13/05/2026
Partito democratico - Circolo di Acqui Terme "Raffaello Salvatore"
Pagina FB del Circolo PD di Acqui Terme Pagina ufficiale del Circolo di Acqui Terme del Partito Democratico. ORGANIZZAZIONE- Segretario: Mauro Poggio
13/05/2026
Quella mozione era uno show e agli show si applaude
I problemi di cui si è trattato nell’ultimo consiglio Consiglio Comunale relativi alla sicurezza in città sono seri e debbono essere trattati seriamente anche e soprattutto per rispetto delle stesse persone vittime di questi episodi.
Ricapitoliamo gli eventi: a seguito dei noti episodi il Sindaco aveva predisposto un piano che prevedeva l’implementazione delle telecamere, l’aumento della vigilanza, etc. L’argomento sarebbe stato trattato in Consiglio perché il Consigliere De Angelis aveva proposto una interrogazione in merito, depositata in tempo e nei termini di legge.
E questo lo sapevamo tutti.
A questo punto su facebook un gruppo di maggioranza capitanato dal Presidente del Consiglio Comunale preannuncia una mozione con la quale si chiede, con toni roboanti, di stanziare 100 mila euro appunto per implementare la vigilanza, l’aumento delle telecamere, etc: come se i firmatari non conoscessero la procedura amministrativa che prevede appunto che prima si decide cosa fare e poi si stanziano le somme (che peraltro l’assessore Pasqualino ha detto già esserci). Invece si chiede uno stanziamento alla cieca, così tanto per far vedere che si esiste.
La mozione, mai vista da nessuno, è tardiva e quindi inammissibile. Ma il Presidente decide che comunque bisogna dare spazio e visibilità alla sua mozione anche se non dice nulla in più di quanto ha indicato il Sindaco sui giornali.
Ed è chiaro allora Il tentativo di una parte della maggioranza di cavalcare l’onda di questa tensione che si vive in città presentando, prima su facebook e poi in Consiglio, una mozione palesemente inutile e tecnicamente errata, evitando e violando ogni regola procedurale con l’avvallo e complicità palese del Presidente del Consiglio e con l’evidente scopo di prendersi visibilità. E tutto è divenuto un’offesa alle istituzioni e a tutti i consiglieri compresi quelli restanti di maggioranza (che lo hanno percepito benissimo e che magari uscissero un po’ allo scoperto…).
È stato un utilizzo strumentale di questi episodi dolorosi.
Avrei potuto richiamare il regolamento, l’articolo x comma y per dire, facendo la figura del formalista, e lamentandomi poi con chi? Con il Presidente del Consiglio che tale mozione aveva firmato?
In questa situazione era necessaria una forte presa di posizione che rivendico e ribadisco: quello presentato dal gruppo di Bertero era uno show e agli show si applaude. Un applauso ironico e sarcastico che certo non impedisce all’oratore di continuare a parlare.
Ma il significato per me è e resta chiaro: non si specula sulla violenza e sulla percezione della violenza, a volte amplificata ad arte (mi riferisco ad un servizio televisivo di Rete 4) di vivere in una città insicura.
A meno che si voglia usare questi argomenti per meri fini propagandistici o ancora peggio per una lotta interna alla maggioranza in vista dele elezioni. E non riesco ad interpretare diversamente il messaggio che proprio Bertero e company mettono su facebook per presentare al pubblico la loro “mozione”: “Non esistono eventi, consulenze o iniziative che valgano più della libertà di un cittadino di uscire di casa senza paura”.
Se è iniziata la campagna elettorale per cortesia evitate di usare questi argomenti importanti e dolorosi.
7 maggio 2026
Consigliere Comunale Carlo De Lorenzi “Centro Sinistra per Acqui”
ASSESSORE, È UNA CICLABILE?
L’assessore Gallizzi, con un intervento irrituale sul sito istituzionale del Comune, interviene sulla “ciclabile” Acqui Alice e, prima di ogni argomento, se la prende con l’opposizione che, com’è ovvio, non ha nessuna responsabilità sulla realizzazione dell’opera. Certo abbiamo esercitato il nostro diritto di parola e critica, come in ogni democrazia.
Con l’occasione ribadiamo la nostra attività e posizione.
