Sei di Pisa se.

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Sei di Pisa se. Attualità, segnalazioni, novità e meme divertenti! Pagina ufficiale del gruppo “Sei di Pisa se...™”

23/10/2026

🛑SEGNALAZIONE
“GRAZIE DI CUORE

Dopo 80 giorni è difficile trovare le parole giuste, ma come famiglia sentiamo il bisogno di dire grazie.

Prima di tutto, un grazie immenso che non basterà mai al Prof. Federico Coccolini e a tutta la sua equipe medico-chirurgica. Avete salvato la vita a nostro padre. Se oggi siamo qui a scrivere è grazie alle vostre mani, alle vostre scelte, alla vostra competenza.

E poi un grazie enorme a tre reparti straordinari dell'Ospedale di Cisanello:

- Rianimazione del Pronto Soccorso - Edificio 31, Primo Piano

- Rianimazione - Edificio 6, Primo Piano

- Chirurgia d'Urgenza - Edificio 31, Primo Piano

Grazie a tutti voi: medici, infermieri, OSS, tutto il personale. Siete stati impeccabili, umani, sempre presenti.

Quello che non dimenticheremo mai è come avete curato nostro padre: con una delicatezza, un rispetto e un'umanità che ci hanno commosso profondamente, anche nei momenti più critici e difficili. L'avete curato come se fosse un vostro caro.

A noi come famiglia, poi, non ci avete mai lasciato soli. Per ogni dubbio, per ogni paura, ci siete stati.

Sono stati 80 giorni lunghissimi, ma voi avete fatto molto più del vostro lavoro.

Ora per lui inizia una nuova avventura al centro di riabilitazione, un nuovo percorso per rimettersi in piedi. Ci andiamo con il cuore più leggero, perché se siamo arrivati fin qui è grazie a voi.

Non vi dimenticheremo mai.

Spero vi arrivi questo messaggio

grazie di cuore ❤️”

🛑 CASO CHAT “PROTESTA”: “Non chiamiamoli scherzi o bravate - commenta il governatore Alberto Stefani -. Che si tratti di...
22/10/2026

🛑 CASO CHAT “PROTESTA”:
“Non chiamiamoli scherzi o bravate - commenta il governatore Alberto Stefani -. Che si tratti di una minaccia concreta o di una provocazione, siamo davanti a un fatto di estrema gravità. Perché il risultato è lo stesso: ragazze terrorizzate e famiglie gettate nell'angoscia".

21/10/2026
⚠️ AGGIORNAMENTO ⚠️Arrestati i ragazzi minorenni che hanno organizzato la chat di gruppo, “reclutando” circa 300 persone...
21/10/2026

⚠️ AGGIORNAMENTO ⚠️

Arrestati i ragazzi minorenni che hanno organizzato la chat di gruppo, “reclutando” circa 300 persone per distruggere le piazze. La chat era riferita alla loro città (La Spezia), ma è stata condivisa ovunque per creare panico e tensione. Fonte: ANSA e qualsiasi testata giornalistica.

🛑SEGNALAZIONE

Ci inoltrano molti ragazzi e genitori questi screen-shot che provengono da chat di classe.

‼️ Non possiamo garantire la veridicità di ciò che stanno affermando, ma data la preoccupazione di molti genitori, riteniamo opportuno mettervi a conoscenza di ciò che circola tra i giovani.

⚠️ Da quanto appreso le autorità sono state avvertite e stanno monitorando la situazione, si consiglia di rivolgersi alle Forze dell’Ordine in caso di novità.

🛑 SEGNALAZIONE“🚨 APPELLO – VALIGIE E OGGETTI PERSONALI RUBATI A PISA 🚨Buongiorno a tutti!Il 26 luglio 2026, nel parchegg...
21/10/2026

🛑 SEGNALAZIONE

“🚨 APPELLO – VALIGIE E OGGETTI PERSONALI RUBATI A PISA 🚨

Buongiorno a tutti!

Il 26 luglio 2026, nel parcheggio vicino alla Torre di Pisa, ci hanno rubato tutti i nostri bagagli.

In particolare, sono stati rubati:

🧳 2 valigie grandi Samsonite, una blu e una verde.
🧳 1 valigia piccola Samsonite.
🧳 1 valigia piccola Thule.
🎒 2 zaini: uno da bambino verde lime e uno da donna.
Allego le foto dei bagagli rubati.

