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Ci perdoni la consigliera De Angelis se i barlumi delle esplosioni non ci ricordano i fari del Cocoricò, o se le ramment...
14/10/2026

Ci perdoni la consigliera De Angelis se i barlumi delle esplosioni non ci ricordano i fari del Cocoricò, o se le rammentiamo che in questo momento, oltre alle eccellenze gastronomiche romagnole, a Gaza sia quasi impossibile trovare il latte artificiale destinato ai neonati.

E pensare che l'oggetto dell'intervento della consigliera non era nemmeno legato alla Palestina: il tema della discussione, infatti, era chiedere al Comune di Ancona di impegnarsi con il Governo affinché la Legge Mancino (quella contro i crimini d'odio) venisse ampliata aggiungendo l'aggravante della "cristianofobia".

Già, perché al momento tra le priorità della consigliera c'è la difesa dei "cristiani nel mondo" che, secondo lei, vivrebbero in condizioni tali da rendere Gaza un luogo ameno, quasi una meta da villeggiatura.

Qualcuno potrebbe pensare a una battuta di cattivo gusto, o a uno scivolone dettato dall'importanza percepita della posta in gioco... ma la consigliera, per dissipare ogni dubbio, non risparmia bordate al suicidio medicalmente assistito ("omicidio assistito") e si spinge a invocare conseguenze penali per chi profani l'ostia consacrata, un'azione paragonata ancora una volta a un omicidio.

Quindi, ricapitolando: aiutare una persona a morire con dignità è omicidio, l'aborto è omicidio (la consigliera si era già espressa sul tema in passato), la profanazione d'ostia è omicidio. Sapete cosa non è omicidio, in compenso? Sganciare una bomba su un civile palestinese. Quello, signor*, è solo il clima della riviera.

Al di là dell'episodio, questa storia ha come sfondo un problema enorme: la crisi abitativa nelle Marche.La Giunta Acqua...
04/10/2026

Al di là dell'episodio, questa storia ha come sfondo un problema enorme: la crisi abitativa nelle Marche.

La Giunta Acquaroli è in carica da 6 anni, e questo è particolarmente rilevante considerando che l'Edilizia Residenziale Pubblica (ERP) e le politiche per la casa rientrano tra le competenze delle Regioni.
Dopo 6 anni, i numeri di ERAP sono deprimenti: su oltre 15.000 alloggi gestiti, solo il 15–20% delle richieste di edilizia popolare riesce a trovare risposta, nonostante ci siano ancora 1.300 alloggi sfitti.

Noi di Possibile sosteniamo politiche che puntino a:

•⁠ ⁠Recuperare rapidamente gli alloggi sfitti;
•⁠ ⁠Accelerare le assegnazioni;
•⁠ ⁠Aumentare l'offerta di edilizia pubblica e sociale;
•⁠ ⁠Sostenere chi non riesce più a permettersi un affitto.

Quanto è successo a Tolentino non rappresenta un problema individuale, rappresenta bensì una crisi sociale profonda, trascurata da anni di incompetenza.
I cittadini marchigiani non stanno facendo l’elemosina: stanno chiedendo di esercitare un diritto fondamentale, e chi governa deve dare risposte.

A dirlo è un collega di Boutraa Sofiane, l’operaio morto carbonizzato alla Fincantieri di Ancona.I giornali si concentra...
01/10/2026

A dirlo è un collega di Boutraa Sofiane, l’operaio morto carbonizzato alla Fincantieri di Ancona.

I giornali si concentrano sulle descrizioni che dipingono l’uomo come una persona attenta all’ambiente, amichevole e padre di due figli, ma a spezzarci il cuore (e a farci arrabbiare per come sono andate le cose) sono le parole che escono dalla bocca di un suo collega: Boutraa era anche un lavoratore che aveva paura del suo stesso lavoro, perché evidentemente sapeva, come tutti gli altri operai intorno a lui, che certe cose possono succedere. E in Italia succede, con una frequenza spaventosa e imperdonabile.

