Diritti alla Cittadinanza e Migrazioni - SI Milano
Tavolo su diritti alla cittadinanza e migrazioni di SI Milano coordinato da Nausicaa Pezzoni.
13/12/2024
Gorgo Cpr
13/12/2024
UN GORGO DI INGIUSTIZIE TRA POPOLI
Il Comitato per la prevenzione della tortura (CPT), organo anti-tortura del Consiglio d’Europa, ha espresso una severa critica nei confronti dei Centri di Permanenza per i Rimpatri (CPR) in Italia, definendoli “non idonei” e mettendo in discussione la loro gestione e le condizioni di vita dei migranti trattenuti. Le osservazioni sono contenute in un rapporto dettagliato, redatto a seguito di una visita condotta dal CPT tra il 2 e il 12 aprile 2024 in quattro dei nove centri operativi sul territorio italiano.
Sullo stessa línea l'ordine del giorno presentato da Rahel Sereke in Municipio 3. Eccole richieste di attivarsi affinché:
• il Sindaco e la Giunta perché richiedano al Ministro degli Interni e alla Prefettura di Milano di disporre l’immediata chiusura del CPR di Via Corelli, per quanto sopra esposto;
• il Sindaco perché, in assenza di risposte del Ministero degli Interni e della Prefettura, ponga in essere tutti gli strumenti previsti dall’ordinamento per disporre la chiusura del CPR di Via Corelli, ivi compresa la possibilità di adottare ordinanze contingibili e urgenti per superare situazioni di grave incuria o degrado del territorio, dell'ambiente e del patrimonio culturale o di pregiudizio del decoro e della vivibilità urbana, perché la presenza di un luogo in cui le persone sono sottoposte a trattamenti disumani e degradanti non è compatibile con lo Statuto della città e ne compromette la coesione sociale e l’immagine;
• il Ministro degli Interni e la Prefettura di Milano perché esercitino l’azione civile per i possibili danni erariali arrecati dalla società Martinina S.r.l., qualora sia riconosciuta colpevole di frode e turbativa, costituendosi nel procedimento penale in corso;
• il Sindaco e la Giunta perché predispongano gli strumenti utili al sostegno delle persone straniere trattenute qualora ne avessero necessità e volessero costituirsi parte civile nel procedimento contro il soggetto gestore Martinina S.r.l. che, pur accusato di frode e turbativa, non ottemperando alla fornitura dei servizi utili alla tutela dei diritti fondamentali delle persone trattenute, ne ha causato profonde sofferenze.
Chiede altresi alla Giunta del Municipio 3
• di adottare una delibera di indirizzo che proponga la modifica dello Statuto della città di Milano perché sia inserito al suo interno un articolo che stabilisca una più rigorosa tutela dei diritti umani così come prevista dalla nostra Carta costituzionale, riaffermando ad esempio l’indisponibilità di beni demaniali per attività che ledono la dignità umana e i diritti fondamentali della persona e il cui utilizzo sia contrario ai principi che lo Statuto stesso promuove ispirandosi appunto al dettame costituzionale.
Di questo si parlera della serata di stasera presso
la Sala Galli in via Sansovino 9 a Milano.
04/12/2024
*CHIEDIAMO LE DIMISSIONI DI FELTRI: BASTA RAZZISMO NELLE ISTITUZIONI*
https://chng.it/dtP7GRhYvL
📍 _*A chi è diretta questa petizione?*_
Al Consiglio della Regione Lombardia.
✍🏽 _*Perché è importante firmarla?*_
Un rappresentate delle istituzioni repubblicane deve attenersi ad un linguaggio rispettoso di tutte le minoranze, secondo i principi della Costituzione italiana.
🗣️ _*La petizione da chi è promossa?*_
Dal Coordinamento Antirazzista Italiano (CAI), una rete di persone di differenti origini e realtà sociali impegnate nella lotta alle discriminazioni razziali, e che si unisce all'appello dell'Unione delle Comunità e Organizzazioni Islamiche in Italia (UCOII).
Le parole razziste e islamofobe di Feltri, sono pericolose, perché alimentano odio e violenza.
✊🏾 La risposta deve essere ferma e decisa.
*Firma anche tu e condividi la petizione!*
Il tavolo Diritti alla Cittadinanza e Migrazioni - SI Milano ha firmato!
Firma la petizione Sosteniamo le dimissioni di Feltri: basta razzismo nelle istituzioni
01/12/2024
UNIAMO LE LOTTE FACCIAMOLO ANCHE A MILANO E CORVETTO
Queste sono due foto della manifestazione di ieri al Corvetto. Diversamente da quanto avrebbero voluto alcuni, è stata una manifestazione tranquilla e silenziosa. Un invito a riflettere sulla società che stiamo costruendo, al di là dei fatti di cronaca e del singolo episodio.
