Arezzo 2020/Alleanza Verdi e Sinistra

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Arezzo 2020/Alleanza Verdi e Sinistra La città che vorremmo è un bene comune Ad Arezzo, pagina ufficiale di Arezzo 2020 il tempo di cambiare lista di sinistra

A Piazza Saione i lavori procedono con una lentezza che sfida il calendario, mentre si avvicina la Città del Natale e, c...
02/11/2026

A Piazza Saione i lavori procedono con una lentezza che sfida il calendario, mentre si avvicina la Città del Natale e, come sempre, le scadenze diventano improvvisamente una questione urgente.
La nuova piazza prende forma, ma il risultato lascia più di una perplessità. Tra curve, cordoli, attraversamenti, asfalto e pavimentazioni, sembra di trovarsi davanti a una pista per automobiline del luna park più che a uno spazio urbano pensato per le persone.
E poi c'è la sorpresa: al centro dell'attraversamento pedonale, perfettamente in asse, è comparso un albero stilizzato in corten.
Un albero che non fa ombra, non rinfresca, non migliora il microclima e, soprattutto, non crescerà mai.
In una città che avrebbe bisogno di più verde, di alberi veri e di spazi pubblici capaci di migliorare la qualità della vita, si sceglie un albero di ferro.
La piazza cercava un progetto. Ha trovato un soprammobile.
Forse l'idea era anticipare l'atmosfera delle feste, ma a Saione il regalo è arrivato un po' troppo presto.
🎄 Buon Natale, Saione! Con largo anticipo.

Interrogazione di AVS/Arezzo 2020 sul futuro dei 40 oliveti di proprietà pubblica. La proposta: riaffidare i terreni a c...
28/10/2026

Interrogazione di AVS/Arezzo 2020 sul futuro dei 40 oliveti di proprietà pubblica. La proposta: riaffidare i terreni a cittadini, associazioni e centri sociali per recuperarli e valorizzarli.
Quasi 3.000 olivi distribuiti in circa 40 appezzamenti di terreno, da San Cornelio a San Giuliano, da Olmo a Sitorni, fino a Policiano, Maccagnolo e Colle del Pionta. Un patrimonio pubblico che, secondo il consigliere comunale Francesco Romizi, del gruppo AVS/Arezzo 2020, versa oggi in stato di abbandono, senza un progetto di gestione e manutenzione.
È questo il tema dell’interrogazione urgente presentata da Romizi al sindaco e all’assessore al Verde e alla Manutenzione, per chiedere conto della mancata valorizzazione degli oliveti comunali e sollecitare un intervento concreto.
La questione riguarda un progetto avviato nel 2012, quando il Comune affidò gli oliveti in comodato gratuito per cinque anni a pensionati selezionati attraverso un bando pubblico. Gli assegnatari potevano raccogliere le olive, impegnandosi in cambio a curare i terreni. Un sistema che univa manutenzione del patrimonio comunale, tutela del paesaggio e partecipazione dei cittadini.
Il progetto non è stato rinnovato dall’amministrazione Ghinelli e, sostiene Romizi, negli anni non è stata individuata un’alternativa efficace. Neppure l’ipotesi di affidare la gestione alla Fraternita dei Laici, discussa in passato, avrebbe prodotto risultati concreti.
Il consigliere inserisce la vicenda in un quadro più ampio di progetti di partecipazione interrotti, ricordando anche “Utiletà”, l’iniziativa che coinvolgeva pensionati in piccoli interventi di manutenzione del patrimonio pubblico, e la Consulta del decoro urbano, che metteva in relazione cittadini e studenti nella cura degli spazi cittadini.
«Non è accettabile che un patrimonio di proprietà comunale, che caratterizza il paesaggio delle nostre colline, resti senza una gestione adeguata», è la contestazione alla base dell’iniziativa consiliare.
La proposta di AVS/Arezzo 2020 è ripartire dall’affidamento gratuito degli oliveti, coinvolgendo cittadini, associazioni e centri sociali disponibili a occuparsi della loro cura. Una soluzione che, nelle intenzioni del gruppo, consentirebbe di recuperare terreni oggi trascurati e di restituire valore a un bene collettivo.
Con l’interrogazione, Romizi chiede al sindaco e all’assessore di spiegare perché, nonostante i ripetuti solleciti e le precedenti iniziative consiliari, il problema sia rimasto irrisolto e quali provvedimenti intendano adottare per garantire una gestione stabile degli oliveti comunali.
Francesco Romizi – Gruppo consiliare AVS/Arezzo 2020

