10/10/2026
https://www.facebook.com/share/1PsLLLL4BT/?mibextid=wwXIfr
ALBA ADRIATICA, LA MINORANZA: «IL CONTROLLO DEMOCRATICO NON PUÒ DIVENTARE UN PERCORSO A OSTACOLI»
Tra filtri nei colloqui, risposte carenti al question time, pretesa della firma digitale e documentazione negata sull’imposta di soggiorno 2025, l’opposizione scrive al Presidente del Consiglio comunale e avverte: “Inerzia inaccettabile, pronti al ricorso al Prefetto”
ALBA ADRIATICA – «Il controllo democratico sull’attività amministrativa non può trasformarsi in un percorso a ostacoli». È questo il senso della segnalazione formale presentata dai consiglieri comunali di minoranza di Alba Adriatica al Presidente del Consiglio comunale, chiamato in causa quale garante della trasparenza e del corretto funzionamento dell’Assemblea cittadina per chiedere il rispetto delle prerogative consiliari.
Al centro della denuncia c'è una serie di prassi ed episodi che, valutati nel loro insieme, stanno rendendo sempre più difficile l'esercizio del mandato elettivo e il diritto di informazione dei cittadini.
Question time e filtri con la struttura amministrativa
I consiglieri evidenziano innanzitutto le criticità riscontrate durante il question time, dove le modalità e i tempi delle risposte non hanno consentito di assicurare quel confronto diretto e trasparente che dovrebbe caratterizzare l'istituto.
A questo si aggiunge un'ulteriore anomalia riscontrata nei rapporti con la struttura amministrativa: in diverse occasioni, per poter interloquire con i funzionari comunali nell'esercizio delle proprie funzioni, sarebbe stata pretesa la presenza di ulteriori persone quale condizione per lo svolgimento del colloquio. «Chiediamo di conoscere quale sia il fondamento normativo o regolamentare di una simile prassi – affermano i consiglieri – perché il rapporto tra consiglieri e uffici deve svolgersi nel rispetto dei ruoli istituzionali, secondo principi di correttezza, trasparenza e collaborazione».
Accesso agli atti, firma digitale e l'emblematico caso dell’Imposta di Soggiorno 2025
Al centro dell'attenzione c'è soprattutto la gestione delle richieste di accesso agli atti ai sensi dell'articolo 43 del Testo Unico degli Enti Locali (TUEL), dove l'ostacolo burocratico appare sempre più evidente, arrivando persino alla richiesta della firma digitale per la presentazione delle istanze.
Caso emblematico di questa rigidità è l'istanza presentata il 15 aprile 2026 per ottenere le delibere di Giunta e le determine dei responsabili di servizio su ogni singola spesa finanziata con l’imposta di soggiorno riscossa nel 2025.
A rendere ancora più complessa la verifica è la situazione del sito web del Comune: nelle sezioni “Il Comune Informa” e “Amministrazione Trasparente” non sono infatti più consultabili le delibere, le determine e le ordinanze antecedenti al 2026. Una carenza che limita concretamente il diritto all'informazione e ostacola i consiglieri, costretti a richiedere atti di cui non è possibile conoscere preventivamente gli estremi.
A fronte dell'istanza dell'opposizione, l'iter per l'imposta di soggiorno si è trasformato in un contorto rimpallo:
• 15 Aprile 2026: presentazione della richiesta di accesso agli atti;
• 20 Maggio 2026: sollecito formale via PEC a fronte del silenzio dell'Amministrazione;
• 26 Maggio 2026: il Servizio Finanziario dichiara di essere competente esclusivamente per le entrate, demandando ai responsabili dei singoli capitoli di spesa;
• 22 Giugno 2026: il Settore Manutentivo trasmette unicamente tre determine (posizionamento bagni amovibili per € 11.077,60; installazione palchi estivi per € 13.563,00; palco festa di Santa Eufemia per € 1.220,00) per un importo complessivo di appena 25.860,60 euro.
Ad oggi non è pervenuto alcun altro documento relativo alla quasi totalità delle risorse incassate con il tributo nel 2025.
La posizione della minoranza: «No a formalità sproporzionate, pronti a rivolgerci al Prefetto di Teramo»
«Siamo consapevoli – sottolineano i consiglieri – che l'Amministrazione possa chiedere di precisare una richiesta qualora l'oggetto non risulti sufficientemente individuato o possa richiedere la regolarizzazione di eventuali profili formali. Ciò che riteniamo necessario è che tali procedure non si trasformino in formalità o richieste sproporzionate — come la pretesa della firma digitale o la rigidità sui requisiti di presentazione — tali da rendere più difficile l'esercizio del mandato. Il consigliere comunale deve poter acquisire la documentazione necessaria per svolgere il proprio ruolo di controllo: in molti casi, gli estremi degli atti costituiscono proprio l'oggetto della ricerca e non possono essere conosciuti in anticipo».
«Il diritto di controllo e di informazione non è una prerogativa personale dei consiglieri, ma lo strumento attraverso cui i cittadini verificano l'operato di chi governa. Il protrarsi di questa inerzia rende ormai evidente la mancata volontà di fornire integralmente gli atti richiesti».
Per questa ragione, la minoranza lancia il proprio ultimatum: se entro 10 giorni da oggi non dovesse ricevere tutti gli atti richiesti sulle spese dell'imposta di soggiorno 2025, segnalerà l'intera vicenda al Prefetto di Teramo.
I CONSIGLIERI COMUNALI DI MINORANZA