29/05/2026
Un colpo durissimo ai patrimoni mafiosi e ai circuiti internazionali del riciclaggio, il tesoro della droga di Matteo Messina Denaro.
Il mio plauso al Procuratore Maurizio De Lucia, a tutta la Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo e alla Guardia di Finanza per una straordinaria operazione che ha portato al sequestro di oltre 200 milioni di euro riconducibili agli interessi di Cosa nostra e all’arresto di 3 persone.
Colpire i soldi delle mafie significa colpire il loro potere.
Un’altra vittoria, un altro tassello, un altro passo avanti.
29/05/2026
✍️ Leggi l’intervista del nostro Riccardo Ricciardi a Il Manifesto. Ecco il testo integrale👇
❓Sono davvero mancati i vostri voti al centrosinistra in questa tornata elettorale?
Mi pare sia una lettura strumentale. Non si può fare un discorso generale su questo voto amministrativo. I territori vanno analizzati in maniera specifica. Sono 18 anni che faccio campagne elettorali per il M5S e dopo ogni voto locale viene celebrata la nostra crisi. Poi di solito alle politiche il nostro risultato stupisce, ma stupisce solo quelli che non ci conoscono.
❓Pesa soltanto la storica fatica del M5S alle comunali?
Prima che si tenesse il referendum sulla riforma costituzionale abbiamo sentito un deputato di Fratelli d’Italia dire tranquillamente davanti alle telecamere che bisognava muovere le proprie clientele. Nei comuni purtroppo si fa spesso così e se volessimo raggiungere dappertutto il 10% candideremmo i signorotti locali. Ma non lo facciamo perché la nostra idea di politica è un’altra.
❓Non è che un pezzo del vostro alleato soffre le alleanze? Se così fosse potrebbe risentirne il voto di opinione.
Anche su questo abbiamo dati sufficienti che dimostrano che ci sono comuni in cui abbiamo scelto di andare da soli e comunque non andiamo bene. Non c’è una regola assoluta. Dipende dal territorio. Penso che dove c’è un progetto e anche un candidato sindaco espressione della società civile, dove ci sono volti nuovi, allora cogli il risultato.
❓Dopo il referendum c’è stato il rischio di considerare Giorgia Meloni già finita e le prossime politiche già vinte?
Non direi. Anche perché non mi pare che questo voto sia stato un test tale per cui la destra può dire di aver retto. A parte Venezia, la coalizione progressista ha conquistato diversi comuni. Cresceremo ancora nei ballottaggi, dove siamo favoriti. Anche i numeri lo dicono.
❓Serve una spinta in più per arrivare al 2027 più attrezzati contro la destra?
Dobbiamo sicuramente dire cosa vogliamo per il Paese. Noi lo stiamo facendo con Nova. Qual è il Paese che non vogliamo lo abbiamo detto in questi anni. Ora dobbiamo dire cosa vogliamo: un Paese in cui le differenze di classe non siano così rilevanti. Dove esista un ruolo del pubblico e dello Stato che non lasci alla logica del profitto il governo della società. Dobbiamo fare stare meglio chi non arriva alla fine del mese. Dobbiamo costruire un sogno da contrapporre alla paura diffusa dall’altra parte.
❓A proposito, Conte ieri ha evocato ancora la sicurezza. È davvero un tema reale che fa la differenza?
Dipende da come viene interpretato: di cosa parliamo quando parliamo di sicurezza? Se affrontiamo questo tema in termini razionali e con proposte credibili o se lo agiti facendo leva sulle paure della gente, facendo cose terrificanti. Il problema esiste, ma una cosa è creare presidi territoriali, altro è aizzare l’odio, fare propaganda e speculare sulla paura.
❓Parlava del programma: Nova è pensata proprio per aprire il M5S alla società civile. Ci state riuscendo?
Ai cento incontri diffusi per tutto il Paese, due settimane fa, abbiamo riscontrato notevole partecipazione. Per ogni incontro c’era l’obbligo che per ogni iscritto dovesse esserci un non iscritto. La metà erano esterni e già questo ha funzionato: l’obiettivo è stato raggiunto.
