Obiettivo Comune Ostuni

Obiettivo Comune Ostuni Siamo convinti che sia sempre possibile individuare percorsi condivisi e operare scelte che tengano conto del preminente interesse dei cittadini.

Mission: Continuare ad occuparci dei problemi della Città non solo discutendo tra noi, ma confrontandoci con i cittadini, le associazioni e l’amministrazione comunale L’associazione ha natura culturale e politica, non ha fini di lucro e si prefigge il compito di promuovere ogni tipo di attività culturale, politica, ricreativa e sociale, tendente alla partecipazione ed integrazione di tutti i cittadini alle questioni legate alla vita del comune di Ostuni. Sarà quindi impegnata a cooperare con associazioni, organizzazioni e istituzioni del territorio; promuovere incontri, convegni e dibattiti, favorendo il pluralismo delle voci. Mission: Continuare ad occuparci dei problemi della Città non solo discutendo tra noi, ma confrontandoci con i cittadini, le associazioni e le forze politiche senza alcuna preclusione; anche uscendo dai classici schemi vogliamo dialogare con gruppi e movimenti per formulare proposte utili per Ostuni.

Comunicato Stampa – Obiettivo ComuneMentre il dibattito pubblico si avvita sulle dinamiche della rottura nel centrosinis...
20/10/2026

