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Collettivo No Porto Questo atto rappresenta una risposta concreta ad un esigenza di riqualificazione ambientale, sociale e culturale di Fiumicino.

Quando si scopre che l'idea di utilizzare il proprio tempo e di vivere il proprio territorio in modo diverso è condivisa da molte più persone di quanto si credeva, questa idea diventa più concreta. É così che il gruppo si aggrega e comprende che, progettando e condividendo il lavoro, è possibile ottenere risultati e contrastare alcuni meccanismi che continuano a imporsi creando ingiustizia e mostri di cemento. Mostri come il Porto della Concordia, che minaccia di far scomparire gran parte della spiaggia di Isola Sacra e devastare l'area del vecchio Faro. Nel Giugno 2013 nasce perciò il Collettivo NO PORTO, che si oppone alla concessione centennale, a favore della società privata Iniziative Portuali, di un'area demaniale che rappresenta un bene comune. Il collettivo occupa, ristruttura e libera un Bilancione abbandonato e decadente, una struttura storica che è patrimonio artistico e culturale del paese, intendendo così contrastare la prepotenza di coloro abituati a considerare il territorio come terreno di conquista. Si lavora per recuperare e migliorare la struttura e tutta la zona circostante. All'interno è stata allestita una piccola biblioteca, sono state avviate numerose attività, organizzate giornate di giochi, musica, cinema, sport, giardinaggio, completamente autofinanziate e con accesso gratuito a tutti. Iniziative che sono cresciute per adesione e si sono estese sul territorio. La partecipazione sempre più numerosa, la condivisione del lavoro e il nuovo valore che il Bilancione ha assunto sono una gioia che ripaga il Collettivo di tutte le energie spese. Energie che si continuano a utilizzare nella lotta contro chi tenta di imporre un modello di sviluppo che nessuno ha scelto, senza proporre alternative né incoraggiare i cittadini a farlo. Il Collettivo ha il coraggio necessario a proporre e realizzare un'alternativa possibile e invita tutti e tutte a partecipare a questo percorso di crescita. Vogliamo una società felice e abbandonare l'idea di società individualista, avida, violenta e fascista, che il capitalismo incarna a tutti gli effetti. Il Collettivo NO Porto dice NO alle grandi opere perché in queste si racchiudono tutti gli imbrogli che caratterizzano questo periodo storico. Perché è a favore della salvaguardia dell'ambiente e contrario alle devastazioni ambientali. Perché siamo convinti che l'unica grande opera è la difesa del territorio...

Dalla foce del Tevere al Mar dei Sargassi, 10.000 chilometri uniti da un impeto incontenibile. Come anguille cerchiamo n...
21/09/2026

Dalla foce del Tevere al Mar dei Sargassi, 10.000 chilometri uniti da un impeto incontenibile. Come anguille cerchiamo nuove rotte, trasformazioni e lignaggi.

Domenica 11 ottobre, dalle 12 a mezzanotte, Anguille al Bilancione: 12 ore di musica, performance, politica e buon cibo.

Benefit Radio Onda Rossa - a cura di indispensa
.più info a breve..segui l’anguilla

Radio Onda Rossa 87.9

Oggi noi del Collettivo No Porto non ci sdoppiamo, ci triplichiamo!!                                  🏖Ci vediamo alle 1...
18/09/2026

Oggi noi del Collettivo No Porto non ci sdoppiamo, ci triplichiamo!!

🏖Ci vediamo alle 17:00 al Bilancione per un incontro con attiviste dall’Italia e dalla Colombia per parlare di crisi climatica ed ecologia dei territori e delle relazioni (con la Scuola GEA e i Tavoli del Porto). Dalle 19:30 cena e musichetta.

🏴‍☠️Ci vediamo dalle 18 a Ostia, a piazza Calipso, per urlare forte che noi i fascisti nei quartieri non li vogliamo, né ieri né oggi né mai.

🍃Ci vediamo alle 18:00 a Bologna, al Campeggio Spaziale, con le compagne di Bosco Ospizio, del Movimento dei Fenicotteri, No Tav e No ponte par parlare di difesa territoriale.

Ostia Antifascista Tavoli del Porto Gea

«Ora mollate il pc, uscite, lottate, abbracciatevi e non perdete il sorriso. Perché noi ci fermiamo. Ma la resistenza e ...
17/09/2026

«Ora mollate il pc, uscite, lottate, abbracciatevi e non perdete il sorriso. Perché noi ci fermiamo. Ma la resistenza e le idee no. Restiamo umani».

