Kalibreria

Indicazioni

Kalibreria Associazione a resistere di stampo culturale KALIBRERIA. Prestito gratuito di libri e altre attività.

07/10/2026

MOBILITAZIONE REGIONALE PER IL FUTURO DELLA CALABRIA

VENERDÌ 9 OTTOBRE 2026 - dalle ore 09:30
Cittadella Regionale Germaneto (CZ)

RINNOVABILI SÌ, MA NON COSÌ!

Una mobilitazione aperta, trasversale e senza alcun colore partitico. Non ci interessano le bandiere di partito, ci interessa il bene comune e il futuro della nostra terra!
La mobilitazione è promossa dalle associazioni ambientaliste Italia Nostra Calabria, coordinamento regionale Controvento e Terra e Libertà Calabria, e sostenuta attivamente da Kalabria Trekking e Kalabria Eco ETS. Insieme a circa 40 Sindaci calabresi, chiediamo un incontro urgente al Presidente Occhiuto.

Le nostre richieste concrete:

- STOP AI MEGA IMPIANTI EOLICI INDUSTRIALI
- STOP ALLA CEMENTIFICAZIONE SELVAGGIA - CONSUMO DEL SUOLO ZERO
- RIATTIVAZIONE DEL QUADRO TERRITORIALE REGIONALE PAESAGGISTICO – QTRP –
- SCELTE BASATE SUI DATI
- INCENTIVAZIONE DELLE COMUNITA’ ENERGETICHE (CER)

Come partecipare:

* Porta cartelli, striscioni e strumenti musicali. Lasciamo a casa i simboli di partito!
* Il piazzale è molto assolato: porta cappellino, cibo e molta acqua.

# Nota sulla sicurezza: Puoi usare ombrellini per il sole, ma gestiamoli con cura per evitare malintesi con le forze dell'ordine.

Scendiamo in piazza in modo pacifico, propositivo e creativo. Ci vediamo lì!

Gira questo messaggio a tutti i tuoi contatti!

01/10/2026
29/09/2026

Parlare di Palestina, significa fermarsi ed interrogarsi sui meccanismi attraverso il quale il popolo palestinese, ma anche quello della Cisgiordania e del Libano, sono privati delle condizioni materiali per la loro stessa sopravvivenza ed esistenza.
Significa prendere in considerazione il riprodutticidio sociale in generale, ma anche quello scolastico, alimentare, sanitario che investe non solo la distruzione dei corpi e dei territori, ma anche la possibilità di guardare al futuro e tentare di riprodurlo.
Significa essere consapevoli di come e quanto gran parte degli Stati Occidentali, tra cui la stessa Italia, siano complici del Genocidio che lo stato sionista di Israele perpetra impunemente sul popolo palestinese.
Mentre a Gaza, e non solo, la vita viene cancellata, nei nostri porti transitano navi con carichi di materiali dual use destinati ad Israele e Leonardo Spa continua ad avere un ruolo fondamentale di sostegno militare al governo di Netanyahu e nel f***e progetto della grande Israele.
Allo stesso tempo, la criminalizzazione dei movimenti e degli attivisti a difesa del popolo palestinese si intensifica. Il Governo italiano ha scelto da che parte stare; gran parte di noi come hanno dimostrato le piazze, anche!
In una fase di salari stagnanti e costo della vita oltre il limite del sostenibile a causa di una crisi energetica (che l’imperialismo americano, alleato di Israele, ha provocato) che sta incidendo oltre che sul costo dei carburanti anche su quello dei beni di prima necessità, non c’è spazio per scelte politiche che mirino al riarmo anziché ai salari.
Parlare di Palestina, significa essere a fianco del suo popolo e allo stesso tempo a fianco di tutti quei popoli che lottano per la loro autodeterminazione e sostenerne la Resistenza.
Palestina Libera dal fiume fino al mare!

25/09/2026
Gesualdo è un medico che ha lasciato da tempo la Calabria e un passato che credeva sepolto. La lettura casuale di un art...
12/08/2026

Gesualdo è un medico che ha lasciato da tempo la Calabria e un passato che credeva sepolto. La lettura casuale di un articolo di cronaca riporta alla luce un nome: Leo D’Amantea, l’uomo che anni prima aveva assassinato il suo amico Enzo Capoferro sulle scale dell’università di Messina. Da quel momento tornano i ricordi delle lotte studentesche, dell’amore assoluto tra Enzo e Giulia, della violenza che ha segnato un’intera generazione e si intrecciano a una tensione interiore che non si è mai davvero placata. Il tempo del male è un romanzo che attraversa quarant’anni di storia italiana, dalla militanza politica degli anni Settanta alle guerre di faida, fino alla deriva interiore di un uomo che ha smesso di distinguere la memoria dall’ossessione.

04/08/2026

POLITICA O BARBARIE ?

