Giovanni D'Alessandro consigliere comunale

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Giovanni D'Alessandro consigliere comunale Giovanni D'Alessandro
Consigliere comunale
Nocera Inferiore

30/10/2026

Una politica senza qualità

​Il vero dramma della politica contemporanea non è soltanto l'opportunismo, ma l'imbarazzante dilettantismo. Parlare di "classe dirigente" oggi ha il sapore di un ossimoro: abbiamo normalizzato l'idea tossica che per gestire la cosa pubblica non serva alcuna preparazione, trasformando l'approssimazione quasi in un titolo di merito. Non è una questione di schieramenti, ma di caratura: la mediocrità è diventata trasversale e si propaga con impressionante coerenza su ogni scala istituzionale.

​Nei Comuni, l'analfabetismo amministrativo è ormai la regola. Amministratori (e aspiranti tali) che non sanno leggere un bilancio, decifrare una norma o finanche distinguere un atto amministrativo da un provvedimento pretendono di guidare territori complessi a colpi di toppe e buonsenso improvvisato. La totale mancanza di competenze viene puntualmente mascherata dietro la bandiera della "vicinanza alla gente", ma i servizi pubblici non si gestiscono con l'entusiasmo della domenica.

​A livello nazionale, la farsa si fa sistema. La politica ha rinunciato alla visione per ridursi a perenne campagna elettorale. Si naviga a vista guidati dai sondaggi del mattino, cambiando princìpi a giorni alterni con una disinvoltura imbarazzante: si difendono tesi inconciliabili nello spazio di una settimana, confidando nella memoria corta dell'elettorato. Il pensiero critico è stato sostituito dallo slogan a effetto, l'autorevolezza dall'arroganza urlata.

​Salendo al piano sovranazionale, la mediocrità indossa l'abito grigio della burocrazia. Valutazioni tecniche miopi, compromessi raffazzonati e una cronica incapacità di comprendere la complessità dei mercati e della geopolitica rivelano una classe dirigente altrettanto impreparata, schermata soltanto dalla distanza dai cittadini e da apparati che ne attenuano la responsabilità diretta.

​L'improvvisazione al comando non è una bizzarria innocua: è un danno materiale e collettivo. In nessun ambito della vita affideremmo la nostra salute o i nostri risparmi a chi non conosce il mestiere. Eppure tolleriamo che a governare le nostre comunità siano dilettanti allo sbaraglio. L'approssimazione non resta confinata nei palazzi: si trasforma in risorse pubbliche bruciate, servizi degradati, occasioni sprecate e tutele erose. È un male che non presenta mai il conto a chi lo compie, ma lo scarica per intero sulla pelle di tutti i cittadini.

​La gestione pubblica richiede metodo, rigore e competenze solide. Quando a decidere sono persone prive delle qualità minime per comprendere ciò che firmano, l'approssimazione smette di essere un incidente di percorso e diventa una condanna per l'intera comunità.

Giovanni D'Alessandro
Professore ordinario di Diritto costituzionale
Avvocato cassazionista

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12/10/2026

ORDINE DEL GIORNO CONSIGLIO COMUNALE DEL 12 OTTOBRE 2026

1. Conferimento della cittadinanza onoraria al Colonnello dei Carabinieri dott. Gianfranco Albanese;

2. Presa d'atto della validazione del Piano Economico Finanziario (PEF) rifiuti da parte dell'Ente d'Ambito - EDA Salerno, così come previsto dalla deliberazione ARERA n. 397 del 5 agosto 2025, per l'approvazione del metodo tariffario per il terzo periodo regolatorio 2026/2029;

3. Bilancio Consolidato — Approvazione;

4. Definizione agevolata delle entrate comunali di cui alle legge n. 199/2025 e del Regolamento Comunale approvato con deliberazione di Consiglio Comunale n. 5 del 25 febbraio 2026. Riapertura termini;

5. Approvazione definitiva della variante, ai sensi dell'art. 9 in combinato disposto con l'art. 6 del Regolamento Regionale n. 3/2025, dell'art. 28 della NTA dello strutturale del P.U.C. vigente, inerente gli edifici inquadrati nel vigente strumento urbanistico generale in zona "G I - Attrezzature pubbliche di rango locale";

6. PR CAMPANIA FESR 2021-2027 - Programmi Di Rigenerazione Integrata Urbana Sostenibile (PRIUS), delle Citta' e dei poli Urbani - Priorita' 5 -Sviluppo Territoriale Integrato - Obiettivo Specifico RSO 5.1. Approvazione del Documento di Orientamento Strategico (D.O.S.) della Città di Nocera Inferiore;

7. Regolamento Comunale per la valorizzazione delle attività agroalimentari tradizionali locali e l'istituzione della Denominazione comunale d'origine — De.Co — Approvazione.

