26/09/2026
Comunicato Stampa
Migranti a Crotone, la rabbia alimenta solo altra rabbia. DemoS invita le istituzioni a non lasciare spazio al rancore e a governare i processi
CROTONE – Il dibattito pubblico cittadino attraversa una fase di esasperazione tale da rendere quasi impossibile qualsiasi confronto sereno. Intervenire oggi sulla presenza di persone costrette a vivere per strada a Crotone, anche soltanto per ristabilire i fatti e spiegare il quadro normativo reale, rischia paradossalmente di essere strumentalizzato e di produrre ulteriore tensione.
Noi questo non lo vogliamo. Non intendiamo aggiungere benzina sul fuoco né partecipare a una rincorsa a chi grida più forte per raccogliere consensi facili.
Allo stesso tempo, un clima sociale così lacerato non può essere ignorato. Questo rancore diffuso dovrebbe rappresentare la prima vera preoccupazione per chi guida le istituzioni locali e nazionali. Quando una comunità legge la complessità unicamente attraverso la lente del risentimento, significa che la politica ha smesso di fare il proprio dovere, rinunciando a governare i fenomeni e lasciando i cittadini soli con le proprie paure.
I fatti raccontano una realtà precisa. I flussi sono cambiati nel tempo e oggi la città non fa i conti soltanto con gli arrivi via mare, ma con spostamenti via terra e percorsi secondari che non si fermano certo con le dichiarazioni alla stampa. A questo scenario si sommano le scelte legislative approvate a Roma e a Bruxelles negli ultimi anni, dal Decreto Cutro fino alle strette sui cosiddetti dublinanti e sui requisiti d'accesso all'accoglienza. Aver ristretto le tutele formali senza predisporre percorsi alternativi ha prodotto un risultato inevitabile, ovvero la presenza di persone senza un tetto ai margini delle città.
Limitarsi a denunciare il degrado senza spiegare cosa lo generi serve solo ad alimentare la frustrazione collettiva, scaricando sulla cittadinanza le conseguenze di norme votate e difese da chi oggi grida allo scandalo. D'altra parte, siamo altrettanto consapevoli che le vecchie risposte del passato non bastano più a rassicurare la comunità.
Come sottolineato nelle scorse ore anche dall'eurodeputato Mimmo Lucano, non si poteva tollerare che decine di esseri umani restassero accampati in condizioni inaccettabili. L'intervento della Prefettura con i trasferimenti disposti per alleggerire la pressione sul territorio è stato doveroso, ma intervenire a posteriori non risolve il nodo alla radice. Come DemoS Crotone chiediamo alla Prefettura, agli organi preposti e alle amministrazioni pubbliche di assumere un ruolo guida che vada oltre la gestione a valle del singolo episodio. Bisogna superare una volta per tutte la falsa contrapposizione tra sicurezza urbana e dignità umana, perché non si tratta di valori in conflitto. Una città è davvero sicura solo quando non genera sacche di disperazione a cielo aperto.
Le istituzioni devono disinnescare l'allarmismo con la concretezza dell'azione quotidiana, sedendosi a un tavolo per mappare il fenomeno reale e programmare risposte flessibili, capaci di tutelare tanto la vivibilità degli spazi pubblici quanto il rispetto fondamentale della persona. La rabbia dei cittadini non va usata come una clava propagandistica, ma ascoltata e risolta con serietà. Crotone merita un livello di confronto maturo, perché lo scontro continuo non toglierà una sola persona dalla strada e non renderà la città più sicura.
Democrazia Solidale - DEMOS
DEMOS Crotone - Democrazia Solidale