La Biblioteca comunale "G.Scovazzo" di Aidone a cura di Umberto Digrazia

La Biblioteca comunale "G.Scovazzo" di Aidone a cura di Umberto Digrazia

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I libri di. G. Scovazzo, R. Ranfaldi e F. Cordova, dei PP. Cappuccini, Gesuiti e Domenicani.

Photos from La Biblioteca comunale "G.Scovazzo" di Aidone a cura di Umberto Digrazia's post 25/04/2026
31/03/2026

AIDONE _IL VENERDÌ SANTO "_tradizione e documenti" . a cura di Umberto Digrazia *
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A proposito di" U Signur a mucciuni "del Mercoledì Santo sulla base della documentazione che ho potuto visionare vediamo se possiamo dipanare la
" velata questio" che attiene alla statua
lignea di Gesù Cristo morto .
Debbo evidenziare che la statua lignea
viene trasportata in segreto nella nostra
Aidone il giorno di Mercoledi ,una caratteristica particolarmente unica in Sicilia.
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Pertanto partiamo dalla fondazione
della Chiesa di S.S.Maria Annunziata nella quale viene custodita la statua lignea del Cristo morto (allo stato attuale nell'Oratorio).
Sappiamo che con il titolo S. MARIAE ANNUNCIATA CIVITAS AYDONIS) la fondazione avvenne nell'anno 1529
promotore Giovanni Tommaso Gioieni Marchese di Castiglione e Barone della
città d'Aydone . (1)
A tale Chiesa il Gioieni vi associo' 'lo
"Jus patronato" della sua Casata con il
quale si obbligava per sé e per i suoi eredi a nominare il Cappellano previo Nulla osta da parte della Chiesa di Roma,in pratica dal Pontefice in carica.
Sappiamo che Giovantommaso Gioieni sposato con Eleonora Gioieni (una sua cugina)
morì in Aidone il 9 maggio 1548
per come ha testimoniato dal suo segretario
Antonio Filoteo degli Omodei di Castiglione.
Nella Chiesa Matrice intitolata a San Lorenzo martire al funerale del predetto Giovanni Tommaso erano presenti i figli Lorenzo e Antonella, quest'ultima sposata con Andrea Arduino.
Per come dichiarato dallo stesso Omodei
nel 1543 il defunto Giovan Tommaso aveva già designato per la Baronia di Aidone il suo secondogenito Lorenzo II Gioieni _Gioieni (2).
In seguito quando Lorenzo Gioieni subentrò in tutti i possessi e terre al fratello maggiore Pirruccio quest'ultimo morto senza eredi designo' suo figlio maggiore Giovanni Gioieni -Cardona sposato con Caterina Tagliavia- Aragona
Naturalmente il patrocinio di tutte le Chiese di Aidone faceva parte degli obblighi assunti anzitempo da Lorenzo Gioeni.
Successivamente alla morte di Giovanni Gioieni Cardona avvenuta nel 1582 gli subentro ' il figlio Alfonso Gioieni Tagliavia ,ma questi mori improvvisamente nel 1584 per cui tutti i castelli e terre di Castiglione, Giuliana, Chiusa,
Nohara,Casal Carbone ed anche la nostra Aidone passarono allo zio Tommaso Gioieni Cardona. (3).
Tommaso Gioieni Cardona , Governatore della Confraternita dei Bianchi di Palermo,
nel 1600 provvide alla fondazione della Confraternita "Pace e Ca**tà" di Aidone( denominata dei Bianchi)
, stabilendo la loro sede presso la nostra Chiesa della SS Annunziata. (4)
Al contempo nel 1612 o 1614 i rappresentanti del popolo di Aidone avuto l'assenso da parte del loro Barone Lorenzo III Gioieni -Cardona, figlio di Tommaso. e Susanna Beccadelli_ Bologna, provvidero a fondare una Confraternita di popolani con il titolo
"S.Mariae Annunciatae" con sede nella omonima Chiesa .(5)
In seguito al matrimonio fra D. Isabella Gioieni Cardona e Marcantonio V Colonna Principe di Paliano avvenuto il 30.4.162 la Confraternita dei Bianchi che in alcuni documenti viene citata come *Congregazione del Venerdì Santo* .intorno agli anni 1630_1650 fece realizzare la statua lignea del Cristo morto.(6)
La Confraternita dei Bianchi si occupava della Settimana Santa di Aidone , in modo particolare del Venerdì Santo, per come ho potuto rilevare in alcuni documenti (7)
Per il trasporto sia della statua lignea di Gesù Cristo morto che della bara, a quanto pare se ne occupavano i Confratelli popolani della
SS. Maria Annunziata.
Costoro erano rigorosamente vestiti di bianco con il cappuccio e indossavano i guanti.
Al contempo i Confratelli della Confraternita*Pace e ca**tà* (i cosiddetti Bianchi )vestiti di tutto punto e a viso scoperto seguivano rigorosamente il corteo religioso
per le vie della nostra cittadina. (8)
Una conferma di tutto ciò ci viene fornita dal ns.storico il Deputato e Senatore Vincenzo Cordova citando l'anonimo feudale del 1648 con Aidone sotto i Colonna -Gioieni la presenza di tre Oratori nella Chiesa di S. Maria Annunziata, .(9).
C'è da dire che la Confraternita dei Bianchi, era riservata ad esponenti di famiglie aristocratiche o congiunti della famiglia
Gioieni come il Barone Gianfilippo Calcagno e sappiamo che era composta da pochissimi componenti .(10).
Un importante Confratello fu Gianfilippo Calcagno ,Barone delle Tande e Cavalleria ,
Loopche nel suo testamento del 24 settembre 1647 aveva lasciato un censo enfiteutico perpetuo ricavato dalle sue terre "Delli Comuni * alla Congregazione del Venerdì Santo.(11)
Inoltre aveva stabilito la distribuzione annua di grano ai poveri di Aidone per il Natale e la Pasqua.
Successivamente negli anni 1660 - 1670
la Confraternita dei Bianchi venne trasferita
nella Chiesa di S. Maria La Cava, forse in ordine alla nomina del Sacerdote incaricato
dai Colonna- Gioieni per lo Jus Patronato
della Chiesa, fondata nel 1134 dalla
Contessa Adelasia Maccabeo,nipote di Re Ruggero II.(12)
Sappiamo che nel 1665 il Governatore della Congregazione di S. Maria La Cava( o dello piano) era un certo Marcantonio Battaglia, di Palermo, un parente dei Colonna. (13)
Il. Can. Luciano Palermo nel suo manoscritto del 1879 c'informa che nella Chiesa di
S. Maria la Cava c'era un altare laterale
della Congregazione del Venerdì Santo .(14).
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Passiamo adesso allo Jus Patronato per la Chiesa di S. Maria Annunziata.
Sulla base della mia ricerca effettuata presso l'archivio storico della Diocesi di Catania a cui apparteneva la nostra cittadina di Aidone
sino all'anno 1818 ho potuto rilevare i seguenti dati :
A_, ) titolare dal 16... (non si legge bene)
al 1739 risulta il Card. Carlo Colonna
figlio di Lorenzo Onofrio Colonna e
Maria Mancini.(15)
All'epoca per tutti i possessi dei Colonna Gioieni in pratica le terre e castelli di Castiglione, Giuliana, Chiusa ,
Aydone ,Contessa ect .nonché feudi della Sicilia di cui faceva parte la città d'Aidone
era stato incaricato con procura il Card. Francesco Mancini, un loro parente. (16)

