30/05/2026
𝐂𝐡𝐢 𝐯𝐢𝐯𝐞 𝐧𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐚𝐜𝐪𝐮𝐞 𝐚𝐫𝐭𝐢𝐜𝐡𝐞 𝐜𝐢 𝐫𝐚𝐜𝐜𝐨𝐧𝐭𝐚 𝐜𝐨𝐦𝐞 𝐬𝐭𝐚 𝐜𝐚𝐦𝐛𝐢𝐚𝐧𝐝𝐨 𝐢𝐥 𝐩𝐢𝐚𝐧𝐞𝐭𝐚.
Fitoplancton e zooplancton, organismi microscopici che abitano le acque del Kongsfjorden, alle Svalbard, sono al centro del progetto 𝐁𝐈𝐎-𝐈𝐂𝐄, coordinato da Luisa Patrolecco del CNR Istituto di Scienze Polari in collaborazione con Ispra - Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale e con il supporto di IRBIM CNR durante questa campagna.
Questi organismi svolgono un ruolo chiave nei cicli del carbonio e nella rete alimentare marina. Ma sono anche indicatori preziosi: attraverso di loro si può capire come il cambiamento climatico stia modificando gli ecosistemi polari e, soprattutto, come i contaminanti organici persistenti, come i pesticidi, si trasferiscano lungo la catena trofica, dalle acque aperte alle aree costiere.
𝐋'𝐨𝐛𝐢𝐞𝐭𝐭𝐢𝐯𝐨 𝐝𝐢 𝐁𝐈𝐎-𝐈𝐂𝐄 𝐞̀ 𝐝𝐮𝐩𝐥𝐢𝐜𝐞: 𝐫𝐢𝐜𝐨𝐬𝐭𝐫𝐮𝐢𝐫𝐞 𝐥𝐚 𝐬𝐭𝐫𝐮𝐭𝐭𝐮𝐫𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐫𝐞𝐭𝐞 𝐭𝐫𝐨𝐟𝐢𝐜𝐚 𝐦𝐚𝐫𝐢𝐧𝐚 𝐚𝐫𝐭𝐢𝐜𝐚 𝐚𝐭𝐭𝐫𝐚𝐯𝐞𝐫𝐬𝐨 𝐚𝐧𝐚𝐥𝐢𝐬𝐢 𝐝𝐢 𝐢𝐬𝐨𝐭𝐨𝐩𝐢 𝐬𝐭𝐚𝐛𝐢𝐥𝐢 𝐞 𝐜𝐚𝐫𝐚𝐭𝐭𝐞𝐫𝐢𝐳𝐳𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐛𝐢𝐨𝐜𝐡𝐢𝐦𝐢𝐜𝐚, 𝐞 𝐯𝐚𝐥𝐮𝐭𝐚𝐫𝐞 𝐢𝐥 𝐭𝐫𝐚𝐬𝐩𝐨𝐫𝐭𝐨 𝐞 𝐥'𝐚𝐜𝐜𝐮𝐦𝐮𝐥𝐨 𝐝𝐢 𝐢𝐧𝐪𝐮𝐢𝐧𝐚𝐧𝐭𝐢 𝐨𝐫𝐠𝐚𝐧𝐢𝐜𝐢 𝐩𝐞𝐫𝐬𝐢𝐬𝐭𝐞𝐧𝐭𝐢 (𝐏𝐎𝐏𝐬) 𝐧𝐞𝐠𝐥𝐢 𝐨𝐫𝐠𝐚𝐧𝐢𝐬𝐦𝐢 𝐩𝐥𝐚𝐧𝐜𝐭𝐨𝐧𝐢𝐜𝐢.
In un Artico che si scalda quattro volte più velocemente del resto del pianeta, capire cosa succede alla base della catena alimentare è essenziale per anticipare le trasformazioni degli ecosistemi marini e per costruire strategie di monitoraggio e tutela ambientale più efficaci.
