19/09/2026
Servizio pubblico, visione strategica ed equità d’accesso: tre concetti che dovrebbero, nella teoria, guidare le scelte di un’amministrazione locale.
La vicenda della soppressione della corsa del mezzo pubblico (storicamente identificato come linea 1) delle 6:39 è, tuttavia, emblematica di una gestione alquanto approssimativa e dettata probabilmente da calcoli politici affrettati o non ben ponderati.
L'intenzione di partenza, sulla carta, poteva anche avere una sua ratio condivisibile: rimodulare gli orari per agevolare il riposo e gli spostamenti degli studenti. Un'idea condivisibile nell'ideale, ma che si è rivelata totalmente sbagliata nella forma e nella sostanza applicativa.
Cancellare l'orario intermedio delle 6:39 (presso Albinea Chiesa) e sostituirlo con due sole alternative agli estremi — una alle 6:15 e una alle 7:00 — ha di fatto spaccato l'utenza: Regalare mezz’ora di sonno in più agli studenti diretti agli istituti più vicini ha finito per penalizzare pesantemente chi deve raggiungere le scuole più distanti, una su tutte il Liceo Moro. Per quest’ultimi, prendere la corsa delle 6:15 significa subire una levataccia all'alba con oltre mezz'ora di attesa al freddo davanti ai cancelli chiusi; optare per quella delle 7:00 equivale invece alla certezza matematica di arrivare in ritardo alla prima ora.
A questo punto la domanda sorge spontanea: ma gli studenti che frequentano il liceo Moro non avrebbero forse voglia anche loro di dormire una mezz’ora in più? Con il quadro orario così modificato, infatti, i ragazzi diretti al Moro perdono sistematicamente tutte le coincidenze (e non sono poche quelle disponibili) presso la Caserma Zucchi, indispensabili per raggiungere il loro istituto in tempo. Gli stessi studenti si sono chiesti il perché di una decisione così priva di senso logico, che taglia fuori il loro snodo principale. Senza tenere conto che, a causa dei lavori in corso in Circonvallazione (anch’essi già noti da tempo alle amministrazioni della provincia) persino gli stessi studenti diretti agli istituti relativamente più vicini, come il Polo Scolastico, saranno soggetti a diversi ritardi.
Che l'amministrazione ammetta candidamente come la rimodulazione "abbia creato un problema per alcuni studenti" è indubbiamente un ottimo punto di partenza per porre un rimedio alla situazione — e di questa presa d'atto prendiamo nota. Tuttavia, a nostro avviso, ciò che è del tutto inaccettabile è il rendersene conto a cose fatte, quando il servizio è già partito e i disagi sono già stati scaricati sulle famiglie. Difatti, per evitare che i figli accumulassero ritardi sistematici, molte famiglie si sono viste costrette a prendere la propria auto ed accompagnare i ragazzi alle fermate successive lungo la tratta.
Da un'amministrazione ci si aspetterebbe, almeno, un'analisi preventiva dei flussi e delle coincidenze, non una scoperta a posteriori. Si parla degli studenti del Liceo Moro come se fossero un dettaglio emerso all'improvviso, e non una componente numericamente imponente. Una simile mancanza di accortezza e pianificazione prima di varare i quadri orari non è semplicemente giustificabile.
Ad una settimana dall’inizio dell’anno scolastico, e dopo numerose critiche, apprendiamo con sollievo che l'amministrazione ha convocato un tavolo d'emergenza con SETA e l'Agenzia per la Mobilità per "rattoppare" la falla. Il risultato è stato il ripristino della corsa delle 6:39, ma accompagnato da una precisazione che suona quasi come una beffa: la reintroduzione avverrà “in via sperimentale”. La corsa, di conseguenza, non figurerà negli elenchi ufficiali di SETA ma sarà, quanto meno, attivata come soluzione temporanea in attesa di una revisione di orari/linee prevista per Novembre. Viene da chiedersi, a questo punto, cosa ci sarebbe da sperimentare? L'utenza delle 6:39 è un dato di fatto ormai ben consolidato e i tanti ragazzi di Albinea che hanno preso quella linea nel corso degli anni, lo possono confermare. Riteniamo, inoltre, discutibile far passare tale “soluzione temporanea” per efficace o incisiva, nella misura in cui la sua eliminazione ha rappresentato la causa principale del problema.
Quello che emerge da questa situazione è che, come ci siamo sforzati di rendere noto in questi anni all’opposizione, molto spesso l’amministrazione procede a tentoni. In questo specifico caso, facendo e disfando gli orari a seconda dell'intensità del malcontento anziché basarsi su un piano strutturato dei trasporti.
Un’amministrazione non può permettersi di muoversi per tentativi, scoprendo le criticità dei propri provvedimenti solo quando esplode la protesta dei cittadini per poi correre ai ripari con pezze d'emergenza. L'idea di rivedere il servizio poteva anche nascere con intenti condivisibili, ma la realizzazione è stata un fallimento di metodo e di merito.
Il ripristino della corsa delle 6:39 non deve essere trattato come una concessione provvisoria o una "sperimentazione" d'emergenza, ma come un tassello definitivo e garantito all'interno di una pianificazione seria, competente e rispettosa di tutta la comunità e di tutti quelli che ne fanno parte.
Alessandro Oleari, consigliere comunale di Viviamo Albinea.