Ennio Ammatuna

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Ennio Ammatuna Ho imparato che il problema degli altri è uguale al mio. Sortirne insieme è la politica, sortirne da soli è l'avarizia

Comitato Più Uno Pozzallo

Cos’è un riformista? «Uno che sa che a sb****re la testa contro il muro si rompe la testa, non il muro. Uno che cambia il mondo grazie al buon senso, senza tagliare teste»

Sicilia ferma. Roma e Palermo in ritardo. Di nuovo.Nonostante quello che si legge in queste ore, la mobilitazione degli ...
21/10/2026

Sicilia ferma. Roma e Palermo in ritardo. Di nuovo.
Nonostante quello che si legge in queste ore, la mobilitazione degli autotrasportatori siciliani non è ancora risolta. Gran parte dei camion restano fermi e i blocchi continuano.
La Regione. I 15 milioni contro il caro carburante erano stati stanziati a maggio, ma per mesi sono rimasti fermi negli uffici. Il resto (fondi, mediazioni, incontri a Roma) è arrivato solo dopo giorni di protesta, con i porti bloccati e i supermercati in affanno.
È un intervento tampone, tardivo e per giunta limitato. I vincoli europei sugli aiuti alle imprese sono noti: avrebbero richiesto una gestione mirata e tempestiva, a partire dalla richiesta di deroga a Bruxelles.
I danni. Ogni camion fermo perde fino a 700-900 euro al giorno. A questo si aggiungono l’ortofrutta bloccata in piena campagna, la merce deperibile persa e gli scaffali vuoti. Il conto complessivo, dopo quasi una settimana di fermo, si misura già in milioni di euro, e cresce ogni giorno.
Il vero problema. Questo fermo non è il primo. Ce n’è stato uno a settembre 2024, poi a novembre 2024, poi ad aprile 2026. Ogni volta il copione è lo stesso: protesta, convocazione, promesse, intervento d’emergenza, revoca. E qualche mese dopo, si ricomincia. Si prova a spegnere l’incendio di oggi, quando ci si riesce, ma non si fa nulla per rimuovere le cause di quello di domani.
Perché si aspetta sempre che le criticità esplodano? Perché manca una visione.
La chiave è l’insularità. Il caro gasolio, i costi del mare e la dipendenza da navi e camion non sono emergenze passeggere: sono la condizione strutturale di un’isola. Finché l’insularità non sarà gestita come tale, con una vera continuità territoriale per le merci, risorse stabili e certe per il trasporto combinato strada-mare, porti e ferrovie all’altezza, ogni crisi sarà trattata come se fosse la prima. Affrontarla significa risolvere le ragioni di questa protesta e, insieme, prevenire quelle che verranno.
La Sicilia non ha bisogno di tamponi. Ha bisogno di un progetto.

Le violenze di Milano e delle altre città vanno condannate senza esitazioni. Agli agenti va tutta la nostra solidarietà....
18/10/2026

Le violenze di Milano e delle altre città vanno condannate senza esitazioni. Agli agenti va tutta la nostra solidarietà.

Difendere l’operato delle forze dell’ordine, come ha fatto il Ministro, è doveroso. Altrettanto doveroso è però aprirsi al confronto: quella difesa non può chiudere ogni dibattito sull’adeguatezza dei servizi messi in campo. Porsi domande non significa delegittimare, al contrario significa tutelare chi viene mandato in piazza.

Alle critiche di Sala, Piantedosi risponde affibbiandogli l’etichetta di «radical chic», provando così a spostare l’attenzione su altro e perdendo l’occasione per spiegare e per tenere unito il Paese in un momento di difficoltà . Chi governa deve rispondere con i fatti: condannare i violenti è un dovere di tutti; prevenirne e contenerne le azioni è responsabilità di chi è Autorità nazionale di pubblica sicurezza.

Non sempre l’attacco è la migliore difesa. Dileggiare le istituzioni e chi le rappresenta fa il gioco di chi vuole distruggerle.

L’autorevolezza si dimostra assumendosi le proprie responsabilità. Anche quando le domande danno fastidio.

Dopo gli scontri, il primo riflesso condizionato del governo è stato quello di accusare l’opposizione

TIR FERMI AL  : l’emergenza corre, Roma convoca con calma.Il MEZZOGIORNO DELL'AUTOTRASPORTO si è fermato. In SICILIA il ...
17/10/2026

TIR FERMI AL :
l’emergenza corre, Roma convoca con calma.

Il MEZZOGIORNO DELL'AUTOTRASPORTO si è fermato.
In SICILIA il fermo è iniziato venerdì, proclamato dal Comitato autotrasportatori siciliani e, per la prima volta, anche da Confindustria Catania.
In CALABRIA si è fermata Fedralog, con presidi di camion e trattori.
In PUGLIA blocchi e presidi a Brindisi, Foggia e Lucera. Non è la protesta di una sigla o di una regione: è un intero comparto, in un’intera area del Paese, che dice di non riuscire più a lavorare. A VIVERE.

Le ragioni sono documentate. Il gasolio viaggia intorno ai 2,40 euro al litro e, con questi costi, ogni viaggio diventa una perdita. In Sicilia a questo si aggiunge l'insularità e i costi marittimi continuano a crescere. Il Sea Modal Shift, la misura pensata per compensarli, copre circa un quinto del fabbisogno, e quelle somme non sono ancora state pagate.

