Nuovo Centrodestra Adrano

Nuovo Centrodestra Adrano

Condividi

Anche ad Adrano è presente il nuovo soggetto politico guidato da Angelino Alfano.

04/09/2014

LE SFIDE, QUELLE SERIE.

Al di là delle ipocrite affermazioni di chi manifesta il proprio disappunto verso la "poltronite", magari perchè scontento di non aver raggiunto qualche obiettivo politico ben concreto e personale, un dato forse cinico ma ineluttabile della vita politica democratica ad ogni livello è che, chi esercita il potere attraverso responsabilità di governo deve tendere alla stabilità politica ed alla collocazione degli uomini giusti, al posto giusto al fine di garantire la funzionalità delle istituzioni democratiche. Resta salvo il principio secondo il quale l'idea di giustizia nell'individuazione degli uomini è assolutamente discutibile e quindi oggetto di possibili critiche, anche feroci nel merito e nel metodo. Assolutamente vaghe quanto ipocrite restano le dichiarazioni di diniego a partecipare alle scelte della politica, specialmente quando i comportamenti che seguono sono incoerenti con i principi enunciati. Declinando in adranita questa analisi segue che le forze politiche che governano la nostra città ed il Sindaco che oltre ad essere capo dell'amministrazione è anche leader della coalizione di governo hanno dovuto premurarsi di riconquistare i numeri intorno al ferro di cavallo di Via Aurelio Spampinato fin dal momento in cui a seguito delle dimissioni del vicesindaco Anzalone si è determinato uno scompaginamento degli equilibri politici emersi dall'ultima tornata elettorale. Adesso però, il senso di responsabilità e soprattutto i vincoli morali di ubbidienza al "dettato politico" dei cittadini, che hanno precedenza etica sulla libertà di interpretare come si ritiene e come conviene il mandato elettorale, hanno determinato il recupero di un quadro molto simile a quello dello scorso giugno. Questo passaggio è da considerarsi solo come propedeutico alle sfide reali difficili e ambiziose che si pongono sul cammino della squadra voluta lo scorso anno dagli adraniti. Le sfide autentiche non sono poste dagli oppositori. Questi li vediamo in Consiglio aggrapparsi a verbose elucubrazioni ed alla ledeship di Pippo Brio cui Mancuso ha raccomandato di dare "un'occhiata ai ragazzi". Loro, "i ragazzi", anche i neoacquisti lo seguono coscienti dei propri limiti. Escono dall'aula quando lui indica la porta, rientrano quando lui, finita la sua sigaretta rientra, modulano i loro interventi sulla base dei suoi. Sicuramente non rappresentano un pericolo politico per Ferrante e per la sua squadra. Le vere sfide sono altre. La prima, la più appariscente, la più ardua è quella di migliorare le condizioni igeniche della città. Determinate mosse iportanti sono già in corso e potrebbero dare dei risultati provvisori prima e di lunga scadenza successivamente. E' una battaglia contro tutto, in cui ogni fattore spinge per il caos e per l'immobilismo. A partire dal vuoto legislativo, alle difficoltà legate alla precarietà dei conti comunali, all'ostruzionismo di componenti torbide della città. Tutti fattori ben concreti e protesi a ostacolare una soluzione rapida della questione. Ma l'altra questione fondamentale, magari meno appariscente e più difficile da cogliersi è quella della ricostruzione di un patto sociale tra le forze positive della città. Quelle che hanno votato compattamente per l'attuale primo cittadino nel 2008 e che con un percorso diverso e più aspro si sono coagulate al secondo turno del 2013. Non può essere solo la paura del peggio a metterle insieme, è necessario che superate le emergenze che si succedono nella nostra città sia una comune visione dello sviluppo, del cambiamento, della valorizzazione delle energie creative e protese alla bellezza, presenti nella nostra città. Tutto ciò, in questo momento, appare vago, astratto, confuso. Appare tale perchè una città assediata dalle emergenze ha difficoltà a guardare a qualunque progetto di lunga scadenza, ma è necessario ritrovare la capacità di sognare. Eppure questa amministrazione ha dimostrato di saper volare sopra le emergenze con le sue realizzazioni che rimarranno molto funzionali anche in tempi distanzti da quelli presenti. Il riferimento non è rivolto solo alle tensostrutture, all'area mercatale, all'elisoccorso, alla riqualificazione di numerose aree urbane.a tutte quelle azioni protese all'utilità ed alla ricerca di un'armonia estetica. Il riferimento è anche ai progetti immaterili realizzati. Il riferimento è all'enorme mole di lavoro svolto a favore di soggetti emerginati e sofferenti, allo straordinario sviluppo della cultura e delle arti, alla capacità di realizzare manifestazioni significative in un clima di parsimonia; si parla di progetti relizzati con finanziamenti comunitari in un territorio che puntualmente restituisce i fondi comunitari per incapacità di progettazione di spesa. Di ciò non ci si può visivamente non accorgere. Ora si tratta di fare sistema con le singole scelte, ora si tratta a di andare a parlare con quei segmenti di società, del resto maggioritari nel loro insieme, che guardano oltre il proprio egoistico interesse. Queste è la sfida autentica. Quella dell'istruzione, della formazione, della cultura, dell'estetica, della qualità della vita intesa non solo come qualità e quantità del cibo che viene consumato. Tutti momenti da affrontarsi sulla base delle possibili competenze di una amministrazione comunale. Per dire una cosa di destra e c'è tanto bisogna dire cose di destra, la sfida dell'identità. I nemici non sono quegli imbastitori di vane polemiche nei preliminari del consiglio comunale, quanto i produttori di emergenze quotidiane che tendono a impastoiare una azione di governo. Su quali siano le reali possibilità di uscire vincitori in questa apparentemente proibitiva sfida ci sia consentito di essere ottimisti. Almeno per una volta, almeno per questa volta.
