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La nostra sfida è quella di tornare anche nel nostro territorio, ad intrecciare un corpo politico e un corpo sociale, per un nuovo riscatto, per tornare ad avere una Sinistra credibile e autorevole

06/10/2026

Quanto deve realmente il Comune di Scordia? È la domanda che Movimento 5 Stelle, Sinistra Italiana e Partito Democratico rivolgono all’amministrazione alla luce dei rilievi contenuti nella relazione della Corte dei conti sulla situazione finanziaria dell’Ente.

Al centro della richiesta non ci sono soltanto i 4,7 milioni di euro di disavanzo da ripianare in dieci anni, ma l’intera esposizione finanziaria del Comune: dai debiti fuori bilancio alle obbligazioni assunte negli ultimi anni, fino alle somme trasferite all’Organismo straordinario di liquidazione.

Le opposizioni chiedono quindi di conoscere, dati alla mano, quale sia oggi la reale situazione dei conti e quale sia l’ammontare complessivo delle passività ancora a carico dell’Ente.

Il confronto politico parte dai numeri e dalle criticità evidenziate dalla magistratura contabile. Secondo quanto riportato nella relazione, l’ultimo bilancio di previsione approvato dal Comune riguarda il triennio 2020-2022 ed è stato adottato dal commissario ad acta il 18 maggio 2022.

Per i successivi trienni 2021-2023, 2022-2024 e 2023-2025, rileva la Corte, non sarebbero stati adottati documenti programmatici, con una conseguente «assenza di un corretto ciclo di bilancio».

La relazione evidenzia inoltre l’assenza di Dup, Piao e bilanci consolidati per gli esercizi 2021, 2022 e 2023.

Particolarmente significativi sono anche i dati relativi ai disavanzi di amministrazione. I rendiconti degli esercizi 2020, 2021 e 2022 evidenziavano rispettivamente disavanzi pari a 15,5, 13,9 e 13,5 milioni di euro.

La Corte dei conti, ricordano M5S, Sinistra Italiana e Pd, parla inoltre di «problemi gestionali e amministrativi radicati nel tempo», di misure che si sarebbero rivelate inefficaci e di criticità strutturali non risolte.

«Sono valutazioni della Corte dei conti, non dell’opposizione», sottolineano i tre gruppi, che rivendicano di avere sollevato da tempo le proprie perplessità sulla situazione finanziaria del Comune.

Il punto centrale del confronto è rappresentato dal nuovo disavanzo di 4.730.020 euro, da ripianare nell’arco di dieci anni, emerso dalla rideterminazione del risultato di amministrazione.

Le opposizioni precisano di non contestare la possibilità, prevista dalla normativa, di procedere alla rideterminazione del risultato, ma chiedono di capire se la cifra rappresenti effettivamente l’intera esposizione finanziaria dell’Ente.

Il quesito riguarda, in particolare, la distinzione tra le passività trasferite all’Organismo straordinario di liquidazione e quelle rimaste nella gestione ordinaria del Comune.

Da qui le domande rivolte all’amministrazione: quali debiti fuori bilancio risultano ancora presenti? Quali obbligazioni sono state assunte dal 2023 al 2026? E queste ultime sono comprese nei 4,7 milioni di euro oppure il dato si riferisce esclusivamente all’annualità 2023?

Per le opposizioni, dunque, occorre distinguere il disavanzo oggetto del piano di ripiano dall’ammontare complessivo delle passività dell’Ente.

Un altro capitolo riguarda la gestione finanziaria nella fase di dissesto. M5S, Sinistra Italiana e Pd chiedono chiarimenti sulle anticipazioni di somme e sulle nuove obbligazioni assunte dal Comune.

«Con quali risorse vengono sostenute queste spese? Dove vengono contabilizzate e quando vengono recuperate?», chiedono i gruppi di opposizione.

La richiesta riguarda anche le eventuali comunicazioni effettuate agli organi ministeriali e agli organismi di controllo competenti in relazione alle nuove obbligazioni assunte dall’Ente.

Tra i quesiti posti all’amministrazione c’è poi quello relativo alla documentazione trasmessa al Ministero il 15 settembre.

Le opposizioni chiedono di sapere per quale motivo la documentazione sia stata inviata senza il preventivo parere del Collegio dei revisori dei conti e quali conseguenze possa avere questa circostanza.

Viene inoltre chiesto quando il parere dei revisori sarà acquisito e successivamente trasmesso.

Al centro delle richieste di chiarimento ci sono anche alcune affermazioni contenute nella documentazione comunale. In particolare, l’affermazione secondo cui «il bilancio è stato alimentato nella sola annualità 2023» e quella secondo cui «i mastri possono presentare delle discordanze» rispetto al bilancio di previsione.