Comunicato Stampa – Obiettivo Comune

Mentre il dibattito pubblico si avvita sulle dinamiche della rottura nel centrosinistra e sul toto-nomi dei candidati, il rischio concreto è quello di perdersi in strategie astratte, lontane dai bisogni reali della comunità.
Come movimento Obiettivo Comune, riteniamo invece prioritario rimettere al centro della discussione il futuro di Ostuni e le azioni concrete da intraprendere. L’eredità lasciata dagli ultimi tre anni di amministrazione è pesante, non solo sul piano politico ma anche su quello umano, avendo generato un clima di profonda conflittualità.
La prima e più urgente questione da affrontare è la pacificazione della città. Purtroppo, i veleni politici del nostro territorio hanno radici profonde. Nemmeno i ricambi generazionali di questo primo quarto di secolo sono riusciti a strutturare un rapporto di stima reciproca e di riconoscimento dell'avversario. Prevale un ego ipertrofico che infanga l'altro, mentre la dimensione del "noi" viene vista con costante sospetto, censurata o costantemente indagata.
È proprio dal "noi" e dalla partecipazione civica che dobbiamo ripartire. Non può essere considerato normale che le associazioni del territorio si vedano costrette a trascinare il Comune davanti ai giudici amministrativi per contestare atti illegittimi. Questo fenomeno è il sintomo evidente di un totale deficit di ascolto nei confronti dei cittadini e delle opposizioni, come già accaduto per le concessioni demaniali e per due delicati procedimenti urbanistici.
Perché si è arrivati a questo punto? È l'interrogativo sollevato da Sua Eccellenza l’Arcivescovo nell’omelia per la festa di Sant’Oronzo. La risposta risiede ancora una volta nell'individualismo esasperato: gli interessi privati sono stati trasformati in programmi di governo, interpretando le norme o, troppo spesso, tentando di aggirarle.
Ostuni non fa eccezione alla "dittatura del selfie e del like", a quella narrazione social che tenta di manipolare una realtà ben diversa da quella raccontata.
Gli esempi amministrativi di manipolazione della realtà sono lampanti:
- Nell'adeguamento del PRG al PPTR, boschi e corsi d'acqua spariscono dalle carte, declassati a pascoli o piante ornamentali. Inoltre, l’esito di tale adeguamento, nonostante la conferenza di servizi si sia conclusa a febbraio 2025, non è ancora stato pubblicato, così come non è mai stata resa nota la Carta archeologica commissionata dall'Ente.
- Opere di rilievo su Corso Mazzini, sul Calvario, sulla Villa comunale e sulla bretella stradale a valle del centro storico sono state approvate (e in alcuni casi eseguite) bypassando i pareri della Soprintendenza.
- È stata ignorata la necessità di attivare le varianti urbanistiche previste per alcuni procedimenti ZES e per la stessa "bretella", quest'ultima surrettiziamente camuffata da "intervento di manutenzione straordinaria".
Da dieci anni Obiettivo Comune offre il proprio contributo propositivo alla città di Ostuni. Le formule politiche, siano esse tradizionali o innovative, ci interessano solo se subordinate a un progetto reale. Chiediamo con forza a tutti la volontà politica di escludere gli egoismi e gli interessi privati dalla gestione della cosa pubblica. Solo su queste basi sarà possibile condividere un programma di governo concreto e trasparente che possa essere attuato anche superando gli attuali steccati politici.
Alcune cose possono essere fatte già subito, altre saranno all’ordine del giorno della prossima amministrazione.
Riteniamo prioritario che si riprenda il percorso partecipativo per il PUG - Piano Urbanistico Generale e si concludano l’adeguamento del PRG – Piano Regolatore Generale al PPTR – Piano Paesaggistico Territoriale Regionale e al PCC - Piano comunale delle coste. Vanno immediatamente sospese e valutate attentamente, possibilmente in maniera partecipata, le questioni relative al progetto di Corso Mazzini, ai progetti di finanza per la mensa scolastica, la pubblica illuminazione, il forno crematorio e il parcheggio del Vitale.
Occorre proseguire nell’attuazione degli strumenti di pianificazione strategica già esistenti, cioè il PUMS - Piano Urbano della Mobilità Sostenibile, e il PMCC - Piano per la Mobilità Ciclistica e Ciclo Pedonale. Occorre riprendere il percorso del PEBA - Piano per l’Eliminazione delle Barriere Architettoniche, avviato e inspiegabilmente lasciato nel cassetto. Anche il PAESC - Piano di Azione per l’Energia Sostenibile e il Clima non può rimanere lettera morta e deve essere tenuto presente nelle scelte di sviluppo della città, nella priorità delle opere pubbliche e nei bilanci che si andranno a fare, dal momento che richiederanno notevoli risorse. Anche per questa ragione sarà indispensabile la capacità di intercettare finanziamenti e non ricorrere all’indebitamento come è avvenuto negli ultimi anni.
Nelle contrade è già progettato dall’ AQP un importante intervento per la rete idrica. La prossima amministrazione comunale dovrà prevedere un massiccio intervento che va dalla toponomastica, alla messa in sicurezza e rifacimento di molte strade comunali, fino alla valorizzazione delle scuole rurali, in particolare quella di Galante.
La riqualificazione dell’immagine paesaggistica passa dalla salvaguardia della zona degli orti e dalla loro messa in produzione. Va data trasparenza reale ai progetti di privati che impattano sul territorio e definire il limite tra lo sfruttamento e la tutela del paesaggio. La spesa per turismo e cultura dovrà essere orientata a migliorare i servizi, valorizzare l’identità territoriale e la creatività delle associazioni locali riducendo la tendenza all’eventificio dell’ultimo periodo che diventa insostenibile per i residenti.
L’overtourism che ha caratterizzato Ostuni in questi ultimi anni, vanto per gli amministratori uscenti, ha provocato l’abbandono da parte di molti residenti del centro storico. Senza un’inversione di tendenza, il Rione Terra rischia di diventare un borgo fantasma: un luna park affollato d'estate e desertificato d'inverno.
Le politiche sociali dovranno inoltre rispondere all’invecchiamento della popolazione e alla crescente presenza di cittadini immigrati. Infine, il tema dell’educazione deve unire scuole, famiglie e istituzioni per contrastare i fenomeni di vandalismo, bullismo e dipendenze, che alimentano la microcriminalità notturna, specialmente nella zona di Piazza della Libertà.
La regolamentazione dei parcheggi e della ZTL si è trasformata in un’anarchia cui va posto rimedio.
Su questi temi siamo pronti a confrontarci con tutti, perché perseguire il bene comune è possibile per chiunque, senza veti o limitazioni, a condizione che vi sia una reale conoscenza delle problematiche e la volontà di risolverle senza altri scopi che il miglioramento della città, con sano realismo, liberi da approcci ideologici. Per questo chiediamo a cittadine e cittadini di Ostuni di partecipare, vigilare e contribuire a costruire insieme questo percorso
OBIETTIVO COMUNE

