San Precario

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Dal 2004 santo protettore di precari e precarie, co.co.co., esternalizzati, delocalizzate, stagisti.

09/12/2025

📢‼️ REDDITO DI BASE VS LE DISUGUAGLIANZE

Secondo l’ultimo Rapporto annuale della Caritas in Italia ci sono 5.694.000 di persone in stato di povertà assoluta (9,7% della popolazione), di cui 2.217.000 famiglie e 1,2 giovani minori non accompagnati.

Il 21% dei lavoratori, quasi 1 su 4, è povero, pur lavorando, percependo un salario e un reddito troppo basso, e quindi inadeguato:
tra il 2019 e il 2024 le retribuzioni in Italia sono diminuite del 4,4%, dal 2008 al 2024 il potere d’acquisto è diminuito complessivamente l’8,7% dato peggiore di tutti i Paesi del G20.

Il 30% degli utenti della Caritas dai 35 ai 54 anni è in condizioni di povertà relativa in qualità di working poor, il 47,9% è disoccupato. Il 33% dell’utenza è in stato di povertà abitativa. Il 22,7% in condizione di forte marginalità. Il 9,9%
della popolazione - circa 6 milioni di persone - nel 2024 ha dovuto rinunciare a prestazioni sanitarie necessarie per liste d’attesa e costi insostenibili. 6 milioni è il numero di persone in povertà alimentare.

Di fronte ad una fotografia tanto impietosa del nostro paese in cui crescono in maniera evidente le disuguaglianze sociali cosa è possibile fare, quali alleanze agire e quali strategie adottare?

Ne parliamo insieme a Piano Terra, domenica 14 dicembre alle 18 in dialogo con:

• Maristella Cacciapaglia, Università degli Studi di Milano, è sociologa economica e delle migrazioni. Le sue ricerche si concentrano sulle politiche pubbliche rivolte alle vite e ai territori ai margini, con particolare attenzione all’immigrazione irregolare, al lavoro e al welfare. Ha collaborato con diverse organizzazioni del terzo settore, imprese e centri di ricerca, in ambito nazionale internazionale.

• Francesca Coin, Università di Parma, sociologa, si occupa di lavoro e disuguaglianza sociale. Dirige la collana di libri sul lavoro «Infedeli» per Derive Approdi, co-dirige, insieme a Sara Farris, la collana «Feminist» per Edizioni Alegre. Il suo ultimo libro, pubblicato da Einaudi, «Le grandi dimissioni. Il nuovo rifiuto del lavoro e il tempo di riprenderci la vita» (2023).

• Alberto Campailla, sindacalista, presidente di Nonna Roma, è tra gli animatori della campagna nazionale "Ci Vuole un Reddito!" che si è opposta all'abolizione del reddito di cittadinanza e chiede l'introduzione di una misura di reddito minimo adeguata. Attivista impegnato nei temi della lotta alla povertà e alle disuguaglianze e del diritto all’abitare.

• Paolo Borghi, Università di Pavia, è ricercatore senior presso il Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali, dove lavora su diversi progetti di ricerca relativi al lavoro di piattaforma, ai processi di digitalizzazione e sistemi di welfare, al cambiamento delle professioni con l’arrivo dell’intelligenza artificiale.

Alla fine dell’incontro seguirà aperitivo pop vegan dalle 20. Appuntamento dalle 18 a Piano Terra in via Federico Confalonieri (Isola MM5) domenica 14 dicembre.

Sullo sgombero del Leoncavallo - 28/08/2025

Al di là del generoso omaggio alla e senza alcun intento autocelebrativo, condividiamo questo scritto di Sergio Bologna sullo sgombero del Leoncavallo Spazio Pubblico Autogestito

Sullo sgombero del Leoncavallo - Com’era prevedibile, alla proditoria azione di sgombero attuata dal Ministero per giocare d’anticipo e bloccare a) una programmata azione di mediazione del Comune di Milano con la ricerca di una nuova sede, b) un ricompattarsi di quel che resta del “movimento” al rientro dalle ferie, è segu...

06/08/2025

Shahzad Baluch aveva 35 anni e lavorava come fattorino per Glovo in motorino, quando è stato investito davanti a un Mister Brico da una Lancia Libra, il 25 luglio, a Perarolo di Vigonza. È morto all'ospedale di Padova dopo quattro giorni di agonia.

Al di là del fatto di cronaca in sé e della dinamica dell'incidente, due sono le cose che ci devono far riflettere:

1- È stato molto complicato prendere contatti con la famiglia, il corriere non aveva i documenti con sé al momento del ricovero, solo attraverso l'impegno e l'interessamento della sua comunità di appartenenza le istituzioni sono riuscite ad entrare in contatto con un congiunto, che vive in Italia. La comunità pachistana e i colleghi hanno aperto poi un crowdfounding per sostenere le spese del viaggio e fare una donazione alla famiglia, che vive al paese. Glovo ha deciso di sostenere la spese del viaggio per il rimpatrio della salma.