Su questi passaggi le opposizioni chiedono chiarimenti puntuali, soprattutto per comprendere come siano stati contabilizzati i dati e quale sia la loro incidenza sulla situazione finanziaria complessiva dell’Ente.

Il quadro tracciato dalla Corte dei conti e la nuova procedura di risanamento riportano dunque al centro del dibattito la situazione finanziaria del Comune di Scordia.

Per M5S, Sinistra Italiana e Pd, dopo un nuovo dissesto e alla luce dei rilievi della magistratura contabile, l’amministrazione deve fornire un quadro aggiornato e completo dei conti.

Non solo il disavanzo da 4,7 milioni, dunque, ma anche debiti fuori bilancio, obbligazioni assunte negli ultimi anni, passività trasferite all’Organismo straordinario di liquidazione e quelle rimaste nella gestione ordinaria.

«Il risanamento finanziario – sostengono le opposizioni – parte dalla conoscenza esatta della dimensione del problema».

Da qui la richiesta di risposte «documentate, complete e pubbliche» alle interrogazioni già presentate. Il confronto sul dissesto, quindi, resta aperto e passa ora dai numeri e dai documenti con cui l’amministrazione dovrà chiarire quale sia l’effettiva situazione finanziaria del Comune.

02/10/2026

La Procura di Palermo ha ordinato perquisizioni a casa e negli studi dell'ex vicepresidente, che fino ad agosto ha guidato la Cts che dà autorizzazioni ambientali. Coinvolto anche il nipote di Raffaele Lombardo

17/09/2026

Una sede a Scordia donata a Sinistra Italiana-AVS: «Un bene comune per riportare cultura e socialità»

Un gesto di grande valore simbolico e sociale quello ricevuto da Sinistra Italiana-AVS a Scordia. Gli eredi di Luigi Parisi, in particolare Teresa Puleo, famiglia Linguanti, e la signora Franca Puleo hanno deciso di donare al movimento politico un immobile appartenuto alle loro famiglie, con l’auspicio che possa diventare uno spazio aperto alla comunità.

A darne notizia sono Eugenio Russo, consigliere comunale di Sinistra Italiana-AVS, Guido Rizzo di Sinistra Italiana Scordia, Gioli Vindigni, segretario provinciale di Sinistra Italiana-AVS, e Pierpaolo Montalto, segretario regionale del partito, che hanno voluto esprimere pubblicamente il proprio ringraziamento alle famiglie che hanno scelto di compiere la donazione.

La donazione viene considerata da Sinistra Italiana-AVS un gesto di grande valore, ma anche un importante segnale di fiducia verso il percorso politico e sociale intrapreso sul territorio.

«Una bellissima sede ci è stata così donata perché diventi un nuovo palazzo bene comune a disposizione di tutte le cittadine e i cittadini di Scordia», affermano i rappresentanti di Sinistra Italiana-AVS.

L'obiettivo indicato è quello di trasformare l'immobile in un luogo di incontro, cultura e socialità, mettendolo a disposizione della cittadinanza e contribuendo, nelle intenzioni dei promotori, a creare un nuovo spazio collettivo per la comunità scordiense.

«Se delle cittadine e dei cittadini decidono di regalarci un bene così importante – sottolineano – vuol dire che credono in noi, nel nostro impegno, in un sogno di nuovo collettivo».

Da qui il ringraziamento rivolto ai donatori e alla città: «Grazie ancora a tutte e tutti e grazie ancora Scordia».

Nella foto, il tesoriere nazionale di Sinistra Italiana, Mimmo Caporusso, mentre firma l’atto con cui viene formalizzata la donazione della sede a Sinistra Italiana-AVS.

17/09/2026

Movimento 5 Stelle, Sinistra Italiana e Partito Democratico chiedono di conoscere gli ultimi sviluppi dell’iter sul bilancio stabilmente riequilibrato e la situazione finanziaria dell’Ente

La situazione finanziaria del Comune di Scordia torna al centro del confronto politico. Movimento 5 Stelle, Sinistra Italiana e Partito Democratico chiedono all’Amministrazione maggiore chiarezza sugli ultimi sviluppi della procedura di risanamento dell’Ente e sulle prospettive dei conti comunali.

I gruppi consiliari hanno presentato un’interrogazione, a risposta scritta e orale, attraverso i consiglieri Salvatore Centamore, del Movimento 5 Stelle, ed Eugenio Russo, di Sinistra Italiana. All’iniziativa è stata affiancata una richiesta di accesso agli atti ai sensi dell’articolo 43 del Testo unico degli enti locali.

L’obiettivo dichiarato dalle opposizioni è acquisire e rendere conoscibili gli atti relativi alla situazione economico-finanziaria del Comune, anche alla luce dei più recenti passaggi dell’iter avviato dopo la dichiarazione di dissesto.

