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30/11/2020

MED Dialogues: Sereni, valorizzare i giovani nell'area mediterranea

"La pandemia sta colpendo gravemente i giovani di tutto il mondo, ma nella regione mediterranea e mediorientale, con il 60% della popolazione sotto i 30 anni e con un tasso di disoccupazione giovanile stimato intorno al 27% già prima della crisi, l’impatto è stato ed è davvero forte”. Lo ha dichiarato la Vice Ministra degli Esteri Marina Sereni intervenendo al panel dedicato allo Youth Forum Contest, su iniziativa MAECI-ISPI nell’ambito dei Rome MED Dialogues. Lo scopo del concorso è offrire a un certo numero di giovani dell’area mediorientale e mediterranea la possibilità di presentare idee e progetti innovativi nel corso di un importante evento internazionale.

“Covid-19 - ha proseguito Sereni - ha interrotto il percorso scolastico di quasi 110 milioni di bambini e ragazzi, poiché la didattica a distanza è assai problematica in Paesi con scarse infrastrutture digitali. Per le giovani donne poi, la situazione si presenta ancora più difficile. Si stima che nel mondo arabo saranno in 700 mila le persone di sesso femminile a perdere il posto di lavoro. Secondo un sondaggio, - ha detto ancora la Vice Ministra - oltre il 40% dei circa 200 milioni di giovani nella regione sta infatti valutando la possibilità di trasferirsi altrove. Per tutto questo, i governi del Mediterraneo allargato devono guardare alla crisi come a un’opportunità per incoraggiare una maggiore partecipazione dei giovani alla società, sostenendo le riforme che chiedono e ascoltando i loro progetti e le loro idee”.

“Si tratta - ha spiegato Sereni - di uno dei messaggi cruciali che deve emergere dai MED Dialogues 2020 e per questo la Farnesina, insieme all’ISPI, ha per la prima volta promosso un contest riservato ai giovani partecipanti mediterranei di età inferiore ai 35 anni, che hanno così avuto l’opportunità di presentare le loro risposte innovative e creative alla crisi, dall’assistenza sanitaria all'istruzione, dall'imprenditoria sociale all’impegno civico, dalla protezione ambientale alla sicurezza alimentare, dalla robotica all’innovazione urbana. È sorprendente vedere come i giovani candidati provenienti da scenari dilaniati dalla guerra, come Siria e Libia, abbiano avuto la forza di immaginare il futuro per i loro Paesi presentando idee e progetti innovativi. È per me una grande soddisfazione - ha concluso la Vice Ministra - che tra i partecipanti ci siano state tante donne, molto creative nelle loro proposte”.

Al termine dell’intervento, la Vice Ministra ha annunciato i nomi dei due vincitori, che sono Paola Ibrahim per la categoria Cultura e società civile e Roberto Renino per Business e nuovi modelli economici, congratulandosi anche con tutti gli altri partecipanti per la qualità e il livello estremamente innovativo dei loro progetti.

I vincitori di ciascuna categoria riceveranno un premio di € 2.500 ciascuno, oltre all’opportunità di presentare lo sviluppo dei loro progetti in un panel dedicato che si terrà nel corso della prossima edizione dei MED Mediterranean Dialogues 2021.

16/09/2020

The letter of Italian Deputy Minister of Foreign Affairs and International Cooperation to the Director of "Avvenire" newspaper, underlining the importance of young generations for the future of MENA region.

Sereni: “Crisi, costruire coi ragazzi una risposta mediterranea” (Avvenire)
2020-09-16

