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COMUNICATO STAMPA DEI CONSIGLIERI COMUNALI DI OPPOSIZIONETerme: fatti e realismo per la comunitàNOTA DI LETTURA PER IL C...
27/08/2026

COMUNICATO STAMPA DEI CONSIGLIERI COMUNALI DI OPPOSIZIONE
Terme: fatti e realismo per la comunità
NOTA DI LETTURA PER IL CITTADINO
Questo documento richiede circa 5 minuti di lettura. È stato redatto per essere una guida di consultazione. Potete salvarlo, stamparlo o leggerlo con calma. Come consiglieri di opposizione, abbiamo scelto la strada della trasparenza totale: abbiamo messo da parte la propaganda e analizzato esclusivamente gli ATTI FORMALI, le delibere e i documenti ufficiali.

Non passa giorno senza che i cittadini ci fermino per strada per chiedere aggiornamenti sulla situazione delle Terme. Sentiamo il disorientamento di una comunità che riceve informazioni frammentarie, spesso slegate tra loro o troppo generiche. In una vicenda così complessa e vitale per Acqui, crediamo che la politica debba rimettere al centro l'onestà dei fatti.
Il nostro compito come consiglieri di opposizione, pur muovendoci in modo autonomo e senza vincoli di alleanza, è fare chiarezza. Non intendiamo commentare le dichiarazioni recepite dai giornali o rilasciate dal Sindaco; preferiamo analizzare gli atti amministrativi e i documenti ufficiali.
Per questo abbiamo presentato un'interrogazione a risposta scritta: l’Ente ha risposto e sulla base dell'analisi degli atti e delle risposte scritte ricevute, emerge il quadro che intendiamo sintetizzare in questo documento, omettendo volutamente alcuni elementi, non irrilevanti, che riteniamo delicati in quanto legati alle pendenze giudiziarie in corso.
PRIMA PARTE: IL QUADRO NORMATIVO
La reale comprensione dello stato attuale richiede una ricostruzione che molti dei lettori già conoscono bene, ma che pare necessario riprendere per comodità di lettura.
L'intero sistema di utilizzo delle acque termali si poggiava storicamente su tre distinte concessioni nate nel 1935: due di natura "perpetua" relative alle sorgenti storiche (la concessione "Bollente" in centro e la concessione "Vascone" nella zona dei Bagni) e una terza, novantennale, estesa all'intero territorio comunale di Acqui e Visone, di fatto mai utilizzata e giunta a naturale decadenza nel 2025.
Questo assetto quasi centenario è stato superato dall'intervento del legislatore regionale. Nel 2023, la Regione Piemonte ha approvato una specifica norma (Legge Regionale 3 del 2023 art. 117) che ha cancellato il principio della perpetuità delle concessioni minerali e termali. La nuova legge ha fissato la durata massima di tali diritti in vent'anni, facendoli decorrere dal 2006 (anno di entrata in vigore del Testo Unico delle Acque Pubbliche). Ne consegue la scadenza ad aprile 2026 per quelle perpetue, mentre quella novantennale scadeva naturalmente nel 2025.
Inoltre, con un ulteriore passaggio nel giugno 2025, la Regione Piemonte ha approvato una legge istitutiva del Polo Termale Acquese con cui ha delegato direttamente il Comune di Acqui Terme (unico in Regione) a gestire il rilascio e il rinnovo delle concessioni, trasferendo formalmente tale competenza dalla Provincia all'amministrazione comunale.
Da quel momento, il Comune è diventato l'unico titolare del procedimento, pur nella necessità di muoversi di concerto con la Regione (che è e rimane la proprietaria delle acque nonchè titolare della competenza in materia sanitaria) e la Provincia, che mantiene compiti residui (ed è per questo che ha promosso lo studio geologico di cui parleremo in seguito).
Per gestire questa transizione e garantire la continuità della prestazione sanitaria (anche mediante utilizzo di locali del Comune, di cui tratteremo successivamente), la Regione nel 2026 ha stanziato a favore del Comune un fondo straordinario di 750 mila euro in tre anni.
È in questo quadro di transizione che si inseriscono le azioni legali promosse dalla società Terme di Acqui Spa, le quali si muovono su binari separati:
Il ricorso al TAR Piemonte: La società ha impugnato (il primo ricorso è del settembre 2025) le leggi regionali e gli atti attuativi dei vari enti (Provincia, Comune, Regione) per bloccare la decadenza dei diritti e contestare la scadenza delle concessioni al 2026. Richiede che rimanga lo status quo o, in subordine, che le scadenze siano allungate (20 anni a partire dal 2023, data della nuova legge). In questi ricorsi si solleva anche l'illegittimità costituzionale della norma regionale. La causa è alle battute iniziali: finché non si concluderà questo contenzioso che contesta la proprietà stessa delle concessioni storiche, la situazione rimarrà tecnicamente bloccata. Questo è il nodo giuridico principale che condiziona l'intera vicenda.
Il contenzioso patrimoniale a Genova: Davanti al Tribunale di Genova si discute invece esclusivamente il valore economico delle quote societarie che la società Terme dovrebbe versare al Comune. Questo giudizio economico (si parla di una cifra tra i 750 mila e il milione di euro) non incide sull'assegnazione delle concessioni, ma regolerà unicamente questa partita economica.
Delibera n. 144 del 29 aprile 2026: l'analisi dell'atto di indirizzo
Il Comune si muove sulla questione Terme con un atto fondamentale di indirizzo: la Delibera di Giunta Comunale n. 144, approvata il 29 aprile 2026. Questo atto definisce le linee della fase transitoria e fissa gli indirizzi per il futuro del polo idrotermale.
L'esame oggettivo del testo fa emergere alcune precise risultanze che paiono ridimensionare la narrazione ottimistica della Giunta come appare dai giornali:
L'elemento omesso: La Delibera 144 delinea scenari futuri, parla di bandi di gara e di "ricognizioni di mercato" per attrarre investitori internazionali senza mai citare i ricorsi giudiziari in corso. È evidente che nessun investitore serio parteciperà mai a bandi comunali su risorse idriche il cui utilizzo è bloccato da un ricorso al TAR. Programmare gare senza risolvere prima il nodo legale non offre garanzie al mercato.
Lo scollamento temporale rispetto alla chiusura: La Giunta ha adottato questo atto il 29 aprile 2026, giorno esatto della scadenza delle vecchie concessioni. Tuttavia, la chiusura dell'attività curativa e il conseguente licenziamento collettivo di tutti i dipendenti erano già avvenuti mesi prima, il 5 gennaio 2026. Il Comune è intervenuto con quasi quattro mesi di ritardo rispetto al reale blocco occupazionale e operativo della città, e a 9 mesi da quando ha ricevuto i poteri dalla Regione.
L'impossibilità di procedere con i bandi: Nel testo della delibera, l'Amministrazione ammette esplicitamente di «non essere attualmente nelle condizioni di procedere all’immediato avvio della procedura formale di assegnazione delle concessioni in quanto l’ente non dispone ancora di un quadro patrimoniale, tecnico, sanitario e giuridico sufficientemente definito».
La tempistica delle soluzioni transitorie: Il documento rivela che solo il 25 marzo 2026 il Comune ha chiesto formalmente al concessionario uscente di valutare l'affitto dei locali e delle attrezzature per salvare la stagione sanitaria. Una richiesta ponte arrivata all'ultimo minuto, non sappiamo se prima, durante o dopo le trattative poi naufragate.
Ad oggi quindi ci troviamo nella situazione di stallo che tutti purtroppo conosciamo.
SECONDA PARTE: LE TEMPISTICHE E IL NODO STRATEGICO COMUNE-REGIONE-ASL
Accanto agli atti di indirizzo, esaminiamo l'attività burocratica svolta dal settembre 2025, sempre basandoci sulle carte ufficiali:
I tempi burocratici: La legge regionale di delega è di luglio 2025, ma la Giunta ha chiesto i documenti alla Provincia di Alessandria solo il 29 settembre 2025. Il ritiro materiale dei faldoni è avvenuto il 4 dicembre. Sono passati tre mesi solo per trasferire le carte tra due istituzioni del territorio.
I contatti con il concessionario: L'Amministrazione ha atteso il 6 dicembre 2025 per chiedere un incontro alla società Terme e pianificare la stagione 2026. Un incontro chiesto a ridosso delle vacanze di Natale; la società ha preso tempo e il 5 gennaio 2026 è scattato il licenziamento dei dipendenti. La richiesta ufficiale del Comune per "affittare" i locali e proseguire le cure è arrivata solo il 25 marzo 2026.