12/10/2026

CONSIGLIO COMUNALE DEL 12 OTTOBRE 2026

1. Conferimento della cittadinanza onoraria al Colonnello dei Carabinieri dott. Gianfranco Albanese;

2. Presa d'atto della validazione del Piano Economico Finanziario (PEF) rifiuti da parte dell'Ente d'Ambito - EDA Salerno, così come previsto dalla deliberazione ARERA n. 397 del 5 agosto 2025, per l'approvazione del metodo tariffario per il terzo periodo regolatorio 2026/2029;

3. Bilancio Consolidato — Approvazione;

4. Definizione agevolata delle entrate comunali di cui alle legge n. 199/2025 e del Regolamento Comunale approvato con deliberazione di Consiglio Comunale n. 5 del 25 febbraio 2026. Riapertura termini;

5. Approvazione definitiva della variante, ai sensi dell'art. 9 in combinato disposto con l'art. 6 del Regolamento Regionale n. 3/2025, dell'art. 28 della NTA dello strutturale del P.U.C. vigente, inerente gli edifici inquadrati nel vigente strumento urbanistico generale in zona "G I - Attrezzature pubbliche di rango locale";

6. PR CAMPANIA FESR 2021-2027 - Programmi Di Rigenerazione Integrata Urbana Sostenibile (PRIUS), delle Citta' e dei poli Urbani - Priorita' 5 -Sviluppo Territoriale Integrato - Obiettivo Specifico RSO 5.1. Approvazione del Documento di Orientamento Strategico (D.O.S.) della Città di Nocera Inferiore;

7. Regolamento Comunale per la valorizzazione delle attività agroalimentari tradizionali locali e l'istituzione della Denominazione comunale d'origine — De.Co — Approvazione.

01/10/2026

*Nocera "unica" per non disgregarsi lungo la china demografica.*

_Le due città hanno perso oltre tremila abitanti in diciassette anni e rischiano di perderne più del doppio nei prossimi diciassette. Il nuovo decreto sulle fusioni offre, per la stessa durata, lo strumento per reagire._