B__).titolare dal 1762 al 1780 il.Card. Pietro Colonna Pamphili , figlio di
Fabrizio II Colonna IX principe di Paliano ect. Barone della città d'Aydone .(17)

C_) titolare dal 1780 al 1793 Card. Marcantonio Colonna figlio del predetto Fabrizio II Colonna.(18)
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Per contezza voglio precisare che lo
Jus Patronato dei Colonna Gioieni era per
le nostre seguenti Chiese :
XX____Chiesa Matrice S. Lorenzo martire
a cui era associato quello di S. Maria della Cittadella ( sub titolo S. Giovanni Aidonetto.)(19)
WW_____Chiesa di S Maria la Cava.(20)
YY _____Chiesa di S. Maria Annunziata.(21)
___________________________________________
Nel 1838 un anno dopo il terribile Morbus cholera che aveva fatto molti morti in Sicilia, secondo una disposizione del Governo di Luogotenenza trasmessa a tutte le Sottoprefetture dell'Isola e da queste ai Comuni ivi compreso Aydone venne effettuato un censimento delle Confraternite.
La finalità era quella di conoscere il numero dei componenti delle Confraternite (22)
Pertanto ecco di seguito l'elenco di quelle esistenti in Aidone :

_ Confraternita di S. Maria La Cava... . nr. 93
_Confraternita di S. Anna ....... .. nr. 91
_Confraternita di S. Antonio Abate. nr. 62
_Confraternita di S. Maria, Annunziata. nr. 62
_Confraternita di S. Giovanni......... nr. 59
_Confraternita S. Maria delle Grazie nr. 55
_Confraternita S S Sacramento nr. 35
_Confraternita SS Rosario S. Domenico nr. 29
_Confraternita "Pace e Ca**tà (Bianchi) nr. 20.
__________________________________________
Quindi conosciamo il numero dei Confratelli sia dei Bianchi (venti )che quelli di S. Maria Annunziata (sessantadue.).
In pratica di coloro che si occupavano direttamente del trasporto della statua lignea
di Gesù Cristo morto.
In sostanza in totale erano 82 confratelli preposti per la cerimonia religiosa"
u Signur "a mucciuni" da svolgersi il Mercoledì santo dalla Chiesa di S. Maria Annunziata
sino alla Chiesa Matrice S. Lorenzo martire.
E' lecito pensare che essendo il Mercoledì
per come sappiamo dai Vangeli Gesù era *vivo* la statua lignea di Gesù morto
venisse trasportata in serata da alcuni Confratelli di S. Maria Annunziata , adeguatamente vestiti di bianco con i loro cappucci .
Naturalmente il Cristo morto era coperto
con un grande lenzuolo bianco per nasconderlo agli occhi dei fedeli.
È conseguentemente il.Gesù morto nascosto ( in dialetto "a mucciuni " oppure "mucciat") venisse collocato presso l' altare della Chiesa Matrice al fine di averlo a disposizione per la
funzione religiosa del Venerdì Santo.
Una prova ci viene fornita dai cosiddetti Sepolcri in pratica gli Altari addobbati di fiori ed offerte per il Giovedì Santo che venivano allestiti in molte nostre Chiese con l'esclusione, appunto ,delle Chiese di
S. Lorenzo e di S. Maria Annunziata. (23)
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Passiamo al Venerdì Santo la deposizione di Gesù Cristo morto nella bara.
Questa bara particolarmente addobbata
veniva portata a spalla dai Confratelli dalla
Chiesa S. Maria Annunziata sino alla Matrice.
Dopo la celebrazione della Messa dalla Chiesa di S. Lorenzo si snodava un lungo corteo religioso.
Sulla base di un documento dell'anno 1816
il corteo era così composto:
---Sac.Gaetano Ansalone -Vicario Foraneo (24)
- Sac.Pietro Santoro- Cantore -- collegiata S.Lorenzo.(25)
-- Padre Giovan Battista Boscarini -Priore Convento S.Francesco dei PP. Capuccini (26)
-- Padre Bernardo d'Aydone -Abate Convento PP Riformati S.Anna(27)
--- Sac.Nicola Scovazzo - Cappellano Confraternita dei Bianchi. (28)
--- Sac.Gregorio Minolfi -Cappellano monarchico SS Sacramento.(29)
--- Sac.Giuseppe Boscarini -Cappellano S.Giuseppe.(30)
-- Sac.Giuseppe Maria .Cordova -Cappellano S.Maria la cava.(31)
-- sac.Giuseppe Profeta - Cappellano
SS Maria Annunziata.(32)
--sac.Filippo Romano -Cappellano
S.Maria delle Grazie.(33)