Lo slittamento dello studio geologico provinciale: Lo studio idrogeologico della Provincia poteva offrire una via d'uscita allo stallo. Poiché la concessione territoriale novantennale è scaduta senza ricorsi, il Comune avrebbe potuto aprire nuove fonti pubbliche in altre zone di Acqui e Visone, aggirando il blocco del TAR; lo studio infatti serviva a dimostrare che le nuove fonti non avrebbero interferito con i bacini storici ("Bollente" e "Vascone"). Purtroppo lo studio è partito tardissimo per intoppi burocratici regionali e provinciali, ed è stato consegnato solo nell'aprile 2026. Quando abbiamo chiesto i risultati dello studio con l'interrogazione di giugno, la risposta del Comune (arrivata il 28 luglio) è stata evasiva: “stante la complessità e l’estrema tecnicità dello studio una sintesi rischierebbe di essere parziale, inesatta e potenzialmente fuorviante”.
La mancanza di supporto tecnico: Vista la complessità della relazione consegnata dai tecnici incaricati dalla Provincia, da mesi chiediamo la nomina di un geologo di fiducia per il Comune. Il 28 luglio ci è stato risposto che esistono solo "contatti preliminari" con l'Università di Genova, ma nessun incarico è stato ancora formalizzato.
Il reparto cure provvisorio in Municipio e i rapporti con Regione e ASL
Con la Delibera n. 305 del 30 luglio 2026, il Comune ha proposto di allestire un centro cure provvisorio per le inalazioni al piano terra del Municipio (ex sede IAT in Corso Roma), usando i fondi regionali di 750 mila Euro di cui abbiamo sopra accennato . La stessa delibera specifica però che l'atto «non costituisce impegno di spesa o autorizzazione» e che non c'è ancora un accordo con l'ASL di Alessandria, ma solo un confronto preliminare.
Questo progetto è in singolare divergenza con quanto recentissimamente emerso sugli organi di stampa (Il Secolo XIX e La Stampa, 1 agosto u.s.), da cui abbiamo appreso che la Regione Piemonte ha stanziato ulteriori 100.000 euro destinati al Comune per la ricerca di acqua termale in prossimità dell’ospedale cittadino, con l'obiettivo di spostare le cure direttamente nella struttura dell’ASL. Nel ricordare che l’Asl è l'unico soggetto che può validare le cure sanitarie, possiamo dire che ci troviamo di fronte ad una situazione di difficile decifrazione .
Da un lato il Comune progetta una struttura provvisoria in centro, dall'altro la Regione e l'ASL finanziano un piano per spostare l'attività termale presso il Monsignor Galliano.
Non vorremmo che questa sovrapposizione indicasse che sussistono diverse linee strategiche tra i due Enti.
I lavoratori
I dipendenti delle Terme addetti alle cure sono stati licenziati il 5 gennaio 2026 con la stringata motivazione, contenuta nella lettera di licenziamento, della cessazione dell’attività curativa.
E’ presumibile pensare che la giustificazione formale della Azienda (sempre, ribadiamo, non esplicitamente citata nella lettera di licenziamento) potrebbe risiedere nel fatto che a concessioni scadute (aprile 2026) e senza proroghe operative, la società non poteva più utilizzare le acque e quindi fornire le cure.
Nella già citata delibera di Giunta del 30 luglio 2026 sul centro provvisorio allo IAT gestito da Asl e Comune, la posizione dei lavoratori viene così menzionata: “ritenuto necessario […] che le risorse umane possano trovare adeguata collocazione lavorativa”. In mancanza di decreti o atti pratici, ad oggi questa ci appare purtroppo come una semplice dichiarazione di intenti sulla carta.
Conclusioni
Spiegare la vicenda Terme, attenendosi agli atti più che ai comunicati stampa, è un dovere nei confronti dei cittadini, dei commercianti e dei lavoratori che subiscono questa crisi ogni giorno.
La situazione è complessa e richiede maturità e realismo, non propaganda.
I tempi del TAR e i problemi tecnici ancora aperti dimostrano che la soluzione di breve periodo può non essere immediata. Se si riuscirà ad aprire un reparto cure provvisorio entro il 2026 (cosa complessa) o nel 2027, dipenderà interamente dalla reale volontà di collaborazione e da una visione comune tra ASL, Regione e Comune.
Le soluzioni definitive, a meno di improvviso colpo di scena, che tutti ci auguriamo, sono strettamente legate agli esiti dello studio geologico e in ogni caso allo scioglimento del nodo dei contenziosi.
Nel contempo noi continueremo a fare il nostro dovere di controllo con rigore, a esclusiva tutela del futuro di Acqui Terme.
Acqui Terme, agosto 2026