Come ampiamente previsto due mesi fa, il Commissario Prefettizio ha annullato in autotutela la gara per il partenariato ...
20/08/2026

Come ampiamente previsto due mesi fa, il Commissario Prefettizio ha annullato in autotutela la gara per il partenariato pubblico-privato relativo alla gestione del servizio di mensa scolastica.

La procedura era stata avviata nell’ottobre 2025 per una concessione di 25 anni e aveva visto un’unica offerta: quella di Ladisa Srl, individuata come promotore e aggiudicataria nel marzo 2026. L’annullamento è dovuto al mancato rispetto dei principi in materia di concorrenza dettati dalla sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea del 5 febbraio 2026, emessa in seguito a un ricorso presentato nel 2024.

L’argomento era già stato affrontato nel lungo e movimentato Consiglio Comunale del 29 gennaio 2026, convocato, è bene ricordarlo, su richiesta dei consiglieri di centrodestra. In quell'occasione non mancarono i riferimenti al rispetto dei principi di concorrenza, anche se la seduta si caratterizzò soprattutto per una valutazione di merito sulle condizioni previste dall’appalto, ritenute sbilanciate a vantaggio del privato e per nulla favorevoli ai cittadini.

È molto grave che l’aggiudicazione sia avvenuta nonostante la pronuncia europea già intervenuta.

È utile sottolineare che, senza lo scioglimento del Consiglio Comunale, a quest’ora si sarebbe consumata un’illegittimità senza precedenti, dato l'enorme valore economico dell’appalto.

È altrettanto grave che, anche in questa vicenda, l’amministrazione Pomes abbia dimostrato di non saper operare con serena obiettività.
L’annullamento della gara, però, non basta. Occorre valutare se sia davvero opportuno affidare il servizio mensa per un periodo così lungo, unico in Italia. Vanno riviste le condizioni previste nel Capitolato di gara, mettendole in funzione dell’interesse pubblico.

Il futuro va governato, non appaltato.

Obiettivo Comune

29/06/2026

In soli due mesi, mentre ex amministratori hanno imperversato in manifestazioni pubbliche e uffici comunali come se non si fosse insediato un Commissario prefettizio, sono accaduti fatti che danno ampiamente ragione e merito a noi del centrodestra che abbiamo sempre fatto opposizione all’amministrazione Pomes e abbiamo voluto porre fine alla sua esperienza di governo.

La delibera sugli spettacoli estivi e il palco ha evidenziato il precedente disordine e lo sperpero nel settore turismo e cultura.

Il Comune si è costituito in un giudizio smentendo il proprio dirigente su una pratica ZES tanto cara all’amministrazione uscente.

E’ stato finalmente pubblicato sul sito del Comune l’elenco delle autorizzazioni uniche ZES mentre l’amministrazione Pomes, solo dopo due mesi dalla richiesta e una figuraccia con la stessa struttura di missione ZES, era stata costretta a rispondere parzialmente ad un accesso agli atti.

La vendita dell’ex mercato ortofrutticolo ha generato l’ennesimo contenzioso con l’aggiudicatario evidenziando il totale scollamento dell’amministrazione su una questione strategica per la Città.

La Procura della Repubblica apre un’indagine sulla gestione del Parco delle Dune Costiere, ente partecipato dal Comune che nomina amministratori e non solo.

La Soprintendenza ha dato ragione ai consiglieri di centrodestra sul fatto che sia stata omessa la richiesta del parere preventivo per i lavori della villa comunale. Il bluff delle tele del Calvario, si era già svelato da solo e promette nuovi risvolti.