Sono parole di Autistici/Inventati, il collettivo che per venticinque anni ha costruito e mantenuto strumenti digitali indipendenti a disposizione di movimenti, collettivi, associazioni e singole persone che si organizzano per una rete web libera, senza padroni e contro i tecnofascismi.

Tra queste realtà ci siamo anche noi.
Il nostro stupendo blog, uno spazio che abbiamo utilizzato per raccontare la nostra lotta, condividere informazioni, costruire memoria, verrà congelato. E con esso una parte della nostra autonomia digitale, colpita da una decisione dell'amministrazione statunitense di trump che ha inserito Autistici/Inventati nella lista delle organizzazioni designate come terroristiche e che ha schedato il nostro e migliaiai di altri blog NOblogs in tutto il mondo in una piattaforma finanziata dai fascisti seduti al potere negli stati uniti. https://bilancione.noblogs.org/

Questa vicenda non riguarda soltanto A/I e non riguarda soltanto chi utilizza i suoi servizi. Riguarda tutte le persone e le realtà che hanno bisogno di strumenti autonomi per comunicare, organizzarsi e costruire relazioni senza dipendere dalle grandi piattaforme proprietarie e dai loro algoritmi, dalle loro regole opache e dai loro rapporti con governi e apparati di sicurezza.

Perché, in questo momento storico, il digitale non è uno spazio separato dalla realtà politica. La repressione passa dai circuiti finanziari, dalle infrastrutture tecnologiche, dalla sorveglianza e dalla possibilità di decidere chi può comunicare, quali contenuti possono circolare e quali reti possono continuare a esistere.

L'autonomia digitale non è una questione tecnica per specialisti. È una questione politica, perché significa sottrarre almeno una parte delle nostre comunicazioni e dei nostri strumenti alle logiche del mercato e al controllo di chi detiene il potere economico e istituzionale.

Per questo la solidarietà ad Autistici/Inventati non è soltanto un messaggio di vicinanza. È una riflessione concreta su come rafforzare le nostre infrastrutture autonome, moltiplicare i server, condividere competenze, costruire reti e non lasciare che ogni collettivo debba affrontare isolatamente la stessa vulnerabilità.

Che da oggi nascano nuovi server, nuove piattaforme, nuovi collettivi hacktivist. Che le competenze circolino e non rimangano concentrate. Che la fine di un'esperienza straordinaria non significhi la fine delle pratiche che l'hanno resa possibile.

https://keepitfree.ai/it/announcements/andate-e-moltiplicatevi-10-100-1000-server-nascano/

Il nostro blog potrà essere congelato e schedato dai fascisti statunitensi, ma troveremo altri spazi di dissidenza digitale dove farlo crescere e moltiplicare!

https://bilancione.noblogs.org/

LI AVEVAMO ASFALTATI E ORA VOGLIONO LA RIVINCITADue mesi fa il TAR ha detto una cosa piuttosto chiara a Royal Caribbean,...
14/09/2026

LI AVEVAMO ASFALTATI E ORA VOGLIONO LA RIVINCITA

Due mesi fa il TAR ha detto una cosa piuttosto chiara a Royal Caribbean, Fiumicino Waterfront e Comune di Fiumicino. Anzi, tre.

Primo: Non puoi presentare come “porto turistico” un'infrastruttura che invece prevede una rilevante funzione crocieristica, minimizzandone così natura e impatti.

Secondo: Il Comune di Fiumicino non poteva presentarsi come soggetto competente/ente attuatore per un'infrastruttura portuale di questo tipo, cioè crocieristico-commerciale, infrangendo così la legge 84/94.

Terzo: Non si poteva approvare la VIA senza la prevista autorizzazione paesaggistica, che infatti il Ministero della Cultura non aveva rilasciato.

Tre punti. Chiari e netti. VIA annullata. Eppure, a quanto pare, la batosta non è bastata. E quindi eccoci di nuovo in pista.

Infatti il Comune di Fiumicino per primo, ha notificato l'appello contro la sentenza del TAR. A seguire, anche l'Avvocatura di Stato e Fiumicino Waterfront hanno depositato il proprio appello.

