16/10/2026
STORIE INCROCIATE DEL NOVECENTO ANTICOLANO
La Fonte Bonifacio VIII: l’architettura di Luigi Moretti incontra la pittura di Cesare Andri.
Ci sono immagini che custodiscono un’intera stagione della storia di una città. Questa fotografia ci riporta agli anni della realizzazione della Fonte Bonifacio VIII, quando il genio architettonico di Luigi Moretti, maestro dell’architettura moderna, prendeva forma tra gli alberi del bosco di Fiuggi e diventava una nuova pagina della sua storia.
Accanto al cantiere, con il pennello e la tavolozza, Cesare Andri, maestro della pittura, fermava sulla tela l’immagine di quella trasformazione. L’architettura nasceva dalla materia, dal progetto e dalla visione; la pittura ne raccoglieva l’anima, restituendo alla memoria il fascino di un luogo destinato a diventare simbolo della città.
Nato a Milano nel 1917, Andri ha intrecciato profondamente la propria vita artistica con quella di Fiuggi. La città lo accolse con familiarità, apprezzandone l’animo gentile ed estroverso. Qui trascorse lunghi periodi nella sua casetta, in una traversa che oggi porta il suo nome, nascosta prima del curvone di via Armando Diaz.
Il suo sguardo non si fermò soltanto alle architetture. Fu soprattutto il paesaggio, con i suoi boschi, i castagneti e le mutevoli atmosfere della natura, a ispirare la sua sensibilità pittorica. Ne sono testimonianza le opere dedicate al Castagneto di Fiuggi, tra cui dipinti a olio su compensato, uno dei quali datato 1962.
Nella sua pittura si riconoscono le suggestioni della poetica impressionista: una pennellata sciolta e rapida, un tratteggio corsivo, la ricerca della luce e delle vibrazioni cromatiche. Andri sapeva cogliere la freschezza di un istante, trasformando il paesaggio in un’emozione e la natura in un racconto.
Questa fotografia del 1968, che lo ritrae mentre dipinge nel cantiere della Fonte Bonifacio VIII, assume così un valore particolare. Non documenta soltanto la costruzione di un’opera architettonica, ma racconta l’incontro fra due linguaggi artistici e due protagonisti del Novecento: Luigi Moretti, che disegna lo spazio, e Cesare Andri, che ne interpreta poeticamente l’immagine.
Due sensibilità diverse, unite dalla stessa stagione di rinnovamento, quando Fiuggi costruiva il proprio futuro senza perdere il legame con il paesaggio che ne aveva fatto un luogo unico.
È anche attraverso queste storie incrociate che si ricompone la memoria di Fiuggi: una città nella quale architettura, arte e natura hanno dialogato, lasciando testimonianze che ancora oggi meritano di essere riscoperte e valorizzate.
Perché la storia di una città non è fatta soltanto di edifici e avvenimenti, ma anche degli sguardi di coloro che hanno saputo riconoscerne la bellezza.
Fiuggi città del Novecento – Storie, immagini e protagonisti di una memoria da custodire.