Il 14 settembre il Ministero dell'interno ha reso noto il decreto del 7 agosto 2026 sui contributi ai comuni nati da fusione. Il contenuto si riassume in poche righe. Quando due o più comuni si uniscono, lo Stato versa al nuovo ente un contributo straordinario pari al 60 per cento dei trasferimenti che quei comuni ricevevano nel 2010, nei limiti dei fondi stanziati. Se il nuovo comune resta sotto i centomila abitanti, il contributo può arrivare a due milioni di euro l'anno. Se le richieste superano i fondi, precedono le fusioni più antiche. Se invece avanzano risorse, queste si dividono in base agli abitanti e al numero dei comuni uniti.
La novità sta nella durata. In origine il sostegno valeva dieci anni, poi una legge del 2023 ne ha aggiunti cinque e un decreto di fine 2025, convertito in legge a febbraio, ha portato l'aggiunta a sette. Oggi si arriva a diciassette anni.
Diciassette anni sono una misura che a Nocera conviene prendere sul serio, perché sono anche la misura della sua crisi demografica.
Alla fine del 2008 Nocera Inferiore contava 45.959 residenti e Nocera Superiore 24.072. All'inizio del 2026 le stime dell'Istat ne indicano 43.291 e 23.396. In diciassette anni le due città hanno perso insieme circa 3.300 abitanti, quasi il 5 per cento. È come se fosse scomparso un intero quartiere. E il ritmo, negli ultimi anni, è cresciuto.
Il futuro, se nulla cambia, è più severo. Le previsioni dell'Istat indicano fra il 2025 e il 2035 un calo del 6,3 per cento a Nocera Inferiore e del 6,6 a Nocera Superiore. Se quel ritmo proseguisse fino al 2043, le due città perderebbero altri settemila abitanti circa, più del doppio di quanto accaduto finora. Nocera Inferiore scenderebbe sotto i trentanovemila residenti, Nocera Superiore sotto i ventunomila.
Anche nell'ipotesi più favorevole, quella in cui il calo proceda come negli ultimi diciassette anni, i residenti in meno sarebbero oltre tremila. Diciassette anni alle spalle, diciassette davanti. Sono gli stessi del decreto.
Il calo degli abitanti non riduce il costo di un consiglio comunale, di una segreteria generale, di un ufficio tecnico. Riduce il numero dei cittadini fra cui quel costo si divide. Due apparati nati quando i residenti erano settantamila dovranno servirne, fra diciassette anni, forse sessantamila. Tenerli entrambi significa pagare di più, ciascuno, per avere lo stesso. Unirli significa adeguare la macchina pubblica alla città che Nocera sta diventando.
La nuova Nocera, con circa 66.700 abitanti, resterebbe ben sotto la soglia dei centomila. Potrebbe dunque contare su un contributo fino a due milioni di euro l'anno, cioè fino a trentaquattro milioni in diciassette anni. È una risorsa che esiste soltanto a condizione di unirsi. Accompagnerebbe la città proprio negli anni in cui il calo demografico, secondo le previsioni, dovrebbe farsi più intenso.
A nostro avviso è un'occasione da cogliere, e la storia la rende quasi naturale. Comune viene dal latino communis, che indica chi condivide un munus, cioè un peso, un compito pubblico. Le due Nocera quei pesi li hanno condivisi a lungo. Portano lo stesso nome, eredità dell'antica Nuceria, e la loro storia è rimasta comune fino al 1851. Condividono ancora strade, scuole, commerci e abitudini, e per molti nocerini il confine è poco più di una linea sulla carta.
I vantaggi sono concreti. Oggi esistono due consigli comunali, due giunte, due segretari generali, due bilanci, due uffici tecnici, due piani urbanistici. Una sola amministrazione può programmare trasporti, parcheggi, verde pubblico, rifiuti e manutenzione su un territorio unico. Può decidere una volta sola ciò che oggi si decide due volte, e non sempre nello stesso senso. Può inoltre dotarsi di dirigenti e tecnici più specializzati, capaci di progettare opere importanti e di ottenere finanziamenti regionali ed europei. La fusione, prima ancora che risparmio, è competenza.
C'è poi il peso della città. All'inizio del 2025 Cava de' Tirreni contava 49.754 abitanti, Battipaglia 49.395 e Scafati 47.706. La nuova Nocera sarebbe dunque la seconda città della provincia dopo Salerno. Si siederebbe al tavolo con la regione, con la provincia e con le società dei servizi pubblici con una voce sola, e perciò più ascoltata.
Il precedente, del resto, esiste. In Calabria due città di dimensioni paragonabili, Corigliano Calabro e Rossano, si sono unite con una legge regionale del 2018.
Qui il decreto dà il suo contributo migliore, che è il tempo. I costi di una fusione si pagano subito, perché bisogna unire uffici, personale, regolamenti e bilanci, mentre i benefici maturano negli anni. Diciassette anni coprono più consiliature e il tempo di un investimento vero. Il contributo, inoltre, non è legato a una spesa precisa. La nuova città potrà impiegarlo dove serve, per le strade come per le scuole, i servizi sociali o le politiche per trattenere i giovani che oggi se ne vanno.
Resta il timore, specie nella città più piccola, di essere assorbita dalla più grande. La legge offre risposte concrete. La fusione non è un'annessione, perché dà vita a un comune nuovo nel quale entrambe le città confluiscono alla pari. Lo statuto può istituire municipi nelle due comunità d'origine, anche con organi eletti dai cittadini. Per cinque anni, poi, si possono mantenere tributi e tariffe differenziati fra i vecchi territori. Le piazze, le feste, le chiese e la memoria restano dove sono. Cambia il modo di amministrarle.
Nulla vieta, col tempo, di rendere la disciplina ancora più convincente. Sarebbe utile adeguare i fondi alle richieste, così che il contributo diventi una cifra certa. Si potrebbe aggiornare il riferimento ai trasferimenti del 2010 e fare dei municipi la regola delle nuove fusioni. Sono miglioramenti possibili, che nulla tolgono al valore della strada tracciata.
Il campanile non misura una comunità. Ne indica soltanto il luogo d'incontro. Per le due Nocera fondersi vuol dire, del resto, prendere sul serio il nome che portano già.

Giovanni D'Alessandro
Docente di Diritto costituzionale


🔴 Raggiunto il quorum di 500.000 firme.
10/09/2026

🔴 Raggiunto il quorum di 500.000 firme.

