Caiazzo Non Si Lega

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Caiazzo Non Si Lega Dove il tramonto accarezza la collina una nuova alba si alza tra le pietre antiche: è il ritorno di chi non si arrende.

Condividiamo l'interessante iniziativa di  "Riflessioni caiatine", un incontro pubblico su economia, territorio e cultur...
11/06/2026

Condividiamo l'interessante iniziativa di "Riflessioni caiatine", un incontro pubblico su economia, territorio e cultura che si terrà il 19 giugno alle 19 in piazza S. Stefano (nei locali dell'ex seminario vescovile).
Ci saremo anche noi :)

Un laboratorio di idee nell’ex Seminario Vescovile per invertire la rotta tra spopolamento, crisi delle attività storiche e disaffezione civica CIAZZO. Si accendono i riflettori sulla partecipazione. Venerdì 19 giugno 2026, alle ore 19.00, l’ex Seminario Vescovile di Piazza Santo Stefano ospit...

L’incontro di ieri sera con la Commissione Statuto non è stato un invito al confronto ma un tentativo estremo di riparar...
21/05/2026

L’incontro di ieri sera con la Commissione Statuto non è stato un invito al confronto ma un tentativo estremo di riparare a un vero e proprio abuso di potere che stava per realizzarsi sotto gli occhi di noi tutti. Se infatti mesi fa non avessimo segnalato alla Segretaria comunale la mancata osservanza delle prescrizioni statutarie ancora vigenti che impongono di depositare la bozza del nuovo Statuto sull'albo pretorio per almeno 10 giorni per consentirne la lettura e l'eventuale presentazione di osservazioni, avrebbero approvato in sordina il documento più importante della nostra Città. Ed è sardonico constatare che proprio quell'articolo dello Statuto che li obbligava a garantire la partecipazione cittadina e che loro dicono sia sfuggito quando doveva essere applicato, sia stato poi uno di quelli di cui hanno proposto la modifica!
Durante il colloquio, abbiamo motivato le nostre osservazioni ( a cui nei prossimi giorni dedicheremo opportuno spazio sulla nostra pagina) insistendo sulla necessità di abbandonare a Caiazzo l'idea del governo rigido, unidirezionale e monocorde per costruire una vera Governance basata su partecipazione, responsabilità e trasparenza. D'altronde era stato lo stesso sindaco, anche in consiglio comunale, a paventare l'obiettivo di incoraggiare la partecipazione.

Ma come?

Nella loro personalissima visione della democrazia partecipata:
- stabilendo che sia la sola giunta a deliberare sull'intitolazione di vie e piazze, nascondendosi dietro la volontà di un adeguamento alla legge ma dimenticando che proprio in virtù dell.art. 6 del Tuel tale competenza può essere attribuita al consiglio comunale.
- aumentando le soglie percentuali dal 5% al 15% per la presentazione di proposte di iniziativa popolare, interpellanze, petizioni, richiedendo quindi ai cittadini di Caiazzo uno sforzo proporzionalmente 150 volte superiore a quello richiesto a livello nazionale per presentare una proposta di legge di iniziativa popolare!
- abolendo quasi tutte le commissioni tra cui quella per la "Programmazione e il Bilancio" e quella per la " Programmazione territoriale".
Abbiamo naturalmente chiesto il senso di queste modifiche in aperto contrasto con una politica partecipata ma non abbiamo ottenuto alcuna risposta soddisfacente. La nostra impressione è che l'unico presupposto sia il disperato bisogno di riaffermare un potere che ormai non trova più legittimità all'esterno.
Il sindaco e i consiglieri ci hanno presentato l’introduzione di Consulte quasi come una alternativa alle Commissioni consiliari; hanno affermato con forza che, in quanto amministratori, rappresentano tutta la cittadinanza, come se la rappresentanza legale e istituzionale equivalga matematicamente a una rappresentanza politica; ci hanno addirittura suggerito, forse indispettiti, di candidarci per affermare le nostre idee. A quel punto abbiamo ricordato, a noi stessi e a loro, che prima di tutto siamo cittadini, siamo una comunità di persone prima di essere un bacino di elettori, siamo democraticamente uniti o in contrasto perché liberi di pensare e di esercitare il nostro diritto a partecipare. Questa è la politica che conosciamo.
A più riprese hanno ribadito la loro posizione sulle nostre osservazioni e, salvo forse la proposta di consultazioni digitali, temiamo non ci sarà accoglimento per le altre. Sarebbe la conferma di un diniego ideologico, fazioso e senza reali motivazioni. Rimaniamo comunque in attesa di conoscerne ufficialmente l'esito.

