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17/10/2026

«𝗡𝗮𝗷𝗺𝗲𝗵 𝗔𝗺𝗶𝗻𝗶 è una studentessa iraniana di 23 anni che rischia l’esecuzione per un’accusa di blasfemia. L’ANPI si unisce a tutte le organizzazioni per i diritti umani che stanno denunciando il ricorso crescente in Iran alla pena di morte come strumento di repressione del dissenso e che chiedono l’annullamento della sentenza.

La vicenda di 𝗡𝗮𝗷𝗺𝗲𝗵 𝗔𝗺𝗶𝗻𝗶 si inserisce nel contesto della dura repressione delle proteste nazionali che stanno attraversando l’Iran. Le forze di sicurezza dal gennaio del 2026 stanno conducendo una violenta operazione repressiva, causando vittime e migliaia di arresti.

La condanna di una giovane donna per un contenuto pubblicato online solleva ancora una volta interrogativi profondi sul rispetto dei diritti fondamentali, sulla libertà di espressione, sulle garanzie di un processo equo in Iran, sul prezzo che stanno pagando le donne iraniane, e rappresenta un ulteriore motivo di allarme per quanti difendono la libertà di espressione e chiedono che nessuno venga privato della vita, tanto più in procedimenti caratterizzati da violazioni dei diritti fondamentali.

Secondo varie fonti, dall’inizio del 2026 in Iran sono già state eseguite centinaia di condanne a morte.

Se la pena di morte nel mondo è inaccettabile, sempre e ovunque, il ricorso a queste esecuzioni è uno strumento per alimentare la paura, reprimere il dissenso e colpire chi esprime posizioni considerate ostili al regime.

La vita e la dignità umana, le garanzie fondamentali della giustizia devono essere tutelate senza eccezioni.

L’ANPI si rivolge alla comunità internazionale, al governo italiano, alle istituzioni europee perché esprimano tutto lo sdegno ed il rifiuto per azioni così efferate. L’impegno dell’ANPI sarà quello di mantenere alta l’attenzione sul caso di 𝗡𝗮𝗷𝗺𝗲𝗵 𝗔𝗺𝗶𝗻𝗶 e sulla situazione delle persone detenute in Iran, come in altri Paesi, per aver esercitato pacificamente i propri diritti».

✍️ Segreteria nazionale ANPI

17/10/2026

Che si tratti dei reporter uccisi nella Striscia di Gaza o dei registi di Naza, i leader politici e militari israeliani ricorrono a ogni mezzo per infangare chi non si allinea alla loro narrazione Leggi

17/10/2026

2026. Iran. Mondo.

17/10/2026
16/10/2026

Il piazzale Ovest della stazione di Bologna sarà intitolato al capotreno Alessandro Ambrosio.

Ringrazio RFI e il suo amministratore delegato Aldo Isi per aver risposto affermativamente alla lettera che gli ho inviato, come Sindaco e ambasciatore della proposta avanzata dalla famiglia di Alessandro.

Un modo per ricordare Alessandro ed essere accanto a colleghi, amici e familiari che a lui in questi mesi hanno voluto dedicare anche un festival musicale e numerose altre iniziative.

A loro, ancora una volta, va tutta la nostra gratitudine e la vicinanza della nostra comunità, che si è costituita parte civile nel processo.

Perché voler trasformare il proprio immenso dolore in un atto di memoria pubblica condivisa rappresenta un gesto d’amore profondo, commovente, non scontato.

❤️💙

09/10/2026

Il Nobel per la pace 2026 è stato assegnato a Navanethem “Navi” Pillay, giurista sudafricana che fu avvocata di Nelson Mandela, Alta commissaria Onu per i diritti umani tra il 2008 e il 2014, oltre che la prima donna non bianca nell’Alta corte sudafricana. Presiedeva la Commissione d’inchiesta internazionale indipendente delle Nazioni Unite sui Territori palestinesi occupati che, nel 2025, ha accusato Israele di genocidio a Gaza. Ha inoltre prestato servizio come giudice della Corte penale internazionale e come presidente del Tribunale penale internazionale per il Ruanda. Nell’aprile 2015, Pillay è diventata il sedicesimo commissario della Commissione internazionale contro la pena di morte.

Pillay, è stato spiegato nella presentazione, ha dimostrato “eccezionale coraggio e integrità” nel suo lavoro contro “i crimini di guerra”. È stata scelta per il suo impegno nella promozione della pace e del diritto internazionale. “In un’epoca in cui conflitti e guerre stanno mettendo a dura prova l’ordine mondiale, il diritto internazionale non è solo un supporto, ma una necessità”, ha affermato Jørgen Watne Frydnes, il presidente del Comitato norvegese per il Nobel. E Navi Pillay l’ha rappresentato appieno.

Indirizzo

Crespellano
40056

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