1) Su iniziativa del Consigliere Regionale Ravetti la Giunta Chiamparino, con DGR n.83-8992 del 6/5/2019 di aggiornamento della rete delle piste ciclabili regionali, integrata con la rete nazionale e dell’European Cycle Route, ha inserito la ciclovia n.18 che, collegata alla ciclovia VenTo (Torino Venezia), passa da Alessandria, Acqui Terme per proseguire in Valle Bormida sino ad Alba, costituendo anche un circuito Langhe Monferrato. Com’è facile comprendere, i progetti per la realizzazione delle ciclovie di interesse regionale hanno la precedenza nei finanziamenti.
2) Fatto: dal 2020 ad oggi, relativamente alla ciclovia n.18, a parte qualche discorso, dalle Amministrazioni comunali nessun atto è stato assunto, nemmeno un progetto. Nel frattempo molti comuni della Regione hanno addirittura realizzato parte delle ciclabili della rete regionale.
3) Nel settembre 2021 veniva approvato uno studio di fattibilità per realizzare una pista ciclabile da Acqui Terme ad Alice Bel Colle. L’accordo tra Comune e Regione era stato raggiunto dalla Giunta Lucchini e prevedeva un percorso tutto a fondo valle dalla Caserma Battisti fino a Vallerana ove inizia il tratto a carico del Comune di Alice (che il suo progetto lo ha già da tempo fatto e pagato da quanto ne sappiamo).
4) Nel 2022 l’Amministrazione del Sindaco Rapetti e Assessore competente Alessandro Lelli, stante l’aumento dei prezzi per euro 142.600,00, modificano il percorso con una variante quanto meno discutibile per non dire assurda, che prevede invece che un percorso da turisti e famiglie (come quella ai Bagni per intenderci) una salita fino a Moirano. Una cosa senza senso. Un percorso ciclabile per ciclisti sportivi, su strada aperta al traffico veicolare non una passeggiata per turisti su strada esclusiva per le biciclette (ciclovia o ciclabile che dir si voglia). Dal 2022 arriviamo ad oggi 2026, sono passati più di quattro anni. Si potrebbe dire una politica del fare lenta, anzi lentissima.
5) Riteniamo la variante dei Botti assurda, per quanto detto, e che non può essere definita ciclovia, oltre a non essere parte della rete regionale delle ciclovie, quindi fuori dalla programmazione della Regione.
6) L’Amministrazione ora riparte, almeno cosi dichiara, dopo anni di inerzia, ma almeno tornasse sul progetto originario.
Acqui Terme, 4 maggio 2026
Partito Democratico Circolo “Raffaello Salvatore”
COMUNICATO STAMPA
Sicurezza ad Acqui: oltre ai post sui social servono
concretezza, coordinamento, visione, senso di comunità
I recenti episodi di violenza che hanno scosso la nostra città, suscitato preoccupazione e insicurezza, infiammando i social, non possono essere liquidati come semplici casi isolati, né affrontati con la sola indignazione virtuale.
Innanzitutto è bene rimarcare che lo Stato e quindi il Governo ha competenza e legislazione esclusiva su ordine pubblico e sicurezza e conseguentemente è responsabile dei tagli alle risorse. Scelte che hanno causato la perdita di circa 12 mila unità di forze dell’ordine negli ultimi anni, scaricando la responsabilità sui sindaci e maggiore insicurezza per i cittadini.
Ma oltre a questa prima e fondamentale considerazione politica, è evidente che anche i Sindaci debbano svolgere appieno il loro ruolo sul territorio, coordinandosi con le forze dell’ordine e organizzando la Polizia Locale, individuando criticità e strumenti concreti d’intervento e prevenzione, investire su risorse da utilizzare sulle strade, ricreare il senso di comunità, garantire una visione sociale della città.
In questo la nostra città è ferma.
Strumenti concreti come il controllo di vicinato, l’individuazione di zone rosse e l’applicazione del Daspo Urbano, misure già avviate dalla precedente Giunta e su cui era stato fatto un lavoro di programmazione, sono state colpevolmente abbandonate in un cassetto dall’attuale amministrazione.
Tuttavia, la sicurezza non è solo una questione di sanzioni o telecamere. Le ordinanze da sole non bastano se non si ricostruisce lo spirito di comunità. La violenza si annida dove c’è indifferenza e dove lo Stato è percepito come lontano.
Mentre questa Giunta civica tentenna, realtà vicine come Alessandria, guidate dal Sindaco Abonante, dimostrano che questi provvedimenti possono essere attuati con rigore e visione, senza complessi ideologici, per presidiare il territorio.
