19/10/2026
𝐋’𝐀𝐧𝐭𝐢𝐜𝐨 𝐩𝐞𝐥𝐥𝐞𝐠𝐫𝐢𝐧𝐚𝐠𝐠𝐢𝐨 𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐒𝐚𝐧𝐭𝐢𝐬𝐬𝐢𝐦𝐚 𝐓𝐫𝐢𝐧𝐢𝐭𝐚̀ 𝐝𝐢 𝐕𝐚𝐥𝐥𝐞𝐩𝐢𝐞𝐭𝐫𝐚
-Arianna Gilardi 2008
Monteflavio:
un paese della Sabina Romana
nell'Italia Repubblicana pag. 89.
-Emiliano De Mico
preziosa testimonianza storica.
-Maestro Guido Rosati
testimonianza diretta nel commento.
Tra le tradizioni religiose più radicate nella storia di Monteflavio c’è il pellegrinaggio al Santuario della Santissima Trinità di Vallepietra, che per tanti anni i Monteflaviesi hanno affrontato a piedi attraverso i Monti Lucretili e Simbruini, un lungo cammino della durata di diversi giorni, circa tre per l'andata e altrettanti per il ritorno, scandito da preghiere, canti religiosi, sacrifici e momenti di profonda solidarietà.
Secondo una tradizione tramandata oralmente, le origini del pellegrinaggio risalirebbero alla metà del XIX secolo e sarebbero legate alla figura di Domenico Petricca un pastore del paese che, mentre conduceva il proprio gregge oltre il Monte Pellecchia, incontrò una compagnia di pellegrini diretta alla Santissima Trinità e decise di unirsi a loro, fu colpito a tal punto che l'anno successivo avrebbe coinvolto anche gli abitanti di Monteflavio, dando così origine alla tradizione.
Il pellegrinaggio aveva inizio il giovedì precedente la festività della Santissima Trinità, domenica successiva alla Pentecoste, con la partenza dalla chiesa nella piazza del paese. Accompagnati dai canti, preghiere e dallo stendardo religioso, i pellegrini raggiungevano la ca****la della Madonna del Carmine, chiamata delle carbonere e conosciuta dai monteflaviesi come a Madonella lungo l'attuale via Monte Pellecchia, https://www.facebook.com/share/p/1EQWqweRSE/, qui avveniva un momento particolarmente significativo, gli anziani e quanti non potevano affrontare il viaggio salutavano la compagnia che, con l’aiuto di asini o muli per il trasporto delle provviste e del necessario, iniziavano il pellegrinaggio.
Dalla Madonnella, il percorso fiancheggiava il Colle della Caparnassa, proseguiva lungo la Costa Romana e si inoltrava nella Valle Lopa, tra il Monte Pellecchia sulla sinistra e il Monte Santo Chirico sulla destra. Superata la Forcellilla o Forcella di Civitella, i pellegrini lasciavano il Monte Ariaoni sulla sinistra e scendevano lungo il fosso Gattaceca chiamato localmente U Riu, costeggiando Colle Rotondo raggiungevano poi Prato delle Forme nel territorio di Roccagiovine. Da qui affrontavano la ripidissima discesa conosciuta come la Scarpata fino a raggiungere la Valle dell'Aniene lasciandosi Mandela sulla destra. Dopo circa un giorno e mezzo di cammino e brevi soste giungevano nella località Le Molette ai piedi del massiccio di Monte Livata, dove era prevista la sosta notturna all'aperto, per riposare e rifocillarsi prima di riprendere il viaggio.
Il percorso proseguiva quindi aggirando lo sperone montuoso di Cervara di Roma, risalendo verso Monte Livata attraverso le faggete dei Monti Simbruini fino a raggiungere l'altopiano di Campo Secco. Da qui si scendeva verso Vallepietra passando per la località Osteria del Pellegrino prima di affrontare l'ultimo tratto che conduceva al Santuario della Santissima Trinità, ai piedi del Monte Autore, ed una volta raggiunto tutti si raccoglievano in una sentita e duratura preghiera collettiva, momento culminante del lungo viaggio di devozione.
Dopo altri tre giorni di cammino, percorrendo a ritroso lo stesso itinerario, i pellegrini facevano ritorno verso Monteflavio e uno dei momenti più emozionanti era l'arrivo alla Madonnella, dove la comunità tornava simbolicamente a riunirsi ed insieme, formando un unico corteo accompagnato dallo stendardo della Santissima Trinità, dai canti religiosi e dal suono festoso delle campane, raggiungevano la chiesa SS. Maria Assunta nella piazza del paese.
Questa antica tradizione del viaggio a piedi è rimasta fino alla fine degli anni cinquanta, quando il percorso cominciò a essere affrontato con mezzi di trasporto, inizialmente venne utilizzato il camion di Isidoro Cherubini tagliaboschi monteflaviese, dove i pellegrini prendevano posto sul pianale di carico riadattato tipo camion trasporto militari, raggiungendo Vallepietra attraverso Camerata, successivamente si è passati ai più moderni pullman.
Ancora oggi il pellegrinaggio alla Santissima Trinità di Vallepietra viene compiuto annualmente, mantenendo alcuni momenti dell'antica usanza, come il canto tipico e le preghiere che accompagnano i partecipanti per tutta la durata del viaggio. Al ritorno, il luogo di ritrovo non è più la Madonnella ma “u Stradò” nei pressi della Chiesa di San Martino. Da qui i pellegrini risalgono in processione verso la chiesa mentre le campane suonano a festa e vengono intonati gli stessi canti religiosi che accompagnavano i loro antenati, con lo stendardo della Santissima Trinità orgogliosamente portato in testa al corteo.