio, nei principi è stato aggiunto che “ogni attività edilizia deve essere improntata alla salvaguardia del territorio in perfetta armonia con la sua morfologia evitando ogni forma di scriteriata cementificazione”; e un’altra modifica è stata l’introduzione di una nuova figura, quella del Presidente del Consiglio comunale, non necessaria per il numero di abitanti di Caiazzo, ma che negli anni si è rivelata fondamentale nella gestione della dialettica tra le componenti politiche e per una maggiore garanzia di equità.
Quando nacque lo Statuto c’erano, come oggi, sensibilità diverse e orientamenti politici e partitici in eterna lotta ma il bene comune fu posto al di sopra di tutto e Caiazzo seppe farsi comunità. È questa la ragione per cui in trentacinque anni nessuna Amministrazione comunale ha mai pensato di cestinare quel documento e sostituirlo con uno nuovo, per il rispetto di quel lavoro di tutti, perché tutti i rappresentanti che hanno seduto in consiglio comunale hanno sempre riconosciuto in quella Carta i valori guida della nostra Città.
Oggi ci ritroviamo una convocazione, diffusa a mezzo social dal profilo dell’Ente, del prossimo consiglio comunale che si terrà domani e che prevede come Odg l’approvazione di un nuovo Statuto. Così come scritto, se la lingua italiana non è un’opinione, non sembra si tratti di modifiche, ma di una vera e propria sostituzione. Il passato si cancella, la storia si riscrive senza memoria.
Lo Statuto rappresenta la carta fondamentale della comunità e la sua riscrittura 'unilaterale' priva i cittadini del diritto di partecipare alle scelte che definiscono l'identità e le regole di governo della città. Un'azione intrapresa in modo autoreferenziale non solo svilisce la dignità delle istituzioni, ma allontana ulteriormente la cittadinanza dalla gestione della 'cosa pubblica'. Il D.Lgs. 267/2000 (Testo Unico Enti Locali), all'art. 8, stabilisce che i Comuni devono valorizzare le libere forme associative e promuovere organismi di partecipazione dei cittadini all'amministrazione locale. Uno Statuto che viene cambiato, sostituito o modificato senza consultazione tradisce lo spirito di questa norma e la visione di democrazia partecipata che dovrebbe essere la condizione dell’agire di una giusta e illuminata amministrazione comunale.
In ultimo, sembra che l’esecutivo, la presidenza del consiglio e gli uffici competenti abbiano dimostrato completo disinteresse e inadempienza anche negli aspetti procedurali in senso stretto. Nell’attuale e ancora vigente Statuto infatti, nella parte relativa alle disposizioni finali (pag. 114 art.1- revisione dello statuto) è espresso un precetto vincolante: “Prima di essere poste all’esame della competente commissione consiliare, le proposte di revisione dello Statuto sono affisse all’albo pretorio per non meno di dieci giorni” e ancora hanno deliberatamente ignorato quanto segue al comma 4, non un obbligo, ma di certo un accorato suggerimento: “Prima di procedere all’approvazione della proposta di revisione, il Consiglio comunale, con la maggioranza assoluta dei Consiglieri assegnati, può deliberare di sottoporre le proposte di revisione dello Statuto a referendum consultivo, ovvero di proporre forme di consultazione di associazioni, organizzazioni ed Enti”.
Abbiamo consultato l’albo pretorio sul sito istituzionale del Comune ma non risulta depositato alcuno Statuto. Ci auguriamo che il documento sia sfuggito al nostro occhio poco attento e ad ogni buon fine invitiamo la cittadinanza a verificare quanto detto. In caso contrario, tale omissione costituisce, riteniamo, una violazione insanabile dell’iter procedurale e ci duole davvero constatare che per l’ennesima volta siano state troppe e gravi le dimenticanze dell’Amministrazione comunale in merito alla partecipazione dei cittadini. Sul contenuto del documento che si accingono ad approvare e sull’eventuale inefficacia dell’atto consiliare, invece, ci pronunceremo nei prossimi giorni non appena ci sarà consentito di entrare nel merito, essendoci oggi precluso. Nel frattempo abbiamo provveduto ad inviare una Pec alla Segretaria comunale per chiederle nella sua qualità di garante della legittimità degli atti dell'Ente, di verificare la regolarità della procedura e, in mancanza del rispetto dei termini di affissione previsti dallo Statuto vigente, a proporre il ritiro o il rinvio del punto all'ordine del giorno, al fine di evitare la produzione di un atto amministrativo nullo o annullabile, a tutela del decoro istituzionale e dei diritti della comunità di Caiazzo
Senza una opposizione che possa vigilare sull’operato della maggioranza, la difesa di questa città spetta ai caiatini.
Siamo di fronte all’ennesima vergogna istituzionale.