20/10/2026
Comunicato Stampa – Obiettivo Comune
Mentre il dibattito pubblico si avvita sulle dinamiche della rottura nel centrosinistra e sul toto-nomi dei candidati, il rischio concreto è quello di perdersi in strategie astratte, lontane dai bisogni reali della comunità.
Come movimento Obiettivo Comune, riteniamo invece prioritario rimettere al centro della discussione il futuro di Ostuni e le azioni concrete da intraprendere. L’eredità lasciata dagli ultimi tre anni di amministrazione è pesante, non solo sul piano politico ma anche su quello umano, avendo generato un clima di profonda conflittualità.
La prima e più urgente questione da affrontare è la pacificazione della città. Purtroppo, i veleni politici del nostro territorio hanno radici profonde. Nemmeno i ricambi generazionali di questo primo quarto di secolo sono riusciti a strutturare un rapporto di stima reciproca e di riconoscimento dell'avversario. Prevale un ego ipertrofico che infanga l'altro, mentre la dimensione del "noi" viene vista con costante sospetto, censurata o costantemente indagata.
È proprio dal "noi" e dalla partecipazione civica che dobbiamo ripartire. Non può essere considerato normale che le associazioni del territorio si vedano costrette a trascinare il Comune davanti ai giudici amministrativi per contestare atti illegittimi. Questo fenomeno è il sintomo evidente di un totale deficit di ascolto nei confronti dei cittadini e delle opposizioni, come già accaduto per le concessioni demaniali e per due delicati procedimenti urbanistici.
Perché si è arrivati a questo punto? È l'interrogativo sollevato da Sua Eccellenza l’Arcivescovo nell’omelia per la festa di Sant’Oronzo. La risposta risiede ancora una volta nell'individualismo esasperato: gli interessi privati sono stati trasformati in programmi di governo, interpretando le norme o, troppo spesso, tentando di aggirarle.
Ostuni non fa eccezione alla "dittatura del selfie e del like", a quella narrazione social che tenta di manipolare una realtà ben diversa da quella raccontata.
Gli esempi amministrativi di manipolazione della realtà sono lampanti:
- Nell'adeguamento del PRG al PPTR, boschi e corsi d'acqua spariscono dalle carte, declassati a pascoli o piante ornamentali. Inoltre, l’esito di tale adeguamento, nonostante la conferenza di servizi si sia conclusa a febbraio 2025, non è ancora stato pubblicato, così come non è mai stata resa nota la Carta archeologica commissionata dall'Ente.
- Opere di rilievo su Corso Mazzini, sul Calvario, sulla Villa comunale e sulla bretella stradale a valle del centro storico sono state approvate (e in alcuni casi eseguite) bypassando i pareri della Soprintendenza.
- È stata ignorata la necessità di attivare le varianti urbanistiche previste per alcuni procedimenti ZES e per la stessa "bretella", quest'ultima surrettiziamente camuffata da "intervento di manutenzione straordinaria".
Da dieci anni Obiettivo Comune offre il proprio contributo propositivo alla città di Ostuni. Le formule politiche, siano esse tradizionali o innovative, ci interessano solo se subordinate a un progetto reale. Chiediamo con forza a tutti la volontà politica di escludere gli egoismi e gli interessi privati dalla gestione della cosa pubblica. Solo su queste basi sarà possibile condividere un programma di governo concreto e trasparente che possa essere attuato anche superando gli attuali steccati politici.
Alcune cose possono essere fatte già subito, altre saranno all’ordine del giorno della prossima amministrazione.
Riteniamo prioritario che si riprenda il percorso partecipativo per il PUG - Piano Urbanistico Generale e si concludano l’adeguamento del PRG – Piano Regolatore Generale al PPTR – Piano Paesaggistico Territoriale Regionale e al PCC - Piano comunale delle coste. Vanno immediatamente sospese e valutate attentamente, possibilmente in maniera partecipata, le questioni relative al progetto di Corso Mazzini, ai progetti di finanza per la mensa scolastica, la pubblica illuminazione, il forno crematorio e il parcheggio del Vitale.
Occorre proseguire nell’attuazione degli strumenti di pianificazione strategica già esistenti, cioè il PUMS - Piano Urbano della Mobilità Sostenibile, e il PMCC - Piano per la Mobilità Ciclistica e Ciclo Pedonale. Occorre riprendere il percorso del PEBA - Piano per l’Eliminazione delle Barriere Architettoniche, avviato e inspiegabilmente lasciato nel cassetto. Anche il PAESC - Piano di Azione per l’Energia Sostenibile e il Clima non può rimanere lettera morta e deve essere tenuto presente nelle scelte di sviluppo della città, nella priorità delle opere pubbliche e nei bilanci che si andranno a fare, dal momento che richiederanno notevoli risorse. Anche per questa ragione sarà indispensabile la capacità di intercettare finanziamenti e non ricorrere all’indebitamento come è avvenuto negli ultimi anni.
Nelle contrade è già progettato dall’ AQP un importante intervento per la rete idrica. La prossima amministrazione comunale dovrà prevedere un massiccio intervento che va dalla toponomastica, alla messa in sicurezza e rifacimento di molte strade comunali, fino alla valorizzazione delle scuole rurali, in particolare quella di Galante.
La riqualificazione dell’immagine paesaggistica passa dalla salvaguardia della zona degli orti e dalla loro messa in produzione. Va data trasparenza reale ai progetti di privati che impattano sul territorio e definire il limite tra lo sfruttamento e la tutela del paesaggio. La spesa per turismo e cultura dovrà essere orientata a migliorare i servizi, valorizzare l’identità territoriale e la creatività delle associazioni locali riducendo la tendenza all’eventificio dell’ultimo periodo che diventa insostenibile per i residenti.
L’overtourism che ha caratterizzato Ostuni in questi ultimi anni, vanto per gli amministratori uscenti, ha provocato l’abbandono da parte di molti residenti del centro storico. Senza un’inversione di tendenza, il Rione Terra rischia di diventare un borgo fantasma: un luna park affollato d'estate e desertificato d'inverno.
Le politiche sociali dovranno inoltre rispondere all’invecchiamento della popolazione e alla crescente presenza di cittadini immigrati. Infine, il tema dell’educazione deve unire scuole, famiglie e istituzioni per contrastare i fenomeni di vandalismo, bullismo e dipendenze, che alimentano la microcriminalità notturna, specialmente nella zona di Piazza della Libertà.
La regolamentazione dei parcheggi e della ZTL si è trasformata in un’anarchia cui va posto rimedio.
Su questi temi siamo pronti a confrontarci con tutti, perché perseguire il bene comune è possibile per chiunque, senza veti o limitazioni, a condizione che vi sia una reale conoscenza delle problematiche e la volontà di risolverle senza altri scopi che il miglioramento della città, con sano realismo, liberi da approcci ideologici. Per questo chiediamo a cittadine e cittadini di Ostuni di partecipare, vigilare e contribuire a costruire insieme questo percorso
OBIETTIVO COMUNE