Vorrei sottolineare una cosa molto importante: non mi interessano assolutamente i tablet, i dispositivi elettronici o gli oggetti di valore economico.

Quello che desidero davvero recuperare sono i nostri documenti e gli effetti personali, alcuni dei quali hanno per me un valore affettivo immenso e insostituibile.

Solo oggi ho scoperto che alcune persone sono riuscite a ritrovare i propri effetti personali grazie a questo gruppo. Per questo ho deciso di provare anch’io a chiedere il vostro aiuto.

Se qualcuno ha visto queste valigie, le ha trovate abbandonate o sa dove potrebbero essere finite, vi prego di contattarmi, anche in forma anonima.

La denuncia alla polizia è già stata presentata.

Non cerco vendetta né voglio creare problemi a nessuno. Voglio soltanto recuperare i nostri ricordi, i documenti e gli oggetti personali che per me hanno un valore inestimabile.

🙏 Vi sarei profondamente grata per qualsiasi informazione, anche piccola, e per la condivisione di questo messaggio.

Grazie di cuore a tutti per il vostro aiuto! ❤️

Best regards,
Julia Kolpina

PARLIAMONE… PERCHÉ FORSE STIAMO GUARDANDO TUTTI DALLA PARTE SBAGLIATA.In questi giorni abbiamo visto immagini che fanno ...
21/10/2026

PARLIAMONE… PERCHÉ FORSE STIAMO GUARDANDO TUTTI DALLA PARTE SBAGLIATA.

In questi giorni abbiamo visto immagini che fanno rabbia. Città devastate, vetrine distrutte, attività commerciali saccheggiate, mezzi privati danneggiati. Abbiamo visto giovanissimi, persino minorenni, coinvolti in episodi di violenza che non possono e non devono trovare giustificazione.

Perché dietro una vetrina distrutta c’è il lavoro di qualcuno. Dietro un’automobile danneggiata ci sono sacrifici, rate, stipendi. Dietro una divisa colpita c’è una persona, una famiglia.

La violenza non è un diritto. La protesta sì.

Ma oggi vorremmo fare qualcosa di diverso dal solito.

Vorremmo andare oltre le immagini, oltre i titoli, oltre i commenti pieni di rabbia.

Vorremmo farci una domanda che forse è più scomoda di tutte le altre:

PERCHÉ SIAMO ARRIVATI A QUESTO PUNTO?

Le manifestazioni di questi giorni sono nate anche per denunciare il carovita, il peso crescente delle spese quotidiane, il deterioramento dei servizi pubblici, le difficoltà di chi lavora e non riesce più a vivere dignitosamente.

Poi sono arrivate le devastazioni.

E improvvisamente il dibattito pubblico si è riempito di vetrine infrante, arresti, responsabilità, punizioni.

Tutto giusto. Tutto doveroso.

Ma delle ragioni per cui migliaia di persone erano scese pacificamente in piazza, quanto stiamo ancora parlando?

Chi ha distrutto non rappresenta necessariamente chi manifestava. Eppure il rischio è proprio questo: che la violenza di alcuni finisca per cancellare la voce di tutti gli altri.

E quando tra i protagonisti di certe devastazioni troviamo ragazzi poco più che bambini, non possiamo limitarci a chiedere chi debba punirli.

Dobbiamo anche domandarci quale disagio, quale vuoto educativo, quale rabbia o quale mancanza di prospettive possa esserci dietro certi comportamenti.

Non per assolverli.

Ma perché punire senza comprendere le cause significa rischiare di ritrovarsi, domani, davanti allo stesso problema.

E mentre discutiamo di tutto questo, nel nostro Paese sta succedendo anche altro.

🚛 GLI AUTOTRASPORTATORI STANNO PROTESTANDO. E IL SUD NE STA PAGANDO LE CONSEGUENZE.

Camion fermi, presidi, distribuzione rallentata. In alcune zone del Mezzogiorno gli scaffali dei supermercati hanno cominciato a svuotarsi.

Ci rendiamo conto di cosa significhi?

Significa che il nostro sistema è così fragile che basta interrompere una parte della catena dei trasporti per mettere in difficoltà intere comunità.

Ma significa anche che ci sono lavoratori che denunciano costi diventati insostenibili.

Persone che trasportano il cibo che mangiamo, i medicinali di cui abbiamo bisogno, i prodotti che troviamo ogni giorno nei negozi.