Che proprio a partire da questi fatti ieri un consigliere regionale ne abbia approfittato per le sue sparate (è proprio il caso di dirlo) è solo l'ennesima vergogna da condannare, perché non dobbiamo abituarci a tutto questo.
A noi interessano le soluzioni che vogliamo costruire sul territorio, insieme alle associazioni che si spaccano la schiena per animare il quartiere e per combattere la marginalizzazione.
Pensiamo sempre all'esperienza di Mimmo Lucano a Riace, dove l'accoglienza è diventata una opportunità. Riace non è Milano e nemmeno il Corvetto, ma il principio deve essere quello.
Uniamo le lotte, facciamolo anche a Milano e a Corvetto.
Paolo Fumagalli
Coordinatore Sinistra Italiana Milano EST e membro tavolo Diritti alla Cittadinanza e Migrazioni - SI Milano
29/11/2024
A CORVETTO IN SOLIDARIETÀ ALLA FAMIGLIA DI RAMY
Ciò che sta succedendo al Corvetto di Milano dopo la morte di Ramy Elgalm apre uno squarcio sulle tensioni sociali presenti in alcuni quartieri della città dove povertà e marginalizzazione alimentano la rabbia di chi è escluso.
Dove l’azione repressiva delle forze dell'ordine è l’espressione di scelte e orientamenti politici che non fanno che costruire odio e stigma nei confronti delle persone immigrate e dei loro figli.
Pensiamo che l'esclusione sociale sia da affrontare in un quadro più complesso, chiedendo alle istituzioni pubbliche di intervenire affrontando domande ancora aperte anziché chiudere il caso con giudizi sommari e sprezzanti, nei confronti della rabbia, dell'abbandono di alcuni ceti sociali e della povertà, in tutte le forme in cui si esprime.
Quanto incide sul malessere degli abitanti il mancato accesso a uguali diritti, tra cui la cittadinanza? Quanto la mancata manutenzione degli stabili? Quanta più dispersione scolastica esiste in alcuni gruppi sociali? Perché non si opera adeguatamente su questi temi? Dov'è l'educativa di strada? Dove sono la mediazione culturale, l’orientamento al lavoro? Quali strumenti di accompagnamento vengono messi in campo?
Corvetto è un quartiere ricco di iniziative culturali e di associazioni impegnate a combattere la marginalitá e l'isolamento degli abitanti più fragili.
Associazioni che in questi giorni stanno manifestando partecipazione e vicinanza verso la famiglia di Ramy.
Per questo saremo presenti insieme a loro dalle 19 di sabato 30 novembre in piazza Gabrio Rosa.
27/11/2024
IMMIGRATI IRREGOLARI E VIOLENZE SESSUALI, COSA DICONO I DATI
Nell’affrontare il discorso della violenza di genere, il ministro Valditara, la presidente del Consiglio Meloni e il vicepremier Salvini continuano a insistere sul problema dell’immigrazione irregolare in relazione alle violenze sessuali. I dati sugli stupri commessi da cittadini stranieri senza permesso di soggiorno, però, non sono disponibili in Italia
Per primo il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara: «Deve essere chiara a ogni nuovo venuto, a tutti coloro che vogliono vivere con noi, la portata della nostra Costituzione, che non ammette discriminazioni fondate sul sesso. Occorre non far finta di non vedere che l’incremento dei fenomeni di violenza sessuale è legato anche a forme di marginalità e di devianza in qualche modo discendenti da una immigrazione illegale».
Poi la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha ribadito il concetto, intervistata al G20 e in occasione del 25 novembre: «Adesso verrò definita razzista, ma c’è una incidenza maggiore, purtroppo, nei casi di violenza sessuale, da parte di persone immigrate, soprattutto illegalmente».
Infine, anche il vicepremier e ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini ha calcato – in relazione al fenomeno sistemico della violenza contro le donne – il discorso delle violenze sessuali intorno all’immigrazione irregolare: «Difendere le ragazze significa però anche riconoscere l’inevitabile e crescente incidenza degli aggressori stranieri, un dato preoccupante che non sminuisce in alcun modo i casi italiani ma evidenzia le pericolose conseguenze di un’immigrazione incontrollata, spesso proveniente da Paesi che non condividono i principi e i valori occidentali».
I dati sulle violenze sessuali
Al di là dell’opportunità di concentrarsi sulla categoria degli immigrati irregolari, è utile osservare i numeri disponibili. Prima di tutto non ci sono dati sulle violenze sessuali perpetrate da stranieri presenti irregolarmente sul suolo italiano, che nel 2023 erano 458mila. Non si può quindi verificare se l’incidenza dei casi sia più alta o in aumento a causa dell’immigrazione irregolare.