I Consiglieri Comunali di Opposizione:
• Elena Trentini – La nostra Acqui
• Franca Roso – Forza Italia
• Carlo De Lorenzi – Centro Sinistra Per Acqui

Immagine: Piero Racchi

La Nostra Acqui sostiene l' iniziativa dell'Associazione Luca Coscioni per il Piemonte. La raccolta firme a sostegno del...
13/06/2026

La Nostra Acqui sostiene l' iniziativa dell'Associazione Luca Coscioni per il Piemonte.

La raccolta firme a sostegno della proposta di legge regionale di iniziativa popolare “Liberi Subito”, promossa dall'Associazione Luca Coscioni, ha l'obiettivo di garantire procedure chiare e uniformi per l'accesso al suicidio medicalmente assistito. L'iniziativa, partita lo scorso aprile, mira a raccogliere 8.000 firme di cittadini e cittadine residenti in Piemonte entro il 15 ottobre per chiedere al Consiglio regionale quanto già raggiunto in Toscana e Sardegna.
L'Associazione Luca Coscioni (con sede a Roma e articolata in diverse realtà territoriali, compresa Alessandria) è un'organizzazione impegnata nella promozione dei diritti umani, delle libertà civili e del diritto alla scienza. Nata nel 2002 per iniziativa di Luca Coscioni, economista e malato di SLA, riunisce malati, medici, scienziati e giuristi per lottare contro ogni discriminazione .

Lo sport sul territorio: un importante volano di crescita trascurato. L’approvazione d'urgenza della variazione al piano...
06/06/2026

Lo sport sul territorio: un importante volano di crescita trascurato.

