01/06/2026
Comitato ISOLA per l'integrazione sociosanitaria nella Regione Lazio
Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di Comitato ISOLA per l'integrazione sociosanitaria nella Regione Lazio, Servizi sociali, Rome.
Il Comitato I.SO.LA., nasce dall’impegno comune di ex dipendenti pubblici e di familiari di persone con disabilità al fine di promuovere e favorire la realizzazione di una compiuta rete di servizi integrati tra sociale e sanitario nella Regione Lazio.
01/06/2026
01/06/2026
“Poltrone e disabilità: la Ministra Locatelli e l’Associazionismo ci dicano in che mani siamo
Sono ormai arrivati a cinque gli articoli pubblicati sul quotidiano «Domani» che evidenziano opacità nella gestione del Ministero per le Disabilità, di incarichi e risorse, e che chiamano direttamente in causa sia la Ministra Alessandra Locatelli che l’associazionismo “maggiormente rappresentativo” delle persone con disabilità. Ma né la prima, né il secondo hanno ritenuto di dare alcuna spiegazione a riguardo, di smentire o confermare, di tranquillizzare le persone con disabilità e le famiglie che, giustamente, si chiedono: quali interessi e quali poteri stanno rappresentando questi? In che mani siamo?”
Dal “vuoto di silenzio” denunciato da Informare un'h - Centro G. e L. Giuntinelli il Coordinamento Persone si stacca con poche altre voci per denunciare numerose volte il conflitto di interessi.
articolo nel primo commento
01/06/2026
🎯Evento rivolto
⭕a persone con disabilità e famiglie👈
per far chiarezza su che cosa sia il progetto di vita individuale, personalizzato e partecipato ai sensi del D. LGS. 62/2024 e sulle procedure.
01/06/2026
COMUNICATO STAMPA – CONFAD APS Disabilità, allarme sul conflitto di interessi nel Terzo Settore: chi tutela i diritti non può coincidere con chi gestisce il business dei servizi
26/05/2026
DOPO LE INCHIESTE DI DOMANI
Poltrone e Disabilità, Speziale lascia il suo ruolo in Fish
Il presidente di Anffas, Roberto Speziale, ha lasciato l’incarico di vice nella federazione che unisce varie sigle del mondo della disabilità. La decisione dopo gli articoli di Domani sul rapporto tra la sua associazione (per cui resta al comando) e il ministero della leghista Locatelli
Roberto Speziale, presidente dell’Anffas, ha lasciato gli incarichi “esterni” alla “sua” associazione. Dopo gli articoli di Domani sul rapporto con il ministero delle politiche per la Disabilità, guidato dalla leghista Alessandra Locatelli, e l’Anffas, ha annunciato le dimissioni da vicepresidente della Fish, la federazione che unisce varie sigle sulla disabilità.
La decisione è maturata «per evitare imbarazzo».
Domani Stefano Iannaccone Ilenia Malavasi Marco Furfaro
Questo articolo fa parte di “Razza Poltrona”, la rubrica di Domani, a cura di Stefano Iannaccone, che svela i retroscena del palazzo e racconta gli angoli nascosti del potere.
ITALIA: Soldi e consulenze: Locatelli porta al ministero la “sua” associazione
ITALIA: Amichettismo leghista: al ministero di Locatelli i fedelissimi senza titoli
I deputati del Pd, Marco Furfaro e Ilenia Malavasi, hanno presentato un’interrogazione. Speziale, comunque, resta alla guida di Anffas.
… “per evitare imbarazzo”
Il Coordinamento Persone da quasi un anno sta evidenziando e denunciando conflitti d'interessi attraverso campagne come “Fuori le volpi dal pollaio”, attraverso una lettera diretta alla Ministra Locatelli e un appello a tutti i componenti dell’Osservatorio invitandoli a prendere posizione sulla presenza all’interno di soggetti che gestiscono strutture residenziali e semiresidenziali per persone disabili.
Solo ora, dopo le rivelazioni di Stefano Iannaccone su Domani relativamente a nomine e altre amenità tra Ministero della disabilità e Anffas, Roberto Speziale si dimette da vice di Fish, ma rimane in sella ad Anffas.
Siamo un paese meraviglioso in cui, “per evitare imbarazzo”, si crea imbarazzo.
E, in tutto questo, la Ministra tace. Ancora una volta. Come se la responsabilità delle nomine non fosse sua.
26/05/2026
Eccoci di nuovo con il nostro excursus sul "Modello sociale della disabilità". Riteniamo utile parlarne perché spesso assistiamo a fraintendimenti quando non a veri e propri errori di interpretazione. Il modello sociale della disabilità (social model of disability) distingue la menomazione fisica/mentale (condizione biologica) dalla disabilità (limitazione imposta dalla società), sostenendo che quest'ultima sia causata da barriere ambientali, architettoniche e sociali piuttosto che dal deficit individuale. Nella sostanza sposta il focus dal curare l'individuo al rimuovere gli ostacoli sociali.
Il testo che proponiamo è tratto Substack, pubblicato da "Détournement", una newsletter italiana dedicata ad attivismo, neurodivergenze e Disability Studies, che cerca di offrire una lettura critica dei temi sociali e culturali attuali.
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Per chi è il modello sociale della disabilità?
PARTE TERZA
Il modello sociale e gli interventi medici.
La distinzione tra impairment e disabilità ha una conseguenza diretta sul modo in cui si guarda agli obiettivi degli interventi. Il modello sociale non si pone in contrasto con il sapere medico e con le terapie. Non nega la realtà dell’impairment né la legittimità degli interventi che su di esso agiscono. Dice qualcosa di diverso e di più preciso: quegli interventi agiscono sull’impairment, non sulla disabilità.