Se è vero che la morte può cogliere chiunque in qualsiasi momento, fuori e dentro il posto di lavoro, perché ci sono persone che devono convivere con la paura più di altre?
Una persona che tutti i giorni va a lavorare temendo per la propria incolumità è una persona che è stata già ferita, anche se magari non le è (ancora) successo niente, e a colpirla è la consapevolezza che tornare a casa a fine turno non è scontato.

Nel report di luglio 2026, le vittime sul lavoro contate dall’Osservatorio Vega Engineering su base INAIL erano 595. A queste, dobbiamo aggiungere quelle bruciate, schiacciate, cadute negli ultimi mesi. Anche Boutraa.

Mentre un suo collega ancora lotta per la vita, ricoverato in gravissime condizioni, non possiamo fare a meno di pensare che nessun profitto al mondo potrà mai giustificare la paura che tanti lavoratori portano addosso sotto le protezioni, quando le protezioni ci sono.

Sono 150 le tonnellate di plastica che ogni settimana non trovano più posto negli impianti di riciclo. Sotto pressione s...
30/09/2026

Sono 150 le tonnellate di plastica che ogni settimana non trovano più posto negli impianti di riciclo. Sotto pressione soprattutto Pesaro e Macerata. L'emergenza, però, è nazionale.

La causa?
L'"antieconomicità". La chiamano così, la concorrenza della materia prima che viene importata dai Paesi extra-UE, soprattutto dalla Cina). Di conseguenza, il COREPLA (il Consorzio nazionale per la raccolta, il riciclo e il recupero degli imballaggi in plastica) non riesce più a garantire il ritiro di tutto il materiale plastico differenziato dalla cittadinanza dei vari Comuni.

La conseguenza?
Gli impianti lavorano al limite delle capacità autorizzate, ma nessuno sa quanto sia effettivamente lontano il punto limite che costringerà i Comuni a limitare o addirittura bloccare la raccolta differenziata.

Immagina: anni e anni di campagne educative per insegnare a* cittadin* quanto sia importante differenziare, a partire da bambine e bambini, per poi ritrovarsi a dire "Scusate, era tutto uno scherzo: basta un sacco solo", visto che la meta è la stessa. Indifferenziata.

Con un sistema che si regge ormai sulla "cortesia" delle regioni vicine e degli ampliamenti delle discariche esistenti, la saturazione dovrebbe essere raggiunta entro il 2028, al più tardi il 2029. E allora cosa faremo?

Speriamo che nel frattempo, oltre che a fare la differenziata, avremo imparato anche a fare la differenza.
Per esempio in cabina elettorale.

102 interventi sugli articoli del codice penale, in 21 casi introducendo un nuovo reato, e in 76 ampliando una fattispec...
25/09/2026

102 interventi sugli articoli del codice penale, in 21 casi introducendo un nuovo reato, e in 76 ampliando una fattispecie già esistente, scrive Pagella Politica.
Il codice penale modificato ogni due settimane, secondo Scomodo.

Lido tre Archi rappresenta una delle prove più schiaccianti di come il governo Meloni abbia fallito sulla questione sicurezza.

La chiamano sicurezza ma il tema è, più che altro, di prevenzione, che non si fa aumentando i reati e chiudendo le persone in carcere, ma con l’integrazione.

Negli ultimi anni in questa zona sono stati investiti milioni di euro per dargli una parvenza di normalità ma, sul piano dell’integrazione, non è stato fatto nulla. Chi abita questi luoghi racconta di una insicurezza costante, di una situazione fuori controllo soprattutto durante le ore notturne.
Non di rado si è costretti di notte a risvegli dí soprassalto trovandosi persone in giardino o addirittura in casa.
Si fanno infrastrutture ma non si costruiscono relazioni, non si lavora sull’elemento umano, non si intrecciano storie.
La vernice fresca cancella la muffa solo in superficie ma non ripara quello che rimane sotto e prima o poi rischia di tornare a galla.