Il Governo ha annunciato risorse e interventi economici, ma la mobilitazione non si è fermata ovunque.

Quando arriveranno concretamente gli aiuti? Saranno sufficienti? E perché si deve arrivare a bloccare un settore essenziale prima di ottenere risposte?

Sono domande che dovrebbero interessare tutti noi.

Perché oggi a protestare è un autotrasportatore. Domani potrebbe essere chiunque altro.

🚑 E POI C’È PISA. LA NOSTRA PISA.

Ieri, 20 ottobre, circa cinquanta mezzi delle Pubbliche Assistenze hanno attraversato i Lungarni.

Sedici associazioni del volontariato Anpas hanno manifestato contro il caro carburanti e l’aumento dei costi di gestione, consegnando una lettera al prefetto.

Fermiamoci un momento su questa notizia.

SONO SCESI IN STRADA QUELLI CHE, OGNI GIORNO, SCENDONO IN STRADA PER NOI.

Quelli che rispondono quando qualcuno sta male.

Quelli che accompagnano un anziano a una visita.

Quelli che trasportano persone fragili, malati, cittadini che senza quel servizio rischierebbero di rimanere soli.

Quelli che spesso non conosciamo per nome, ma che vorremmo vedere arrivare il prima possibile nel momento peggiore della nostra vita.

Ebbene, oggi anche loro stanno chiedendo aiuto.

Non per un privilegio.

Ma per poter continuare ad aiutare gli altri.

E questa dovrebbe essere una notizia capace di scuotere un’intera città.

Perché quando chi si prende cura degli altri è costretto a scendere in piazza per difendere la continuità dei propri servizi, il problema non riguarda più soltanto il volontariato.

Riguarda tutti noi.

Eppure, mentre le immagini delle devastazioni fanno il giro dei social, quanto spazio dedichiamo a queste persone?

Quante volte condividiamo una vetrina spaccata e quante volte condividiamo un’ambulanza che manifesta perché i costi rischiano di impedirle di continuare a prestare servizio?

E soprattutto, perché una protesta pacifica sembra dover fare tanta più fatica per ottenere la nostra attenzione?

Forse è proprio questo il punto.

ABBIAMO IMPARATO A GUARDARE IL RUMORE, MA NON AD ASCOLTARE IL DOLORE.

Ci indigniamo. Ci dividiamo. Ci insultiamo.

Diamo la colpa ai giovani, ai genitori, agli stranieri, agli italiani, a chi governa, a chi protesta, a chi non protesta.

Cerchiamo continuamente qualcuno contro cui puntare il dito.

E nel frattempo perdiamo di vista ciò che dovrebbe unirci.

Il desiderio di poter vivere del proprio lavoro.

Il diritto di essere curati.

La possibilità di arrivare alla fine del mese senza paura.

La speranza di lasciare ai nostri figli un Paese in cui non debbano scegliere tra rassegnarsi e arrabbiarsi.

Perché la paura è diventata una presenza costante nelle nostre vite.

Paura di perdere il lavoro. Di non riuscire a pagare una bolletta. Di ammalarsi. Di non poter aiutare un familiare. Di non avere un futuro.

E troppo spesso trasformiamo quella paura in rabbia verso il vicino, verso chi la pensa diversamente, verso un altro cittadino che magari sta combattendo la nostra stessa battaglia.

Ma una società in cui chi soffre viene messo contro chi soffre è una società che si indebolisce ogni giorno di più.

Non dobbiamo giustificare chi distrugge.

Non dobbiamo accettare che i diritti degli altri vengano calpestati in nome della protesta.

Ma non dobbiamo nemmeno permettere che la violenza diventi una scusa per smettere di ascoltare chi manifesta pacificamente.

Possiamo condannare i vandalismi e pretendere risposte sul carovita.

Possiamo difendere la legalità e chiedere giustizia sociale.

Possiamo rispettare le forze dell’ordine e stare dalla parte dei cittadini che chiedono di essere ascoltati.

Non sono posizioni incompatibili. Non dovrebbero esserlo mai.

Forse dovremmo smettere di chiederci soltanto da che parte stare.

E cominciare a domandarci che tipo di società vogliamo diventare.

Una società che si accorge delle persone soltanto quando rompono qualcosa?

O una società capace di ascoltarle prima che la disperazione, la rabbia e il disagio diventino ingestibili?