❓C’è un’accelerazione sulla legge elettorale?
C’è un iter privo di qualsiasi rispetto istituzionale e democratico. Hanno calendarizzato la discussione, si andrà in Aula non avendo il testo definitivo. Abbiamo fatto audizioni in Commissione Affari costituzionali a proposito di un testo che già non esiste più. Ecco perché chiederemo che si torni in commissione.
❓Vede il rischio che Alessandro Di Battista si faccia il suo partito e diventi quello che per la Lega è Roberto Vannacci?
Il rispetto che ho per Di Battista mi impedisce di fare qualsiasi parallelismo o anche solo un’associazione tra lui e Vannacci. È un’ipotesi che respingo.
29/05/2026
Marco Travaglio- - 29 Maggio 2026
CALENDIMAGGIO
Abbandoniamo per un giorno la politica e, armati di microscopio elettronico, ci occupiamo di nanoparticelle: Carlo Calenda da Lilliput, emblema della coerenza e della serietà, è impegnatissimo a fare autocritica per aver sostenuto il forzista Ciccio Cannizzaro, eletto sindaco di Reggio Calabria col 65,68%. Questo clone di Cetto La Qualunque (Cannizzaro, non Calenda), deputato dal 2018, è noto per i comizi ruspanti in cui evoca il Padreterno, la Madonna, mammà e tutti i santi del cielo, ma soprattutto per la congiuntivite della sua prosa: “Io mi candido a scrivere la storia insieme a voi e a diventare il miglior sindaco che la nostra città abbi mai avuto”. Oltre al sempre decisivo Calenda, gli han dato una mano il suo spirito guida Giuseppe Scopelliti (4 anni e 7 mesi per falso in atto pubblico) e 12 anni di buon governo del pd Giuseppe Falcomatà (indagato per voto di scambio politico-mafioso). Quindi Carletto, che non vince nulla da quando il nonno Luigi Comencini lo infilò a dieci anni tra le comparse di Cuore, avrebbe potuto esultare per quel successo più unico che raro. Invece mai una gioia: se n’è già pentito. Prima ha provato a dare la colpa agli elettori, che sono la sua bestia nera (quando è in buona li minaccia: “Si meritano un meteorite”; quando dà in aceto li abolirebbe proprio): “Un tempo il centro era la maggioranza assoluta. Poi avete iniziato a votare gli influencer”. Ma sui social gli hanno ricordato che lui appoggiava Ciccio-Cetto e allora ha confessato: “Sono perfettamente d’accordo. Ho fatto l’errore di lasciar decidere ai territori senza conoscere il soggetto in questione. Purtroppo”.
Cosa siano di preciso questi “territori” che decidono per lui, e quanto misurino, e se siano pianeggianti o montuosi, non è dato sapere. Comunque è colpa loro, mica di Calenda che si è fatto imporre un tizio che manco sa chi sia (potrebbe conoscerlo in Parlamento, ma quando non è assente si distrae). La scena è un déjà vu di quella che lo vide protagonista, sempre a sua insaputa, nel 2022. Alle Comunali di Lucca, candidò in solitaria il figlio d’arte e direttore d’orchestra Alberto Veronesi, “persona seria e unica alternativa seria alla destra e alla sinistra”. Che infatti prese il 3,6% al primo turno e al ballottaggio si alleò con la destra, inclusa Casa Pound. Al che Calenda scoprì che il suo uomo era “incapace” e pure “sfigato” (dovevano averglielo imposto i famosi “territori”, in quel caso le colline della Lucchesia). E salì sul palco con Letta per sostenere l’aspirante sindaco di centrosinistra. Il quale, fino a qualche istante prima, aveva discrete chance di successo. Poi l’appoggio di Calenda fu decisivo, ma per far vincere il centrodestra. Quindi, senza Azione, Ciccio-Cetto avrebbe sfiorato il 100 per cento.