CNR Consiglio Nazionale delle Ricerche
CNR DTA Dipartimento Scienze del Sistema Terra e Tecnologie per l’Ambiente
Ny-Ålesund Research Station
Kings Bay AS
25/05/2026
𝟐𝟓 𝐦𝐚𝐠𝐠𝐢𝐨 𝟏𝟗𝟐𝟖 — 𝟐𝟓 𝐦𝐚𝐠𝐠𝐢𝐨 𝟐𝟎𝟐𝟔. 𝐍𝐨𝐯𝐚𝐧𝐭𝐨𝐭𝐭𝐨 𝐚𝐧𝐧𝐢 𝐟𝐚, 𝐨𝐠𝐠𝐢
Poche ore dopo aver sorvolato il Polo Nord, il dirigibile Italia, comandato dal generale Umberto Nobile, perde quota e si schianta sulla banchisa artica, a circa 100 km a nord-est delle isole Svalbard. Uno dei membri dell'equipaggio muore nell'impatto, altri dieci, tra cui lo stesso , vengono sbalzati sul pack. Gli altri sei rimangono intrappolati nell'involucro del dirigibile, che riprende quota e scompare per sempre.
I superstiti della resistettero sul ghiaccio per settimane, trasmettendo senza sosta il loro SOS grazie alla radio . Il segnale fu captato il 3 giugno da un radioamatore russo, a quasi 2.000 km di distanza. Iniziò così uno dei più grandi soccorsi della storia dell'esplorazione polare.
La spedizione dell'Italia non era solo un'avventura: aveva scopi scientifici precisi, tra cui ricerche oceanografiche, meteorologiche, sul magnetismo terrestre e sulla radioattività atmosferica. Un programma di ricerca che, in un certo senso, non si è mai interrotto.
Oggi la Stazione Artica Dirigibile Italia del CNR porta avanti quello spirito a Ny-Ålesund, dove tutto ebbe inizio.
CNR Consiglio Nazionale delle Ricerche
CNR DTA Dipartimento Scienze del Sistema Terra e Tecnologie per l’Ambiente
CNR Istituto di Scienze Polari
09/05/2026
𝗣𝗿𝗼𝗴𝗲𝘁𝘁𝗼 𝗥𝗘𝗩𝗘𝗔𝗟: 𝗺𝗼𝗻𝗶𝘁𝗼𝗿𝗮𝗿𝗲 𝗹𝗮 𝗿𝗶𝘀𝗽𝗼𝘀𝘁𝗮 𝗺𝗶𝗰𝗿𝗼𝗯𝗶𝗼𝗹𝗼𝗴𝗶𝗰𝗮 𝗮𝗶 𝗰𝗮𝗺𝗯𝗶𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗶 𝗰𝗹𝗶𝗺𝗮𝘁𝗶𝗰𝗶 𝗶𝗻 𝗔𝗿𝘁𝗶𝗰𝗼
Le alterazioni climatiche rappresentano un fattore determinante per la dispersione di specie batteriche antibiotico-resistenti e potenzialmente patogene in ambienti vulnerabili. Per questo motivo, i ricercatori Manuel Bensi (OGS - Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale) e Carmen Rizzo (Stazione Zoologica Anton Dohrn), supportati dai colleghi del CNR Istituto di Scienze Polari, hanno ampliato le attività di campionamento presso la base artica "Dirigibile Italia".
L’indagine si concentra su tre driver principali:
• L'ingresso di masse d’acqua calda di origine atlantica.
• La fusione dei di fronte al mare.
• Il trasporto mediato dalle .
Le condizioni meteorologiche anomale di quest'anno, caratterizzate da una fusione precoce e da precipitazioni frequenti, rendono le analisi ancora più significative per delineare le dinamiche ecologiche tra i sistemi terrestri e marini in risposta ai fenomeni meteorologici estremi.
Il progetto è stato finanziato da SIOS Knowledge Centre
CNR Consiglio Nazionale delle Ricerche
CNR DTA Dipartimento Scienze del Sistema Terra e Tecnologie per l’Ambiente
Ny-Ålesund Research Station
Kings Bay AS
07/05/2026
𝐃𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐬𝐭𝐫𝐮𝐭𝐭𝐮𝐫𝐚 𝐝𝐞𝐥 𝐦𝐚𝐧𝐭𝐨 𝐧𝐞𝐯𝐨𝐬𝐨 𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐦𝐢𝐜𝐫𝐨𝐛𝐢𝐨𝐥𝐨𝐠𝐢𝐚: 𝐢𝐥 𝐩𝐫𝐨𝐠𝐞𝐭𝐭𝐨 𝐅𝐋𝐀𝐒𝐇𝐒𝐓𝐈𝐂𝐊 𝐚 𝐍𝐲-𝐀̊𝐥𝐞𝐬𝐮𝐧𝐝!