Il Comune di Scordia è formalmente in dissesto dal marzo 2024. Nel maggio 2025 il Consiglio comunale ha approvato l’ipotesi di bilancio stabilmente riequilibrato relativa al periodo 2023-2025. La procedura presso il Ministero dell’Interno, tuttavia, non risulta ancora conclusa.

Secondo quanto riportato dalle opposizioni, un ulteriore passaggio si è registrato il 31 luglio 2026, quando il Ministero dell’Interno avrebbe richiesto integrazioni alla documentazione relativa all’ipotesi di bilancio. Il Comune, il 15 settembre 2026, ha quindi trasmesso al Ministero una nuova ipotesi di bilancio 2023-2025, accompagnata da ulteriore documentazione contabile.

Nello stesso quadro si inserisce la deliberazione della Giunta municipale n. 115 del 14 settembre 2026, con la quale il disavanzo è stato rideterminato in 4.730.020 euro, prevedendo un piano di recupero decennale con una quota annuale di 473.002 euro.

Sono proprio questi gli elementi sui quali le forze di opposizione chiedono chiarimenti.

«Il nostro obiettivo – sostengono M5S, Sinistra Italiana e Pd – non è alimentare allarmismi né formulare conclusioni che spettano agli organi tecnici e di controllo. Il nostro obiettivo è conoscere e far conoscere gli atti».

Tra le questioni sollevate c’è innanzitutto quella relativa alle richieste formulate dal Ministero dell’Interno e alle modifiche apportate rispetto alla precedente ipotesi di bilancio. I consiglieri chiedono inoltre di conoscere i tempi previsti per la conclusione dell’iter e le prospettive finanziarie del Comune alla luce della rideterminazione del disavanzo.

Particolare attenzione viene inoltre riservata alla nota del Responsabile dell’Area Finanziaria del 15 settembre 2026, nella quale, secondo quanto riportato nel comunicato, si afferma che «il bilancio è stato alimentato nella sola annualità 2023» e che i mastri «possono presentare delle discordanze con quanto definito nel bilancio di previsione».

Per le opposizioni si tratta di un passaggio che necessita di ulteriori spiegazioni, soprattutto per consentire ai consiglieri e alla cittadinanza di comprendere pienamente la situazione contabile dell’Ente.

Nel mirino finiscono anche alcuni provvedimenti adottati dall’Amministrazione in un contesto definito dalle forze politiche di opposizione particolarmente complesso. Il riferimento è, tra gli altri, all’utilizzo temporaneo di pozzi idrici privati attraverso un’ordinanza contingibile e urgente. Secondo quanto sostenuto nel comunicato, tali interventi comporterebbero l’anticipazione di risorse comunali per spese energetiche e di gestione, in una fase caratterizzata dalla presenza di pregresse posizioni debitorie.

Anche su questo punto le opposizioni chiedono di conoscere l’impatto delle decisioni assunte sulla liquidità dell’Ente e sulla gestione finanziaria complessiva.

La richiesta, dunque, è quella di avere un quadro aggiornato e documentato dei conti comunali, dell’iter ministeriale sul bilancio stabilmente riequilibrato e delle conseguenze della rideterminazione del disavanzo.

«I cittadini – concludono le tre forze politiche – hanno diritto a conoscere gli atti e a comprendere quali siano le prospettive finanziarie del Comune».

03/09/2026
Gesto gravissimo che condanniamo profondamente. Ci uniamo all’indignazione del Sindaco Giovanni Burtone e di tutta la co...
21/08/2026

Gesto gravissimo che condanniamo profondamente. Ci uniamo all’indignazione del Sindaco Giovanni Burtone e di tutta la comunità dei nostri cari amici Militellesi

La tutela della comunità passa da qui!
25/06/2026

La tutela della comunità passa da qui!

Non si placa la vicenda legata alla realizzazione della nuova sede del Centro per l'Impiego di Scordia.

Mentre il Consiglio comunale di Scordia si prepara a essere convocato per esprimersi sull'acquisto dei due immobili destinati alla nuova sede del Centro per l'Impiego, i consiglieri comunali di opposizione Salvatore Centamore (Movimento 5 Stelle) ed Eugenio Russo (Sinistra Italiana) hanno depositato una formale richiesta di revoca in autotutela della delibera di giunta n. 69 dello scorso 12 giugno, con la quale l'Amministrazione ha approvato lo schema di convenzione con la Regione Siciliana per l'acquisto degli immobili e ha autorizzato il Sindaco alla relativa sottoscrizione. Il documento solleva una f***a serie di presunte irregolarità e «criticità meritevoli di approfondimento» che spaziano dall'aspetto procedimentale a quello economico e strutturale.