Il quesito riguarda l’autorizzazione preventiva delle famiglie, ma non renderebbe obbligatoria una nuova...

06/09/2026

🔴 REFERENDUM SÌ EDUCAZIONE AFFETTIVA E SESSUALE NELLE SCUOLE

L'obiettivo di questo Referendum è ripristinare l'educazione affettiva e sessuale nelle scuole italiane, superando le attuali restrizioni normative.

La scuola italiana si trova di fronte a un nodo cruciale che interpella direttamente la nostra responsabilità civile e pedagogica. Oggi, l'educazione affettiva e sessuale è sottoposta a restrizioni normative che ne depotenziano l'efficacia formativa. Un impianto che vieta di affrontare tali temi nelle scuole dell'infanzia e primarie, imponendo alle famiglie autorizzazioni scritte con sette giorni di preavviso e obbligando i docenti ad allontanare materialmente dall'aula gli studenti sprovvisti di questo permesso.
Promuovere e firmare questo referendum significa intervenire per rimuovere tali ostacoli e restituire alla didattica la sua funzione inclusiva. L'abrogazione di queste norme consentirà di reintegrare stabilmente l'educazione all'affettività all'interno dei piani triennali dell'offerta formativa, riportandola nell'alveo della normale progettualità condivisa tra istituti, famiglie e studenti.
Ciò produrrà effetti concreti e misurabili: sarà possibile sviluppare percorsi adeguati a ogni fascia d'età con il supporto di linguaggi rigorosi, si porrà fine alla pratica discriminatoria dell'esclusione fisica dal gruppo classe e si garantirà alle scuole l'autonomia necessaria per operare libere da vincoli burocratici asfissianti. Sostenere questa richiesta di referendum è un atto di coerenza democratica per una scuola che educa alla consapevolezza e al rispetto reciproco.

Firma anche tu per cambiare le cose!

23/08/2026

Medici, infermieri e visite specialistiche a due passi da casa. Le Case di Comunità dovrebbero rappresentare il nuovo pilastro della sanità territoriale per ridurre le attese al pronto soccorso e offrire assistenza continua, soprattutto a pazienti fragili e cronici.

Non si tratta di studi medici, ma di hub accessibili senza prenotazione che integrano medici di base, pediatri, infermieri e servizi sociali.

👉 Scopri come funzioneranno e quali servizi offriranno ➡ LINK NEI COMMENTI⬇

🔴 La mobilità è un tema fondamentale per le nostre comunità. E non solo.Ormai Nocera e l'Agro sono tagliati fuori dalla ...
22/08/2026

🔴 La mobilità è un tema fondamentale per le nostre comunità. E non solo.
Ormai Nocera e l'Agro sono tagliati fuori dalla linea diretta ferroviaria con Roma e le altre grandi città del Centro e del Nord d'Italia. Il "salernocentrismo" col passare degli anni ha marginalizzato progressivamente il nostro territorio. Nocera e l'Agro sono stati relegati al ruolo di mere fermate di una sorta di metropolitana a raso tra Napoli e Salerno, che taglia in due da decenni le nostre Città.
Il trasporto su gomma anziché essere implementato è stato man mano svilito e depotenziato.
Con grave danno per la mobilità, anzitutto, ma poi anche per la lotta agli inquinamenti ambientali.
Il Masterplan per adesso è solo un pennicello tiepido, che c'è ma non si vede.
Di tutto questo la classe politica dell'Agro deve farsi carico, adesso che la Presidenza della Regione Campania è passata di mano. Perchè mobilità e salubrità ambientale sono sintomi della civiltà di un territorio.

P.S.
Un post "ancora" scritto come ai vecchi tempi: a mano. Mi dispiace per chi non ne è capace. Absit iniuria verbis.

***Trasporto pubblico, l'Agro in seconda classe: bus vecchi, fermate fantasma e attese di un'ora

Linea 4 e Linea 9 con bus vecchi, mentre i mezzi nuovi restano in città a Salerno. Fermate senza palo, vecchie insegne Cstp, poche pensiline. Nell'Agro nocerino-sarnese il trasporto pubblico di Busitalia vive una vita parallela rispetto al resto della provincia.

Una disparità che ai tempi della filovia non esisteva. Allora le corse erano ogni 20 minuti, al massimo ogni mezz'ora. Oggi per un bus bisogna aspettare almeno un'ora.

