Biblioteca Lucchesiana di Agrigento

Biblioteca Lucchesiana di Agrigento

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La “clara et magnifica” Lucchesiana possiede oggi oltre 80 mila documenti, di cui la metà anteriori al 1800.

Eretta “senza risparmio di fatiche né di spese” dal conte Andrea Lucchesi Palli (1692-1768), vescovo di Agrigento, fu donata al popolo e aperta a tutti nel 1765. Il fondo storico, costituito dai circa 14 mila volumi della biblioteca personale del Vescovo comprende 31 codici arabi che con quelli della Centrale e della Comunale di Palermo rappresentano il 90 % dei manoscritti orientali custoditi nelle biblioteche siciliane.

26/05/2026
15/05/2026

Mercoledì 20 maggio ore 18 presentazione del volume "I portali Chiaramontani in Sicilia" di Nicolò Fiorenza

21/04/2026

Il libro degli atti del convegno su Livatino "Il profumo dell'onestà"
In vendita ad Agrigento:
- il Mercante dei libri, di Alessandro Accurso Tagano, in via Atenea
- edicola Veneziano, piazza Vittorio Emanuele.
- biblioteca Lucchesiana

05/04/2026

Video sulla proposta di legge dell'onorevole Giovanna Iacono sulla biblioteca Lucchesiana e le altre biblioteche indipendenti.

29/03/2026

È stato pubblicato il volume che raccoglie gli Atti del Convegno “Il profumo dell’onestà. Il beato Rosario Angelo Livatino: un uomo cristianamente realizzato”, svoltosi ad Agrigento il 27 novembre 2025 presso la Biblioteca Lucchesiana.

Non si tratta, tuttavia, di una semplice pubblicazione documentaria legata a un evento, ma di un contributo unitario e organico alla riflessione civile, giuridica e spirituale sul significato della testimonianza di Rosario Livatino nel nostro tempo.

L’iniziativa nasce da un’intuizione di Mons. Vincenzo Bertolone, maturata nel solco di un lungo impegno ecclesiale e civile sui temi della legalità e della coscienza, e condivisa con don Angelo Chillura, che l’ha accolta e tradotta in un progetto culturale concreto, coinvolgendo la Biblioteca Lucchesiana come luogo simbolico di memoria, studio e responsabilità pubblica. Da questa convergenza è nato un percorso che ha inteso offrire non una celebrazione, ma una parola esigente e necessaria.

La figura del Beato Livatino – primo magistrato riconosciuto dalla Chiesa come martire in odium fidei – continua infatti a interpellare ambiti diversi e spesso distanti tra loro: la coscienza personale, l’esercizio della funzione pubblica, il rapporto tra diritto e giustizia, la responsabilità etica nella vita sociale, la possibilità stessa di una santità laicale vissuta nella normalità del lavoro quotidiano.

Questi Atti intendono collocare tale testimonianza all’incrocio tra fede, diritto e vita civile, evitando letture riduttive o puramente encomiastiche.

Il filo conduttore del volume è racchiuso nell’immagine del “profumo”, ripresa dall’apostolo Paolo («Noi siamo infatti il buon profumo di Cristo», 2Cor 2,15): una presenza discreta ma persistente, capace di attraversare il tempo, di giudicare senza condannare e di attrarre senza imporsi.

L’onestà, così intesa, non è riducibile a virtù privata né a semplice correttezza morale: è una forza pubblica, una postura dell’anima che diventa criterio di vita personale e sociale.

In questo orizzonte si collocano i contributi raccolti nel volume. L’intervento di Mons. Alessandro Damiano, La santità è la normalità del bene, mette in luce il radicamento battesimale della testimonianza di Livatino, mostrando come la sua vita renda visibile una santità quotidiana, non eroica ma radicale, vissuta nell’esercizio responsabile della professione e del servizio allo Stato.

Segue il contributo di Mons. Vincenzo Bertolone, Il profumo dell’onestà, che propone una lettura teologico-spirituale della figura di Livatino, interpretando l’onestà come virtù generativa, capace di diventare testimonianza pubblica, giudizio silenzioso sulle forme di compromesso e via concreta di santità laicale.

Infine, Luigi D’Angelo, in Il coraggio della libertà, offre una testimonianza diretta e documentata, ricostruendo la personalità umana e professionale del magistrato, il contesto storico e istituzionale in cui operò e la coerenza che lo condusse, con piena consapevolezza, fino al martirio.

Nel loro insieme, i testi mettono in luce tre dimensioni fondamentali della figura di Livatino: la centralità della coscienza come luogo di verità e responsabilità; l’unità tra rigore giuridico e ca**tà verso la persona; la possibilità reale di una santità vissuta “dal di dentro” delle strutture secolari, senza separazione tra fede e vita.

Questi Atti intendono custodire e trasmettere tale memoria non come celebrazione del passato, ma come provocazione per il presente e promessa per il futuro.

Photos from Biblioteca Lucchesiana di Agrigento's post 29/11/2025

Conferenza di monsignor Vincenzo Bertolone "il profumo dell'onestà" al convegno su Livatino in Lucchesiana del 27 novembre 2025

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Via Duomo 94
Agrigento
92100

Orario di apertura

Mercoledì 09:00 - 13:00
15:00 - 17:30
Giovedì 09:00 - 13:00
Venerdì 09:00 - 13:00