28/05/2026
🟡🍋 Sicilia: il virus CYVCV negli agrumi è difficile da eradicare. Serve massima attenzione
La recente conferma del Citrus Yellow Vein Clearing Virus (CYVCV) in Spagna, dopo i casi già rilevati in Italia (Campania e Lazio), indica che questo patogeno emergente si sta diffondendo rapidamente nel Mediterraneo.
Le colture più sensibili sono limone, lime e arancio amaro.
🔶 Perché è un rischio anche per la Sicilia:
• il virus si trasmette facilmente tramite afidi, mosche bianche e attrezzi contaminati
• gli isolati italiani e spagnoli sono geneticamente molto simili, segno di movimenti recenti di materiale vegetale
• una volta insediato, l’eradicazione è molto difficile
• i vivai europei stanno già rafforzando controlli e RT‑PCR su tutti i lotti
🔶 Cosa è fondamentale fare ora:
• mantenere alta la biosicurezza nei vivai e negli agrumeti
• disinfettare attrezzi e attrezzature durante potature e innesti
• monitorare sintomi sospetti (clorosi nervale gialla)
• utilizzare solo materiale certificato e tracciabile
• segnalare tempestivamente eventuali anomalie
🔶 Messaggio chiave:
Il CYVCV non è aggressivo come HLB, ma la sua facilità di diffusione lo rende un rischio reale per il patrimonio agrumicolo siciliano.
La prevenzione è l’unica strategia efficace.
18/05/2026
arancio Tarocco Meli in gestione convenzionale
E' iniziato il secondo momento migliore dell'anno per rilascio aumentativo, posizionamento degli erogatori per la confusione sessuale e primo posizionamento di trattamento preferibilmente a base di oli paraffinici, finirà a fine maggio metà giugno: catture al di sopra di dieci adulti svernanti di cocciniglia rossa in totale sono da considerare a rischio
17/04/2026
🌱 Ammendanti organici (a.o.) negli agrumeti: benefici reali, misurabili e duraturi
Le prove condotte mostrano risultati molto chiari: l’uso di ammendanti organici, in particolare il compost, rappresenta un investimento che ripaga nel tempo.
📈 Ritorno economico elevato
In alcuni siti, come Loxton North, ogni dollaro investito nell’applicazione di 40 m³/ha di compost ha generato circa 5 dollari di ritorno. In generale, i benefici economici osservati variano tra 1,90 e 5,38 dollari per dollaro investito.
“Per ogni dollaro investito… è stato realizzato un ritorno di circa 5 dollari.” (dal documento)
🍊 Aumento della produzione
Gli agrumeti trattati con compost hanno registrato rese significativamente superiori rispetto ai controlli, con più frutti per ettaro e maggiore qualità commerciale.
💧 Uso più efficiente delle risorse
Il compost migliora la struttura del suolo, aumentando l’efficienza nell’uso di acqua e nutrienti. Questo si traduce in minori costi di irrigazione e fertilizzazione e in una gestione più sostenibile.
🌍 Benefici che durano nel tempo
Gli effetti positivi non si esauriscono nel breve periodo: i miglioramenti nella salute del suolo e nella qualità dei frutti possono proseguire per almeno cinque anni, anche con applicazioni successive a dosi ridotte.
💡 Un investimento strategico
Le analisi costi-benefici confermano che gli ammendanti organici sono una scelta economicamente vantaggiosa e agronomicamente solida, soprattutto in un contesto in cui qualità, sostenibilità e redditività devono procedere insieme.(foto: terreni argillosi necessitano di a.o. per aumentare l'ossigeno a disposizione delle radici)
27/03/2026
🌿 Buone pratiche per evitare la contaminazione delle acque con prodotti fitosanitari
L'uso dei prodotti fitosanitari è fondamentale per proteggere le colture e garantire produzioni di qualità. Tuttavia, se non impiegati correttamente, possono contribuire alla contaminazione diffusa delle masse d’acqua, con rischi per ambiente, salute e produzione agricola.
✅ Requisiti obbligatori
Utilizzare solo prodotti autorizzati e registrati.
Applicazioni eseguite esclusivamente da operatori con patentino.
Attrezzature registrate e ispezionate.
Rispettare distanze di sicurezza: almeno 30 m da punti e masse d’acqua.
Mai riempire i serbatoi direttamente da pozzi o corsi d’acqua senza antiritorno.
Non trattare con vento > 3 m/s e mai fuori bersaglio.
Mantenere una banda di sicurezza di 10 m dalle acque superficiali.