Caro direttore,
la pandemia colpisce gravemente i giovani di tutto il mondo, categoria tra le più vulnerabili se si considerano le conseguenze economiche e sociali a lungo termine della crisi. Il virus sta provocando gravi conseguenze sul lavoro dei giovani riducendo le prospettive d'occupazione, mentre Covid-19 sta avendo impatto anche sull'istruzione e la formazione, con vasti ritardi nei processi di apprendimento. I Paesi a basso reddito tendono a essere particolarmente colpiti, poiché in essi le lacune tecnologiche minano la possibilità di un corretto apprendimento a distanza.
La situazione è ancora più difficile per i giovani nella cosiddetta regione Mena (Middle East&North Africa), in cui quasi la metà della popolazione ha meno di 25 anni. Già prima della pandemia, un quarto di questi giovani era disoccupato, il tasso più alto rispetto a qualsiasi altra parte del pianeta. E stiamo parlando di Paesi segnati da conflitti e instabilità. Se consideriamo la Libia, ad esempio, la disoccupazione giovanile è al 50%, il peggior tasso nella regione Mena e il secondo più alto a livello mondiale. E questo spiega già tanto.
In tutto il mondo, ma in particolare nella regione Mena, i giovani hanno un accesso limitato alla politica, alle istituzioni e al processo decisionale. I recenti movimenti di protesta, da Algeri a Khartoum, da Beirut a Baghdad, sono stati guidati principalmente da giovani che chiedevano istituzioni più eque, più trasparenti, inclusive e rappresentative. Covid-19 ha accelerato l'emergere delle fragilità dell'area. Possiamo dire che ora "Il re è n**o", in quanto la pandemia sta mostrando il meglio ma anche il peggio dei nostri sistemi.
L'Unione Europea, per esempio, ha dato prova di grande resilienza del proprio modello sociale, in particolare per l'assistenza sanitaria, dimostrando anche una in parte inaspettata determinazione a far fronte alle conseguenze sociali ed economiche di lungo periodo derivanti dalla crisi. Pensiamo alle tante misure intraprese, alla Next Generation Ue, un programma emblematico già dal nome.
Ma questo purtroppo non basta. Su entrambe le sponde del Mediterraneo, la crisi evidenzia tante carenze strutturali delle nostre società: crescenti disuguaglianze, degrado della mobilità sociale, distribuzione ineguale delle opportunità, "internalizzazione" o "precarizzazione" dei sistemi economici.
Corruzione e clientelismo, oltre a meccanismi da Rentier State, (quando gli Stati traggono reddito dall'alienazione delle ricchezze nazionali) rischiano di rafforzarsi con il virus, colpendo direttamente i giovani della sponda meridionale del Mediterraneo.
Ma siamo consapevoli che, ovunque nel mondo, sono proprio le nuove generazioni quelle che con determinazione, coraggio ed energia cercano di contrastare questa situazione? E’ grazie ai giovani infatti che un tema come il cambiamento climatico è diventato centrale nelle agende internazionali.
Dobbiamo perciò continuare a sostenere le richieste dei giovani della regione mediterranea e mediorientale per riforme inclusive. Questo è un passo cruciale per sviluppare insieme una "agenda positiva" inclusiva, nello spirito dei Roma Med-Dialogues, che avranno il loro svolgimento, si spera, anche nel 2020, a fine d'anno, nella nostra capitale.
L'attuale crisi dovrebbe essere vista come un'opportunità per i governi del Mediterraneo allargato di innovare e realizzare riforme sociali ed economiche, coinvolgendo i giovani e assicurando che il loro ruolo nelle società sia rafforzato. L'Italia e la Ue possono dare un adeguato sostegno alla sponda Sud attraverso iniziative di cooperazione ad hoc, sia a livello bilaterale che multilaterale. Il programma di governance Ocse-Mena, un partenariato strategico, è un esempio concreto di come si possa lavorare assieme per migliorare la governance di certi Paesi, responsabilizzare i giovani e mantenere lo slancio dei processi di riforma nella regione mediterranea meridionale. Con il contributo della Scuola nazionale della Pubblica Amministrazione, l'Italia ospita a Caserta il Centro per la formazione dei programmi di governance dell'Ocse, che svolge un ruolo chiave nell'agevolare gli scambi e il capacity building, nell'ambito del Programma Ocse-Mena, sostenuto dalla Cooperazione italiana. Un esempio è il progetto attivo in Libano sull'open government e la digitalizzazione, temi particolarmente importanti per le giovani generazioni.
Mettere i giovani al centro delle nostre società deve essere dunque un'assoluta priorità. L'integrazione delle nuove generazioni nell'economia come in tutti gli ambiti della vita politica è fondamentale se vogliamo davvero garantire una ripresa completa e sostenibile dalla crisi derivata da Covid-19.

01/12/2017

The first Egyptian Italian Business Women Forum in Milan is a great occasion to meet again for some of the first supporters members founders and friends of MAME YE Network :-))

IV MAME YE Meeting - Beirut 29/01/2012
17/10/2011

"Il migliore aiuto che i Paesi ricchi possono dare è di iniziare a pensare l'Africa in una prospettiva maggiormente incentrata sugli affari. Se gli occidentali guardano ai massicci investimenti dei Paesi asiatici o del Brasile in Africa, vedranno che ci sono molte condizioni favorevoli. Ecco, bisogna ripensare l'Africa" Okwendo Lewis Gayle, intervista ad Avvenire, 14 ottobre 2011 (origini costaricane, fondatore di Harambe Entrepreneur Alliance, un'associazione impegnata a investire sui giovani africani)

II Conference Cairo 29/09/2011

September 2010

I Conference Rome 29/09/2011

February 2010

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