Più o meno sembra essere stata questa la reazione di molti rappresentanti nella nostra maggioranza regionale alla vittor...
22/09/2026

Più o meno sembra essere stata questa la reazione di molti rappresentanti nella nostra maggioranza regionale alla vittoria con il 43,8% dei voti del partito di estrema destra in Sachsen-Anhalt, in Germania.

Da Guido Castelli allo stesso governatore Acquaroli, le interviste raccolte dal Corriere Adriatico rivelano una prevedibile contentezza alla notizia della vittoria, abbinata alla conferma di quanto simili siano le idee della destra marchigiana a quelle dell'AfD, il partito che sembrerebbe, finalmente, non schierato contro un nemico unico, afferma Castelli.

Chissà se hanno tradotto dal tedesco tutti i discorsi sulle proposte di separare gli allievi disabili nelle scuole, perché rallenterebbero il progresso scolastico, o di togliere finanziamenti alle associazioni che organizzano gite didattiche presso i teatri delle deportazioni naziste.
Un attimo, ferm* tutt*: questo punto non dovrebbe essere punibile per antisemitismo?
Ah no, quella è un'altra storia. Forse.

E visto che il partito senza nemico unico ha la guerra contro le persone migranti come cuore pulsante delle sue lotte, in effetti il nemico unico del kebab che priva i centri storici delle proprie identità culturali, ricordato da Acquaroli, li mette decisamente d'accordo.

In un mondo alternativo, non ci resterebbe che goderci un’ultima cena dal negozio di kebab di fiducia, il giorno prima che la legge entri in vigore e i negozi scompaiano...
E pensare che forse c’è stato un tempo in cui era piaciuto anche a loro, chissà.

18/09/2026
Finalmente, dopo le iniziative di Emilia-Romagna, Toscana e Sardegna, anche una regione guidata dal centro-destra, il Ve...
07/09/2026

Finalmente, dopo le iniziative di Emilia-Romagna, Toscana e Sardegna, anche una regione guidata dal centro-destra, il Veneto, si è allineata all’opinione che è da anni condivisa dalla stragrande maggioranza della popolazione (𝟕𝟔% 𝐟𝐚𝐯𝐨𝐫𝐞𝐯𝐨𝐥𝐢 𝐚𝐥𝐥’𝐞𝐮𝐭𝐚𝐧𝐚𝐬𝐢𝐚 𝐥𝐞𝐠𝐚𝐥𝐞 secondo YouTrend).
Il suo Servizio Sanitario dovrà dunque assicurare tempi certi, procedure chiare e forniture adeguate.

Che sia però chiaro a tutti che l’𝐞𝐬𝐭𝐫𝐞𝐦𝐚 𝐝𝐞𝐬𝐭𝐫𝐚 𝐜𝐥𝐞𝐫𝐢𝐜𝐚𝐥𝐞 𝐨𝐫𝐚 𝐚𝐥 𝐠𝐨𝐯𝐞𝐫𝐧𝐨 pretende, in nome di una certa confessione religiosa (𝐨𝐬𝐬𝐢𝐚 𝐝𝐢 𝐮𝐧𝐚 𝐥𝐢𝐛𝐞𝐫𝐚 𝐬𝐜𝐞𝐥𝐭𝐚 𝐬𝐨𝐠𝐠𝐞𝐭𝐭𝐢𝐯𝐚), 𝐝𝐢 𝐢𝐦𝐩𝐞𝐝𝐢𝐫𝐞 𝐚𝐝 𝐚𝐥𝐭𝐫ə 𝐜𝐢𝐭𝐭𝐚𝐝𝐢𝐧ə 𝐥𝐞 𝐩𝐫𝐨𝐩𝐫𝐢𝐞 𝐥𝐢𝐛𝐞𝐫𝐞 𝐬𝐜𝐞𝐥𝐭𝐞 su ciò che di più intimo si può avere: la propria vita, la sua qualità e la sua eventuale fine. Ma la sacralità è una credenza, il benessere un fatto. 𝐄 𝐥𝐚 𝐬𝐚𝐥𝐮𝐭𝐞 𝐞̀ 𝐮𝐧 𝐛𝐞𝐧𝐞 𝐢𝐧𝐚𝐥𝐢𝐞𝐧𝐚𝐛𝐢𝐥𝐞.