Insomma, dopo aver scelto di accompagnare per anni un progetto privato della multinazionale crocieristica Royal Caribbean, il comune e lo stato sembrano voler continuare a giocare questa partita non al fianco di chi dovrebbero rappresentare, la popolazione locale che (forse, ahi noi..!) li aveva pure votati, ma al fianco di privati, fondi stranieri, imprese estere. Questi ultimi sono attori che trattano l’area come una pedina del loro scacchiere mondiale da cui estrarre profitto e non come la propria casa che amano e difendono, come stiamo facendo invece noi da 13 anni.

Non vogliamo gettare la spugna a favore di chi ha illimitati soldi pubblici per le spese legali o potere corruttivo. Ma non possiamo farcela neanche da solə: questa volta, come la prima, nessunə si salva da solə.

Vi chiediamo quindi di stare all'erta sugli sviluppi del caso. Di condividere le informazioni. Di continuare a costruire una rete capace di rispondere. Di essere presenti sull’area e alle iniziative. E di sostenere la nuova raccolta fondi per le spese legali, così da aiutarci nell'andare avanti con la battaglia legale.

Grazie a tuttə per il sostegno.

🌊Come sempre l'unica grande opera che vogliamo è la difesa del territorio!🏴‍☠️


https://www.facebook.com/share/p/14oecTudggL/

Torniamo a rilanciare la raccolta fondi del nostro Comitato perché è notizia di oggi che il Comune di Fiumicino ha notificato l'appello contro la sentenza del TAR che aveva annullato la VIA del progetto del porto crocieristico.

Si tratta di un atto che rientrava nelle previsioni. Nonostante ciò, lascia amarezza constatare come un'Amministrazione che dovrebbe avere come priorità la tutela del proprio territorio abbia scelto di non fermarsi di fronte a una sentenza che ha rilevato gravi criticità e molteplici violazioni procedimentali, continuando invece a destinare soldi pubblici al sostegno di un progetto che riteniamo lacunoso, inadeguato e finalizzato alla privatizzazione di un tratto strategico della costa della Capitale a beneficio di multinazionali estere, dimenticando la nostra Fiumicino che sorge nel mezzo e che verrebbe completamente compressa dagli interessi privati di transito verso Roma senza adeguate infrastrutture.

Questa battaglia non riguarda soltanto l'ambiente. Riguarda il rispetto delle regole, della trasparenza amministrativa, della corretta pianificazione del territorio e del diritto delle comunità locali a partecipare alle scelte che ne determineranno il futuro.

Il Comitato continuerà con determinazione il proprio percorso di tutela della legalità, del patrimonio costiero e del principio secondo cui le grandi opere devono essere condivise e discusse con i cittadini. Questo progetto non può essere il cavallo di T***a che apre la strada a una progressiva trasformazione e privatizzazione dei litorali italiani, sottraendo spazi e decisioni alla collettività e trasformando coste pregiate in scendiletto a servizio di privati che gestiranno il litorale senza dover rispondere allo Stato con concessioni secolari.

Per questo chiediamo ancora una volta il sostegno di tutti. Ogni contributo alla raccolta fondi rappresenta un aiuto concreto per continuare a difendere il territorio e portare avanti questa battaglia nelle sedi istituzionali e giudiziarie.

🌬️🏴‍☠️ PONENTINO  #4Ci vediamo oggi alle ore 17:00 al Bilancione per la presentazione del libro “Fragili futuri” di Melt...
13/09/2026

🌬️🏴‍☠️ PONENTINO #4

Ci vediamo oggi alle ore 17:00 al Bilancione per la presentazione del libro “Fragili futuri” di Meltea Keller!

Ponentino è un appuntamento tra libri, musica e poesia: la tua rassegna di (contro)cultura del litorale di fiducia😉

📅 Domenica 13 settembre
🕔 Ore 17
📍 Viale Claudio Caligari

Vi aspettiamo per ascoltare, condividere e riflettere insieme sui nostri fragili futuri!

🌊OTRO MUNDO POSIBLEIncontro di attivistə tra Fiumicino e la Colombia.Venerdì 18 settembre al Bilancione Occupato ci inco...
10/09/2026

🌊OTRO MUNDO POSIBLE
Incontro di attivistə tra Fiumicino e la Colombia.

Venerdì 18 settembre al Bilancione Occupato ci incontriamo con la scuola Gea e due grandi attivistə colombianə per parlare di crisi climatica, estrattivismo, grandi opere e lotte territoriali.