Pozzi protetti durante i trattamenti.
50 m di distanza dalle zone di rischio (pozzi e acque per consumo).
Vietato lo scarico dei residui di miscela nell’ambiente.
🌱 Buone pratiche consigliate
Ridurre al minimo la deriva:
pressione adeguata,
ugelli antideriva,
barra bassa e protetta,
velocità del trattore corretta.
Usare la dose minima efficace e coadiuvanti per migliorare l’efficacia.
Evitare trattamenti prima di piogge intense, soprattutto con erbicidi.
Favorire coperture vegetali e mantenere la vegetazione spontanea lungo le rive.
www.mase.gov.it
27/02/2026
🔬 La giustizia chiude il caso Xylella: piena riabilitazione per i ricercatori del CNR e ispettori fitosanitari del SFR della Puglia
Dopo oltre dieci anni, il Tribunale di Bari ha archiviato definitivamente il procedimento contro ricercatori e ispettori fitosanitari, riconoscendo l’assenza totale di responsabilità penale nella diffusione di Xylella fastidiosa in Puglia.
La decisione mette fine a una vicenda che li aveva ingiustamente colpiti, proprio loro che, fin dall’inizio, avevano identificato il batterio, sequenziato il genoma, sviluppato i protocolli diagnostici e individuato gli insetti vettori .
🌿 Cosa era accaduto
Nel 2013 la sottospecie pauca viene rilevata in Puglia, causando la morte di milioni di ulivi. Nonostante le evidenze scientifiche indicassero un’origine centroamericana del ceppo, alcuni ricercatori furono accusati di aver introdotto il batterio durante un corso del 2010.
Le indagini successive dimostrarono che:
il ceppo pugliese era identico a quello presente in Costa Rica;
i ricercatori non avevano partecipato al corso contestato;
i batteri utilizzati provenivano da viti californiane e non erano patogeni per l’olivo .
🧭 Perché questa sentenza è importante
Restituisce pienamente integrità morale e professionale agli scienziati coinvolti.
Riafferma il valore della conoscenza scientifica nelle decisioni pubbliche.
Evidenzia i rischi della disinformazione e delle narrazioni complottiste che, in questo caso, portarono persino alla sospensione delle misure di contenimento, favorendo la diffusione del batterio .
Ricorda quanto sia essenziale proteggere chi lavora per la salute delle piante e per la sicurezza fitosanitaria.
🌱 Un messaggio per il futuro
Questa vicenda mostra quanto sia ancora necessario rafforzare la cultura scientifica nella società e nelle istituzioni, affinché le decisioni che riguardano il territorio e l’agricoltura si basino su fatti, non su opinioni o pressioni emotive .
19/02/2026
Che cos’è CYVCV
Citrus yellow vein clearing virus (CYVCV) è un virus emergente degli agrumi, osservato per la prima volta in Pakistan nel 1988 su limone (Citrus limon) e arancio amaro (C. aurantium). Successivamente è stato rilevato in India (1997), Turchia (2000), Cina (2009), Iran, Corea e altri Paesi asiatici, mostrando una progressiva espansione.
Rilevamenti recenti:
California (2022): prima segnalazione fuori dall’Asia.
Italia (2024): diversi agrumi sintomatici in un giardino privato campano.
Spagna (2025): primi sintomi su limone, con conferma in Catalogna e Comunità Valenciana.
CYVCV appartiene al genere Potexvirus e provoca sintomi fogliari molto caratteristici: marcato schiarimento delle nervature (gialla intensa), distorsioni fogliari, macchie anulari e, nei casi avanzati, necrosi delle venature. Nei limoni colpiti, i frutti possono presentare deformazioni, irregolarità esterne e perdita di qualità commerciale.
Studi internazionali indicano riduzioni produttive in limoneti. In arancio e mandarino di solito non causa sintomi, ma queste specie possono fungere da riserva.
Non esistono trattamenti curativi: una pianta infetta rimane tale per tutta la vita e può fungere da fonte di inoculo. Il virus si trasmette tramite innesto, strumenti di taglio contaminati e insetti vettori, rendendo difficile contenerne la diffusione.
Dal 2022 CYVCV è incluso nella Lista di Allerta EPPO, pur non essendo regolamentato come organismo da quarantena nell’UE.
🟡 Specie colpite
CYVCV infetta la maggior parte delle specie, cultivar e ibridi di agrumi, ma i sintomi sono descritti solo su:
Limone (C. limon)
Arancio amaro (C. aurantium)
Limetta (C. latifolia)
È stato rilevato in modo asintomatico su mandarino, arancio, ibridi e ornamentali.
