05/12/2025
Cpo presente all’evento ringrazia gli organizzatori per la sensibilità ed i relatori per la partecipazione
Nasciamo con l’intenzione di sostenere e creare eventi per informare la cittadinanza
05/12/2025
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24/11/2025
Noi ci siamo
Fossano: un anno di Commmissione pari opportunità - La Fedeltà Il 2025 è stato un anno intenso e ricco di appuntamenti per la Commissione pari opportunità (Cpo), che ha proposto un programma variegato, capace di unire cultura, partecipazione e riflessione sui temi dell’uguaglianza e del ruolo delle donne nella società. L’anno si è aperto a gennaio con l...
24/11/2025
23/10/2025
Da bambina, Maria Montessori non amava studiare.
Si distraeva, sognava, organizzava piccoli spettacoli per le compagne di classe.
La scuola, quella di fine Ottocento, era un recinto rigido dove la curiosità non trovava posto.
Lei, curiosa lo era per natura. Ma non per ciò che le imponevano di imparare.
Poi, a quattordici anni, qualcosa cambiò.
Abbandonò il teatro, prese in mano i libri, e cominciò a studiare con una determinazione che stupì tutti.
Voleva fare l’ingegnere. Poi scelse medicina.
In un’Italia che non era fatta per le donne, Maria Montessori scardinò un muro dopo l’altro.
Nel 1896 divenne una delle prime donne medico del Paese.
E nei reparti psichiatrici, tra bambini dimenticati e chiamati “irrecuperabili”, intuì una verità semplice e rivoluzionaria:
non erano loro il problema. Era il mondo intorno a loro.
Bastava offrire stimoli, gioco, libertà. Bastava ascoltarli.
Così nacque il suo metodo.
Nel 1907, in un quartiere povero di Roma, aprì la prima Casa dei Bambini.
Tolse i banchi rigidi, portò piccoli mobili, materiali sensoriali, luce, spazio.
I bambini potevano muoversi, scegliere, toccare, scoprire.
Non era più il bambino ad adattarsi alla scuola. Era la scuola ad adattarsi al bambino.
Da quell’esperimento nacque una rivoluzione.
Albert Einstein, Thomas Edison, Gandhi — tutti riconobbero in lei una pioniera.
Perché Montessori non cambiò solo l’istruzione: cambiò l’idea stessa di infanzia.
Vedeva in ogni bambino un universo in espansione, e nella libertà il primo passo verso la pace.
Durante il fascismo, rifiutò di piegare la sua pedagogia al regime.
Fu censurata, poi esiliata.
Ma non smise mai di insegnare, nemmeno durante la guerra.
Morì nel 1952, a 81 anni.
Oggi migliaia di scuole portano il suo nome e il suo metodo.
Il suo lascito è semplice e profondo:
l’educazione non è addestramento, è rispetto.
E anche una bambina che odiava la scuola può finire per cambiare il modo in cui il mondo impara.
Viaggio nella Storia
“Ritratto giovanile attribuito a Maria Montessori”
06/10/2025
R- WOMAN AFGHANISTAN