Politica dal basso in alta quota: uno scossone alla bassa politica, servile nei confronti dell' eolico selvaggio

La politica dei politicanti sembra non accorgersi della crepa in rapida espansione che sta togliendo un po' di muffa al clima sociale imperante, retto finora da una propensione alla conformità, all'adeguamento a quanto va per la maggiore, all' accettazione passiva di tutto. I mestieranti della politica, ridotti al vile ruolo di cinghia di trasmissione dei voleri delle più predatorie bande finanziarie e dei desideri di altrettanto implacabili e potenti multinazionali, stanno protervi nelle personali torri d'avorio, convinti della ormai definitiva eliminazione della democrazia, ridotta a un macabro guscio vuoto, e di potersi rapportare senza pagare dazio soltanto alle loro ristrette clientele e ai loro padroni e mai al corpo sociale complessivamente considerato. Per questo da decenni si impegnano a sfornare un decreto sicurezza dietro l'altro: per garantire la loro sicurezza e quella dei predoni di risorse collettive, per mettere l'ingiustizia più sfacciata al riparo dall'ordine pubblico costituzionale, fondato sul dissenso, sulla discussione, sul dibattito tra cittadini e istituzioni a ogni livello nella libertà di pensiero sancita dall' articolo 21 della Carta fondativa della Repubblica, sempre tradita dagli spergiuri pur vincolati ad onorarla. I cattivi politici non si aspettavano qualche mese fa un milione di persone in piazza per la Palestina e trascurano l'opposizione diffusa alla transizione energetica falsa e capace di aggravare la crisi ecologica con la sottrazione di vagonate quotidiane di denaro pubblico a un possibile passaggio alle rinnovabili reale, democratico, policentrico, a consumo di suolo zero, rispettoso dei territori e della vita dei loro abitanti. L'esempio alla ribalta della cronaca viene da San Vito sullo Jonio: la politica regionale calabrese non può servire due altari, quello degli operatori turistici, dei produttori di cibo di una filiera virtuosa connessa al trekking Coast to coast e al Biodistretto del Parco Regionale delle Serre e dei territori limitrofi, e contemporaneamente quello del fondo infrastrutturale statunitense JP Morgan, che agisce nelle Serre calabresi grazie alla società/prestanome Parco Eolico San Vito s.r.l, il cui capitale sociale basta sì e no ad acquistare una scorta annuale di stuzzicadenti. Questa compagnia di vassalli vuole realizzare a scapito di alberi e suolo un infame impianto eolico industriale, in conflitto con l'economia locale e con la qualità ambientale dell'intero vasto comprensorio interprovinciale. La Regione ha scelto di servire l'altare americano, rinunciando a percorrere fino in fondo la vicenda giudiziaria condotta in primo grado attestandosi su una coerente posizione antagonista, in difesa del decreto che aveva caducato la procedura relativa al progetto. Ora la Regione mostra di non voler ricorrere al Consiglio di Stato in secondo grado e ha scatenato lo sdegno dei cittadini che sarebbero travolti dal mega impianto, affiancati dai loro amministratori. Occhiuto ha ricevuto ( dai sindaci e dagli operatori economici che giorno per giorno inverano la retorica sul turismo lento, esperienziale, sul ripopolamento delle aree interne, sugli itinerari del gusto e dell'anima ) due lettere molto incisive e belle, ma fa orecchie da mercante mentre ieri una popolazione di 400 persone si è riversata sulla montagna provenendo da due suoi versanti, raggiungendo Passo Napoli e poi il Lago Acero con una doppia marcia a piedi. Questi benemeriti manifestanti, consapevoli dei loro diritti e disposti a difenderli anche con l'opposizione fisica all'eventuale apertura dei cantieri, erano una pacifica ma inflessibile avanguardia di comunità molto più ampie: rappresentavano le loro famiglie, le loro aziende e pezzi consistenti dei loro paesi. E anche il sindaco di Polìa Luca Alessandro e quello di Serra San Bruno Alfredo Barillari esprimevano la posizione comune sancita da una delibera della Comunità del Parco e dalla avversione al progetto di tutte le amministrazioni delle località attraversate dal percorso del trekking, Soverato e Pizzo comprese. Francesco Bevilacqua e Alberto Ziparo hanno dato voce agli intellettuali non allineati, corroborando le ragioni della battaglia con profonde e sfaccettate riflessioni, e la migliore Calabria ha camminato, discusso, suonato, cantato e abbracciato la sua montagna ancestrale. Vadano incontro a gente così bella i politicanti calabresi, per ritornare politici degni di questo nome recuperando dignità e credibilità, invece di prostrarsi alla barbarie tecnologica della presunta economia verde. In ogni caso non finisce qui per il popolo dei boschi ( a proposito del quale ieri è stato citato Gioacchino Criaco, un altro artista/ intellettuale vicino ai manifestanti) : non vulimu chisti pali / e no' ndi movimu i cca, cantavano appunto i festosi, creativi e colorati cortei partiti dal Lago Acero e dalla faggeta Gigliara di Polia per congiungersi a Passo Napoli, dove sono programmate le Pale al posto di centinaia di alberi secolari.

Movimento Terra e Libertà-Calabria
Italia Nostra Soverato Guardavalle
Kalabria Eko Fest
Coordinamento regionale Controvento-per il paesaggio e il territorio calabrese

28/07/2026
19/06/2026

Indirizzo

Via Zumpano, 9
Soverato Marina
88068

Orario di apertura

Lunedì 17:00 - 20:00
Martedì 17:00 - 20:00
Mercoledì 17:00 - 20:00
Giovedì 17:00 - 20:00
Venerdì 17:00 - 20:00
Sabato 17:00 - 20:00
Domenica 17:00 - 20:00

Sito Web

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