Nelle cosiddette Zone Rosse sono previsti controlli rafforzati, la possibilità di allontanare soggetti già denunciati per reati legati a droga, violenza o patrimonio, se responsabili di comportamenti aggressivi o molesti e il potenziamento della videosorveglianza. Al tempo stesso si deve affrontare il problema del disagio sociale, dell’assistenza sanitaria dell’accoglienza, della necessità di istituire percorsi precisi per persone che ne hanno bisogno e che spesso sono abbandonate.
La sicurezza in una città non può essere affrontata in termini ideologici, ma in un’ottica tecnica e concreta, sgombrando il campo da populismo e propaganda, creando spazi diffusi di socialità, specie giovanili.
Proprio questa carenza di spazi di aggregazione e socialità diffusa è un enorme fragilità. Il sociologo Ray Oldenburg definiva il “terzo luogo” quegli spazi informali diversi dalla casa e dal lavoro in cui si costruiscono relazioni, fiducia e senso di appartenenza alla comunità. La loro progressiva scomparsa, come lo Spazio Giovani a San Defendente usato da anni come scuola dell’infanzia, l’ex Centro Anziani di via Sutto che ora ospita il meritorio Armadio della Fraternità, la mancata realizzazione della sala di musica sul “Silos” costruito al posto del Teatro Garibaldi priva soprattutto i giovani di punti di riferimento sani, lasciando spazio a isolamento, disagio e dinamiche conflittuali. Investire su spazi pubblici accessibili, vivi e inclusivi non è quindi un elemento accessorio, ma una vera e propria politica di sicurezza sociale e di prevenzione.
Rudolph Giuliani, ex Sindaco di New York, figura simbolo della fermezza, amava dire che “un poliziotto che vede dei ragazzi giocare a pallacanestro deve togliersi la giacca e fare due tiri con loro”. In questa frase c’è il cuore di ciò che manca oggi ad Acqui: l'idea che la sicurezza nasca dal contatto, dalla fiducia e dal senso di appartenenza.
Il Partito Democratico chiede alla Giunta di dare seguito immediato ai provvedimenti di controllo sospesi, sostiene in pieno l’interrogazione consiliare di Nicola De Angelis, Capo Gruppo LiberAcqui, che sollecita il Sindaco a riferire su quali iniziative intende adottare e propone l’istituzione di un coordinamento interforze, per garantire ai cittadini una maggior tutela e attuare la necessaria prevenzione sul territorio.
E a tutta la città il Partito Democratico, inoltre, chiede di investire nuovamente sulla coesione sociale. Solo una città che torna a "giocare insieme" nelle sue piazze può essere davvero una città sicura.
Circolo del Partito Democratico di Acqui Terme “Raffaello Salvatore”
Acqui Terme, 21 aprile 2026
25/04/2026
Buon 25 aprile, buona Festa della Liberazione!
COMUNICATO STAMPA
I Servizi Sociali meritano più attenzione
Una riflessione su una scelta dell’Amministrazione (o meglio del Sindaco personalmente) che segna un preoccupante punto di rottura nella gestione del nostro welfare locale.
Parliamo della decisione di affidare la guida dei Servizi Sociali al Dirigente e Capo Ufficio della Polizia Locale, la quale tra, l’altro, ha altre deleghe impegnative.
Vogliamo chiarire subito due punti:
1) non è una questione di persone. Nessuno mette in dubbio le capacità individuali del Comandante, ma contestiamo fermamente l'impostazione politica e organizzativa della scelta.
2) l‘organo gestionale che soprintende alla governance di ASCA (che non è il Comune di Acqui ma l’Unione Montana Suol d’Aleramo) è libero di non rinnovare il contratto con l’attuale responsabile.
Ma sostituire una figura tecnica con formazione da assistente sociale, dedicata al settore a tempo pieno, con un dirigente "multitasking" a mezzo servizio, è il segnale di una profonda sottovalutazione dei bisogni dei più fragili.
In altre parole, quanto tempo avrà il nuovo direttore indicato dal Sindaco Rapetti con eccessiva fretta (e lo spieghiamo poi) per dedicarsi ad ASCA?
Vi sono poi profili di convenienza e opportunità che sono in forte contrasto con la decisione di sovrapporre il ruolo di dirigente di Polizia Locale e direttore dei Servizi Sociali.
A sostenerlo non è solo il buon senso, ma l’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC fascicolo 3428/2025 o il 5168/2024). In diversi pareri l'Autorità ha evidenziato l'inopportunità di sovrapporre il ruolo di vertice della Polizia Locale con settori gestionali complessi. Si crea infatti un conflitto di interessi funzionale: pensiamo ai controlli che i Vigili devono effettuare sulle strutture convenzionate con i Servizi Sociali. Come può il "controllore" coincidere con il "controllato"? Chi firma la convenzione non può essere lo stesso soggetto che deve sanzionare eventuali irregolarità.