Gestire la Cosa pubblica richiede l'etica del custode, non la logica del conquistatore.
Noi saremo qui, pronti a ricordarlo e a ribadirlo finché alla città di Caiazzo e ai suoi cittadini non verrà restituita dignità.

27/03/2026

Mercoledì 18 marzo 2026 i firmatari del presente comunicato hanno consegnato al protocollo del Comune di Caiazzo le seguenti osservazioni in merito al procedimento di revisione dello Statuto Comunale.

L'attenzione si è concentrata su una serie di norme che, così come riformulate, vanno tutte in un'unica direzione: scoraggiare la partecipazione popolare, indebolire la funzione del Consiglio Comunale a vantaggio della Giunta ed escludere le minoranze dai processi decisionali.

Oggetto delle osservazioni sono state le seguenti modifiche:

Soppressione di quasi tutte le Commissioni Consiliari, comprese quelle competenti per il bilancio e per le modifiche al Piano Urbanistico Comunale. Se si vuole garantire il buon funzionamento dell'Ente, la tutela del ruolo delle minoranze e quindi dell'intero Consiglio Comunale, quale organo rappresentativo di tutta la comunità locale, le commissioni non devono essere soppresse!

Eliminazione della preventiva pubblicazione della bozza di revisione dello Statuto Comunale prima dell'approvazione in Consiglio. Se si vogliono conservare la possibilità di presentare osservazioni da parte dei cittadini, come questa in parola, e di proporre referendum e altre forme di consultazione popolare, da parte del Consiglio Comunale, la pubblicazione preventiva deve rimanere!

Trasferimento alla Giunta del potere di revisionare l'intitolazione di strade e piazze. Se si vuole conservare il rispetto del sentire comune di tutti i cittadini, si deve lasciare tale competenza al Consiglio comunale, quale organo di espressione di tutta la comunità, previo parere della Commissione Toponomastica!

Aumento del numero di firme, dal 5% al 15% degli iscritti nelle liste elettorali, richiesto per gli strumenti di partecipazione popolare (interrogazioni, interpellanze, petizioni, proposte). Se davvero si vuole consentire ai cittadini di essere soggetti attivi nelle decisioni che riguardano la vita politica e amministrativa del Comune, le percentuali si abbassano, non si alzano!

Oltre alle osservazioni sulle modifiche, sono state presentate tre proposte di integrazione al testo del nuovo Statuto che riguardano in particolare i principi di trasparenza, partecipazione e sostenibilità:

Bilancio partecipativo, strumento che consente ai cittadini di intervenire sull’utilizzo e la destinazione di risorse del Bilancio comunale;

Consultazioni digitali attraverso le quali i cittadini possono partecipare ai processi decisionali inviando pareri e suggerimenti all’amministrazione competente;

Bilancio sociale annuale affinché sia garantita e incoraggiata la trasparenza dell’azione politico-amministrativa.

L'interesse a seguire da vicino l'iter che porterà all'approvazione del nuovo Statuto- anche per verificare l'accoglimento delle suddette osservazioni- e le altre vicende amministrative è vivo e resterà vivo nell'interesse di Caiazzo

Andrea Costantino, Maria Antonietta Zambella, Ida Sorbo, Giuseppe Rosario Esposito, Arturo De Matteo, Rosanna Buonomo, Erminio De Lucia, Vincenzo De Lucia, Ornella Rolli, Luigi Ponsillo, Raffaele De Marco, Attilio Bruno, Maria Lostritto.