--sac.Vincenzo Scovazzo - Cappellano
S.Antonio abate .(34)
--sac.Lorenzo Ansalone -Priore Convento S.Domenico.(35)
---sac.Lorenzo Calcagno -Decano
collegiata S.Lorenzo .(36)
-- sac.Cosmo De Luca - maestro cerimonie.(37)
-- sac.Salvatore Drago - coordinatore dei canti sacri.(38)
--sac.Giuseppe Calcagno - Cappellano Chiesa Angelo custode.(39)
Tutte le Confraternite rappresentate dai Governatori con il maggiore e il minore (40)
Mi pare importante evidenziare che in alcune Confraternite c'erano i gruppi dei "lamentatori".
In pratica gli esecutori dei canti popolari dedicati alla passione e crocifissione di Gesù Cristo. (41)
Al seguito di tale corteo c'era la maggior parte della nostra popolazione.
La Banda musicale probabilmente precedeva
la bara di Cristo morto ,in quanto il suono
delle marce funebri in qualche modo avvisava le persone rimaste chiuse nelle loro case. (42)
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Per la diatriba sorta sulla statua lignea di
Gesù Cristo morto.
In mancanza di documenti possiamo azzardare un'ipotesi.
Conosciamo attraverso documenti il nominativo del Governatore dei
Bianchi nel 1862 era il dr. Giovanni Mazzola D'Arena .(43)
Possiamo supporre che il numero esiguo
dei Bianchi culmino' con lo scioglimento
dell'antica Confraternita, probabilmente
negli anni trenta .
Per cui è probabile che la statua lignea
venne ceduta dai Bianchi alla Confraternita
di S. Maria Annunziata.
Di tutto ciò ci dovrebbe essere un Verbale,
se non addirittura un vero e proprio atto notarile fra i documenti della predetta Confraternita.
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Umberto Digrazia *

N. B. Il. Poster fotografico:
__A sinistra in alto il quadro in possesso della Confraternita di S. Maria Annunziata dell'Arcangelo Gabriele per il lieto annunzio
a Maria.
_a destra in alto le ante dell'altare principale della Chiesa di S. Maria Annunziata sulle quali sono dipinti l'arcangelo Gabriele e S. Maria. (anno 1830).
_ a sinistra in basso la bara di Gesù Cristo morto trasportata dai Confratelli della S Maria Annunziata.
__La pregevole statua lignea di Gesù Cristo morto risalente agli anni 1630_1650..
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Umberto Digrazia *
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N.B. Le annotazioni su fonti storiche e i personaggi citati nel presente post
sono inclusi della mia rubrica personale._

Photos from La Biblioteca comunale "G.Scovazzo" di Aidone a cura di Umberto Digrazia's post 16/01/2026

Comm.Senatore SCOVAZZO Gaetano
(Aidone 16.1.1782+Palermo 7.6.1868).
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Gaetano Scovazzo ,figlio di Lorenzo e Cordova Lucia e' stato uno dei piu' grandi aidonesi
che hanno dato veramente lustro alla nostra cittadina.(1).
La sua famiglia era imparentata con le
famiglie nobili di Aidone la Jaci e quella
degli Emanuele.
Sappiamo che i suoi nonni erano
Albina Emanuele Jaci(1719+1798)che
si sposo' il 23.5.1737 con Scovazzo Domenico.(1710+1806)
La coppia Domenico ed Albina ebbe due
figli:
A) Vincenzo Scovazzo (1738)sposato
con Rosalia Cordova di Filippo e Vittoria
Boscarini .(2)
B) Lorenzo Scopazzo(1740) sposato con
Lucia Cordova anch'essa figlia di Filippo e Vittoria Boscarini (3)
C'è da evidenziare che il predetto Filippo Cordova di Giovanni
era un Giurato di Aidone mentre
la moglie Vittoria Boscarini era figlia di
Giuseppe Boscarini , Barone di Villa Orlando (4)
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La famiglia di Lorenzo Scovazzo e Lucia Cordova era composta dai seguenti figli:

1)Scovazzo Domenico A. (1780+1837)Giudice.
2)Scovazzo Gaetano (1782+1868) Avvocato
3)Scovazzo Nicola (1783+1837)Abate_teologo
4)Scovazzo Anna Paula (1785+1879).__prop.
5)Scovazzo Luigi (1788+1855)avvocato.
6)Scovazzo Teresa (1789+1851)__prop.
7)Scovazzo Pietro Paolo(1791+1881)
8)Scovazzo Francesca (1793+1866)prop.
9)Scovazzo Salvatore (1795+??).