Non è un caso che scelte simili siano state bocciate trasversalmente. Pensiamo a quanto accaduto a Como, dove la Lega stessa ha duramente stigmatizzato la scelta del Sindaco di accorpare i Servizi Sociali e gli asili nido sotto il Comandante della Polizia Locale, definendo la decisione come "bizzarra" e criticando la mancanza di rispetto per le professionalità specifiche. Anche tra i Sindaci del nostro territorio si avverte lo stesso malessere per una scelta priva di respiro strategico.
Infine desta forti dubbi la modalità, che è un eufemismo qualificare come poco elegante, posta in essere dal Sindaco: liquidare una direttrice assunta per concorso (indetto da un altro ente, ossia L’Unione Montana), annunciando il nome del sostituto prima ancora di valutare procedure trasparenti e concorsuali che – pur se non necessarie - sono comunque opportune. Ciò appare come una forzatura che ignora la necessità di competenze tecniche in un ambito delicatissimo. Questa procedura umilia anche il ruolo dei Sindaci che in gran parte non sono stati avvertiti se non in assemblea.
I Servizi Sociali non sono un "ufficio qualunque" da affidare a chi ha già troppe responsabilità. Hanno bisogno di una guida dedicata, di visione e, soprattutto, di un’identità distinta dalle funzioni di pubblica sicurezza. E i suoi dirigenti debbono esser scelti con modalità adeguate alla loro importanza.
Questa decisione rappresenta, purtroppo, l'ennesimo strappo del Comune di Acqui con i Comuni del territorio, molti dei quali hanno già espresso forti critiche. Invece di esercitare un ruolo di guida e di "capitale" del comprensorio, diventando punto di riferimento per l'efficienza dei servizi associati, la nostra città sceglie l'isolamento e l'approssimazione organizzativa. È un'altra occasione persa per dimostrare una reale visione strategica d'insieme.
Ora pare che la palla passi in parte ai vertici dell’Unione Montana ed è quindi anche a loro che rinnoviamo l’invito, già rivolto da tutta l’opposizione al Sindaco nella riunione della Commissione Comunale convocata ad hoc su loro richiesta, a ponderare bene le scelte di governance dell’ente ASCA.
Acqui Terme, 20 aprile 2026
Partito Democratico – Circolo “Raffaello Salvatore”
FINANZIAMO IL PD CON IL 2 x 1000
A tutte le iscritte, gli iscritti e simpatizzanti
Da quest’anno i proventi del 2x1000 dei cittadini di Acqui e dei Paesi che donano il 2xmille al PD, indicando nell’apposito spazio della denuncia dei redditi M20, saranno destinati al finanziamento del Circolo di Acqui Terme e zona.
Inutile sottolineare l’importanza di questi proventi che servono per sostenere le spese della sede, affitto sale per incontri pubblici, propaganda, ecc… Oltre a sottoscrivere la vostra dichiarazione dei redditi con la sigla M20, vi chiediamo uno sforzo per invitare vostri parenti ed amici a donare il 2x1000 al Partito Democratico.
Grazie
Dona il 2×1000, è semplice e non ti costa nulla
Scrivi M20 nella dichiarazione dei redditi e firma
COS’È IL 2X1000?
È una quota pari allo 0,2% dell’Irpef, l’imposta sul reddito delle persone fisiche che i contribuenti possono scegliere di destinarla ai partiti, e quindi anche al PD.
Al contribuente non costa nulla: nel caso in cui non venga espressa nessuna preferenza la quota resta allo Stato.
CHI PUÒ DEVOLVERE IL 2X1000?
Chiunque presenti la dichiarazione dei redditi o abbia ricevuto la CU 2026, la Certificazione Unica relativa ai redditi dell’anno 2025.
COME POSSO DEVOLVERE IL 2X1000 AL PARTITO DEMOCRATICO?
Scrivi M20 nello spazio dedicato al 2×1000 della tua dichiarazione dei redditi e firma accanto.
In caso di dichiarazione congiunta bisogna compilare per ciascun coniuge la scheda
destinazione 2, 5 e 8×1000 presente nel modello 730.
CICLABILE SÌ CICLABILE NO
Due settimane or sono avevamo rilevato la comprovata inerzia dell’amministrazione, e non solo del Sindaco, nella vicenda dell’aviosuperficie, conclusasi purtroppo con la ennesima perdita per la città.