Inutile soffermarsi sui maldestri argomenti fallaci (come lo spauracchio del pendìo scivoloso) che gli anti-scelta oscurantisti propagandano ormai da decenni. Anche la falsa dicotomia tra cure palliative e l’autodeterminazione del proprio fine vita non è che una scusa e un accanimento contro la dignità.

𝐅𝐢𝐧 𝐝𝐚𝐥 𝟐𝟎𝟏𝟓, 𝐏𝐨𝐬𝐬𝐢𝐛𝐢𝐥𝐞 ha fatto dell'eutanasia legale una propria battaglia: abbiamo subito sostenuto la mobilitazione di 𝐌𝐚𝐱 𝐅𝐚𝐧𝐞𝐥𝐥𝐢, storico attivista senigalliese malato di SLA, che divenne la 𝐭𝐞𝐬𝐬𝐞𝐫𝐚 𝐧𝐮𝐦𝐞𝐫𝐨 𝟏 𝐝𝐞𝐥 𝐩𝐚𝐫𝐭𝐢𝐭𝐨.
Nel 2019 abbiamo redarguito l’inerzia del governo, che demandava la legiferazione sul tema alla Corte Costituzionale.
𝐍𝐞𝐥 𝟐𝟎𝟐𝟏, siamo stati sul territorio con l’Associazione Luca Coscioni e abbiamo raccolto 𝟖𝟎𝟎𝐦𝐢𝐥𝐚 𝐟𝐢𝐫𝐦𝐞 𝐜𝐚𝐫𝐭𝐚𝐜𝐞𝐞 𝐞 𝟒𝟎𝟎𝐦𝐢𝐥𝐚 𝐨𝐧𝐥𝐢𝐧𝐞 𝐩𝐞𝐫 𝐢𝐥 𝐫𝐞𝐟𝐞𝐫𝐞𝐧𝐝𝐮𝐦 sull’eutanasia legale.
Dalla campagna elettorale per le 𝐑𝐞𝐠𝐢𝐨𝐧𝐚𝐥𝐢 𝟐𝟎𝟐𝟓 ad oggi resta tra i nostri principali temi, e abbiamo organizzato varie iniziative e sostenuto la campagna per il 𝐝𝐢𝐬𝐞𝐠𝐧𝐨 𝐝𝐢 𝐥𝐞𝐠𝐠𝐞 𝐩𝐨𝐩𝐨𝐥𝐚𝐫𝐞 𝐋𝐢𝐛𝐞𝐫𝐢 𝐒𝐮𝐛𝐢𝐭𝐨: chiediamo che le giunte e le commissioni smettano immediatamente di rimandarne la discussione!