Da piccolo Gaetano Scovazzo venne
mandato presso il Collegio di Noto per gli
studi di teologia.
Suo padre Lorenzo lo voleva prete mentre sua madre Lucia desiderava che si dedicasse alla cura dei terreni di proprieta' della famiglia. (5)
Ma il genio della cultura era la principale dote di Gaetano Scovazzo.
Infatti all'eta' di 12 anni scrisse e declamo' al suo insegnante di lettere e latino 13 discorsi sulla *Storia della letteratura italiana *di Girolamo Tiraboschi .(6)
Gaetano Scovazzo terminati gli studi al. Ginnasio e al. Liceo prosegui presso l'Universita' di Catania per conseguire
nel 1802 la laurea in diritto con il massimo
dei voti.
Nella citta 'etnea I suoi amici intimi facevano parte dell'intelighenzia come Agatino Sammartino Pardo, Salvatore Vigo Platania ,Francesco Ferrara ect.
Inoltre ebbe modo di farsi conoscere dal Vescovo di Catania Mons.Corrado Maria Deodato Moncada per le sue originali relazioni sul diritto canonico in Sicilia.(7)
Uno dei suoi insegnanti fu il Canonico Francesco Strano ,per come ho rilevato da
una dedica fatta a lui nel Catalogo della Biblioteca del Vescovo Mons Salvatore Ventimiglia.(8)
Dotato di una memoria prodigiosa Gaetano Scovazzo, pur venendo da una piccola città come Aidone si fece conoscere a Catania.
Egli si considerava allo stesso modo dei
nostri concittadini con orgoglio un" erbitense "con riferimento all'antica" Cittadella diruta"
di Herbita, in pratica Morgantina (9).
In poco tempo divenne il saggio conoscitore del diritto in Sicilia.
Nel 1804 si trasferi' a Palermo per intraprendere la carriera forense .
Venne sollecitato dal suo amico Michele Chiaranda Barone di Friddani. con il quale
ebbe sempre rapporti
sia di frequenza che epistolari .(10)
La Sicilia era senza dubbio la sua patria.
Ma sappiamo che Gaetano Scovazzo ebbe modo di conoscere personalita di altri Stati
che aspiravano ad un'Italia libera dal giogo dell'Impero asburgico.
Dopo il fatidico anno 1812 con la Costituzione liberale promossa da Lord Bentick, il nostro Gaetano Scovazzo nel 1814 venne nominato Deputato del Parlamento siciliano presso una Camera .(11)
Con riferimento alla sua attivita' politica
venne particolarmente stimato per la sua dottrina del diritto..
Il ns.Gaetano Scovazzo conosceva a memoria tutte le" Prammatiche".della Sicilia .
I suoi amici erano I migliori esponenti della cultura siciliana di Palermo.
Possiamo menzionare il dotto grecista Giuseppe Turturici, il pittore Giuseppe Platania e l'avvocato Antonio Agnetta. (12)
Quando nel 1819 si reco' a Napoli il Ministro borbonico Donato Tommasi apprezzo' molto la sua preparazione nell'ambito del diritto.
Per cui il Tommasi lo fece nominare da Re Ferdinando I Regio Procuratore del patrimonio e agente del contenzioso presso il Tribunale di Palermo.(13)
Successivamente nel 1825 venne nominato Giudice presso la Corte d'appello di Palermo.
Successivamente l'anno seguente gli venne conferita la carica di avvocato generale della Corte dei Conti.
La sua capacita lavorativa era sbalorditiva in quanto gli bastavano circa cinque ore di sonno.
Tutte le mattine riusciva a studiare le pratiche per redigere i suoi pareri legali che diventavano" de facto" delle vere lezioni di diritto.(14)
A Palermo il nostro Gaetano Scovazzo era l'unico siciliano in grado di competere con
quelli del Foro di Napoli
( Franco,Turretta,Vaginelli,Napolitano)
considerati all'epoca i più grandi luminari
del diritto.
Nei suoi frequenti viaggi a Napoli per espletare il lavoro di Regio Procuratore Gaetano Scovazzo ebbe modo di conoscere l'antiquario e poeta Agostino Gallo in quanto risiedevano entrambi nella stessa casa a Napoli
In seguito Scovazzo e Gallo diventarono amici fraterni. .(15).
Le sue doti erano veramente apprezzate da tutti.
In pratica la sapienza nel diritto con la perfetta conoscenza di molte lingue come
francese,inglese ,tedesco e spagnolo unitamente alla sua lealta' ed umiltà lo
fecero diventare uno dei siciliani più importanti nel contesto dell'Europa.
Nel 1831 Gaetano Scovazzo venne nominato da Re Ferdinando Borbone II Direttore del Dipartimento di Grazia, Giustizia ed affari ecclesiastici nel Governo di Luogotenenza
per la Sicilia presieduto dal Principe Leopoldo Conte di Siracusa fratello dello stesso Re Ferdinando II(16)
