Sinistra Italiana Spoleto

Sito Web

Sinistra Italiana Spoleto La pagina degli iscritti e dei simpatizzanti spoletini di Sinistra Italiana

20/10/2026

La propaganda non cura la rabbia
di ELISABETTA PICCOLOTTI

​Gentile Presidente Meloni,
le scrivo pur sapendo in anticipo quale sarà la sua risposta. Siamo in campagna elettorale e lei continuerà a insistere sulla presunta contiguità tra la sinistra e la violenza nelle piazze. Ho deciso in ogni caso di scriverle. Perché il problema che abbiamo davanti è troppo serio per lasciarlo alla propaganda, la sua e quella di chiunque altro.
​Mi sono formata sulle teorie della non-violenza e ho condannato più volte pubblicamente la violenza politica. Eppure la violenza a cui abbiamo assistito nelle piazze di ieri non ha nulla a che vedere con la dinamica politica che io e lei abbiamo conosciuto negli anni della nostra giovinezza. Allora, e fino a pochi anni fa, anche la violenza di piazza aveva un codice. Si manifestava attraverso soggettività organizzate, era spesso più rappresentata che agita, quasi rituale, e nasceva da assemblee pubbliche in cui si discuteva. Erano, con tutti i loro limiti, e persino nei casi di esplicito riferimento alla rivolta (escluse le organizzazioni terroristiche), dentro i codici della politica. Lo sanno bene i funzionari della Digos, che nei decenni hanno saputo gestire persino gli scontri più duri: raccogliendo informazioni in anticipo, parlando con chi guidava i gruppi, trattando, talvolta stringendo inconfessati accordi nell'ombra o usando altrettanto incoffessati agenti infiltrati. La violenza era un momento prevedibile dentro una manifestazione e, proprio per questo, "governabile". Quello che vediamo oggi però è un'altra cosa. Sono le stesse forze di polizia a raccontarlo: non c'è un capo, non c'è un'organizzazione, non c'è una piattaforma di rivendicazioni, non c'è nessuno con cui parlare. C'è un nugolo di ragazzi, spesso giovanissimi, troppo spesso minorenni, che arriva in piazza richiamato da un appuntamento online convocato non si sa bene da chi e con un solo scopo principale: spaccare tutto. E dietro, negli strati profondi del web e dei social, in canali e chat che passano di telefono in telefono, circolano messaggi di violenza che non cercano interlocutori. Troppo spesso producono l'incontro con persone che selezionano i ragazzi più fragili e soli arrivando a minacciarne la salute psichica o a ricattarli. Lei sa, come lo sappiamo noi, che crescono non solo i riot di piazza, ma anche le reti online che istigano alla violenza suprematista, neofascista e nichilista. Questa non è la sinistra. È un vuoto che si apre quando la politica smette di parlare ai più giovani. La repressione non può servire a risolvere il problema. Il suo governo ha dedicato alla sicurezza una quantità di decreti senza precedenti, dal decreto rave al decreto Caivano fino ai diversi decreti sicurezza, con nuovi reati e nuove aggravanti. Eppure è durante il suo governo che nelle piazze italiane è comparsa una forma di protesta molto più violenta. Lo stesso vale per la scuola: il ministro Valditara ha moltiplicato le misure disciplinari, a partire dalla riforma del voto in condotta, con l'obiettivo dichiarato di riportare ordine e scoraggiare la partecipazione politica degli studenti. E proprio in questi anni abbiamo visto crescere in modo allarmante gli episodi di violenza: coltelli negli zaini, aggressioni a insegnanti, persino un ragazzo ucciso.
​Pubblicamente non lo ammetterà mai. Ma almeno in privato dovrebbe interrogarsi sul fallimento di questo approccio. Più stringete le maglie, più la rabbia trova strade che nessuno governa. Ridurre gli spazi di partecipazione politica significa amputare una parte essenziale della cultura democratica dell'Occidente, che non è fatta solo di partiti e istituzioni, ma anche di movimenti di protesta. È lì che una generazione impara che il conflitto si può nominare e organizzare. Togliere quella palestra non cancella il conflitto: gli toglie la parola.
​Per questo, lei dovrebbe fare l'esatto contrario di ciò che prevedibilmente farà. Dovrebbe incentivare la partecipazione politica nelle scuole. Garantire, anzi promuovere, le assemblee in ogni istituto, un diritto che le norme sugli organi collegiali riconoscono agli studenti dagli anni Settanta. Accettare autogestioni e occupazioni come parte della vita democratica di una scuola, senza che nessuno studente e nessuna studentessa rischino per questo la bocciatura. Perché è in quei luoghi che ragazze e ragazzi imparano che un bisogno, una rabbia, un senso di impotenza possono trasformarsi in azione collettiva, in parola politica. È lì che si trasmettono le culture politiche, della sinistra come della destra, e le regole non scritte che le tengono dentro il perimetro democratico. Quelle violenze non sono figlie della sinistra, né di qualsiasi altra cultura politica di questo Paese. Sono figlie di altri processi: la solitudine digitale, la razzializzazione delle disuguaglianze, la povertà, l'esclusione. I giovani vanno ascoltati e i problemi vanno risolti. Non si può pensare di chiudere ermeticamente il coperchio su una pentola che ribolle: al posto del vapore, prima o poi, arriva l'esplosione.