E IL GOVERNO? Ad aprile si era impegnato su risorse aggiuntive e su un canale diretto con le imprese. Sei mesi dopo, secondo gli autotrasportatori, quegli impegni sono rimasti sulla carta.
Ora la risposta è arrivata: un tavolo tecnico, fissato per il 27 ottobre. 11 GIORNI.
Undici giorni dopo l’inizio del fermo. Indiscrezioni non ufficiali dicono che potrebbe essere anticipato.
E già il fatto che sia una notizia la dice lunga.

Undici giorni sono un’attesa infinita per chi ha i camion fermi nei piazzali, la merce deperibile che marcisce, la produzione bloccata e gli scaffali che si svuotano. Evidentemente, a Roma l’emergenza si misura con un calendario diverso.

Ed è un’emergenza che non riguarda solo chi protesta. Ogni euro in più sul gasolio e sui trasporti finisce sul prezzo di quello che compriamo.
Al Sud, dove i redditi sono più bassi e le distanze dai mercati più lunghe, il caro vita pesa di più.
Lo pagano le imprese, i commercianti e le famiglie, a parità di imposte versate.

I disagi di questi giorni sono reali. Chi governa dovrebbe chiedersi perché, per ottenere una data in agenda, al Sud, si debba sempre arrivare a fermare tutto.

C'è un'ora, a Pozzallo, in cui il mare smette di essere paesaggio e diventa promessa.È l'ora in cui le barche tornano, i...
16/10/2026

C'è un'ora, a Pozzallo, in cui il mare smette di essere paesaggio e diventa promessa.È l'ora in cui le barche tornano, i bambini corrono sul lungomare, qualcuno ferma il passo e guarda l'orizzonte. Si passeggia e si chiacchiera. In quell'ora pensi che questa Città potrebbe essere molto più di quello che oggi ci viene raccontato.
Per troppo tempo ci hanno detto che bisogna accontentarsi. Che la politica è un'altra cosa, lontana di bisogni.
Noi pensiamo che bisogna riflettere insieme e fermarsi ad ascoltare i nostri ragazzi che partono e che vorremmo vedere tornare. Alle disabilità che diventa sentimento di comunità. Alla casa come un diritto. Ai marittimi che sono la base principale della nostra economia e che nessuno mai considera come un valore. All’anziano che attraversa la piazza e deve potersi sentire a casa. Al porto che deve essere un'opportunità e non un'occasione mancata. Alla dignità del lavoro.
Perché essere “uguali per costituzione” non è una formula. È la promessa più bella che questo Paese si è fatto: nessuno vale meno di un altro.
Un Più Uno alla volta.
Non vogliamo urlare più forte. Vogliamo ricostruire quel filo di fiducia che lega le persone a un luogo.
Per questo condivideremo con voi il nostro programma per le prossime elezioni amministrative.
Aperto, condiviso, popolare.

Una giornata straordinaria quella di ieri. 🧡Grazie alle oltre 1.200 persone che si sono accreditate e hanno partecipato ...
11/10/2026

Una giornata straordinaria quella di ieri. 🧡

Grazie alle oltre 1.200 persone che si sono accreditate e hanno partecipato all’Assemblea Costituente di Più Uno.

Grazie alle tante e ai tanti che sono intervenuti portando il loro contributo di idee, competenze e credibilità. Abbiamo raccolto tante sollecitazioni che diventeranno proposte concrete di governo, che presenteremo nelle prossime settimane.

Ieri abbiamo dato inizio a un nuovo percorso. Ora lo costruiamo insieme.
Continuate a seguirci.

09/10/2026
09/10/2026

Questa sera alle 20:30 Ernesto Maria Ruffini sarà ospite di Otto e Mezzo su La7.

Un nuovo momento di confronto per parlare di politica, uguaglianza e delle sfide che attendono il nostro Paese.

👉 Segui la diretta: https://www.la7.it/dirette-tv

Da Pozzallo a Roma, ci saremo.Abbiamo iniziato nei territori, con la forza delle idee e di sognare la Politica dell’Ugua...
05/10/2026

Da Pozzallo a Roma, ci saremo.
Abbiamo iniziato nei territori, con la forza delle idee e di sognare la Politica dell’Uguaglianza che non abbiamo mai smesso di coltivare.
È il momento in cui scegliamo di diventare una comunità politica.
Porteremo a Roma la voce di Pozzallo e della Provincia di Ragusa, con la convinzione che abbiamo ancora bisogno di immaginare il futuro e di ricostruire fiducia parlando alle persone.
Perché le stagioni nuove non arrivano da sole.
Nascono quando qualcuno trova il coraggio di crederci e la forza di mettersi in cammino.
Noi quel sentiero lo abbiamo già imboccato con la passione di chi crede ancora nella Politica.
Con la voglia di chi sa che il futuro non si aspetta, ma si costruisce insieme.
Il 10 ottobre non saremo spettatori di una nuova storia.
Saremo lì, per cominciare a scriverla.

📍 Salone delle Colonne – Roma | 10 ottobre

Il 10 ottobre a Roma, costruiamo insieme una nuova forza politica di centrosinistra. Partecipa all’Assemblea Nazionale di Più Uno.

Indirizzo

Pozzallo
97016

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