Sappiamo che Il Governo del Luogotenente di Sicilia era guidato dal Principe di Campofranco Antonio Lucchesi Palli.
Per la gran mole di affari trattati dal nostro Gaetano Scovazzo per un periodo di quattro anni divento de facto.la principale attivita' di quella Luogotenenza. (17)
Re Ferdinando II da Monarca assolutista pose fine alla Luogotenenza del fratello Leopoldo
,in quanto quest'ultimo apprezzava le idee liberali e progressiste.
Peraltro in Sicilia era stato avviato un grande progetto per il rinnovamento dell'Agricoltura promosso dal nostro Gaetano Scovazzo.(18)
Dalle lettere di Filippo Cordova,(cugino dello Scovazzo che per rispetto lo chiamava zio) scritte al padre notaio Francesco Paolo negli anni 1831-1834 sappiamo che a Palermo
il Comm.Gaetano Scovazzo abitava in una grande Villa di proprieta' della sua famiglia.(19)
Coabitavano con lui il fratello l' Abate Nicola teologo ed educatore ( Direttore delle scuole in Sicilia nelle quali venne applicato il metodo Bell_ Lancaster) il fratello Luigi, avvocato che lo collaborava nel suo Ufficio di Direttore e
la sorella Teresa Scovazzo.(20)
Nel giugno del 1838 da Napoli ove soggiornava per espletare il suo lavoro Gaetano Scovazzo scrisse al suo amico Jean Jacques Dupin giurista e Presidente della Camera di Francia.(21).
Sappiamo che lo stesso Dupin gli aveva gia inviato in dono un'opera di 18 volumi il 24.11.1829.
Si raccomando' al suo fraterno amico Michele Chiaranda' ( esule a Parigi dall'anno 1823 )
per il cugino Filippo Cordova.
Il ns .Filippo Cordova era stato designato unitamente al suo insegnante Prof.Carmelo Maravigna per partecipare al.VI Congresso europeo degli scienziati che si svolse In Francia a Clermont Ferrand nel 1838.
Da una lettera dello stesso Filippo Cordova sappiamo che che l'itinerario del.viaggio
era il seguente: Napoli,Terracina__Roma---,Milano__,Ginevra,
Lione ed infine Parigi.
Per la sua relazione al Congresso sull'opera
" Il Paradiso perduto" di John Milton Filippo Cordova si avvalse della traduzione del
cugino Gaetano Scovazzo. (22).
In precedenza c'era stato un anno terribile "1837 "con la popolazione della Sicilia in
forte calo a causa del" Morbus cholera". .
Un profondo lutto colpi' il ns. Gaetano Scovazzo.
I suoi amati fratelli Domenico(Giudice ) e Nicola (teologo)morirono a Palermo nel
mese di luglio entrambi a causa del
cholera.(23).
Questo terribile Morbus cholera era arrivato
in Sicilia a Palermo attraverso due navi commerciali provenienti da Napoli.
Sappiamo che il ns. Gaetano Scovazzo avvalendosi della legge sanitaria in vigore nell'isola che prevedeva il cordone sanitario voleva impedire l'accesso delle
due predette navi al porto di Palermo.
Ma la sua proposta venne vanificata per
ordini provenienti da Napoli.
Nel 1838 Gaetano Scovazzo venne nominato componente della Consulta del Regno delle Due Sicilie per gli affari della Sicilia.
Da vero patriota per la sua Sicilia mentre c'era la discussione sul Progetto del Tribunale della Regia Monarchia ed apostolica legazia , avvisato da alcuni amici il ns.Gaetano Scovazzo intervenne in difesa dei diritti
dei siciliani.(24)
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L'anno 1848 il 12 gennaio quando la Sicilia
fu la prima in Europa a dichiararsi libera dalla sudditanza per il Regno di Napoli.
Re Ferdinando II per evitare di concedere la Costituzione ai siciliani nomino' il 28.1.1848
Gaetano Scovazzo Ministro dell'Agricoltura e Commercio nel Governo guidato da Nicola Maresca Duca di Serracapriola.(25)
Frattanto pero gli avvenimenti in Sicilia precipitarono in quanto il nuovo Parlamento voleva a tutti I costi l'autonomia della Sicilia da Napoli che era gia stata concessa in precedenza sulla carta l'anno 1812 dal nonno Ferdinando I Borbone.
Ma di fatto che non venne mai attuata.
Gaetano Scovazzo si dimise dal governo
una prima volta il 18.2.1848 per la* Quistione siciliana in nome della liberta' e dell'indipendenza d'Italia.
In sostanza per l'eterna infeudazione di una nazione autonoma, da secoli libera, ormai costituita* indipendente* .(26).
Ferdinando II di Borbone su invito dell'ambasciatore inglese Lord Gilbert Minto( inviato dal Primo Ministro Lord Palmerston) ,dapprima sembrava favorevole
a fare delle concessioni al Parlamento siciliano nominando 'Luogotenente per la Sicilia Ruggero Settimo , ch'era stato acclamato gia Presidente del Regno.