Noi, dal nostro piccolo pezzo di costa, sappiamo bene che la devastazione ha tanti nomi: può chiamarsi estrattivismo, può chiamarsi speculazione o corruzione, può arrivare sotto forma di grandi opere, fondi speculativi internazionali, interessi sionisti e porti crocieristici. Per questo vogliamo mettere in connessione le lotte di Fiumicino con quelle di altri territori.

Insieme a Yuvelis Morales Blanco, Andrés Gomez Orozco, a Giuseppe De Marzo, ai Tavoli del Porto e a chiunque voglia portare la propria esperienza di lotta, ci confronteremo sulle connessioni tra territori, resistenze e alternative possibili. Perché dalla Colombia a Fiumicino, nessun territorio è sacrificabile. Otro mundo es posible🏴‍☠️

17:00 — Passeggiata nell'area dei Bilancioni
18:00 — Tavola rotonda
A seguire aperitivo e musichette

📍 Bilancione Occupato – Via Claudio Caligari, Fiumicino

https://www.facebook.com/100083065370336/posts/1071209922324510/

"Un tempo c’erano i palazzinari e i corrotti imprenditori locali. Compravano terreni agricoli, orientavano i Piani Regol...
06/09/2026

"Un tempo c’erano i palazzinari e i corrotti imprenditori locali. Compravano terreni agricoli, orientavano i Piani Regolatori e costruivano quartieri nel nulla, speculando sull'attesa della rendita. Quartieri senza scuole né fogne, nati con accordi-truffa che lasciavano i profitti ai privati e scaricavano i costi sui cittadini. Erano i ghetti del dopoguerra, abbandonati nella "campagna romana" — le cosiddette aree bianche del Piano Regolatore. Vuoti urbani lasciati a maturare in attesa del cemento.
Oggi gli attori sono cambiati, ma la sostanza è la stessa. Siamo nell’epoca dei grandi speculatori e dei fondi d’investimento d’oltreoceano: capitali finanziari con sede nei paradisi fiscali.
E per giustificare questa rapina, le giunte comunali "ecologiste per finta" hanno inventato un nuovo vocabolario. La speculazione diventa rigenerazione urbana. Il cemento diventa partenariato pubblico-privato. E gli speculatori vengono dipinti come mecenati.
Tutto ciò che è pubblico e non produce profitto viene bollato con una parola chiave: DEGRADO. Il degrado e quello che loro chiamano vuoto sono la nuova scala di misura usata per spianare la strada ai privati. Non si chiede più cosa serve a chi abita i quartieri, ma quanto quei luoghi possano rendere al capitale, quanto valore possono estrarci.
È l'estrazione di valore sociale ed economico sulla nostra pelle. Roma, per chi la governa, deve diventare una vetrina per investimenti esteri: non più servizi o case per tutti e tutte, ma hotel di lusso nei nostri palazzi storici, case per ricchi, studentati privati, grandi marchi della moda a cui regalare immobili pubblici, giganteschi porti che mirano alla turistificazione dei torritori col supporto di fondi sionisti interessati a colonizzare spazi tutt'altro che vuoti.
Tra i territori in resistenza a tutto ciò c'è per esempio Pietralata, che è l’emblema di questo modello. Ventisette ettari di suolo pubblico ceduti per 90 anni a una società privata per lo stadio della Roma. Un bosco naturale di 34.000 metri quadri liquidato come "area degradata".
Ma questo non è un caso isolato. È la stessa matrice neoliberista che punta a divorare l'intera città e il litorale: negli Ex Mercati Generali a Ostiense e nell'Ex Fiera di Roma, lasciati andare in malora per regalare cubature ai privati; negli interventi su Guido Reni e nell'ex AMA alla Montagnola; nella giungla degli studentati di lusso a Ostiense, San Lorenzo e Casal Bertone, che espellono studenti e residenti;
Fino alla devastazione della costa, da Ostia, con i suo muro lungo mare che ha imbrigliato il mare e la speculazione che si sta pianificando in tutto il litorale fino a progetto di mega Porto crocieristico di Fiumicino, che distruggerebbe l'ecosistema unico che esiste alla foce del Tevere.
Vanno all'attacco ovunque: dai quartieri popolari al mare, dalla salute al diritto all'abitare, trasformando la vita sociale in valore da estrarre per le banche e i fondi finanziari.
Davanti a questo attacco, le finte contrapposizioni della politica istituzionale crollano: si fanno la guerra a favore di telecamera, ma poi concordano Commissari Straordinari e poteri speciali per spartirsi la torta.
Noi non siamo qui per fare da spettatori e non abbiamo domande da porre a chi svende i nostri territori. Siamo qui per organizzare la risposta. Dalle vertenze di quartiere alla difesa della costa, costruiamo un unico blocco di resistenza contro l'estrattivismo urbano.
I nostri territori non sono merce, le nostre vite non sono profitto!
ROMA NON SI VENDE, ROMA SI DIFENDE!"