La è un mezzo dinamico e complesso. La sua evoluzione, dettata dall'umidità e dalla temperatura, gioca un ruolo cruciale nella trasmissione della radiazione luminosa. Ma in che modo la forma dei grani di neve influenza questo processo?
Il progetto , guidato da Valentina Raspagni (dottoranda in scienze polari presso Università Ca' Foscari Venezia) in collaborazione con i ricercatori del CNR Istituto di Scienze Polari, e Norsk Polarinstitutt, cerca risposte a queste domande tra i ghiacciai di Svalbard. Utilizzando sonde ottiche avanzate, sviluppate dall' e testate in camere fredde, il team registra la propagazione della luce a diverse profondità.
Questi dati sono essenziali per chiarire i processi di trasferimento radiativo, con ricadute dirette sugli studi di e di . Un lavoro d'eccellenza che apre la strada al programma , vincitore del SIOS Knowledge Centre Innovation Award 2025.
Foto di: Mark Zetec
CNR Consiglio Nazionale delle Ricerche CNR DTA Dipartimento Scienze del Sistema Terra e Tecnologie per l’Ambiente
Ny-Ålesund Research Station Kings Bay AS
05/05/2026
𝐒𝐏𝐑𝐈𝐍𝐆 – 𝐏𝐫𝐢𝐦𝐞 𝐚𝐭𝐭𝐢𝐯𝐢𝐭𝐚̀ 𝐬𝐮𝐥 𝐜𝐚𝐦𝐩𝐨 𝐢𝐧 𝐀𝐫𝐭𝐢𝐜𝐨
Nella settimana 27 aprile – 4 maggio, nell’ambito del progetto – SuPerficial and ground-wateR systems Interaction and evolutioN in a meltinG Arctic Region, finanziato dal Programma di Ricerche in Artico ( ),sono state realizzate le prime operazioni di campo fondamentali per lo studio dei sistemi idrici in ambiente artico.
𝑳𝒆 𝒂𝒕𝒕𝒊𝒗𝒊𝒕𝒂̀ 𝒔𝒗𝒐𝒍𝒕𝒆
Sono stati installati cinque nuovi , profondi 5 metri, installati accanto a quelli esistenti del progetto (PRA21), con il supporto di Kingsbay e Dirigibile Italia. Questi strumenti consentiranno di monitorare in modo continuo le dinamiche delle acque sotterranee. Contestualmente, sono stati raccolti campioni di terreno a diverse profondità per analizzarne caratteristiche fisiche e composizionali. Da questi campioni sono state inoltre estratte in laboratorio alcune aliquote di acqua.
𝑶𝒃𝒊𝒆𝒕𝒕𝒊𝒗𝒐 𝒅𝒆𝒍𝒍’𝒂𝒕𝒕𝒊𝒗𝒊𝒕𝒂̀
Comprendere come interagiscono acque superficiali e sotterranee in un ambiente artico in rapido cambiamento climatico-idrologico, con particolare attenzione agli effetti della fusione del .
𝑷𝒆𝒓𝒄𝒉𝒆́ 𝒆̀ 𝒊𝒎𝒑𝒐𝒓𝒕𝒂𝒏𝒕𝒆
L’Artico sta cambiando più velocemente di qualsiasi altra regione del pianeta. Studiare questi sistemi è essenziale per comprendere i meccanismi che regolano il ciclo dell’acqua, la disponibilità idrica e le dinamiche ambientali in risposta al riscaldamento globale.
𝑰𝒎𝒑𝒂𝒕𝒕𝒐 𝒂𝒕𝒕𝒆𝒔𝒐
I dati raccolti contribuiranno a modelli più accurati dei processi idrologici, con ricadute dirette sullo sviluppo di strategie di adattamento.
Seguiteci per aggiornamenti sulle prossime fasi del progetto!
-SPRING
Dipartimento di Scienze della Terra - DST Pisa
CNR Consiglio Nazionale delle Ricerche
CNR DTA Dipartimento Scienze del Sistema Terra e Tecnologie per l’Ambiente
Ministero dell'Università e della Ricerca
Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale
Ny-Ålesund Research Station
Kings Bay AS
02/05/2026
Dal 17 al 27 aprile, i ricercatori del CNR Istituto di Scienze Polari, in collaborazione con personale OGS - Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale hanno condotto la campagna nel Kongsfjorden, alle isole Svalbard.