Il ns. Gaetano Scovazzo apprezzato da Lord Minto venne nominato Ministro per gli
Affari della Sicilia in ordine al Decreto
del 6 marzo 1848 .(27).
Sappiamo attraverso le sue lettere Gaetano Scovazzo cerco' di fare approvare dal Re Ferdinando II una *Costituzione liberale della Sicilia * che ricalcava quella del 1812.
In pratica una piena autonomia della Sicilia.
con un Parlamento separato e con la nomina di un Re, (possibilmente un principe della casata Borbone ) e soprattutto la liberta' di commercio.
In sostanza la Sicilia poteva trattare gli affari con gli altri Stati senza vincoli.
Con la smobilitazione dell'esercito borbonico dall'isola, di cui sappiamo che il suo mantenimento comportava un'onere gravoso per le finanze di tutti I Comuni siciliani.
Tutto sommato la proposta del ns.Gaetano Scovazzo era supportata da Lord Minto e Lord Napier (ambasciatori della Gran Bretagna )ed era ben vista dalla Francia.(28).
Ferdinando II Borbone oppose un netto rifiuto ponendo le seguenti condizioni : A)scioglimento della Guardia Nazionale
di Sicilia.
B)guarnigioni al completo dell'esercito borbonico a Palermo,Messina e Catania
C) risarcimento di 2 milioni di Ducati
per spese comuni e danni di guerra
D)la tesoreria della Sicilia debitrice
di 3 milioni ducati
E) Abolizione dello Statuto e annullamento
dei Decreti e atti del Governo siciliano.
_______________________________________
Queste impossibili condizioni del Borbone(lettera con sigillo reale) che
Lord Minto porto' con se a Palermo e che
fece pervenire a Ruggero Settimo provocarono lo sdegno di Gaetano Scovazzo a cui lo
stesso Re Ferdinando II aveva assicurato diverse condizioni.
Pertanto il 23.3.1848 scrisse una lettera
per le sue dimissioni che rispecchiano la
sua profonda onesta' e rettitudine da
patriota siciliano (29).
Per evitare incomprensioni sia da parte dei suoi amici Antonio Lucchesi-Palli,il Duca Sammartino,I generali Statella,Staiti e Poulet nonché dai suoi estimatori stranieri
(Lord Minto,Lord Napier, l'Ammiraglio Parker,
Sir Baudin) la lettera venne pubblicata dal
suo amico il medico Giovanni Raffaele nel quotidiano di Napoli "Il Nominale".(30).
Di conseguenza Gaetano Scovazzo venne espulso da Napoli insieme al fratello Luigi, quest'ultimo particolarmente sorvegliato
dalla polizia borbonica.
C'è da evidenziare che Luigi Scovazzo si prodigava per I prigionieri siciliani richiusi
in carcere. (31)
Successivamente entrambi i fratelli Scovazzo si spostarono a Roma su invito dell' amico di Gaetano il giurista Pellegrino Rossi,.
Lo stesso Pellegrino Rossi era stato
nominato il 16.9.1848 da Papa Pio IX
nuovo Primo Ministro per lo Stato Pontificio.(32)
Gaetano. Scovazzo a Roma aveva stretto amicizia con il Sac. Gioacchino Ventura, all'epoca Ambasciatore a Roma della Sicilia
ed anche con l'Abate Antonio Rosmini
inviato come Ambasciatore presso il Pontefice( Papa_Re) dal Regno di Sardegna .(33).
Su indicazione dell'amico Pellegrino Rossi il ns..Gaetano Scovazzo venne nominato
Pari nella Camera dello Stato pontificio.
Ma non pote' operare poiche' il 15.12.1848
lo stesso Pellegrino Rossi venne
assassinato.(34)
Dopo avere compiuto un lungo viaggio I due fratelli Gaetano e Luigi Scovazzo rientrarono
a Palermo.
A quel punto seguirono le vicende politiche
del loro cugino Filippo Cordova nominato Ministro delle Finanze nel Governo di Vincenzo Fardella Marchese di Torrearsa.(35).
Dopo il breve periodo d'indipendenza della Sicilia, in seguito ci fu la dura reazione del Borbone che aveva inviato un potente
esercito nell'isola guidato dal gen. Carlo Filangieri
Successivamente dopo alcune battaglie sostenute dai volontari dell'esercito siciliano guidato dal gen. Mieroslaski, di cui facevano parte anche alcuni nostri concittadini.
Palermo si dichiarò borbonica e furono proscritti dal Filangieri 43 patrioti siciliani fra i quali i nostri :
Filippo Cordova, Francesco e Lorenzo Camerata Scovazzo ect.
Gaetano Scovazzo si era ritirato dalla scena politica di Palermo.
Ma lo stesso Carlo Filangeri di Satriano per
la sua vasta dottrina lo propose come giurista per la Consulta del Regno di Napoli.
Pertanto" ob torto collo "Gaetano Scovazzo dovette accettare di servire nuovamente
Re Ferdinando II al fine di salvaguardare