10/03/2026

📌Al seguente link è possibile consultare la bozza di statuto che l'Amministrazione comunale si appresta ad approvare. I cittadini hanno dieci giorni di tempo, a partire dal 9 marzo, per presentare osservazioni sul documento.
Non vogliamo anticiparvi nulla ma vale la pena leggerlo per avere chiara la situazione politica della nostra città. Seguiranno aggiornamenti.
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18/02/2026

Abbiamo ottenuto un risultato: durante la seduta di Consiglio comunale di oggi si è stabilito il rinvio del punto all’ordine del giorno sull’Approvazione dello Statuto per vizio di forma così come sottolineato anche dalla Segretaria comunale con lettera indirizzata alla Presidente della Civica Assise e per conoscenza a Ida Sorbo, che ieri aveva inoltrato PEC di segnalazione e richiesta di verifica della correttezza delle procedure. Non siamo riusciti a seguire la diretta streaming sul canale YouTube del Comune per evidenti problemi di connessione nella trasmissione da parte dell’Ente, pertanto non siamo in grado al momento di riferire in maniera puntuale tutto ciò che è stato detto. Tuttavia è certo che non sia avvenuta l’approvazione dello Statuto. Si procederà dunque, secondo la norma statutaria vigente, alla pubblicazione della nuova proposta di Statuto sull’ Albo Pretorio e sarà data facoltà ai cittadini di visionarlo e di esercitare il diritto a partecipare. Il grande malinteso della democrazia è confonderla con il potere della maggioranza. Continueremo ad occuparci della vicenda.