Obiettivo: calibrare e validare i sensori biogeochimici installati sugli ancoraggi del Sistema Osservativo Marino artico, parte delle infrastrutture e . Solo sensori accuratamente calibrati permettono misure confrontabili nel tempo e tra diverse infrastrutture e sono la base su cui costruiamo una comprensione affidabile degli oceani. Durante la campagna, il confronto tra dati strumentali e campioni reali ha riguardato sensori di temperatura, conducibilità, nitrati, clorofilla e torbidità.
Ma l'Artico ci ha riservato anche qualche sorpresa: condizioni insolite per aprile, con un'intrusione eccezionale di acqua atlantica nello strato superficiale, una che ha alzato bruscamente le temperature di aria e acqua, e un'accelerazione del deflusso superficiale causata dalla fusione precoce della neve.
Osservare questi fenomeni con strumenti ben calibrati non è un dettaglio tecnico: è ciò che ci permette di distinguere il segnale dal rumore, e di capire davvero cosa sta cambiando nell'Artico.
🔬 Dati di qualità, oggi, per proteggere il di domani.
CNR Consiglio Nazionale delle Ricerche
CNR DTA Dipartimento Scienze del Sistema Terra e Tecnologie per l’Ambiente
Ny-Ålesund Research Station
Kings Bay AS
SIOS Knowledge Centre
U.S. Integrated Ocean Observing System
30/04/2026
𝐋𝐚 𝐧𝐞𝐯𝐞 𝐧𝐨𝐧 𝐞̀ 𝐬𝐨𝐥𝐨 𝐚𝐜𝐪𝐮𝐚 𝐠𝐡𝐢𝐚𝐜𝐜𝐢𝐚𝐭𝐚. 𝐄̀ 𝐮𝐧 𝐚𝐫𝐜𝐡𝐢𝐯𝐢𝐨.
Quello che sembra un manto candido e silenzioso è in realtà un sistema che assorbe e registra tutto ciò che arriva dall'atmosfera — comprese particelle microscopiche invisibili a occhio n**o, ma capaci di cambiare il modo in cui la neve reagisce alla luce del sole.
Con il progetto 𝐁𝐑𝐢𝐂𝐤 — 𝐁𝐮𝐢𝐥𝐝𝐢𝐧𝐠 𝐤𝐧𝐨𝐰𝐥𝐞𝐝𝐠𝐞 𝐨𝐧 𝐁𝐫𝐨𝐰𝐧 𝐂𝐚𝐫𝐛𝐨𝐧 𝐢𝐧 𝐒𝐯𝐚𝐥𝐛𝐚𝐫𝐝 𝐬𝐧𝐨𝐰 𝐚𝐧𝐝 𝐢𝐜𝐞 stiamo studiando il 𝐁𝐫𝐨𝐰𝐧 𝐂𝐚𝐫𝐛𝐨𝐧, una componente organica poco conosciuta che assorbe la luce (soprattutto nell'UV e nel visibile) e contribuisce a scurire la superficie nevosa, riducendone la capacità riflettente (l'albedo). 𝐌𝐞𝐧𝐨 𝐫𝐢𝐟𝐥𝐞𝐬𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐬𝐢𝐠𝐧𝐢𝐟𝐢𝐜𝐚 più energia assorbita, e quindi 𝐮𝐧'𝐚𝐜𝐜𝐞𝐥𝐞𝐫𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐢 𝐩𝐫𝐨𝐜𝐞𝐬𝐬𝐢 𝐝𝐢 𝐟𝐮𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐢 𝐧𝐞𝐯𝐞 𝐞 𝐠𝐡𝐢𝐚𝐜𝐜𝐢𝐨.