L’approvazione d'urgenza della variazione al piano triennale delle opere pubbliche, che destina 470 mila euro di avanzo di amministrazione al rifacimento del fondo del campo sportivo "Barisone" , impone una riflessione seria e distante da logiche di contrapposizione strumentale.
E questo perché , a nostra memoria, si tratta della spesa più importante interamente finanziata con soldi propri dalla amministrazione durante questa consiliatura. E si tratta di un intervento approvato d'urgenza, modificando persino il piano triennale delle opere pubbliche che era stato varato appena a febbraio (alla faccia della programmazione ).
Per chiarire ai lettori, è pur vero che sono state avviate altre opere, ma la maggior parte di esse ha beneficiato di fondi esterni (sport è Periferie, fondi reginali etc ), vedendo il Comune compartecipare partecipare solo con somme minori (come per la pista di atletica, cofinanziata dal Comune con circa 150 mila euro su una speda globale di circa 900 mila).
In questo caso, invece, parliamo di quasi mezzo milione di euro “nostri” destinati a un solo impianto e a un solo sport: il calcio.
E vi lasciamo immaginare i silenzi, le ironie e il malcelato disappunto di alcuni cittadini interessati allo sport con cui abbiamo discusso la vicenda “Beh per il calcio i soldi si trovano sempre…” .
Intendiamo chiarire subito un punto fondamentale: la tutela delle attività giovanili e il futuro dei 250 ragazzi iscritti al settore dell’Acqui Calcio sono una priorità per la nostra comunità. Di fronte al rischio concreto di veder chiudere l'impianto per la mancata omologazione (o meglio: scadute le proroghe concesse dalla Federazione dopo che era stata rifiutata una nuova omologazione), intervenire era un atto dovuto.
Chi siede all'opposizione con senso di responsabilità non contesta l'opera in sé, né l'importanza del calcio cittadino.
Il tema centrale, tuttavia, riguarda il metodo. Amministrare una città richiede visione strategica e capacità di anticipare i problemi, evitando che la gestione ordinaria si trasformi costantemente in urgenza straordinaria.
Le criticità del "Barisone" non sono emerse all'improvviso: già nel convegno sullo sport da noi organizzato nello scorso novembre era emerso chiaramente come l'impianto procedesse a colpi di proroghe della Federazione. E la ricerca di bandi, certamente effettuata da parte dell’assessore Pasqualino nei mesi precedenti , non aveva dato frutti.
Comunque il risultato è che, nonostante si conoscesse la scadenza da anni, ci si è ridotti all'ultimo minuto e la risposta ufficiosa dell'amministrazione è stata: “Non si poteva fare diversamente”.
Purtroppo, la rincorsa all'ultimo secondo è una prassi metodologica attuata da questa Giunta quando si è trattato di gestire altri servizi servizi essenziali, dagli asili alla mensa scolastica, fino alla gestione di partite strategiche per il futuro economico di Acqui Terme.
Ma non è indice di buona amministrazione. Potremmo fare molti esempi ma rimaniamo nello Sport.
Acqui non è una città enorme e questa Giunta nel 2022 si è trovata sì alcuni problemi (non il bilancio), ma anche la possibilità di operare avendo discrete possibilità di manovra: Mombarone con i lavori di ristrutturazione già finanziati e in scadenza di concessione, così come il Golf (un’area verde di 12 ettari che ad oggi, per giudizio soggettivo, ci pare essere sottoutilizzata), e progetti già avviati per la Battisti e la palestra Ottolenghi (e lasciamo perdere le ciclabili o ciclovie).
Era il momento di avere una visione d'insieme, verificare le priorità e procedere di concerto con gli utenti à (associazioni e scuole) a un piano preciso nel quale sarebbe rientrata anche, ma non solo, l’esigenza dell’Acqui di rifare il fondo del “Barisone” o comunque di avere nuovi campi da calcio fruibili dalle giovanili.
E invece nulla. Si è costituita una consulta dello sport con membri scelti direttamente dal Sindaco (e non dalle associazioni) che, per motivi che è inutile spiegare in questa sede, non può operare.
Il Sindaco ha sempre promesso alla stampa di risolvere tutti i problemi, in particolare il difficile e spinoso problema del Palasport per la squadra di pallavolo che milita in A, ogni qualvolta i media se ne occupavano . Sempre ottimista, a sperare che si risolva la questione e che si vinca un bando all’ultimo minuto. È avvenuto con la pista, non è avvenuto con la palestra Battisti, non è avvenuto con il Barisone.
E rimane lo scandalo di spendere 30 mila euro annui per portare in pullman alcuni ragazzi delle medie alla Battisti per fare le due ore (che poi diventano una) di ginnastica, u in un immobile che necessita urgenti lavori di rifacimento .
Tempo ce n’era; probabilmente non si risolveva tutto, perché governare è difficile, ma si sarebbero fatte scelte, se non condivise, per lo meno chiare. E invece...
Quando si opera sotto la pressione dell'emergenza, le scelte diventano inevitabilmente rigide, i costi lievitano e si è costretti a penalizzare altri settori parimenti meritevoli, come le già citate palestre scolastiche e la Battisti, che attendono da tempo piani di riqualificazione coordinati.
Per governare Acqui bisogna avere un programma che proponga un modello basato sulla pianificazione e sulla definizione chiara delle priorità cronologiche e di bilancio. I cittadini non devono più trovarsi davanti al bivio del "non si poteva fare diversamente". Una programmazione seria, trasparente e strutturata nel tempo permette di fare le scelte giuste, nei tempi corretti e tutelando l'intero patrimonio sociale, sportivo e culturale della nostra città.
La sensazione è che questa Giunta abbia invece operato sempre sulla base di istinti e valutazioni soggettive, improvvisando. Alla ricerca del consenso con l'ultima persona con cui si parla, quasi come se fossimo sempre e in perenne campagna elettorale.
Ma la nostra città non può più permettersi di improvvisare. Merita e avrebbe meritato in questi 4 anni una programmazione vera, trasparente e al servizio di tutti, nessuno escluso.
Non si poteva fare diversamente? Si poteva fare meglio forse
Elena Trentini La nostra acqui
Carlo De Lorenzi Centrosinistra

E oggi i giovani quella Costituzione l' hanno salvata!
23/03/2026

E oggi i giovani quella Costituzione l' hanno salvata!

13/03/2026
Votiamo NO perchè modificare sette articoli della Costituzione non servirà ad avere un sistema Giustizia più efficiente;...
23/02/2026

Votiamo NO perchè modificare sette articoli della Costituzione non servirà ad avere un sistema Giustizia più efficiente;
votiamo NO perchè questa riforma mina alla base la separazione dei poteri e l' indipendenza della Magistratura;
votiamo NO perché questa Maggioranza di Governo ritiene di nascondere agli italiani le sue vere intenzioni;
votiamo NO perché la Costituzione è la nostra Casa Comune, regola da ottant'anni la convivenza democratica degli Italiani e non può essere sfasciata per inconfessabili scopi.

