20/10/2026
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๐ต In dieci anni gli stipendi in provincia di Venezia sono aumentati, ma lโinflazione รจ cresciuta di piรน: il risultato รจ una perdita di potere dโacquisto, che accomuna il nostro territorio a gran parte delle principali province italiane. E nemmeno lโultimo anno ha segnato unโinversione di tendenza: nel 2025 la provincia di Venezia ha perso due posizioni nella classifica retributiva nazionale. ร quanto emerge dallโanalisi dellโUfficio studi della Cisl di Venezia sul JP Geography Index dellโOsservatorio JobPricing, che mette a confronto le retribuzioni annue delle 107 province italiane nel 2025 e la loro evoluzione tra il 2015 e il 2025, rapportata allโinflazione rilevata dallโIstat. I dati si riferiscono alle retribuzioni di chi lavora nel territorio provinciale, indipendentemente dal luogo di residenza.
๐ฆ Nel 2025 la provincia di Venezia registra una Retribuzione globale annua (Rga) media di 33.133 euro lordi, che la colloca al 29ยฐ posto in Italia, due posizioni piรน in basso rispetto al 27ยฐ posto del 2024. Restando in Veneto, Venezia รจ preceduta da Padova (34.112 euro), Verona (33.635 euro) e Treviso (33.304 euro), che hanno migliorato la propria posizione nella graduatoria nazionale, e da Belluno (33.258 euro), che invece ne ha persa una. La media regionale si attesta a 33.790 euro ed รจ superata dalla sola Padova: Venezia resta sotto di 657 euro lโanno, quasi 55 euro lordi in meno al mese. In vetta alla classifica nazionale si conferma Milano, prima nel 2024 come nel 2025, con una Rga di 40.055 euro.
๐ Sono perรฒ i dati di lungo periodo a destare maggiore preoccupazione. Nel confronto tra le 40 principali province italiane, che comprendono quelle con il maggior numero di occupati e i capoluoghi di regione, tra il 2015 e il 2025 la Rga media della provincia di Venezia รจ cresciuta del 14,4 per cento, a fronte di unโinflazione cumulata del 22,5 per cento. Un divario di oltre 8 punti, che colloca Venezia al 17ยฐ posto della graduatoria e si traduce in una perdita reale di potere dโacquisto del 6,6 per cento. In concreto: chi nel 2015 percepiva 1.500 euro al mese oggi ne riceve 1.716, ma per mantenere lo stesso potere dโacquisto avrebbe dovuto arrivare a 1.837,50 euro, cioรจ oltre 120 euro in piรน al mese. Il fenomeno riguarda lโintero Nord: sei grandi province settentrionali (Milano, Trieste, Bologna, Udine, Trento e Genova) si collocano nella parte bassa della graduatoria, mentre Venezia e Torino sono le uniche eccezioni tra i capoluoghi di regione del Nord, avendo perso meno di altri. Una magra consolazione, che conferma come la crescita delle retribuzioni non riesca a tenere il passo dellโinflazione. se nel 2015 uno stipendio mensile era di 1.500 euro, dieci anni dopo รจ sรฌ salito a 1.716 euro ma per mantenere lo stesso potere d'acquisto sarebbe dovuto arrivare a 1.837,50 euro. Se proprio vogliamo trovare un aspetto positivo, tra i capoluoghi di regione del Nord Italia, ben sei si trovano nella parte bassa della graduatoria (Milano, Trieste, Bologna, Udine, Trento, Genova), con Venezia e Torino uniche eccezioni. Ossia, hanno perso meno di altre. Nel concreto, invece, la crescita salariale non segue lโandamento dellโinflazione in modo coerente.
๐ฃ ยซQuesti numeri โ dichiara il Segretario generale della Cisl di Venezia ๐๐ข๐๐ก๐๐ฅ๐ ๐๐๐ง๐จ๐๐๐จ โ descrivono ciรฒ che lavoratrici, lavoratori e pensionati del nostro territorio sperimentano ogni giorno: le buste paga crescono, ma il carrello della spesa, le bollette e soprattutto la casa crescono di piรน. In dieci anni un lavoratore veneziano ha perso oltre 120 euro al mese di potere dโacquisto, e il fatto che altre province abbiano fatto peggio non puรฒ consolarci. Per la Cisl, la risposta passa prima di tutto dalla contrattazione. I contratti nazionali vanno rinnovati alla loro scadenza, senza lunghi periodi di vacanza contrattuale che i lavoratori pagano due volte, e vanno estesi i contratti sottoscritti dalle organizzazioni realmente rappresentative, contrastando i contratti pirata che comprimono salari e diritti. Allo stesso tempo serve piรน contrattazione di secondo livello, aziendale e territoriale, per redistribuire la produttivitร e il valore che le imprese del territorio generano, anche dando piena attuazione alla legge sulla partecipazione dei lavoratori nata dalla proposta di iniziativa popolare della Cislยป.
La Cisl chiede al governo di proseguire con decisione sulla strada della detassazione degli aumenti contrattuali e dei premi di produttivitร e di sostenere i redditi da lavoro e da pensione, a partire dal ceto medio colpito dal drenaggio fiscale. ยซAl territorio โ prosegue ๐๐ข๐๐ก๐๐ฅ๐ ๐๐๐ง๐จ๐๐๐จ โ chiediamo uno sforzo comune: la provincia di Venezia scende in classifica anche perchรฉ il suo sistema economico รจ sempre piรน sbilanciato su attivitร a basso valore aggiunto, lavoro stagionale e part-time involontario. Occorre investire su manifattura, porto, logistica e transizione industriale di Porto Marghera, sulla formazione e sulle competenze, e affrontare lโemergenza abitativa, perchรฉ affitti fuori controllo erodono quel che resta degli aumenti. Per questo proponiamo a istituzioni e associazioni datoriali un patto territoriale per il lavoro di qualitร e per i salari: la Cisl di Venezia รจ pronta a fare la sua parte. In questa prospettiva salutiamo positivamente la costituzione del Consiglio Generale dellโeconomia del Veneto e auspichiamo che si impegni a promuovere e sostenere lโindustria manifatturiera avanzata, soprattutto nei settori in crescita, spostando lโattenzione verso ambiti ad alto valore aggiunto: รจ lรฌ che si creano lavoro di qualitร e salari piรน altiยป.