Una terapia può modificare alcune caratteristiche funzionali di una persona. Non può, da sola, rimuovere le barriere architettoniche, smontare i pregiudizi, riscrivere le politiche del lavoro, garantire l’accesso all’istruzione, o costruire reti di supporto adeguate. Non può perché la disabilità non è incarnata nel corpo ma è insita nella struttura sociale. E su quella struttura le terapie non intervengono.
Questa è la descrizione di ciò che fanno e di ciò che non fanno, non una critica. Il modello medico della disabilità, al contrario, assume che la disabilità sia nel corpo e che rimuovendo o correggendo la caratteristica corporea si risolva la disabilità. È questa assunzione che il modello sociale contesta — non la medicina come disciplina, non le singole terapie, non le persone che le praticano o le scelgono.
Troviamo ampiamente espressi i concetti del modello sociale nel pensiero dei suoi fondatori: le persone disabilitate non devono essere viste attraverso i loro deficit, gli interventi non possono essere votati solo alla cura o alla riabilitazione, le persone disabilitate hanno gli stessi bisogni e aspirazioni di tutte le altre persone. Il punto non è negare il supporto — è rifiutare che il supporto esaurisca l’orizzonte di una vita.
20/05/2026
ENIL Italia: nel Decreto Legislativo 62/2024 siano inseriti inequivocabili e inderogabili riferimenti alla deistituzionalizzazione di ENIL Italia* «La deistituzionalizzazione non è un obiettivo solo “fisico” (dall’istituto a una casa), ma un cambiamento culturale: riconoscere che ogni persona ha il diritto di gestire il proprio tempo, le relazioni e le
20/05/2026
Il Coordinamento FIDA e il Comitato I.SO.LA. schierati contro l’istituzionalizzazione e l’apartheid sociale del Coordinamento FIDA e del Comitato I.SO.LA.* «La pratica dell’istituzionalizzazione, oltre a rappresentare la pesante eredità di quelle che ancora oggi si propongono come istituzioni totali, riproduce la negazione suprema della dignità: una ferita aperta
19/05/2026
UNMILIONECINQUECENTONOVANTAMILA EURO
È questo l’importo del finanziamento al progetto di Anffas stanziato con decreto del 27 aprile scorso. Non cambia molto per quello di Fish: unmilionetrecentomila. E, così, per molti altri.
Oltre ai contributi previsti in finanziaria (link nei commenti).
Questa non è sussidiarietà, è lo Stato che abdica in favore degli Enti del Terzo settore, finanziandoli con soldi pubblici per fare ciò che dovrebbe fare lui stesso e selezionando i beneficiari tra gli amici.
Le nomine che Stefano Iannaccone ci racconta su “Domani”, non potevano non contemplare INCARE62, la piattaforma di Anffas che pensa di poter costruire un progetto personalizzato dando in pasto a un computer un po’ di informazioni.
L’abbiamo chiesto mesi fa: dov’è il protocollo d’intesa tra Ministero e Anffas tanto sbandierato quanto nascosto?
E come ce lo spiegano il manuale a firma Roberto Speziale per illustrare al mondo come si fa un progetto personalizzato?
È scritto nella legge delega e concretizzato nel decreto 62/24: non c’è bisogno di alcun manuale. In caso di dubbio spetta ai giudici interpretare le leggi.
Ma ormai siamo allo stravolgimento del diritto. Il diritto delle procedure e il diritto delle persone che da universale si trasforma in discrezionale nel momento in cui, a gestire i progetti di vita, non è il pubblico, ma sono i privati. Un diritto in mano a un privato cessa di essere un diritto. L’Ets di turno può tranquillamente rispondere “Il suo progetto è bellissimo, ma non è tra quelli finanziati”. È già successo, succederà ancora.
Insomma, se mettiamo insieme le nomine, i favori, gli incarichi e i finanziamenti/contributi elargiti con notevole generosità agli amici, con la riforma inchiodata al palo per mancanza di formazione, competenze, e risorse, il quadro è chiaro e desolante. Di più è ormai insopportabile.
Come lo è il conflitto di interessi, unico faro ad illuminare il cammino di questo ministero e delle associazioni amiche.
Non solo in termini economici, ma ancor più nell’utilizzo di quel denaro come merce di scambio per mantenere lo status quo e allontanare ogni richiesta di un piano nazionale per la deistituzionalizzazione.
Alla faccia dei diritti, dei richiami del Comitato Onu e sulla pelle delle persone con disabilità e delle loro famiglie.
Ringraziamo Stefano Iannacconee e Domani per portare avanti questa inchiesta che, immaginiamo, non finirà qui e ricordiamo che domani, lunedì 18 maggio il Coordinamento PERSONE sarà in piazza con Usb e Misaac e farà parte della delegazione al Ministero del lavoro.
Invitiamo tutte le persone con disabilità e le famiglie che ne hanno la possibilità a partecipare in ogni piazza (link nei commenti ).
Solo insieme, solo dal basso possiamo fare la differenza.
ADESSO BASTA!
17/05/2026
La riformona e la storta epocale La riformona e la storta epocale Pubblicato il 17 Marzo 202617 Marzo 2026 - Carlo Giacobini Quando la riforma sulla disabilità è stata approvata – e parliamo ormai di quasi due anni fa – vi è stato plauso ampio, fin troppo fragoroso, alla svolta epocale, alle cento felici novità che avrebbe ...
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