Queste sono cose che vanno documentate: cerco di prenotare una visita diabetologica per un parente; la prima e unica dat...
22/01/2026

Queste sono cose che vanno documentate: cerco di prenotare una visita diabetologica per un parente; la prima e unica data che mi viene proposta è il 31 luglio a Ovada; tento di confermare ma la prenotazione non va a buon fine; rifaccio la procedura e mi viene proposta un'altra unica data a distanza di 45 giorni dalla precedente. Oggi è il 22 gennaio: 8 mesi di attesa. C'è bisogno di commentare?

Comunicato del Gruppo Consiliare La Nostra AcquiAbbiamo accolto con amarezza e indignazione la notizia del licenziamento...
09/01/2026

Comunicato del Gruppo Consiliare La Nostra Acqui

Abbiamo accolto con amarezza e indignazione la notizia del licenziamento dei lavoratori delle Terme, a cui vanno la nostra piena solidarietà e il più incondizionato supporto.
Dopo l’ultima Commissione Terme, avvenuta il 22 dicembre a porte chiuse come richiesto dall’avvocato incaricato dal Comune, era apparso ancor più chiaro a tutti i presenti che la situazione fosse più intricata e critica di quanto le esternazioni del Sindaco negli ultimi tempi avessero lasciato supporre: sono passati più di due anni dall’emanazione della legge regionale che sancisce la scadenza delle concessioni in mano a Terme di Acqui, scadenza che avverrà nella prossima primavera, e ancora i soggetti istituzionali coinvolti ( Comune, Provincia, Regione) sembrano non avere individuato un percorso privo di rischi nella conduzione della questione.

L’istituzione del Polo Termale Acquese del 2025 ha inoltre caricato sul Comune di Acqui, insieme alla potestà della gestione delle acque, oneri e responsabilità per gestire i quali manchiamo di risorse, sia amministrative che economiche. Se teniamo conto che da anni la Proprietà di Terme di Acqui dimostra di non avere intenzione di scoprire, se esistono, le proprie strategie industriali e di restare impermeabile sia alle richieste di interlocuzioni istituzionali, sia alle lettere di reprimenda fatte col ditino alzato e alle provocazioni via social, dobbiamo dolorosamente ammettere che la notizia del repentino licenziamento dei lavoratori termali non giunge del tutto inaspettata: proprio nei risvolti della nuova normativa la Società potrebbe trovare un alibi per la chiusura, salvo interventi, urgenti e auspicabili, da parte della Regione.

Oggi Rapetti e l’Amministrazione si vedono costretti ad un bagno nelle acque tutt’altro che bollenti della realtà. Davanti al terribile impatto che queste evoluzioni hanno sulla vita delle famiglie dei lavoratori e per l’intera città, devono ora prevalere la concretezza e il senso di responsabilità: ai comunicati baldanzosi, alle fughe in avanti dal sapore vagamente elettorale e all’impiego di ingenti risorse per “ Piani Strategici” basati su elementi oggi del tutto aleatori, si sostituiscano i confronti costruttivi fra i legali incaricati dagli Enti e quelli di Terme di Acqui, oltre ad un assiduo coinvolgimento di tutto il Consiglio Comunale nella sua funzione di rappresentanza civica. Chiediamo alla Regione di affrontare la questione dando priorità alla tutela dei lavoratori e offrendo il massimo supporto al Comune di Acqui, come da impegni presi, sia esso legale che economico.

Elena Trentini per G.C. La Nostra Acqui

6 gennaio 2026

Esprimiamo solidarietà ai lavoratori delle terme per il repentino licenziamento,  consapevoli che questa scelta della so...
06/01/2026

Esprimiamo solidarietà ai lavoratori delle terme per il repentino licenziamento, consapevoli che questa scelta della società Terme di Acqui getta nello sconforto molte famiglie e l' intera città. Chiediamo che il Comune si attivi velocemente per informare il Consiglio e coinvolgerlo nella pianificazione delle prossime azioni urgenti, fra le quali non può mancare la convocazione di un tavolo che riunisca tutti i soggetti istituzionali coinvolti e i rappresentanti degli stessi lavoratori.

?ACQUI TERME - Comincia con un duro colpo basso il 2026 per le Terme di Acqui. Con una raccomandata inviata e firmata dal procuratore speciale Riccardo Gallo è stato comunicato il licenziamento delle dipendenti delle Terme, una decina in tutta tra dipendenti a tempo indeterminato e stagionali. Una ...

Indirizzo

Piazza Levi
Acqui Terme
15011

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