28/08/2026
Avete sentito che la nuova ciclabile verso si farà? Queste notizie ci fanno davvero contenti.
La Regione ha già stanziato 155.000 euro e altrettanti ne metterà il Comune: un investimento complessivo importante, quasi il doppio di quello preventivato originariamente, ma l’importante è portare a casa il progetto.
Una domanda, però, ci sembra inevitabile: come vengono gestite le infrastrutture che abbiamo già?
Nel maggio 2025 venivano segnalate le condizioni della ciclabile di via Risorgimento, che collega Palazzo Pignano a Scannabue. Nel tempo, numerosi paletti della barriera parapedonale erano stati divelti senza essere mai sostituiti.
A distanza di oltre un anno, la situazione è peggiorata, se oggi facciamo quattro passi lungo la ciclabile vediamo che l’incuria si è estesa anche alla gestione del verde: infatti, la vegetazione è libera di crescere senza controllo, al punto che una delle panchine lungo la ciclabile è ormai completamente sommersa dalle piante.
A questi problemi si aggiunge la questione della ciclabile di via Giambattista Benzoni, verso Torlino, dove, anche in questo caso, la barriera parapedonale è stata danneggiata in seguito a incidenti e mai ripristinata. Anzi, se i cittadini volessero controllare, i pali sono rimasti ancora lì, piegati e pericolanti, con alcuni elementi che pendono verso la strada e altri direttamente sulla ciclabile.
Come Civitas siamo assolutamente favorevoli alla nuova ciclabile verso Pandino e siamo contenti che, dopo anni, si sia arrivati finalmente a realizzare qualcosa. Ci aspettiamo però che la stessa attenzione venga riservata anche alle infrastrutture che il paese utilizza già oggi.
Dopo cinque anni di amministrazione, ci chiediamo se questa giunta riuscirà finalmente a portare a termine almeno una delle opere inserite nelle proprie promesse elettorali e, soprattutto, se sarà in grado di occuparsi della loro manutenzione una volta realizzate.
E oggi, purtroppo, una panchina sommersa dalla vegetazione e dei pali pericolanti lungo una pista ciclabile raccontano una storia diversa