11/08/2026
Non è il subentro di un altro marchio che ci preoccupa, ma la resa di una realtà che probabilmente non è stata capace di leggere il cambiamento e cogliere le opportunità. Ad oggi non ci è dato modo di conoscere le ragioni che hanno portato il CdA (ed con loro il gruppo Coop) a non ritenere vantaggioso continuare una storia centenaria come questa. Restiamo in attesa
La notizia della cessazione dell’attività commerciale diretta della Cooperativa L’Unione, dopo 105 anni di storia, non può essere considerata semplicemente come la chiusura o il cambio di gestione di un negozio.
È la fine di un’esperienza nata più di un secolo fa dall’impegno, dalla solidarietà e dalla capacità di tanti cittadini di costruire insieme qualcosa per la propria comunità. La Cooperativa L’Unione è stata per generazioni un punto di riferimento non soltanto commerciale, ma anche sociale e identitario per Lipomo.
Per questo proviamo un sincero rammarico nel vedere concludersi una parte così importante della sua storia.
Dopo 105 anni cambia dunque profondamente la cooperativa e cambia un pezzo di Lipomo.
Una storia iniziata grazie alla lungimiranza e all’impegno dei nostri antenati, ma che non si è fermata a loro: è cresciuta e per oltre un secolo è stata alimentata dalla responsabilità e dal senso di appartenenza di tante persone che, generazione dopo generazione, hanno contribuito a mantenerla viva.
Il tempo dirà in quale forma quella straordinaria esperienza di partecipazione collettiva saprà continuare e vivere e a restituire alla comunità lo spirito con cui tanti cittadini decisero di darle vita e a nutrirne seme.
Comprendiamo che le trasformazioni del commercio, la concorrenza della grande distribuzione e le mutate abitudini di consumo pongano difficoltà enormi alle piccole realtà. E proprio per questo stupisce ancora di più il silenzio dell’Amministrazione comunale.
Mentre in molti Comuni gli amministratori cercano strumenti, incentivi e progetti per contrastare la desertificazione commerciale e mantenere vivi i servizi di prossimità, a Lipomo assistiamo alla progressiva perdita di attività senza che emerga una riflessione pubblica, una strategia o almeno una discussione sul futuro commerciale del paese.
Il contrasto alla desertificazione commerciale non è un tema astratto né inevitabile. Proprio in questi giorni, a pochi chilometri da Lipomo, il sindaco di Vertemate con Minoprio ha scelto di sostenere pubblicamente la proposta di legge di iniziativa popolare promossa da Confesercenti per la rigenerazione urbana del commercio e dei servizi di prossimità, invitando i propri cittadini a partecipare alla raccolta delle firme.
È un esempio di ciò che, prima ancora delle risorse economiche, può fare un'Amministrazione: occuparsi del problema, portarlo all'attenzione della comunità, prendere posizione e cercare strumenti per contrastarlo.
A Lipomo, invece, proprio mentre si chiude dopo 105 anni un capitolo fondamentale della storia commerciale e sociale del paese, dall'Amministrazione non sembra emergere alcuna riflessione pubblica sul futuro del commercio locale.
Ed è questo silenzio che preoccupa. Perché la progressiva scomparsa dei negozi di vicinato non significa soltanto perdere attività economiche: significa perdere servizi, relazioni, presidio sociale e, soprattutto per le persone anziane o con minore possibilità di spostarsi, pezzi importanti della qualità della vita di una comunità.
La desertificazione commerciale non si contrasta quando l'ultimo negozio ha abbassato la serranda. Si contrasta prima, con una politica che osserva, programma e interviene.
Si tratta di chiedere alla politica di fare il proprio mestiere: leggere i cambiamenti, interrogarsi sulle loro conseguenze e costruire una visione per il paese.
Referendum e iniziative popolari.
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