gli interessi della Sicilia.(36).
____________________________________________
Nel periodo dal 1849 al 1859 Gaetano Scovazzo effettuo' diversi viaggi recandosi
in Francia avendo stretto amicizia con diversi eminenti giuristi e militari.
È probabilmente si recò pure in Inghilterra.
Nel 1859 il nuovo giovane sovrano
Francesco II Borbone lo nomino' Presidente della Consulta di Sicilia di cui la sede si trovava a Palermo.(37).
Sulla spedizione dei Mille di Garibaldi Gaetano Scovazzo fece la sua parte.
Infatti aveva fatto pervenire al cugino
Filippo Cordova esule a Torino la carta
della Sicilia.
Questa carta gliela aveva donata il Capitano inglese William Henry Smith, che l'aveva redatta alcuni. anni prima.(38).
Filippo Cordova tramite la sua amica
contessa Martini l'aveva fatta pervenire
al generale Giuseppe Garibaldi (39)
Successivamente con la vittoria dei garibaldini conseguita a Calatafimi a Palermo venne promulgato lo stato d'assedio.
Sappiamo che la casa di Gaetano Scovazzo
era strettamente vigilata dalla polizia borbonica.
Tutto ciò avvenne in quanto suo nipote Rocco Camerata-Scovazzo( figlio della cugina Carmela Scovazzo) era stato arrestato
insieme ad altri patrioti siciliani come responsabili della rivolta della Gancia. (40).
Non appena Palermo venne conquistata dai garibaldini e dai volontari siciliani
Gaetano Scovazzo venne interpellato dal generale Giuseppe Paterno- Castello per far parte del Consiglio per la formazione del Governo Dittatoriale di Garibaldi.
Ma per la sua malandata salute Gaetano Scovazzo non pote' accettare o forse non
volle per non fare un torto al cugino Filippo Cordova (41).
Nel Plebiscito per l'annessione al Regno di Sardegna che si svolse il 21.10.1860
Gaetano Scovazzo per la sua fama di eminente giurista venne invitato a presiedere la Corte suprema di Giustizia di Palermo.
Ma anche questa volta declino' l'invito e mando' invece il suo fraterno amico
Pietro Cirino come Consigliere di Stato.(42).
Nel processo Verbale redatto dal Presidente Pasquale Calvi il 4.11.1860 ho potuto rilevare che la nostra Aidone era tutta quanta favorevole all'annessione della Sicilia al Regno di Sardegna.
Certamente furono i nostri concittadini patrioti
Vincenzo Cordova ,
Rosario Profeta- Boscarini,
Filippo Ranfaldi ect. fra i principali promotori, per l'annessione.
In sostanza il risultato in Aidone
fu con 1336 voti favorevoli( Si) e nessun NO.(43).
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Con l'arrivo a Palermo del Re Vittorio Emanuele II avvenuto il 2.12.1860 venne nominato Luogotenente per la Sicilia Massimo
Cordero di Montezemolo.
Il Luogotenente Montezemolo il 4.12.1860 nomino' Consigliere per le Finanze il ns.
Filippo Cordova.
Nel frattempo Gaetano Scovazzo da esperto giurista venne inserito nella Commissione legislativa per la redazione del nuovo
Codice italiano. (44).
Il Primo Ministro Camillo Benso Conte di Cavour, (amico fraterno di Filippo Cordova,) sebbene non avesse conosciuto personalmente Gaetano Scovazzo lo indico' al Re Vittorio Emanuele II insieme a Ruggero Settimo e Vincenzo Fardella di Torrearsa per
la nomina a Senatore che gli venne conferita
il 18.2.1861.(45).
Nella VIII legislatura del nuovo Regno d'Italia che ebbe la durata sino al 7.9.1865 il nostro Senatore Gaetano Scovazzo nonostante l'eta' avanzata volle dare il suo fattivo contributo e
si sposto' da Palermo a Torino.
Nella seduta del Senato del 29.7.1863 all'eta
di 81 anni l'aidonese Gaetano .Scovazzo intervenne nella discussione sul Progetto di legge per la Corte di Cassazione con la meraviglia da parte dei suoi colleghi per avere superato in dottrina il giurista napoletano Filippo Capone.(46).
In seguito il ns. Gaetano Scovazzo partecipo' anche alla seduta del 3.8.1863 facendo conoscere il suo ingegno e la sua vasta dottrina.
Ma nello stesso anno dovette rientrare a Palermo poiche il clima umido di Torino lo faceva stare male.(47)
Gaetano Scovazzo fu sempre ammirato da Filippo Cordova non solo perche lo aveva aiutato a Palermo da giovane avvocato nel 1831,ma per la sua preparazione in economia politica.
Una preparazione maturata nella lunghissima carriera di Magistrato e Amministratore.
Per lo Stato Italiano che in quei primi anni si stava formando il ns Gaetano Scovazzo si esprimeva nel modo seguente:

** si vede benissimo quali sono I pesi dello Stato e sono pesi cosi' enormi,che bisogna
far di tutto per disgravarlo.
Ma economia importa buon Governo e buon Governo importa somma Giustizia, senza
la quale fu sacra parola" REGGES ET
REGNA CORRUNT ."**
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Per la Sicilia il suo pensiero politico era difforme da quello del cugino Filippo Cordova.
Gaetano Scovazzo voleva che fosse stata mantenuta una certa autonomia per la Sicilia , pur apprezzando l'Unita' dell'Italia.(48)
Essendo egli stato uno dei primi promotori,faceva il paragone della Scozia e dell'Irlanda facenti parte della Gran Bretagna.
L'analisi politica di Gaetano Scovazzo per
certi versi fu profetica per la nostra Sicilia.
In correlazione alle successive vicende storiche(coscrizioni,stati d'assedio ,repressioni ect) che interessarono la nostra Isola nei primi anni dopo l'unità d'Italia.(49).
Ecco. dunque come si esprimeva:

**" In Sicilia l'unificazione e' stata un'opera conterranea di demolizione e di demolizione non di cose materiali,che sarebbe cosi
presto fatto che detto lo sgombrare macerie,ma rovina di essere viventi.
Struggendo,sconvolgendo amministrazioni
una appo all'altra;spostando e manomettendo l'un di piu' che l'altro interessi di classi,
che posson dirsi interessi generali, non s'impetra al piu' che la faccia dell'unificazione,la sostanza non mai, che
puo' essere opera in gran parte,coll'ausilio delle buoni leggi ,dell'azione lenta del tempo.
I nostri padri antichi,conquistatori e legislatori, non altrimenti facean salde le conquiste,
che lasciando ai vinti le loro leggi, adottandone anche I numi, anziche' imporre I loro".**.
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Gaetano Scovazzo in occasione del morbus Cholera che si diffuse nel 1867 nel neonato Regno d'Italia riteneva un grave torto che alla Sicilia gli erano stati tolti sia il Magistrato della salute pubblica che il Codice sanitario.(50)
Negli ultimi anni passati a Palermo con qualche viaggio d'estate per Aidone per
alcune soste brevi sappiamo che Gaetano Scovazzo era sempre circondato da amici di Palermo.
Pietro Cirino era tutti I giorni a casa sua a Palermo.
Inoltre era sempre circondato. dai suoi parenti .
In modo particolare in Aidone lo assisteva la sorella Anna ( ndr. vedova del notaio Francesco Paolo Minolfi) ed I suoi nipoti. Lorenzo. e Domenico Minolfi
Domenico Minolfi -Scovazzo venne avviato alla carriera politica come Consigliere provinciale di Caltanissetta . (51)
Dalle lettere di Gaetano Scovazzo si evidenzia il suo profondo legame con la madre Lucia Cordova..
Ma allo stesso tempo fu veramente amorevole con tutti i suoi famigliari facendo sempre loro dei regali.
Tenne sempre l'amicizia con Michele Chiaranda di Friddani e con il poeta
Agostino Gallo.
Il Gallo. in sostanza fu il suo biografo nonché il promotore per la realizzazione del Mausoleo nella Chiesa di S.Domenico di Palermo,
in pratica il Pantheon
degli " ILLUSTRI SICILIANI" .(52)
C'e' da menzionare anche un'altro suo amico intimo, il Rettore della Casa Professa di Palermo Mons. Filippo Evola(53) .
Dopo la sua morte avvenuta a Palermo il 7.6.1868 , in occasione dei suoi solenni funerali celebrati il 10.6.1868 nella Chiesa di S.Nicola Tolentino Mons. Filippo Evola recito' una bellissima orazione funebre che venne fatta pubblicare in seguito dai suoi nipoti Lorenzo e Domenico Minolfi-Scovazzo.(54).
Per adempiere alle sue volonta', da vero aidonese era particolarmente legato alla
nostra cittadina.
Gaetano Scovazzo venne sepolto nella nostra Chiesa di S.Leone II Papa con il busto marmoreo realizzato dallo scultore
Giuseppe Fratallone.
Un altro busto marmoreo venne collocato
nel Mausoleo della Chiesa di S.Domenico a Palermo .(55)
Di tutto cio' si occuparono I suoi nipoti Lorenzo e Domenico Minolfi Scovazzo.
Inoltre venne commissionato. un bellissimo mezzo busto marmoreo allo scultore Domenico Morelli per donarlo al nostro Municipio.(56)
Il regalo di Gaetano Scovazzo che fece alla nostra comunita di Aidone furono tutti I
suoi numerosi e preziosi libri per la nostra Biblioteca comunale che venne
intitolata a lui. (57).
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Umberto Digrazia.*

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Mi pare importante pubblicare alcuni brani
del. Testamento olografo del nostro illustre aidonese Comm.Gaetano Scovazzo
_Senatore del Regno d’Italia

Articolo .8
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A favorire i buoni studi nella mia terra natale ove tant’è alacrità d’ingegni, lascio e lego tutti i miei libri della mia biblioteca, tranne quelli di cui ho disposto,al Comune di Aidone,sotto le condizioni seguenti:

1° __Che il Municipio appronti un locale alla pubblica biblioteca che si intitolerà del
mio nome.

2° __Che assegni un discreto stipendio ad un bibliotecario di sua nomina,dopo la morte di mio nipote Domenico Minolfi, per la prima
volta da me nominato.

3°__ Che stabilisca in bilancio un discreto fondo annuale ad acquisto successivo di libri.

Voglio che alla futura nomina del bibliotecario intervenga alla commissione d’esame mio nipote Rocco Camerata Scovazzo ,con voto prepoderante in caso di parità,e dopo la
di lui morte ,il Sindaco del tempo.
Vanno compresi nel legatogli scaffali,
restando il trasporto del tutto a carico del Comune.
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Umberto Digrazia

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Annotazioni sui personaggi.

1)
2)
3)
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5)
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12)

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