Ma qual è la situazione nelle 𝐌𝐀𝐑𝐂𝐇𝐄?
Non solo la nostra regione non sembra aver imparato nulla dal primo caso di suicidio medicalmente assistito in Italia, quello di 𝐅𝐞𝐝𝐞𝐫𝐢𝐜𝐨 𝐂𝐚𝐫𝐛𝐨𝐧𝐢, 𝐝𝐢 𝐒𝐞𝐧𝐢𝐠𝐚𝐥𝐥𝐢𝐚, 𝐝𝐞𝐥 𝟐𝟎𝟐𝟐, ma i partiti di maggioranza hanno rivelato quanto 𝐥𝐚 𝐦𝐞𝐧𝐭𝐚𝐥𝐢𝐭𝐚̀ 𝐝𝐨𝐦𝐢𝐧𝐚𝐧𝐭𝐞 𝐬𝐢𝐚 𝐭𝐫𝐚𝐠𝐢𝐜𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐚𝐫𝐫𝐞𝐭𝐫𝐚𝐭𝐚 𝐞 𝐩𝐫𝐞𝐩𝐨𝐭𝐞𝐧𝐭𝐞 sul tema.
Dai gruppi di FdI e Udc arrivano accuse scomposte contro una “𝐜𝐮𝐥𝐭𝐮𝐫𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐦𝐨𝐫𝐭𝐞” verso cui battersi fino alla morte stessa: una riduzione 𝐨𝐟𝐟𝐞𝐧𝐬𝐢𝐯𝐚 𝐞 𝐢𝐝𝐞𝐨𝐥𝐨𝐠𝐢𝐜𝐚 di situazioni tanto delicate. Crediamo che 𝐥𝐚 𝐯𝐞𝐫𝐚 𝐯𝐢𝐨𝐥𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐬𝐢𝐚 𝐪𝐮𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐝𝐢 𝐩𝐫𝐞𝐯𝐚𝐫𝐢𝐜𝐚𝐫𝐞 𝐥𝐚 𝐩𝐞𝐫𝐬𝐨𝐧𝐚 𝐦𝐚𝐥𝐚𝐭𝐚, unica padrona della propria esperienza di sofferenza, e i familiari e i medici competenti, imponendo a forza una 𝐩𝐚𝐭𝐞𝐫𝐧𝐚𝐥𝐢𝐬𝐭𝐢𝐜𝐚 𝐞𝐝 𝐞𝐠𝐨𝐢𝐬𝐭𝐢𝐜𝐚 𝐩𝐫𝐞𝐭𝐞𝐬𝐚 𝐬𝐮𝐥𝐥𝐚 𝐬𝐮𝐚 𝐯𝐢𝐭𝐚.

Rendere il fine vita legale è Possibile. E ormai doveroso.

A Jesi (AN), di fronte ai cartelli per i bagni pubblici neutri e accessibili, assistiamo a un atto inquietante, che va l...
24/08/2026

A Jesi (AN), di fronte ai cartelli per i bagni pubblici neutri e accessibili, assistiamo a un atto inquietante, che va letto per quello che è.

​Un vandalismo mirato, mosso dalla volontà di discriminare: dal cartello — che segnala servizi non divisi per sesso o genere e accessibili a persone con disabilità — sono state cancellate proprio le icone pensate per garantire accoglienza a due categorie di persone che non rientrano in certi ‘canoni tradizionali', e che affrontano ogni giorno ostacoli specifici di accessibilità e stigma. È stata coperta anche la traduzione in inglese, che estendeva questa accoglienza alle persone straniere.

Ancor più doloroso questo gesto perché si consuma nel tempo tra il Pride LGBTQIA+ e il Disability Pride delle Marche. Ma i servizi pubblici e l'inclusione non si cancellano con una bomboletta.

​La gravità dell'atto assume contorni ancora più grotteschi osservando la scritta sul cartello superiore, che indica la chiesa locale. L'ingiunzione a "svegliarsi" (wake up) risuona come un ribaltamento ostile dell'attenzione sociale per i diritti (woke), che vuole eliminare chiunque non si adegui a un presunto modello di "normalità". Ma la sveglia qui non è suonata solo per chi sembra rimasto fermo ai tempi degli logiche nazifasciste di esclusione di chiunque sia etichettato come ‘diverso’.

​Possibile lotta per una società aperta e che supporta chi affronta forme di marginalizzazione e minacce alla propria esistenza. Ci guida l’articolo 3 della Costituzione Italiana, a tutela della pari dignità di ogni persona, senza distinzione di condizioni personali o sociali quali sesso, genere e disabilità.

Intersezionalità vuol dire proprio questo: riconoscere come fattori identitari diversi vengano presi di mira insieme.

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