2- Questo modello di business è insostenibile, tutti lo sappiamo, ma ormai, anche dopo tutte le lotte, gli scioperi, i presidi, le vertenze, le leggi, le diffide, le direttive, gli esposti, le persone si sono abituate e hanno accettato che tutto sommato possiamo fare finta di niente e continuare ad ordinare, drenando una filiera tossica, che non produce ricchezza per nessuno, nemmeno per gli investitori, con aziende multinazionali, letteralmente tenute in piedi sullo sfruttamento, il caporalato e il sangue dei lavoratori precari migranti.

Vale un po' lo stesso discorso che si fa per il genocidio a Gaza o l'ex Ilva di Taranto. Lo sappiamo tutti che è una ingiustizia gigante ma sentiamo che quello che facciamo è pressoché inutile, che non c'è nessun modo di mettere in discussione questo ordine delle cose, se non accettando l'inaccettabile, silenziare quell'ingiustizia che si consuma a poco a poco davanti ai nostri occhi tutti i giorni, anestetizzandoci, per il troppo dolore.

Perché è uno spettacolo osceno. Perché la sovrastimolazione all'assurdo a cui ci sottopongono marketing, storytelling e social media, ci abituano a tutto tranne ad esercitare l'empatia, l'immaginazione e ad attivarci in quello spazio di possibilità in cui è possibile intravedere l'opportunità di ribaltare tutto.

Restiamo umani, diceva Vittorio Arrigoni. Il delivery sarà feccia fino a quando non verrà riconosciuto un contratto di lavoro regolare, in linea con un CCNL di settore, a queste persone, dando loro pieni diritti, tutele e soprattutto una paga oraria che permetterà l'emancipazione dal ricatto del cottimo, che spinge i rider a correre rischiando la vita, per pochi euro; le piattaforme di consegna a domicilio i loro aguzzini, insieme a chi li finanzia e a chi si dichiara complice di questo scempio, tollerando, girandosi dall'altra parte, o semplicemente accettando che la vita di un rider di Glovo o Deliveroo non valga un panino, e possa essere in fondo giustificata, dal bisogno, dalla paura o dall'ignoranza.

Non ci sono scuse. Non ci sono mai state.
Né prima. Né ora. Né mai.

Diritti per i rider subito! Stop genocidio a Gaza. Restiamo umani. Dentro al nostro cuore sappiamo riconoscere la verità. O cosa è giusto o sbagliato.
Pretendiamo sempre verità e giustizia. Continuiamo a fare rumore. Riempiamo le piazze. Non spegniamo la voce, abbiamo troppo bisogno di luce. Basta morti in strada, basta morti sul lavoro!

Photos from Deliverance Milano's post 15/01/2025
Photos from Deliverance Milano's post 06/01/2025

Non si può morire per un panino!

10/06/2024

BASTA MORTI IN STRADA E SUL LAVORO!

BASTA MORTI IN STRADA E SUL LAVORO!

IERI DUE BRUTTISSIMI INCIDENTI A DISTANZA DI POCHE ORE!!!

Morto un pachistano di 34 anni a Ponte Lambro e un altro collega, sempre pachistano, in coma, è stato ricoverato gravissimo all'Ospedale Niguarda. Quanto ancora dovremo assistere a questo stillicidio?

Basta cottimo, non si può morire per un panino!

La corsa quotidiana sfrenata nella Milano di Sala, "che non si ferma", qualunque cosa succede, deve finire. I fattorini per sbancare il lunario sono costretti, ancora, nonostante tutti questi anni di lotta, a correre senza tutele.

Il cottimo uccide!

Serve una contrattazione territoriale. Serve porre i giusti limiti. Alle auto e alle biciclette. Vogliamo una Milano Città 30 per tutte e per tutti. Una strada che sia inclusiva e collaborativa, non un teatro di morte e competizione.

Serve introdurre subito un minimo garantito per la categoria, l'unico strumento in grado
di salvaguardare realmente gli interessi di chi consegna a domicilio e di chi si muove in città.

Servono postazioni pensate per le lavoratrici e i lavoratori di questo settore, lungo la città. Anni fa abbiamo presentato un progetto che è stato accantonato e che metteva a disposizione dei rider una casa tutta per loro "Point Break", un punto ristoro pensato per loro, per fare formazione, informazione e accoglienza.

Serve che le aziende si assumano le loro responsabilità assumendo mobility manager e risolvendo una volta per tutte la questione dei trasporti per chi lavora ma non abita a Milano.

E soprattutto serve rispetto per la vita umana prima di ogni altra cosa.
Per chi lavora e non deve morire durante un turno.
Per chi sta in strada e non deve rischiare di non tornare a casa.

BASTA MORTI IN STRADA!

29/05/2024

La grande demission a Piano Terra dalle 19

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