Matteo Bua
Foto: LE SFIDE, QUELLE SERIE. Al di là delle ipocrite affermazioni di chi manifesta il proprio disappunto verso la "poltronite", magari perchè scontento di non aver raggiunto qualche obiettivo politico ben concreto e personale, un dato forse cinico ma ineluttabile della vita politica democratica ad ogni livello è che, chi esercita il potere attraverso responsabilità di governo deve tendere alla stabilità politica ed alla collocazione degli uomini giusti, al posto giusto al fine di garantire la funzionalità delle istituzioni democratiche. Resta salvo il principio secondo il quale l'idea di giustizia nell'individuazione degli uomini è assolutamente discutibile e quindi oggetto di possibili critiche, anche feroci nel merito e nel metodo. Assolutamente vaghe quanto ipocrite restano le dichiarazioni di diniego a partecipare alle scelte della politica, specialmente quando i comportamenti che seguono sono incoerenti con i principi enunciati. Declinando in adranita questa analisi segue che le forze politiche che governano la nostra città ed il Sindaco che oltre ad essere capo dell'amministrazione è anche leader della coalizione di governo hanno dovuto premurarsi di riconquistare i numeri intorno al ferro di cavallo di Via Aurelio Spampinato fin dal momento in cui a seguito delle dimissioni del vicesindaco Anzalone si è determinato uno scompaginamento degli equilibri politici emersi dall'ultima tornata elettorale. Adesso però, il senso di responsabilità e soprattutto i vincoli morali di ubbidienza al "dettato politico" dei cittadini, che hanno precedenza etica sulla libertà di interpretare come si ritiene e come conviene il mandato elettorale, hanno determinato il recupero di un quadro molto simile a quello dello scorso giugno. Questo passaggio è da considerarsi solo come propedeutico alle sfide reali difficili e ambiziose che si pongono sul cammino della squadra voluta lo scorso anno dagli adraniti. Le sfide autentiche non sono poste dagli oppositori. Questi li vediamo in Consiglio aggrapparsi a verbose elucubrazioni ed alla ledeship di Pippo Brio cui Mancuso ha raccomandato di dare "un'occhiata ai ragazzi". Loro, "i ragazzi", anche i neoacquisti lo seguono coscienti dei propri limiti. Escono dall'aula quando lui indica la porta, rientrano quando lui, finita la sua sigaretta rientra, modulano i loro interventi sulla base dei suoi. Sicuramente non rappresentano un pericolo politico per Ferrante e per la sua squadra. Le vere sfide sono altre. La prima, la più appariscente, la più ardua è quella di migliorare le condizioni igeniche della città. Determinate mosse iportanti sono già in corso e potrebbero dare dei risultati provvisori prima e di lunga scadenza successivamente. E' una battaglia contro tutto, in cui ogni fattore spinge per il caos e per l'immobilismo. A partire dal vuoto legislativo, alle difficoltà legate alla precarietà dei conti comunali, all'ostruzionismo di componenti torbide della città. Tutti fattori ben concreti e protesi a ostacolare una soluzione rapida della questione. Ma l'altra questione fondamentale, magari meno appariscente e più difficile da cogliersi è quella della ricostruzione di un patto sociale tra le forze positive della città. Quelle che hanno votato compattamente per l'attuale primo cittadino nel 2008 e che con un percorso diverso e più aspro si sono coagulate al secondo turno del 2013. Non può essere solo la paura del peggio a metterle insieme, è necessario che superate le emergenze che si succedono nella nostra città sia una comune visione dello sviluppo, del cambiamento, della valorizzazione delle energie creative e protese alla bellezza, presenti nella nostra città. Tutto ciò, in questo momento, appare vago, astratto, confuso. Appare tale perchè una città assediata dalle emergenze ha difficoltà a guardare a qualunque progetto di lunga scadenza, ma è necessario ritrovare la capacità di sognare. Eppure questa amministrazione ha dimostrato di saper volare sopra le emergenze con le sue realizzazioni che rimarranno molto funzionali anche in tempi distanzti da quelli presenti. Il riferimento non è rivolto solo alle tensostrutture, all'area mercatale, all'elisoccorso, alla riqualificazione di numerose aree urbane.a tutte quelle azioni protese all'utilità ed alla ricerca di un'armonia estetica. Il riferimento è anche ai progetti immaterili realizzati. Il riferimento è all'enorme mole di lavoro svolto a favore di soggetti emerginati e sofferenti, allo straordinario sviluppo della cultura e delle arti, alla capacità di realizzare manifestazioni significative in un clima di parsimonia; si parla di progetti relizzati con finanziamenti comunitari in un territorio che puntualmente restituisce i fondi comunitari per incapacità di progettazione di spesa. Di ciò non ci si può visivamente non accorgere. Ora si tratta di fare sistema con le singole scelte, ora si tratta a di andare a parlare con quei segmenti di società, del resto maggioritari nel loro insieme, che guardano oltre il proprio egoistico interesse. Queste è la sfida autentica. Quella dell'istruzione, della formazione, della cultura, dell'estetica, della qualità della vita intesa non solo come qualità e quantità del cibo che viene consumato. Tutti momenti da affrontarsi sulla base delle possibili competenze di una amministrazione comunale. Per dire una cosa di destra e c'è tanto bisogna dire cose di destra, la sfida dell'identità. I nemici non sono quegli imbastitori di vane polemiche nei preliminari del consiglio comunale, quanto i produttori di emergenze quotidiane che tendono a impastoiare una azione di governo. Su quali siano le reali possibilità di uscire vincitori in questa apparentemente proibitiva sfida ci sia consentito di essere ottimisti. Almeno per una volta, almeno per questa volta. Matteo Bua