17/02/2026

Ieri siamo venuti a conoscenza di un consiglio comunale che si terrà domani e che prevede tra gli odg la “APPROVAZIONE DEL NUOVO STATUTO COMUNALE”.
Lo Statuto è una sorta di Carta costituzionale per la nostra Città, un tracciato su cui imparare a camminare da cittadini e amministratori. Nacque dall’iniziativa dell’Amministrazione Di Sorbo nei primi anni ’90 e fu dato rilievo alla partecipazione: molti caiatini infatti diedero il loro contributo alla stesura del documento e storici locali si occuparono di redigere la premessa sui cenni storici della Città. Furono istituite le consulte, le commissioni consiliari e l’iniziativa popolare fu incoraggiata in ogni modo. Alcuni articoli per l’epoca furono “rivoluzionari” e tutto il territorio caiatino fu vincolato come bene paesaggistico (art. 3 comma 2: “Per le caratteristiche ambientali di particolare interesse paesaggistico, il territorio comunale é vincolato ai sensi del D.Lgs. n. 42 del 22.01.2004”).
Sono state negli anni proposte e adottate modifiche (le ultime nel 2005). Per esempio, nei principi è stato aggiunto che “ogni attività edilizia deve essere improntata alla salvaguardia del territorio in perfetta armonia con la sua morfologia evitando ogni forma di scriteriata cementificazione”; e un’altra modifica è stata l’introduzione di una nuova figura, quella del Presidente del Consiglio comunale, non necessaria per il numero di abitanti di Caiazzo, ma che negli anni si è rivelata fondamentale nella gestione della dialettica tra le componenti politiche e per una maggiore garanzia di equità.
Quando nacque lo Statuto c’erano, come oggi, sensibilità diverse e orientamenti politici e partitici in eterna lotta ma il bene comune fu posto al di sopra di tutto e Caiazzo seppe farsi comunità. È questa la ragione per cui in trentacinque anni nessuna Amministrazione comunale ha mai pensato di cestinare quel documento e sostituirlo con uno nuovo, per il rispetto di quel lavoro di tutti, perché tutti i rappresentanti che hanno seduto in consiglio comunale hanno sempre riconosciuto in quella Carta i valori guida della nostra Città.
Oggi ci ritroviamo una convocazione, diffusa a mezzo social dal profilo dell’Ente, del prossimo consiglio comunale che si terrà domani e che prevede come Odg l’approvazione di un nuovo Statuto. Così come scritto, se la lingua italiana non è un’opinione, non sembra si tratti di modifiche, ma di una vera e propria sostituzione. Il passato si cancella, la storia si riscrive senza memoria.
Lo Statuto rappresenta la carta fondamentale della comunità e la sua riscrittura 'unilaterale' priva i cittadini del diritto di partecipare alle scelte che definiscono l'identità e le regole di governo della città. Un'azione intrapresa in modo autoreferenziale non solo svilisce la dignità delle istituzioni, ma allontana ulteriormente la cittadinanza dalla gestione della 'cosa pubblica'. Il D.Lgs. 267/2000 (Testo Unico Enti Locali), all'art. 8, stabilisce che i Comuni devono valorizzare le libere forme associative e promuovere organismi di partecipazione dei cittadini all'amministrazione locale. Uno Statuto che viene cambiato, sostituito o modificato senza consultazione tradisce lo spirito di questa norma e la visione di democrazia partecipata che dovrebbe essere la condizione dell’agire di una giusta e illuminata amministrazione comunale.
In ultimo, sembra che l’esecutivo, la presidenza del consiglio e gli uffici competenti abbiano dimostrato completo disinteresse e inadempienza anche negli aspetti procedurali in senso stretto. Nell’attuale e ancora vigente Statuto infatti, nella parte relativa alle disposizioni finali (pag. 114 art.1- revisione dello statuto) è espresso un precetto vincolante: “Prima di essere poste all’esame della competente commissione consiliare, le proposte di revisione dello Statuto sono affisse all’albo pretorio per non meno di dieci giorni” e ancora hanno deliberatamente ignorato quanto segue al comma 4, non un obbligo, ma di certo un accorato suggerimento: “Prima di procedere all’approvazione della proposta di revisione, il Consiglio comunale, con la maggioranza assoluta dei Consiglieri assegnati, può deliberare di sottoporre le proposte di revisione dello Statuto a referendum consultivo, ovvero di proporre forme di consultazione di associazioni, organizzazioni ed Enti”.
Abbiamo consultato l’albo pretorio sul sito istituzionale del Comune ma non risulta depositato alcuno Statuto. Ci auguriamo che il documento sia sfuggito al nostro occhio poco attento e ad ogni buon fine invitiamo la cittadinanza a verificare quanto detto. In caso contrario, tale omissione costituisce, riteniamo, una violazione insanabile dell’iter procedurale e ci duole davvero constatare che per l’ennesima volta siano state troppe e gravi le dimenticanze dell’Amministrazione comunale in merito alla partecipazione dei cittadini. Sul contenuto del documento che si accingono ad approvare e sull’eventuale inefficacia dell’atto consiliare, invece, ci pronunceremo nei prossimi giorni non appena ci sarà consentito di entrare nel merito, essendoci oggi precluso. Nel frattempo abbiamo provveduto ad inviare una Pec alla Segretaria comunale per chiederle nella sua qualità di garante della legittimità degli atti dell'Ente, di verificare la regolarità della procedura e, in mancanza del rispetto dei termini di affissione previsti dallo Statuto vigente, a proporre il ritiro o il rinvio del punto all'ordine del giorno, al fine di evitare la produzione di un atto amministrativo nullo o annullabile, a tutela del decoro istituzionale e dei diritti della comunità di Caiazzo
Senza una opposizione che possa vigilare sull’operato della maggioranza, la difesa di questa città spetta ai caiatini.
Siamo di fronte all’ennesima vergogna istituzionale.

Indirizzo

Caiazzo
81013

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