Si deve attingere ancora al bilancio comunale per un’opera che sembrava finita come la Torre Angioina per la quale già avevano perso un finanziamento da € 150.000.

Non si sa quando finiranno i lavori del Porto, annunciato come primo obiettivo in campagna elettorale.

Centinaia di cittadini hanno manifestato pacificamente a difesa della costa mentre l’amministrazione Pomes ha taciuto il conflitto d’interessi sul tema.

Altre questioni, soprattutto urbanistiche, attendono di essere esaminate e diranno ancora molte cose.

Oggi diventa ufficiale la revoca della gara con cui era stato affidato per venticinque anni il servizio di refezione scolastica perché il procedimento è stato illegittimamente concluso.

What else?

La recente delibera del Commissario prefettizio del Comune di Ostuni sull’allestimento dell’“Arena Bianca” al Foro Boari...
21/05/2026

La recente delibera del Commissario prefettizio del Comune di Ostuni sull’allestimento dell’“Arena Bianca” al Foro Boario conferma, nero su bianco, tutte le critiche che il centrodestra ostunese muove da tre anni alle scelte dell’amministrazione Pomes – Maffei in materia di eventi e utilizzo delle risorse pubbliche.

La gestione dell’area del Foro Boario era stata impostata come se fosse un enorme regalo agli organizzatori privati, caricando sul bilancio comunale costi rilevantissimi – a partire dal noleggio del palco e dei servizi accessori per una cifra che sfiora i 150.000 euro l’anno – senza fissare regole chiare a tutela dell’interesse generale.

La delibera commissariale riconosce esplicitamente che l’allestimento dell’Arena eventi mediante il noleggio di un’unica struttura palco e dei servizi accessori, a carico del Comune, rappresenta per gli organizzatori “una rilevante economia sul piano finanziario e organizzativo”, perché li solleva dall’onere di mo***re e smo***re strutture per ogni singolo concerto.
Proprio per questo, il Commissario stabilisce che gli eventi e spettacoli con accesso a pagamento nell’“Arena Bianca” non potranno più beneficiare di ulteriori contributi o forme di concorso alle spese da parte del Comune e che, in cambio dell’investimento pubblico per il palco e l’utilizzo dell’area, dovranno essere previste forme di compensazione a favore della comunità: riduzioni sul costo dei biglietti, gratuità per determinate categorie di persone.

Un altro passaggio fondamentale della delibera riguarda la tutela del Foro Boario come area sottoposta a vincolo archeologico. Il Commissario richiama la necessità del preventivo parere vincolante della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le Province di Brindisi e Lecce per l’allestimento del palco multidirezionale, evidenziando l’impatto visivo e strutturale di una simile installazione in un contesto di pregio.
Si tratta di un richiamo forte al rispetto delle regole e alla salvaguardia del patrimonio, che ancora una volta mette in luce le leggerezze e le sottovalutazioni della Giunta Pomes – Maffei, troppo concentrata sull’effetto vetrina e troppo poco sulla compatibilità urbanistica, paesaggistica e archeologica delle sue scelte.

Da tre anni il centrodestra ostunese denuncia pubblicamente l’eccessivo peso dei costi dell’Arena del Foro Boario sul bilancio comunale oltre all’assenza di un vero equilibrio tra interesse pubblico e interesse privato nella gestione degli eventi.

L’amministrazione Pomes si è dimostrata sorda al richiamo sulle necessità di un rigoroso rispetto dei vincoli archeologici e paesaggistici, con il coinvolgimento formale della Soprintendenza prima di qualsiasi allestimento impattante.

Oggi la delibera del Commissario prefettizio, che introduce direttive stringenti su tutti questi punti, certifica che quelle battaglie erano fondate e necessarie.

Noi di OBIETTIVO COMUNE accogliamo con favore queste nuove regole di buona amministrazione, che vanno nella direzione da noi indicata sin dall’inizio sull’uso responsabile delle risorse pubbliche e la tutela del patrimonio archeologico e paesaggistico.

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