Grazie per questa bellissima edizione di Renoize e un corteo antifascista che ha gridato forte ai fascisti che a Roma e in nessun'altra parte del mondo c'è spazio per loro!
Acrobax
Si al Parco Si all'Ospedale No allo Stadio

https://www.facebook.com/share/14eqeDs3ixm/

“Roma non si vende” è lo striscione lungo venticinque metri che abbiamo fatto scendere sul fronte perimetrale degli ex Mercati Generali al passaggio del corteo antifà di sabato 5 settembre, a conclusione della tre giorni del festival Renoize, in memoria di Renato Biagetti, ucciso dai fascisti a Focene nel 2006, esattamente vent’anni fa.

Renoize quest’anno non si è svolto a parco Schuster – ormai trasformato nel divertimentificio dell’imprenditoria dell’Estate Romana, saldamente intrecciata alla politica cittadina – ma nello spazio del LOA Acrobax. Qui GeneraliLiberi ha partecipato attivamente con il suo gazebo e ai dibattiti, insieme alle altre realtà di lotta: No Stadio, No Porto Fiumicino, GKN, comitati di Sulmona, Milano, Rieti, Bologna e della Val di Susa, oltre a realtà provenienti dalla Germania e, in particolare, dall’Albania.

Insieme abbiamo cercato di costruire un’analisi e, possibilmente, un percorso comune contro l’aggressione del grande capitale finanziario ai nostri territori, dai fondi immobiliari internazionali alle multinazionali dell’energia e della logistica, fino ai data center e alle grandi operazioni speculative.

Oggi la difesa della libertà e della vita – come quella di Renato, stroncata perché non allineata ai dettami dell’ortodossia del potere – si intreccia naturalmente alla battaglia ambientalista e alle lotte sociali.

Perché ciò che il sistema estrattivista vuole aggredire con sempre maggiore violenza è esattamente ciò che andrebbe protetto, dagli spazi rinaturalizzati a quelli ancora non cementificati, fino a tutti quei “vuoti” urbani e territoriali che, proprio per questo, diventano immediatamente appetibili per il profitto.

In questo quadro, già segnato da una crescente pressione sugli spazi sociali, sulle libertà e sulle fasce meno garantite della popolazione, il rapporto tra lotte popolari e istituzioni appare sempre più asimmetrico.

Al dialogo e all’ascolto si sostituiscono troppo spesso chiusura, delegittimazione e repressione del dissenso e della conflittualità sociale.

Troppi anni di compiacenza e connivenza del potere politico con le logiche neoliberiste e con gli interessi privati hanno prodotto questa situazione. Nelle città, in particolare, assistiamo a processi sempre più evidenti di espulsione e sostituzione sociale.

Il cosiddetto modello Milano ne rappresenta uno degli esempi più chiari: intere porzioni di quartieri popolari vengono consegnate alla valorizzazione immobiliare, mentre studentati privati, residenze di lusso e grandi operazioni speculative trasformano profondamente la composizione sociale dei territori a più alta rendita fondiaria.

È da qui che il Comitato per la Tutela dell’Area degli ex Mercati Generali riparte per la battaglia d’autunno.

Roma non si vende.
Roma si difende.

🌬️🏴‍☠️ PONENTINO  #4Domenica 13 settembre alle ore 17:00 al Bilancione vi aspettiamo per la presentazione del libro “Fra...
03/09/2026

🌬️🏴‍☠️ PONENTINO #4

Domenica 13 settembre alle ore 17:00 al Bilancione vi aspettiamo per la presentazione del libro “Fragili futuri” di Meltea Keller.

