21/10/2026
Sicilia ferma. Roma e Palermo in ritardo. Di nuovo.
Nonostante quello che si legge in queste ore, la mobilitazione degli autotrasportatori siciliani non è ancora risolta. Gran parte dei camion restano fermi e i blocchi continuano.
La Regione. I 15 milioni contro il caro carburante erano stati stanziati a maggio, ma per mesi sono rimasti fermi negli uffici. Il resto (fondi, mediazioni, incontri a Roma) è arrivato solo dopo giorni di protesta, con i porti bloccati e i supermercati in affanno.
È un intervento tampone, tardivo e per giunta limitato. I vincoli europei sugli aiuti alle imprese sono noti: avrebbero richiesto una gestione mirata e tempestiva, a partire dalla richiesta di deroga a Bruxelles.
I danni. Ogni camion fermo perde fino a 700-900 euro al giorno. A questo si aggiungono l’ortofrutta bloccata in piena campagna, la merce deperibile persa e gli scaffali vuoti. Il conto complessivo, dopo quasi una settimana di fermo, si misura già in milioni di euro, e cresce ogni giorno.
Il vero problema. Questo fermo non è il primo. Ce n’è stato uno a settembre 2024, poi a novembre 2024, poi ad aprile 2026. Ogni volta il copione è lo stesso: protesta, convocazione, promesse, intervento d’emergenza, revoca. E qualche mese dopo, si ricomincia. Si prova a spegnere l’incendio di oggi, quando ci si riesce, ma non si fa nulla per rimuovere le cause di quello di domani.
Perché si aspetta sempre che le criticità esplodano? Perché manca una visione.
La chiave è l’insularità. Il caro gasolio, i costi del mare e la dipendenza da navi e camion non sono emergenze passeggere: sono la condizione strutturale di un’isola. Finché l’insularità non sarà gestita come tale, con una vera continuità territoriale per le merci, risorse stabili e certe per il trasporto combinato strada-mare, porti e ferrovie all’altezza, ogni crisi sarà trattata come se fosse la prima. Affrontarla significa risolvere le ragioni di questa protesta e, insieme, prevenire quelle che verranno.
La Sicilia non ha bisogno di tamponi. Ha bisogno di un progetto.