La campagna di ricerca si è concentrata sui 𝐠𝐡𝐢𝐚𝐜𝐜𝐢𝐚𝐢 𝐊𝐨𝐧𝐠𝐬𝐯𝐞𝐠𝐞𝐧 𝐞𝐝 𝐄𝐝𝐢𝐭𝐡𝐛𝐫𝐞𝐞𝐧, e sul campo neve di 𝐆𝐫𝐮𝐯𝐞𝐛𝐚𝐝𝐞𝐭 alle Svalbard, durante un periodo caratterizzato da temperature insolitamente alte e intensi episodi di pioggia su neve (𝐑𝐚𝐢𝐧 𝐨𝐧 𝐒𝐧𝐨𝐰). Abbiamo raccolto campioni di neve e carote di ghiaccio che verranno analizzati con tecniche ottiche e chimiche avanzate.
Il progetto nasce dalla collaborazione tra istituti di ricerca in Italia, Norvegia e Finlandia, ed è finanziato dal Research Council of Norway tramite l'Arctic Field Grant.
Università Ca' Foscari Venezia Università degli Studi di Perugia CNR Istituto di Scienze Polari CNRS
Ny-Ålesund Research Station Kings Bay AS NPI Glaciology Norsk Polarinstitutt
CNR Consiglio Nazionale delle Ricerche CNR DTA Dipartimento Scienze del Sistema Terra e Tecnologie per l’Ambiente
23/04/2026
Our team from CNR Istituto di Scienze Polari and Università degli Studi di Perugia is contributing to document this at the Ny-Ålesund Research Station.
CNR Consiglio Nazionale delle Ricerche
CNR DTA Dipartimento Scienze del Sistema Terra e Tecnologie per l’Ambiente
Kings Bay AS
22/04/2026
Un aprile insolito a Ny-Ålesund. La neve dovrebbe ancora dominare il paesaggio in questo periodo. Al contrario le giornate sono caratterizzate da temperature sopra la media e piogge frequenti. 🌡️🌧️
In questo scenario di cambiamento il team composto da Andrea Spolaor e Federico Scoto di CNR Istituto di Scienze Polari e David Cappelletti dell' Università degli Studi di Perugia, con il supporto dei colleghi di CNRS e Norsk Polarinstitutt, è impegnato sul campo per i progetti e .
L'obiettivo? Monitorare la copertura nevosa e i circostanti. Capire come il manto nevoso reagisce agli eventi di "rain-on-snow" ( su ) è cruciale: questi episodi modificano rapidamente la struttura fisica e chimica della neve, influenzando la fusione primaverile e l'intero ecosistema artico. ❄️🔬
Studiare questi mutamenti è il primo passo per proteggere l'equilibrio del nostro pianeta. Un impegno che portiamo avanti ogni giorno, specialmente in occasione della Giornata Internazionale della Terra.
CNR Consiglio Nazionale delle Ricerche CNR DTA Dipartimento Scienze del Sistema Terra e Tecnologie per l’Ambiente
Kings Bay AS Ny-Ålesund Research Station
31/03/2026
Dai paesaggi Artici alla comprensione dei processi che influenzano il clima del pianeta❄️
Dal 20 al 30 marzo, i ricercatori Marco Potenza e Claudio Artoni, rispettivamente dell’ Università degli Studi di Milano e Università degli Studi di Milano-Bicocca, hanno svolto la consueta attività annuale presso la Stazione Artica Dirigibile Italia del CNR, dove gli strumenti installati monitorano costantemente le polveri atmosferiche, analogamente a quanto avviene alla Stazione Concordia in .
Dal 2020, due strumenti sviluppati nel Laboratorio di Strumentazione Ottica dell’Università degli Studi di Milano misurano con precisione come la luce penetra nella neve e come la presenza di polveri ne modifichi la riflettanza.
Durante la spedizione sono stati raccolti numerosi campioni di neve dai ghiacciai della pen*sola artica, che verranno poi analizzati presso il laboratorio dell’Università di Milano-Bicocca.
Lo scopo della missione è quello di proseguire gli studi sulle polveri atmosferiche, un tassello fondamentale del progetto , finanziato dal ItaliAntartide ( ).
Un lavoro prezioso per meglio comprendere i meccanismi che regolano il bilancio energetico del pianeta e i processi che influenzano l’evoluzione del clima globale.
📷 Seguite Dirigibile Italia per scoprire altre storie di ricerca e di vita tra i ghiacci.
CNR Consiglio Nazionale delle Ricerche | CNR DTA Dipartimento Scienze del Sistema Terra e Tecnologie per l’Ambiente | CNR Istituto di Scienze Polari
Ny-Ålesund Research Station | Kings Bay AS