22/05/2026
Abano tra rapine, degrado e comunicati rassicuranti
Certo, quello di ieri in via Savioli è stato un episodio grave.
Talmente grave da spaventare parecchi cittadini.
E non potrebbe essere altrimenti: quando una rapina violenta entra nelle case, non ruba soltanto oggetti, ma anche quella sensazione di tranquillità che una città come Abano ha sempre venduto quasi come marchio turistico.
Ma sarebbe ipocrita fingere che si tratti di un fulmine a ciel sereno.
I furti nelle abitazioni ormai sono da tempo diventati quasi una voce stabile del paesaggio urbano aponense.
Una specie di servizio collaterale non richiesto. Come le buche stradali, ma con meno manutenzione.
Le razzie avvengono quasi sempre quando i proprietari sono assenti.
In via Savioli, invece, le cose sono andate diversamente, fra strattoni, violenze e intimidazioni ai danni del proprietario.
E proprio per questo la vicenda ha lasciato il segno.
Poi ci sono gli episodi che qualcuno continua ostinatamente a definire “ragazzate”, come se il degrado urbano fosse una simpatica fase adolescenziale.
In via Donati, nell’area del Centro Comunale, dopo uno spettacolo musicale è andato in scena un intrattenimento parallelo: lanci di uova, verdura, bottiglie di birra e altri oggetti. Mancavano solo i popcorn ed il patrocinio culturale.
Eppure non stiamo parlando di fatti isolati.
Da tempo commercianti e residenti segnalano situazioni sempre più pesanti.
Alcuni esercenti nel 2024 hanno perfino scritto a Prefetto, Carabinieri e Sindaco denunciando ciò che accade nell’area di San Lorenzo, soprattutto vicino al supermercato Aldi: gruppi di minorenni che fino a tarda notte trasformano la zona in una succursale rumorosa di un luna park alcolico, tra schiamazzi, bottiglie e rifiuti disseminati ovunque.
Un modello innovativo di riqualificazione urbana, evidentemente.
Naturalmente nessuno pensa di vivere su Marte.
Il degrado esiste in tutte le città.
Anche ad Abano, nonostante certe narrazioni del Sindaco da brochure termale, dove tutto profuma di lavanda e senso civico.
Però una domanda sarebbe lecita: amministrare significa soltanto tagliare nastri, pubblicare sorrisi sui social e inaugurare piste ciclabili?
Oppure anche prevenire situazioni che stanno lentamente deteriorando la qualità della vita?
Perché il punto vero è questo: la sicurezza non si garantisce con i post rassicuranti.
Servono presenza, controlli, coordinamento, presenza sulle strade, e soprattutto la volontà politica di affrontare i problemi prima che diventino normalità.
Certo, anche noi cittadini dobbiamo fare la nostra parte, segnalando anomalie e collaborando con le forze dell’ordine.
Ma il compito di guidare, coordinare e decidere spetta a chi è stato eletto.
Altrimenti il rischio è che Abano continui a raccontarsi come una tranquilla città termale mentre i cittadini, la sera, cominciano a controllare due volte se hanno chiuso bene la porta di casa.
Una forma di turismo emotivo decisamente meno rilassante.
Circolo Fratelli d'italia Abano T. 🇮🇹
Pres. Daniele Donolato
Cons. Bruno Carraro

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