Sud Sudan

Sud Sudan

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Indipendente dal 9 luglio 2011, è stato ammesso ufficialmente all'ONU il 14 luglio 2011, diventandone il 193esimo stato membro.

30/07/2024

Si è appena compiuta la storia.

Il Sud Sudan ha appena vinto la sua prima partita alle Olimpiadi di sempre.

La giornata di oggi non poteva iniziare peggio per il Sud Sudan. L’organizzazione di Parigi 2024 al momento degli inni nazionali ha fatto partire l’inno del Sudan nell’imbarazzo generale.

Poi è iniziata la partita e Porto Rico ha giocato un primo tempo da sogno con Alvarado e Waters indemoniati dall’arco e non solo. A quel punto però il Sud Sudan viene fuori e grazie alla fisicità e alle transizioni prende il controllo della partita.

La leggerezza, l’emozione e l’inesperienza di questi ragazzi che sembravano potessero essere i loro punti deboli, con il trascorrere dei minuti si sono trasformati in punti di forza. E poi di conseguenza in fiducia, infine in vittoria.

L’amichevole con Team USA ci aveva dato più di un’indicazione su questi ragazzi, non sono a Parigi per fare da comparse, oggi ne abbiamo avuto la conferma.

Il bellissimo viaggio partito da un’idea di Manute Bol oggi fa una tappa tanto epica quanto straordinaria.

13 anni fa il Sud Sudan otteneva la sua storia indipendenza, oggi la prima vittoria olimpica nel basket.

È qualcosa di bellissimo, ma non si tratta solo di pallacanestro, è qualcosa di più.

È la storia di un popolo intero.

30/07/2024

13 anni fa non esistevano.
Non hanno mai giocato una partita nel loro Paese, grande il doppio dell’Italia, perché non esiste un palasport.
L’80% di loro ha perso un genitore a causa della guerra civile.
Sono tutti cresciuti in campi profughi, o in altri continenti.
Si sono qualificati per la prima volta alle Olimpiadi.
Sono la prima nazione africana nella storia a vincere al debutto olimpico.
Hanno strapazzato Porto Rico nel secondo tempo, quello stesso Porto Rico che ha battuto sia noi che la Lituania qualche settimana fa.
Non hanno messo le mani addosso a nessuno quando l’organizzazione parigina delle Olimpiadi ha fatto suonare l’inno del Sudan e non quello del Sud Sudan prima della partita.
Infine hanno anche naturalizzato un supereroe, Thor, e con lui pochi minuti fa hanno scritto la storia più bella del loro Paese: il Sud Sudan. Fonte : Lá Giornata tipo

22/07/2024

.....il successo arriva , prima o poi... forza Sud Sudan 🏀

02/09/2023

https://www.facebook.com/100050321686750/posts/841949387492443/?mibextid=Nif5oz

Nelle Filippine si è appena scritta una delle pagine più bella nella storia non solo del basket ma dello sport in generale. Il merito è dei due uomini che vedete al centro della foto.

A sinistra c'è Manute Bol, il giocatore più alto nella storia della NBA coi suoi 2 metri e 31. Ha giocato tra gli anni 80 e 90. Di etnia dinka, la più alta al mondo, aveva il bisnonno alto 2 metri e 39 sposato con 150 mogli, il padre alto 2 metri 21, la madre 2 metri e 06. Lui coi suoi 2 metri e 31 diventò una attrazione per il pubblico americano.
Fino ai 15 anni visse in un villaggio, pascolando mucche, combattendo talvolta con i leoni per difendere i suoi animali, poi, una volta diventato giocatore di basket, iniziò a mantenere tutti i suoi quasi 200 parenti. Ma la sua carriera da giocatore fu seconda solamente a quella di attivista per l'indipendenza del suo paese, il Sud Sudan. Si è stimato che abbia devoluto di tasca sua circa 90 milioni di dollari per costruire strade, ospedali, scuole. A 47 anni è prematuramente morto malato e senza un soldo. Sul punto di morte ha detto che era orgoglioso di aver dato la vita per il suo Paese.

A destra c'è Luol Deng, anche lui sudsudanese, 14 stagioni NBA fino al 2019. Iniziò a giocare a basket da bambino in un campo profughi in Egitto dove si rifugiò la sua famiglia. Iniziò a giocare a basket perchè convinto da Manute Bol in persona che aveva aperto varie scuole basket nel continente per avvicinare i bambini al suo sport. Deng ha dichiarato che a Bol deve tutto: la sua carriera, ma soprattutto l'amore per il suo Paese che non ha praticamente potuto vedere per 30 anni a causa della guerra.
Manute Bol è morto nel 2010 senza poter assistere al riconoscimento ufficiale dell'indipendenza del Sud Sudan dal Sudan avvenuta nel 2011. Deng ha maturato proprio in quel momento una decisione: creare la federazione basket del suo paese, promuovere la pallacanestro come strumento di emancipazione e come àncora di salvezza per i giovani. E creare la Nazionale di basket. Come sognava Manute.

A febbraio la nazionale di basket del Sud Sudan si è qualificata per la prima volta ai Mondiali di basket dopo aver disputato le prime partite della propria giovanissima storia. Nazionale fondata, presieduta, finanziata e spesso allenata da Luol Deng, che non ha mai giocato una partita in casa in quanto il Sud Sudan non ha alcun palasport.

Pochi minuti fa, battendo l'Angola, il Sud Sudan ha conquistato il miglior piazzamento di una africana ai mondiali di basket: ciò significa qualificazione alle prossime Olimpiadi di Parigi 2024.

Questo miracolo è stato possibile grazie al fatto che nessun giocatore vive nel proprio Paese ma è potuto crescere all'estero grazie alla fuga delle proprie famiglie. Fughe che si sono lasciate dietro storie terribili: molti giocatori sono orfani, alcuni hanno visto il Sud Sudan per la prima volta a febbraio quando diecimila persone li hanno accolti come eroi all'aeroporto, per festeggiare la qualificazione ai Mondiali. Tutti loro sono scesi dall'aereo piangendo.

Ma questo miracolo non si sarebbe mai potuto realizzare se due persone straordinarie come Manute Bol e Luol Deng non avessero dato la propria vita per il proprio Paese e non avessero scelto di farlo anche tramite il basket.

Il Paese più povero e martoriato del pianeta, con la più alta mortalità infantile, dove si vive con 1 euro e 90 al giorno, andrà alle Olimpiadi. Per giocare, e per gridare al mondo che hanno bisogno di aiuto.

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