01/10/2026
*Nocera "unica" per non disgregarsi lungo la china demografica.*
_Le due città hanno perso oltre tremila abitanti in diciassette anni e rischiano di perderne più del doppio nei prossimi diciassette. Il nuovo decreto sulle fusioni offre, per la stessa durata, lo strumento per reagire._
Il 14 settembre il Ministero dell'interno ha reso noto il decreto del 7 agosto 2026 sui contributi ai comuni nati da fusione. Il contenuto si riassume in poche righe. Quando due o più comuni si uniscono, lo Stato versa al nuovo ente un contributo straordinario pari al 60 per cento dei trasferimenti che quei comuni ricevevano nel 2010, nei limiti dei fondi stanziati. Se il nuovo comune resta sotto i centomila abitanti, il contributo può arrivare a due milioni di euro l'anno. Se le richieste superano i fondi, precedono le fusioni più antiche. Se invece avanzano risorse, queste si dividono in base agli abitanti e al numero dei comuni uniti.
La novità sta nella durata. In origine il sostegno valeva dieci anni, poi una legge del 2023 ne ha aggiunti cinque e un decreto di fine 2025, convertito in legge a febbraio, ha portato l'aggiunta a sette. Oggi si arriva a diciassette anni.
Diciassette anni sono una misura che a Nocera conviene prendere sul serio, perché sono anche la misura della sua crisi demografica.
Alla fine del 2008 Nocera Inferiore contava 45.959 residenti e Nocera Superiore 24.072. All'inizio del 2026 le stime dell'Istat ne indicano 43.291 e 23.396. In diciassette anni le due città hanno perso insieme circa 3.300 abitanti, quasi il 5 per cento. È come se fosse scomparso un intero quartiere. E il ritmo, negli ultimi anni, è cresciuto.
Il futuro, se nulla cambia, è più severo. Le previsioni dell'Istat indicano fra il 2025 e il 2035 un calo del 6,3 per cento a Nocera Inferiore e del 6,6 a Nocera Superiore. Se quel ritmo proseguisse fino al 2043, le due città perderebbero altri settemila abitanti circa, più del doppio di quanto accaduto finora. Nocera Inferiore scenderebbe sotto i trentanovemila residenti, Nocera Superiore sotto i ventunomila.
Anche nell'ipotesi più favorevole, quella in cui il calo proceda come negli ultimi diciassette anni, i residenti in meno sarebbero oltre tremila. Diciassette anni alle spalle, diciassette davanti. Sono gli stessi del decreto.
Il calo degli abitanti non riduce il costo di un consiglio comunale, di una segreteria generale, di un ufficio tecnico. Riduce il numero dei cittadini fra cui quel costo si divide. Due apparati nati quando i residenti erano settantamila dovranno servirne, fra diciassette anni, forse sessantamila. Tenerli entrambi significa pagare di più, ciascuno, per avere lo stesso. Unirli significa adeguare la macchina pubblica alla città che Nocera sta diventando.
La nuova Nocera, con circa 66.700 abitanti, resterebbe ben sotto la soglia dei centomila. Potrebbe dunque contare su un contributo fino a due milioni di euro l'anno, cioè fino a trentaquattro milioni in diciassette anni. È una risorsa che esiste soltanto a condizione di unirsi. Accompagnerebbe la città proprio negli anni in cui il calo demografico, secondo le previsioni, dovrebbe farsi più intenso.
A nostro avviso è un'occasione da cogliere, e la storia la rende quasi naturale. Comune viene dal latino communis, che indica chi condivide un munus, cioè un peso, un compito pubblico. Le due Nocera quei pesi li hanno condivisi a lungo. Portano lo stesso nome, eredità dell'antica Nuceria, e la loro storia è rimasta comune fino al 1851. Condividono ancora strade, scuole, commerci e abitudini, e per molti nocerini il confine è poco più di una linea sulla carta.
I vantaggi sono concreti. Oggi esistono due consigli comunali, due giunte, due segretari generali, due bilanci, due uffici tecnici, due piani urbanistici. Una sola amministrazione può programmare trasporti, parcheggi, verde pubblico, rifiuti e manutenzione su un territorio unico. Può decidere una volta sola ciò che oggi si decide due volte, e non sempre nello stesso senso. Può inoltre dotarsi di dirigenti e tecnici più specializzati, capaci di progettare opere importanti e di ottenere finanziamenti regionali ed europei. La fusione, prima ancora che risparmio, è competenza.
C'è poi il peso della città . All'inizio del 2025 Cava de' Tirreni contava 49.754 abitanti, Battipaglia 49.395 e Scafati 47.706. La nuova Nocera sarebbe dunque la seconda città della provincia dopo Salerno. Si siederebbe al tavolo con la regione, con la provincia e con le società dei servizi pubblici con una voce sola, e perciò più ascoltata.
Il precedente, del resto, esiste. In Calabria due città di dimensioni paragonabili, Corigliano Calabro e Rossano, si sono unite con una legge regionale del 2018.
Qui il decreto dà il suo contributo migliore, che è il tempo. I costi di una fusione si pagano subito, perché bisogna unire uffici, personale, regolamenti e bilanci, mentre i benefici maturano negli anni. Diciassette anni coprono più consiliature e il tempo di un investimento vero. Il contributo, inoltre, non è legato a una spesa precisa. La nuova città potrà impiegarlo dove serve, per le strade come per le scuole, i servizi sociali o le politiche per trattenere i giovani che oggi se ne vanno.
Resta il timore, specie nella città più piccola, di essere assorbita dalla più grande. La legge offre risposte concrete. La fusione non è un'annessione, perché dà vita a un comune nuovo nel quale entrambe le città confluiscono alla pari. Lo statuto può istituire municipi nelle due comunità d'origine, anche con organi eletti dai cittadini. Per cinque anni, poi, si possono mantenere tributi e tariffe differenziati fra i vecchi territori. Le piazze, le feste, le chiese e la memoria restano dove sono. Cambia il modo di amministrarle.
Nulla vieta, col tempo, di rendere la disciplina ancora più convincente. Sarebbe utile adeguare i fondi alle richieste, così che il contributo diventi una cifra certa. Si potrebbe aggiornare il riferimento ai trasferimenti del 2010 e fare dei municipi la regola delle nuove fusioni. Sono miglioramenti possibili, che nulla tolgono al valore della strada tracciata.
Il campanile non misura una comunità . Ne indica soltanto il luogo d'incontro. Per le due Nocera fondersi vuol dire, del resto, prendere sul serio il nome che portano già .
Giovanni D'Alessandro
Docente di Diritto costituzionale