Le criticità procedurali

Secondo Centamore e Russo, l'iter sarebbe partito da un presupposto non adeguatamente dimostrato: nel maggio 2023 il sindaco aveva dichiarato l'assenza di immobili comunali idonei ad ospitare il Centro per l'Impiego, ma tale valutazione, sostengono, non sarebbe stata supportata da una perizia tecnica. Secondo i firmatari: «Manca una perizia che compari i costi di adeguamento del patrimonio comunale esistente rispetto all'acquisto di nuove strutture, che avrebbe dovuto dimostrare la maggiore convenienza di quest'ultima opzione». L'opposizione evidenzia inoltre che l'attuale sede del Centro per l'impiego è già ospitata in un immobile comunale e che esistono altri edifici di proprietà dell'ente.

Sotto accusa finiscono anche i criteri dell'avviso esplorativo del dicembre 2023, ritenuti «particolarmente restrittivi»: la localizzazione entro un chilometro dal Palazzo Comunale e la disponibilità di parcheggi avrebbero di fatto ristretto il numero dei potenziali partecipanti. Contestata anche la scelta di affidare la stima di congruità degli immobili a un professionista esterno senza aver prima esperito un interpello interno o richiesto la valutazione all'Agenzia del Demanio.

I nodi patrimoniali ed economici

Sul piano economico, la richiesta di revoca solleva questioni che toccano direttamente la sostenibilità dell'operazione. L'immobile principale di via Santa Rita risulterebbe privo di accesso diretto su pubblica via. La compravendita, inoltre, non includerebbe il lastrico solare, pur lasciando al Comune tutti gli oneri di manutenzione ordinaria e straordinaria.

Tra le mancanze segnalate figurano anche gli stalli riservati alle persone con disabilità — la cui assenza configurerebbe una violazione della Legge 68/1999 — e l'impianto fotovoltaico, originariamente previsto come requisito per raggiungere la classe energetica richiesta, che dovrebbe invece essere realizzato su una terrazza di proprietà del venditore, con diritto di superficie gratuito per 25 anni ma oneri manutentivi interamente a carico del Comune.

A ciò si aggiunge l'acquisto del secondo immobile, in via Tenente De Cristofaro, destinato ad archivio ma non previsto nell'avviso esplorativo originario, fisicamente separato dalla sede principale e con una copertura in lastre di cemento-amianto, la cui futura sostituzione comporterebbe ulteriori costi per le casse comunali. Né risulterebbero quantificati, secondo i consiglieri, i costi del trasloco, formalmente a carico del soggetto attuatore ma con diritto di rimborso successivo.

Le criticità tecniche e funzionali

Il terzo blocco di rilievi riguarda l'adeguatezza degli spazi rispetto alle esigenze operative del Centro per l'Impiego, che conta 27 lavoratori in organico. I consiglieri segnalano la presenza di locali con aerazione e illuminazione naturale insufficienti, una separazione inadeguata tra le aree destinate all'utenza e quelle riservate al personale, e possibili carenze sul piano della riservatezza e della sicurezza nei luoghi di lavoro.

Secondo l'opposizione, inoltre, la superficie complessiva degli immobili non rispetterebbe i requisiti dimensionali previsti dalle linee guida regionali per la sede del Centro per l'Impiego di Scordia.

l rischio danno erariale

Nella parte finale della richiesta i consiglieri mettono in guardia l'Amministrazione dal rischio di un possibile danno erariale. Se le criticità segnalate fossero confermate, l'intera operazione potrebbe risultare non conforme alle prescrizioni regionali, mettendo a rischio il finanziamento PNRR da 500 mila euro. «La mancata revoca — si legge nel documento — esporrebbe il Comune a un grave danno erariale per la eventuale perdita del finanziamento regionale ed eventuali possibili azioni di responsabilità amministrativa».

La richiesta è stata indirizzata al Sindaco, alla Giunta, al Presidente del Consiglio comunale, ai consiglieri, al RUP del procedimento e agli uffici regionali competenti, con l'indicazione di trasmetterla anche al Segretario Generale, all'Organo di Revisione economico-finanziaria e ai responsabili delle aree interessate.

Il Consiglio comunale é stato convocato per il 26 giugno. La palla passa ora all'Amministrazione, chiamata a decidere se procedere con l'approvazione della delibera da parte dell'assemblea o fermarsi a fare i conti con i dubbi sollevati dall'opposizione.

Siamo stati tra i primi territori a trattare il tema SIE. Per noi è un orgoglio poter rappresentare leCittadine e i citt...
25/06/2026

Siamo stati tra i primi territori a trattare il tema SIE.
Per noi è un orgoglio poter rappresentare le
Cittadine e i cittadini!

Sie. Oggi sulla prima pagina della cronaca di Catania della Sicilia

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