Una società che applaude i volontari quando salvano una vita, ma non li ascolta quando chiedono aiuto?

O una società che capisce che difendere chi ci aiuta significa difendere noi stessi?

Perché non dovrebbe essere necessario distruggere per essere ascoltati.

Non dovrebbe essere necessario bloccare un Paese per ottenere attenzione.

E non dovrebbe essere necessario vedere un’ambulanza sfilare in protesta per ricordarci quanto sia indispensabile.

Le vetrine si possono riparare.

Le automobili si possono ricomprare.

Ma la fiducia tra cittadini, la solidarietà, la dignità e la coesione sociale, una volta distrutte, sono molto più difficili da ricostruire.

E allora oggi, da Pisa, vorremmo lanciare un invito.

Facciamo rumore anche per chi manifesta senza distruggere.

Condividiamo le loro richieste. Informiamoci. Facciamo domande. Pretendiamo risposte.

E soprattutto, torniamo a riconoscerci gli uni negli altri.

Perché forse non abbiamo tutti gli stessi problemi.

Ma abbiamo molto più in comune di quanto la rabbia ci faccia credere.

E finché continueremo a combatterci tra noi, rischieremo di dimenticare le battaglie che dovremmo affrontare insieme.

Sei di Pisa se… non resti indifferente.

E voi, cosa ne pensate? Stiamo davvero ascoltando le ragioni di chi protesta, oppure ci accorgiamo soltanto di chi fa più rumore?

Sei di Pisa se… aderisce all’iniziativa di CiaoLapo Onlus, atta a sensibilizzare sul lutto perinatale.❤️ Oggi è la giorn...
15/10/2026

Sei di Pisa se… aderisce all’iniziativa di CiaoLapo Onlus, atta a sensibilizzare sul lutto perinatale.

❤️ Oggi è la giornata mondiale della consapevolezza sul lutto perinatale, per sensibilizzare sul tema della perdita del bambino atteso durante la gravidanza (a prescindere dall’epoca gestazionale) o dopo la nascita e sulle implicazioni in termini di salute e benessere psicofisico su donne e uomini

Dal 2007 CiaoLapo Onlus coordina attività atte ad informare e sensibilizzare sull’argomento.

1 donna su 4 perde un bambino durante la gravidanza o nel primo anno dopo la nascita e molte volte la famiglia resta sola a gestire il dolore fisico e il dolore psicologico.

Moltissimi Comuni si sono attivati per appoggiare questa giornata, ci aspettiamo anche i Comuni a noi vicini si attivino anche per stare vicino a famiglie che lottano ogni giorno in silenzio, nel loro dolore, affinché ci sia più informazione e non vengano lasciate sole le famiglie, ad affrontare le conseguenze della perdita.

🕯️Chiediamo, stasera, di accendere una candela per tutti i bambini mai nati o che ci han lasciato troppo presto. Un piccolo gesto di vicinanza alle famiglie.

🛑 SEGNALAZIONE“Segnalazione di un comportamento gravissimo sulla FI-PI-LI.Ci tengo a segnalare un episodio di guida estr...
13/10/2026

🛑 SEGNALAZIONE
“Segnalazione di un comportamento gravissimo sulla FI-PI-LI.

Ci tengo a segnalare un episodio di guida estremamente pericolosa a cui abbiamo assistito oggi sulla FI-PI-LI.
Ci trovavamo in corsia di sorpasso, in una situazione di traffico intenso, con numerose auto in circolazione. Un’auto sopraggiunta da dietro ha iniziato a sfanalarci, pretendendo evidentemente di passare nonostante il traffico.
A quel punto, il conducente ha deciso di spostarsi sulla corsia di destra, accelerando e rischiando di tamponare l’auto che lo precedeva, per poi rientrare bruscamente a sinistra, tagliandoci la strada e invadendo la nostra corsia, pur di sorpassare.
Tutto questo per guadagnare qualche posizione nel traffico, mettendo seriamente a rischio la sicurezza degli altri automobilisti.

La strada non è una pista e nessuno ha il diritto di pretendere che gli altri si facciano da parte mettendo a rischio la propria incolumità. Con comportamenti del genere si rischia di provocare incidenti gravissimi, coinvolgendo persone che stanno semplicemente viaggiando in sicurezza.
La fretta non giustifica la guida pericolosa e la vita delle persone vale molto più di qualche minuto risparmiato.”

Indirizzo

Pisa

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