Se guardiamo invece ai casi di violenza sessuale i cui autori sono genericamente stranieri (senza distinzione tra comunitari, extra-comunitari, regolari o irregolari), secondo i dati Istat nel 2022 hanno rappresentato il 42,5 per cento degli autori maschi, a fronte di una popolazione straniera che è circa il 9 per cento del totale dei residenti. Numeri in aumento rispetto agli anni precedenti, così come il dato degli autori italiani, come riportato anche da Pagella politica.
Se c’è stato un aumento degli autori stranieri di circa 400 unità, c’è stato tra il 2021 e il 2022 anche un aumento generale delle violenze sessuali – poi scese nel 2023 –, con un incremento simile degli autori italiani di circa 300 unità. Dai dati evidenziati si vede inoltre che, in ogni caso, la maggioranza degli autori di violenza sessuale è italiana.
I dati sulle vittime
Dall’analisi dei dati Istat si può inoltre notare come ci sia anche una fetta consistente di vittime di violenze sessuali donne e straniere, ovvero circa il 20 per cento delle vittime di genere femminile. Un dato, questo, parzialmente in contrasto con la narrazione che vede gli stranieri violentare le donne italiane. Ci sono però da considerare anche altre questioni.
L’Istat e il Dipartimento di pubblica sicurezza riportano che la maggior parte delle violenze sessuali non viene denunciata e che nei dati delle denunce vi è probabilmente una grande sottorappresentazione.
Se in generale si denuncia poco, un altro fattore è la tendenza a denunciare più spesso se l’autore delle violenze è straniero. In un’audizione parlamentare di alcuni anni fa, l’Istat riferiva che, nel 2014, le donne italiane vittima di violenza sessuale al di fuori della coppia denunciavano poco.
Tra le persone che avevano subito violenze da uomini italiani il 4,4 per cento aveva denunciato, contro il 95,6 per cento di mancate denunce. Questo comportamento cambiava nel caso di autori stranieri, denunciati nel 24,7 per cento dei casi. Dai dati Istat, dunque, emerge che il tasso di denuncia aumenta quando l’autore del reato è cittadino straniero.
Sempre nel 2014 (gli ultimi dati che abbiamo reperito), infine, tra le donne italiane vittime di stupro il 75,7 per cento ha subito l’abuso da partner, parenti o amici, quindi in contesti famigliari e amicali, e non da sconosciuti.
Roberto Bessone, 26 novembre 2024
Sul quotidiano Domani
22/11/2024
VELOCIZZARE IL RILASCIO DI PERMESSI DI SOGGIORNO E PORTARE AI COMUNI LA COMPETENZA DEL RINNOVO
È arrivata all’assemblea nazionale Anci la proposta del Comune di Torino per velocizzare i tempi di rinnovo dei permessi di soggiorno, coinvolgendo gli uffici comunali.
Il consigliere proponente, Ahmed Abdullahi, porterà la proposta in giornata al neo presidente Gaetano Manfredi.
L’iniziativa è stata infatti trasformata in una lettera, sottoscritta da una trentina di amministratori comunali di tutta Italia, la maggior parte con un passato migratorio.
Rendere più veloce questa pratica significa agevolare l'integrazione dei cittadini stranieri presenti in Italia e favorire la loro maggior integrazione.
Più cittadini significa meno irregolaritá e abusi sulle persone. Più diritti e doveri per italiani e stranieri.
20/11/2024
I MIGRANTI, IL NOSTRO SPECCHIO
Quanti milanesi ci sono a Milano? Quanti baresi, siciliani, napoletani? Quanti italiani negli Stati Uniti, in Argentina? Cosa ci ha portato ad emigrare? Quali guerre, cataclismi, complotti internazionali o regie occulte?
Certamente non mancheranno i nostalgici dei “bei tempi passati”, quando a Milano c’erano solo gli italiani. Anzi, quando c’erano quasi solo i milanesi. E magari si ricorderà di quando fuori dalle case c’erano le scritte “non si affitta a meridionali”.
Ma il mondo cambia, lo vogliamo o no. E non c’è propaganda che possa impedirlo. Non ci sono blocchi navali, porti chiusi, centri di detenzione fuori d’Italia, che possano disincentivare o impedire le partenze di coloro che da tutti i continenti si spostano in cerca di un futuro migliore.
Noi abbiamo fatto le stesse scelte, correndo rischi simili, come ci ricorda la storia dei nostri morti della nave Sirio o di Marcinelle. E ancora oggi, sono soprattutto i giovani quelli che lasciano il Paese in cerca di salari migliori e di quelle opportunità a loro precluse. Negli ultimi anni, l’Italia della denatalità ha perso 2 milioni di abitanti nonostante gli arrivi.
