26/08/2026
“Le scuole crollano, gli studenti no”. Mai avremmo immaginato che un giorno quello slogan sarebbe risultato essere così tristemente aderente alla realtà. Servizi tv, articoli di giornale sulla chiusura del Liceo Troya in queste ore riportano le immagini della nostra manifestazione del 2022 - con tutti i limiti che le restrizioni Covid ancora imponevano. Le lancette scorrono indietro nel tempo: anni di mobilitazioni partite dal basso, organizzate in assemblea; discussioni animate in Consiglio d’Istituto, anche per difendere i nostri ragazzi da eventuali ripercussioni per avervi partecipato. Perché una protesta, quando è pura, autentica e organizzata, non è mai strumentale: incanala la rabbia nei sentieri più efficaci; va pertanto difesa e alimentata. Non a caso, alcune piccole vittorie negli anni sono state ottenute. Il punto è il seguente: abbiamo sempre denunciato gravi ma singole criticità, inconsapevoli che il rischio - mai fino ad ora da nessuno analizzato così in profondità - fosse ben più strutturale.
C’è chi quei momenti li ha vissuti e condivisi - il più possibile in armonia con le iniziative dei diversi dirigenti scolastici avvicendatisi negli anni - e detiene piena legittimità di esporsi. Tanti attori istituzionali, invece, hanno negli anni minimizzato, demandato responsabilità, utilizzato i nostri corridoi per passerelle e finti rassicuranti annunci. Per questo trovo leggermente ipocrite e surreali le attestazioni di solidarietà di taluni esponenti politici. Tra cui qualcuno catapultato da altra provincia ed eletto nel nostro collegio.
Quanto prima di oggi, gli stessi, si sono mostrati al fianco della comunità? L’attuale assessore alle politiche giovanili del comune di Andria era lo stesso che nel 2024 accusava l’istituto di negligenza circa la risoluzione dei problemi fognari? Che fine ha fatto oggi la delegazione del PD di Andria che avrebbe dovuto dialogare con la provincia per “assumere iniziative necessarie per ve**re incontro alle esigenze dell’istituto”? [CONTINUA NEI COMMENTI]