C’è una grande felicità nel vedere Lula riaffermarsi in Brasile e nel ritrovare, nella sua storia, il valore della democ...
26/10/2026

C’è una grande felicità nel vedere Lula riaffermarsi in Brasile e nel ritrovare, nella sua storia, il valore della democrazia, della giustizia sociale e della lotta alle disuguaglianze.

Il presidente sindacalista, simbolo di un lungo percorso di riscatto sociale, torna protagonista di una sfida che va oltre i confini brasiliani: quella tra chi vuole costruire una società più giusta e chi difende un modello fondato sulle disuguaglianze e sulle divisioni.

La sua vittoria rappresenta un segnale importante per tutte e tutti coloro che credono che i diritti, la partecipazione e la solidarietà debbano essere al centro della vita pubblica.

La democrazia si difende partecipando. La giustizia sociale si costruisce lottando.

Da Alleanza Verdi e Sinistra e Arezzo 2020, un messaggio di felicità e di vicinanza a Lula e a tutte le donne e gli uomini che in Brasile continuano a battersi per un futuro più equo, inclusivo e democratico.

Un altro mondo è possibile. E vale la pena continuare a lottare per costruirlo.

Avviata la raccolta firme per una delibera di iniziativa popolare. Tra le proposte un Piano comunale del verde, un uffic...
21/10/2026

Avviata la raccolta firme per una delibera di iniziativa popolare. Tra le proposte un Piano comunale del verde, un ufficio tecnico dedicato, maggiore partecipazione dei cittadini e una rete ecologica che colleghi parchi, corsi d'acqua e foreste periurbane.

«Il verde urbano non è un elemento decorativo, né un problema da affrontare soltanto quando un albero deve essere abbattuto. È una componente essenziale della salute pubblica, della qualità della vita, della sicurezza del territorio e della capacità della nostra città di affrontare i cambiamenti climatici. Ad Arezzo, invece, continua a prevalere una gestione frammentaria, troppo spesso emergenziale, priva di una visione complessiva e di un adeguato coinvolgimento dei cittadini. È arrivato il momento di cambiare radicalmente approccio».

È quanto sostiene Alleanza Verdi e Sinistra–Arezzo 2020, che rilancia la propria iniziativa per una nuova politica del verde urbano e periurbano, presentando un insieme organico di proposte e promuovendo una delibera di iniziativa popolare sulla quale sono già state raccolte circa 80 firme.

«Le vicende che negli ultimi anni hanno interessato il patrimonio arboreo cittadino, dagli interventi a piazza Saione alle torri di via Tiziano, fino ai numerosi abbattimenti che hanno suscitato proteste e mobilitazioni, dimostrano quanto sia necessario un cambiamento. Troppo spesso i cittadini vengono informati quando le decisioni sono già state prese, senza un vero confronto sulle possibili alternative. Eppure, gli alberi e gli spazi verdi appartengono alla comunità e la loro tutela non può essere considerata una questione riservata esclusivamente agli uffici o alle imprese incaricate della manutenzione».

Per AVS–Arezzo 2020 occorre innanzitutto superare la logica degli interventi occasionali e costruire una strategia di lungo periodo, fondata su competenze scientifiche, pianificazione e partecipazione. La prima proposta è la predisposizione di un vero Piano comunale del verde, integrato con gli strumenti urbanistici e capace di programmare la tutela, la manutenzione e l'incremento del patrimonio arboreo. A questo deve accompagnarsi un censimento aggiornato e informatizzato degli alberi e delle aree verdi, che consenta di conoscerne lo stato di salute, programmare gli interventi e rendere accessibili le informazioni. Altrettanto importante è ricostituire e rafforzare un ufficio comunale del verde, dotato di personale qualificato e risorse adeguate. La gestione di un patrimonio così importante non può dipendere prevalentemente dagli appalti esterni, senza una struttura pubblica sufficientemente forte da garantire programmazione, controllo e continuità.