Segnalato anche un caso su vite (Vitis vinifera) in Turchia, associato a necrosi fogliari e riduzione della crescita.
Può essere presente anche in piante spontanee asintomatiche che fungono da reservoir:
Malva sylvestris
Ranunculus arvensis
Sinapis arvensis
Solanum nigrum
🟠 Come si diffonde
Vie di trasmissione:
Insetti vettori:
Aphis spiraecola, A. aurantii, A. craccivora, A. gossypii e la mosca bianca Dialeurodes citri.
Questi insetti sono comuni e abbondanti nelle nostre coltivazioni.
Materiale vegetale infetto: piantine, marze, gemme, talee.
Strumenti di taglio contaminati.
Non esiste evidenza di trasmissione tramite seme.
🔴 Sintomi e danni
Sintomi caratteristici su limone, limette e arancio amaro:
Clorosi molto accentuata delle nervature, soprattutto secondarie.
Bolle e arricciamenti fogliari.
Macchie clorotiche ad anello, imbrunimenti e necrosi delle nervature nella pagina inferiore.
Nel limone possono comparire anche:
deformazioni dei frutti,
riduzione del calibro,
perdita di qualità.
In infezioni gravi: indebolimento della pianta e riduzione della produzione.
La severità dei sintomi varia con:
varietà,
ceppo virale,
condizioni ambientali (minore intensità in estate).
🟩 Raccomandazioni per la prevenzione
Utilizzare materiale certificato e controllato ufficialmente.
17/02/2026
🟠 Aleurocanthus spiniferus: nuove misure fitosanitarie in Sicilia
Aleurocanthus spiniferus (mosca bianca spinosa degli agrumi) è un organismo nocivo rilevante per l’Unione europea e, negli ultimi anni, ha causato danni significativi a agrumi, fico, vite, ornamentali e numerose specie spontanee.
Il Servizio Fitosanitario della Regione Siciliana ha aggiornato le misure di eradicazione e contenimento a seguito dei nuovi focolai rilevati sul territorio, come previsto dal D.D.G. n. 11374 dell’11 dicembre 2025 (GURS 5 2026).
🔍 Perché è un organismo pericoloso
Le infestazioni possono ricoprire completamente le foglie con fumaggine nera, riducendo fotosintesi e vigore delle piante.
L’insetto si diffonde facilmente tramite materiale vegetale, mezzi agricoli e movimentazione di piante ospiti.
Colpisce sia colture produttive sia il verde ornamentale, con impatti economici e paesaggistici.
📍 Cosa prevedono le nuove misure
Le azioni si applicano nelle aree delimitate aggiornate dal Regolamento di esecuzione (UE) 2025/1075 e comprendono:
Eradicazione nei nuovi focolai: rimozione e distruzione del materiale vegetale gravemente infestato.
Contenimento nelle aree già infestate: trattamenti mirati, gestione della vegetazione ospite e monitoraggio continuo.
Obblighi per i proprietari e conduttori: collaborazione con il Servizio Fitosanitario, accesso ai fondi, esecuzione degli interventi prescritti.
Controlli ufficiali su vivai, punti vendita e movimentazione delle piante ospiti.
🧭 Come riconoscerlo
Adulto nero con macchie bianche sulle ali.
Neanidi e pupe con tipiche spine marginali.
Presenza di melata e fumaggine molto abbondanti.
📞 Cosa fare se sospetti un’infestazione
Segnala tempestivamente al Servizio Fitosanitario Regionale: la rapidità è fondamentale per limitare la diffusione dell’insetto.
12/02/2026
🌧️🍊 Allupatura degli agrumi
Con l’arrivo delle piogge aumenta il rischio da Phytophthora che colpisce soprattutto i frutti nelle parti basse della chioma.
🌱 Cosa fare in campo
Evitare ristagni d’acqua: sono l’ambiente ideale per lo sviluppo del patogeno.
Limitare gli schizzi di pioggia dal terreno verso i frutti.
Potare leggermente le parti basse della chioma o sollevare i rami inferiori: più distanza dal suolo = meno rischio.
Mantenere una copertura vegetale (come Oxalis spp.) in autunno: aiuta a “smorzare” la pioggia e riduce la diffusione dei propaguli.
🧪 Trattamenti
I fungicidi di contatto funzionano bene, ma solo se applicati prima delle piogge.
I fungicidi sistemici proteggono e curano anche le infezioni recenti: fosfonati e metalaxyl per esempio.
Usare sempre prodotti fitosanitari autorizzati