Adrano. Visita istituzionale dell'On. La Via 25/01/2014

Visita istituzionale al Comune di Adrano dell'Europarlamentare Giovanni La Via.

Nuovo Centrodestra Adrano

Adrano. Visita istituzionale dell'On. La Via Visita istituzionale al Comune di Adrano dell'Europarlamentare Giovanni La Via. Un incontro per ribadire che l'Europa rappresenta ancora una grande occasione...

Profile pictures 06/12/2013

Il logo del Nuovo Centrodestra

"Per il simbolo del Nuovo centrodestra abbiamo scelto una forma geometrica, il quadrato: i lati e gli angoli sono uguali. E’ una forma che ci rimanda al principio di uguaglianza, all'idea di giustizia, al merito.
La ‘d’ di destra è la direzione di marcia. La destra è la nostra metà campo."

Berlusconi: «In piazza chi ha a cuore Paese» E Forza Italia esce dalla maggioranza 26/11/2013

«Avevamo visto giusto, avevamo visto lontano. Sapevamo che sarebbe finita così e adesso siamo alla cronaca di un esito ampiamente annunciato. Avevamo detto e ripetiamo che è sbagliato sabotare il governo e portare il Paese al voto, per di più con questa legge elettorale, a seguito della decadenza del presidente Berlusconi. Decadenza che consideriamo del tutto ingiusta. La legge di stabilità, che comunque non aumenta le tasse ed è ancora migliorabile alla Camera, però, è diventata una scusa, un pretesto che non regge di fronte alla difficoltà di un Paese che ha bisogno di buongoverno e non del buio di una crisi senza sbocco e senza prospettive. Noi, dunque, continueremo a lavorare per l’Italia».

Berlusconi: «In piazza chi ha a cuore Paese» E Forza Italia esce dalla maggioranza Il Cavaliere a Montecitorio per l’incontro con i capigruppo. Conferenza stampa di Fi: «Voteremo no a legge Stabilità»

Vuoi che la tua azienda sia il Servizio Di Governo più quotato a Adrano?

Clicca qui per richiedere la tua inserzione sponsorizzata.

Ubicazione

Indirizzo


Via Tagliamento, 76
Adrano
95031