Meltea Keller è scrittrice, cantante, attivista ecologista e persona neurodivergente. Durante l’incontro sarà accompagnata alle tastiere dal musicista Enrico Simonello.
Meltea è anche la voce delle Mumble Rumble, storico gruppo alternative rock tutto al femminile nato a Bologna all’inizio degli anni ’90. La band, da sempre vicina ai temi del femminismo e dell’autodeterminazione, ha contribuito a portare nella scena musicale italiana una voce originale, indipendente e profondamente impegnata.

Un appuntamento tra libri, musica e poesia all’interno della rassegna di (contro)cultura Ponentino.

📅 Domenica 13 settembre
🕔 Ore 17
📍 Viale Claudio Caligari

Vi aspettiamo per ascoltare, condividere e riflettere insieme sui nostri fragili futuri!

Questo mese il collettivo No Porto è arrivato fino in Giappone! Lo abbiamo attraversato per incontrare compagnə, collett...
01/09/2026

Questo mese il collettivo No Porto è arrivato fino in Giappone! Lo abbiamo attraversato per incontrare compagnə, collettivi e territori che, in forme diverse, stanno mettendo in discussione il modello di sviluppo che ci viene presentato come inevitabile.

Siamo state ad Aomori, territorio attraversato e trasformato dal turismo crocieristico, per conoscere da vicino cosa significa vivere sulla propria costa gli effetti di un'industria che promette sviluppo e lascia spesso dietro di sé consumo di territorio, pressione sulle comunità e trasformazioni profonde dei luoghi.

Tra Kyoto e Tokyo abbiamo incontrato attiviste, collettivi e realtà impegnate in diversi percorsi di lotta che sentiamo profondamente vicini: dal questionamento sistemico alle pratiche anticarcerarie e anarchiche, dalle lotte transfemministe all'autodifesa abitativa, fino alla difesa dei territori e degli ecosistemi.

Abbiamo ascoltato, raccontato, fatto domande e soprattutto scambiato esperienze. Perché i contesti sono differenti e perché le storie, le culture, le forme di organizzazione e persino le parole che utilizziamo per descrivere le nostre lotte possono essere molto lontane. E sarebbe assurdo pensare di poter trasferire una pratica da un territorio all'altro semplicemente copiandola.
Ma proprio nelle differenze abbiamo trovato possibilità di confronto.
Abbiamo parlato di come ci si organizza, come si costruisce comunità, come si resiste alla repressione, come si difendono le case e i territori, come si mettono in discussione le strutture di potere e come si costruiscono alternative al modello dominante.

Alcune pratiche ci hanno offerto nuovi strumenti per leggere ciò che accade qui. Altre ci hanno mostrato approcci completamente diversi dai nostri, che continueremo a interrogarci e a discutere. E speriamo che anche quello che abbiamo condiviso possa essere utile alle persone e alle realtà che ci hanno accolte.

Per noi fare rete significa esattamente questo: non cercare modelli da esportare, ma mettere in comune esperienze, errori, conoscenze e pratiche per far crescere reciprocamente le nostre lotte.

Vogliamo quindi ringraziare profondamente tutte le persone, le compagne, i collettivi e le realtà che ci hanno aperto le porte, dedicato tempo, raccontato le proprie esperienze e condiviso con noi pezzi dei loro percorsi.

Perché le lotte possono avere lingue diverse, ma quando si incontrano possono riconoscersi, contaminarsi e diventare più forti.
🌊🏴‍☠️Arigatō a tuttə!

Venerdì 4 settembre alle 17:30 ad Acrobax nel contesto del Festival Antifa Renoize, parteciperemo a "Resistere, territor...
31/08/2026

Venerdì 4 settembre alle 17:30 ad Acrobax nel contesto del Festival Antifa Renoize, parteciperemo a "Resistere, territori in lotta contro l'estrattivismo", un momento di confronto tra lotte territoriali, esperienze e vertenze da Roma, dall’Italia e dall’Europa.

Come Collettivo No Porto cercheremo di condividere la nostra esperienza di opposizione al porto crocieristico di Fiumicino e di difesa della costa e dei territori dalle grandi opere e dagli interessi di multinazionali che li vorrebbero trasformare in merce.

Ci vediamo venerdì 🏴‍☠️

https://www.facebook.com/share/p/1KWZZ3PkNd/

Indirizzo

Viale Claudio Caligari
Fiumicino
00054

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