Ora veniamo ad un altro episodio non meno rilevante, anzi: il gravissimo ritardo con cui si sta lavorando all’approntamento della pista ciclabile Acqui-Vallerana.
Se il lettore ha voglia può andare sul sito del Comune di Acqui e leggersi sull’Albo Pretorio la delibera 131 dl 12 marzo 2026.
Trattasi di alcuni incarichi a tecnici professionisti che sembrano relativi ad attività preliminari non solo ai lavori ma finanche alla definizione del progetto.
Sappiamo però che l’accordo tra Comune e Regione era stato raggiunto dalla Giunta Lucchini e prevedeva un percorso tutto a fondo valle dalla Caserma Battisti fino a Vallerana ove inizia il tratto a carico del Comune di Alice (che il suo progetto lo ha già da tempo fatto e pagato da quanto ne sappiamo).
Cambia la Giunta e tutto, sostanzialmente si ferma. Prima una variante quanto meno discutibile che prevede invece che un percorso da turisti e famiglie (come quella ai Bagni per intenderci) una salita fino a Moirano. Cioè una cosa senza senso. Un percorso ciclabile per ciclisti “seri”, sportivi, su strada aperta al traffico veicolare non una passeggiata per turisti su strada esclusiva per le biciclette (ciclovia o ciclabile che dir si voglia).
Poi il blocco totale
Se si legge la determina che abbiamo citato la cronologia è chiara. L’ultimo atto è del 2023.
Adesso forse obbligati dal fatto che si rischia di perdere il finanziamento, pare si riparta.
Per una volta non abbiamo molto da dire alla Regione (beh magari avesse insistito un pochino di più ...).
Ma non sappiamo più cosa dire di questa amministrazione che, temiamo, abbia fatto fare una non bella figura alla città sia con l’ente finanziatore sia con i Comuni vicini.
E la responsabilità non è tecnica, è solo politica.
Se non volevate farla questa pista potevate rinunciare ma in maniera chiara, non cercando di addormentare la cosa sperando, chissà come di poter riuscire a spostare questo finanziamento su altre voci magari per riparare buche stradali (è un’ipotesi, un’iperbole eh mica diciamo sul serio ...).
Davvero credevate che in Regione, sebbene disponibili, potessero essere così elastici?
Oppure altra ipotesi: mancano i soldi per alcune opere di progettazione o di compartecipazione. Cioè vuol dire ammettere che non siamo in grado di fare nulla.
Ma allora è anche abbastanza inutile che si incarichi la Bocconi per un ricco studio che, in sostanza, ci dice che uno dei nostri problemi è esser un territorio non interato con una aria vasta, se abbiamo un Comune che non riesce in quattro anni a dare inizio ai lavori, già in gran parte finanziati, per una infrastruttura che, indubbiamente rappresenterebbe una attrattiva per tutto il territorio anche se non ricompresa nel piano/progetto regionale delle ciclovie.
Forse è veramente ora di calare il sipario.
Acqui Terme, 31 marzo 2026
Partito Democratico Circolo “Raffaello Salvatore”
UN NO GRANDE E IMPORTANTE
Gli elettori si sono espressi, in molti, sicuramente più del previsto.
Il voto è stato chiaro: No a una riforma mal fatta nei contenuti e senza dare la possibilità al Parlamento di modificarne il testo.
Molti cittadini che hanno votato per il sì lo hanno anche fatto esprimendo la necessità di migliorare l’efficienza della giustizia.
Il Governo avrebbe voluto riformare la Costituzione per intervenire sulle carriere dei magistrati e per limitarne l’autonomia. Avrebbe invece dovuto modificare i codici di procedura penale e civile, aumentare gli organici a tutti i livelli ed investire sulle tecnologie.
Significativa è stata la partecipazione dei giovani al voto che, risulta dalle analisi, si sono espressi in maggioranza per il no. E questa alta partecipazione è avvenuta anche se non è stato concesso il voto ai fuori sede.
Ringraziamo le elettrici e gli elettori e tutte le donne e gli uomini che si sono impegnati in questa difficile campagna referendaria.
Siamo partiti in forte svantaggio nei sondaggi, ma via via che facevamo banchetti, gazebo, incontri per spiegare le nostre ragioni i numeri si sono invertiti e le urne lo hanno confermato.
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Ubicazione
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Indirizzo
Via Emilia (Galleria Volta 5)
Acqui Terme
15011
Orario di apertura
| Lunedì | 16:00 - 18:00 |