Dall'Atacs alla Cstp fino a Busitalia, il servizio su gomma nell'Agro è peggiorato. Nei weekend, dal sabato alla domenica, le corse calano drasticamente, creando enormi disagi ai lavoratori pendolari.

Mentre la politica resta in silenzio, i cittadini subiscono disservizi quotidiani. Serve una trasformazione radicale per il futuro del trasporto locale a nord di Salerno.

gc

🔴 Il grave atto intimidatorio ai danni dell'ufficio giudiziario nocerino, perpetrato mediante l'invio di un proiettile, ...
15/07/2026

🔴 Il grave atto intimidatorio ai danni dell'ufficio giudiziario nocerino, perpetrato mediante l'invio di un proiettile, configura un oltraggio intollerabile rivolto contro l'intera nostra comunità.
La tutela della legalità democratica non può rimanere circoscritta all'indispensabile opera degli investigatori, ma reclama la partecipazione attiva e costante della società civile.
Il contrasto alle infiltrazioni malavitose impone ancor di più l'impegno di noi tutti di promuovere una cultura della trasparenza e dell'integrità, per sottrarre alle consorterie delinquenziali il loro retroterra.
Il grave farro criminoso di oggi esige un'assunzione corale di responsabilità, di noi tutti cittadini di Nocera e dell'Agro.

🔴 Chi a Nocera Inferiore addossa alla ZTL la responsabilità del declino commerciale è di sicuro in errore, volendo presu...
14/07/2026

🔴 Chi a Nocera Inferiore addossa alla ZTL la responsabilità del declino commerciale è di sicuro in errore, volendo presumere la buona fede di chi non intende polemizzare a prescindere. Addirittura, chi punta il dito contro l'attuale Amministrazione per l'estensione della zona a traffico limitato notturno nel centro cittadino ignora la logica stessa degli interventi di riqualificazione urbana. Cercare in queste misure la causa di una crisi che ha radici profonde, economiche e strutturali, è un'operazione di miopia politica che non giova a nessuno. E, del resto, noi di Civiche in rete abbiamo condiviso l'ampliamento sin dall'inizio.
Il rammarico per ogni attività che chiude è un sentimento da tutti noi condiviso. Evidentemente, però, sfugge che nelle moderne concezioni urbanistiche, la ZTL non è considerata un limite al commercio, ma, al contrario, uno strumento d'incentivazione. È ampiamente dimostrato — dati alla mano — che la pedonalizzazione aumenta la permanenza del consumatore in un'area: più tempo si trascorre in uno spazio pedonale, maggiore è la propensione alla spesa. Gli studi di Urban Economics dimostrano che la ZTL non elimina i clienti; elimina il rumore di fondo che impedisce ai veri clienti di godersi l'esperienza urbana. Pensare, quindi, che il commercio sopravviva solo se l'auto arriva "davanti al negozio" è un modello di business degli anni '80 ormai anacronistico.
D'altra parte, il problema dell'accessibilità ai luoghi del commercio a Nocera è inesistente. Disponiamo di oltre un migliaio di posti auto comunali in un raggio di poche centinaia di metri (via Atzori, via Barbarulo, via Canale, via Sarajevo, piazza Trieste e Trento, ma anche via Matteotti), come qualcuno ha giustamente osservato. Lamentare la scarsità di parcheggi a fronte di questa capienza significa non voler vedere la realtà dei fatti. Il centro è perfettamente raggiungibile, a patto di accettare di percorrere pochi metri a piedi, attività che in un centro storico dovrebbe essere la norma, non l'eccezione. Come accade ormai in tutte le grandi città.
Piuttosto, la vera scelta urbanistica "ostile" al commercio si è manifestata in interventi come la pista ciclabile "monca" di via Napoli. Un'opera che, di fatto, ha eliminato posti auto fondamentali senza produrre alcun beneficio reale per la mobilità o per l'economia locale, come pure è stato condivisibilmente osservato.
Smettere d'inseguire polemiche strumentali e iniziare ad analizzare la trasformazione del consumo moderno: questo è l'unico modo per far ripartire il tessuto commerciale nocerino. Il resto è solo sterile polemica senza alcun costrutto.
La sfida, per Nocera, semmai non è scegliere tra "strade aperte" o "strade chiuse", ma ceare un tavolo di confronto permanente che superi la polarizzazione, con indicatori chiari per misurare l'impatto economico della viabilità e interventi di decoro che rendano il centro "attrattivo" non solo perché pedonale, ma perché funzionale.
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Indirizzo

Nocera Inferiore
84014

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