20/10/2026

Con i mille decreti sicurezza che avevano fatto non avrebbe dovuto volare una mosca.
E invece non è così.

Ne hanno fatto un altro, dimostrando che Meloni non ha capito nulla di quello che sta accadendo questi giorni.

Pensa che basti il pugno dure e la propaganda, nuovi reati e pene esorbitanti, per far tornare tutto a posto.
Ma non è così.

Tutto il Paese da nord a sud è arrabbiato e protesta perché non ce la fa più, tra stipendi troppo bassi e costo della vita sempre più alto.
Perché loro che sono al governo da quattro anni non hanno fatto nulla di nulla per migliorare la condizioni di milioni di persone. Soprattutto delle nuove generazioni.

Perché in questo Paese i giovani sono condannati a vivere in eterno presente perché il futuro è scomparso, gli è stato sottratto.

È per questo che il nuovo decreto sicurezza sarà ancora più inutile dei precedenti, dei quali abbiamo ormai perso il conto.
È per questo che i nuovi reati e le pene più dure non serviranno a nulla.
Perché non risolvono il problema alla radice, lo nascondono per qualche momento sperando che i cittadini dimentichino. Ma non sarà così.

Servono misure reali per restituire ai cittadini potere d'acquisto e speranza nel futuro.
Noi le abbiamo e siamo pronti a governare per renderle realtà.

23/09/2026
23/09/2026

🔔Ricreazione. Festival della scuola pubblica, democratica, coraggiosa
👉 Perugia | 30 ottobre – 1 novembre

Tre giorni dedicati interamente alla scuola, nel cuore del centro storico di Perugia: incontri, laboratori, tavole rotonde e plenarie.

Tre giornate per parlare di scuola partendo da chi la fa ogni giorno: insegnanti, ricercatrici e ricercatori, associazioni, riviste, movimenti pedagogici, studenti e famiglie.

Le mattine e i pomeriggi si alternano incontri nelle sale storiche della città e laboratori pratici; ogni sera ci si ritrova tutte e tutti insieme per riprendere i fili della giornata.

Seguici per scoprire il programma, gli ospiti e tutte le novità.
Intanto segna le date👇

📍 Perugia, centro storico
🗓 30 ottobre – 1 novembre
(29 ottobre: anteprima con le scuole)
_________________________________

RICREAZIONE è un festival ideato e promosso dalla Regione Umbria – Assessorato all'Istruzione e alla Formazione

16/09/2026
Primo giorno di scuola con "Umbria Vai": la svolta utile per SpoletoMigliaia di studenti sono tornati fra i banchi. E pe...
14/09/2026

Primo giorno di scuola con "Umbria Vai": la svolta utile per Spoleto

Migliaia di studenti sono tornati fra i banchi. E per la prima volta a Spoleto per tanti ragazzi e ragazze è più facile andarci.

Il successo dell’iniziativa "Umbria Vai" varata dalla Regione Umbria – solo nelle prime ore già più di 6.400 gli abbonamenti sottoscritti in tutta la regione – dimostra quanto il territorio regionale avesse bisogno di una risposta concreta sul fronte della mobilità e del sostegno al reddito delle famiglie e degli studenti umbri.

Come AVS Spoleto accogliamo con soddisfazione una misura che permette agli studenti delle scuole medie e superiori dello Spoletino di avere un abbonamento unico al trasporto pubblico a soli 70 euro all’anno. Per una città come la nostra, dove il calo demografico è più forte rispetto alla media nazionale e regionale ed è complicato potersi spostare senza automobile, si tratta di un cambiamento molto importante.

Questo provvedimento rappresenta molto più di uno sconto sui trasporti:
E’ un aiuto concreto alle famiglie. Riduce le spese scolastiche per centinaia di studenti spoletini;
E’ un incentivo alla mobilità sostenibile. Una città che si muove di più in autobus riduce il traffico e l'inquinamento;
Migliora la connessione del territorio. Avvicina Spoleto al resto della regione, garantendo un reale diritto allo studio e alla mobilità dei giovani.

Il notevole numero di adesioni delle prime ore testimonia l’apprezzamento di questa misura fra gentiori e studenti e conferma la bontà delle politiche messe in campo dalla Regione Umbria e dall’assessore Fabio Barcaioli: quando si investe sul diritto all’istruzione e sui giovani con visione e coraggio, la risposta della cittadinanza non si fa attendere. La strada tracciata è quella giusta.
Saverio Rossi ( giovani S.I Spoleto )

13/09/2026

Al via il nuovo anno scolastico, assessore Barcaioli: “La scuola sia spazio di libertà, uguaglianza e pace”

Con l’avvio dell’anno scolastico, l’assessore all’Istruzione della Regione Umbria Barcaioli rivolge un augurio alle bambine e ai bambini, alle ragazze e ai ragazzi che tornano nelle aule, alle loro famiglie, alle insegnanti e agli insegnanti, ai dirigenti scolastici e al personale ATA.

Link alla Notizia: https://tinyurl.com/3z4tdt8z

Indirizzo

Spoleto
06049

Notifiche

Lascia la tua email e sarai tra i primi a sapere quando Sinistra Italiana Spoleto pubblica novità e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Scelte rapide

Condividi