I timori diffusi riguardo la sicurezza (oggi come ieri), si risolvono regolarizzando i migranti - italiani o stranieri - affinché i nuovi cittadini possano integrarsi e contribuire, col lavoro e la partecipazione, al bene comune. I dati dimostrano la quasi assenza di criminalità tra migranti regolarizzati, mentre tutti conosciamo il loro contributo economico, senza il quale molti settori entrerebbero in crisi, compreso il benessere dei nostri cari.
Latinoamericani, asiatici, africani ed europei, la migrazione ci mostra un mondo eterogeneo, complesso,
una migrazione legata ai fenomeni economici,
climatici e alle guerre. O la gestiamo con giustizia
e umanità, o mentiamo ai cittadini su soluzioni
inapplicabili e costose per la società.
Giuliano Malinverno membro del tavolo Diritti alla Cittadinanza e Migrazioni - SI Milano
13/11/2024
PROTEGGERE GLI ITALIANI CHE SI RIBELLERANNO DOMANI
Questa è una storia che parte dell'ormai lontano 1998 con la legge Turco-Napolitano che, per normare la condizione degli stranieri in Italia, introduceva un'eccezione eclatante: la detenzione senza aver commesso alcuna infrazione delle norme penali. Aprono infatti i Centri di Permanenza Temporanea per quegli stranieri che erano in attesa di essere espulsi dal Paese.
In pratica, il principio era molto semplice: non sei più parte di questa società? Allora non godi dei diritti che i componenti di questa società possono godere.
Poi è arrivata la legge Bossi-Fini che ha normato la permanenza degli stranieri in quanto lavoratori. In parole povere: se hai un lavoro fai parte di questa società se no non godi dei diritti della società e ne vieni espulso.
Ora, con il decreto Salvini, siamo arrivati all'allontanamento diretto delle persone dai centri abitati direttamente per mano dei Sindaci. Così, come accade per esempio a Cinisello e Sesto, quando il Sindaco è della Lega il Daspo viene utilizzato, guarda caso, contro i migranti che vengono trovati senza permesso di soggiorno e quindi espulsi.
Ovviamente non ci sono servizi sociali adeguati che aiutino queste persone a non trovarsi nelle condizioni che li portano ad essere passibili di questi provvedimenti.
Quindi, ricapitolando: non hai il lavoro, perdi il permesso di soggiorno, non lo ritrovi perché te lo richiedono, finisci nel "disagio", diventi oggetto di Daspo da parte del tuo Sindaco e vieni espulso.
Il problema è che questo meccanismo dovrebbe interessare per primi gli italiani. Perché? Perché i diritti che vengono tolti agli stranieri vengono tolti pian piano ai cittadini italiani.
Se ci pensiamo l'idea espressa nella Bossi-Fini che un individuo serva solo se lavoratore regolare e utile al comparto produttivo è un'idea che poi si è estesa ai lavoratori delle nuove generazioni che in quegli anni entravano nel mondo del lavoro e che più avanti si sarebbero chiamati precari.
I precari dipendono dal proprio datore di lavoro in maniera più suddita perché da un momento all'altro possono essere licenziati.
Questi nuovi lavoratori spesso non possono essere iscritti a un sindacato, non possono iscriversi a un partito ma, soprattutto, non hanno orari di lavoro e quindi non hanno neanche tempo per interessarsi a tutto ciò che è intorno o fuori dal lavoro.
I precari non hanno nemmeno il tempo di avere relazioni, amicizie, figli o qualsiasi cosa perduri nel tempo.
I precari non esistono al di fuori del loro lavoro. Proprio come i migranti per la legge Bossi-Fini.
Ora, la forbice sociale si sta allargando sempre di più ed è facile intuire che saranno le fasce di popolazione a basso reddito quelle che aumenteranno.
E cosa succederà se avranno "comportamenti disturbanti"? Se saranno moleste o se addirittura si ribelleranno?
Le risposta la trovate già nei Comuni come Sesto e Cinisello dove sui migranti si sperimenta come la società risponderà alle sommosse. Se ci sarà, la rivoluzione partita da un Daspo.
Perciò oggi difendiamo i diritti di cittadinanza, perché proteggeremo gli italiani che si ribelleranno domani.
Gaetano Petronio
Membro del gruppo Diritti alla Cittadinanza e Migrazioni di Sinistra Italiana Milano
Clicca qui per richiedere la tua inserzione sponsorizzata.
Ubicazione
Digitare
Sito Web
Indirizzo
Milan
20149