«Non basta piantare qualche nuovo albero per poter parlare di politiche ambientali. Occorre scegliere le specie più adatte, assicurare loro spazi adeguati, garantirne la manutenzione e soprattutto tutelare gli alberi adulti, il cui contributo ambientale non è immediatamente sostituibile. Gli abbattimenti devono rappresentare l'ultima soluzione possibile, dopo adeguate valutazioni tecniche, e devono essere accompagnati da un'informazione preventiva e trasparente alla cittadinanza, salvo le situazioni di effettiva urgenza».

Ma la proposta di AVS–Arezzo 2020 guarda anche oltre i confini dei parchi e dei giardini cittadini. Arezzo dispone di un patrimonio naturale straordinario che deve diventare parte integrante di una grande infrastruttura verde urbana e periurbana. Le aree di Lignano, Poti, San Cornelio, Scopetone e gli altri complessi boschivi che circondano la città non possono essere considerate realtà separate dal tessuto urbano, né lasciate a condizioni di progressivo abbandono.

«Vogliamo immaginare una città nella quale i parchi urbani siano collegati tra loro e con le foreste periurbane attraverso corridoi ecologici, percorsi pedonali e ciclabili alberati, nuove piantumazioni e la valorizzazione dei corsi d'acqua. I torrenti Castro, Vingone e Bicchieraia, ad esempio, potrebbero contribuire alla costruzione di una rete verde capace di migliorare il microclima, favorire la biodiversità e rendere più vivibili gli spazi pubblici».

In questa prospettiva assumono un ruolo fondamentale anche la riduzione del consumo di suolo, la depavimentazione delle superfici inutilmente asfaltate, la permeabilizzazione dei parcheggi, l'incremento delle alberature lungo le strade e la riqualificazione delle aree abbandonate. Non si tratta soltanto di una scelta ambientale, ma anche sanitaria e sociale. Le ondate di calore sempre più frequenti, l'inquinamento atmosferico e gli eventi meteorologici estremi rendono indispensabile ripensare lo spazio urbano. Gli alberi contribuiscono ad abbassare le temperature, migliorare la qualità dell'aria, favorire la gestione delle acque meteoriche e offrire luoghi di incontro, socialità e benessere, con benefici particolarmente importanti per bambini, anziani e persone più vulnerabili.

Un punto centrale della proposta riguarda il coinvolgimento diretto della cittadinanza. La delibera di iniziativa popolare prevede infatti la costituzione di una Consulta cittadina del verde urbano, nella quale possano confrontarsi associazioni, competenze tecniche, istituzioni e cittadini. Propone inoltre che, prima degli abbattimenti programmati, siano rese pubbliche le motivazioni e la relativa documentazione tecnica.

«La partecipazione non può essere vissuta dall'amministrazione come un ostacolo. I cittadini che si mobilitano per difendere un albero o un parco non sono un problema da gestire, ma una risorsa preziosa. Chiedono trasparenza, ascolto e scelte motivate. Una buona amministrazione dovrebbe essere capace di valorizzare questa sensibilità, non di contrapporvisi».

La raccolta firme per la delibera di iniziativa popolare rappresenta dunque il primo passo concreto di un percorso che AVS–Arezzo 2020 intende portare avanti insieme alla cittadinanza, alle associazioni e a tutte le realtà interessate. Per consentire la presentazione della proposta al Consiglio comunale, lo Statuto prevede il raggiungimento di almeno 300 sottoscrizioni.

«Arezzo ha aderito nel 2021 al Green City Accord, assumendo impegni importanti per una città più verde, pulita e sana. È tempo che questi principi si traducano in scelte amministrative riconoscibili e concrete. Non possiamo continuare a parlare di sostenibilità mentre il patrimonio arboreo viene gestito senza una strategia adeguata e i cittadini vengono troppo spesso esclusi dalle decisioni. La nostra proposta è semplice: passare dalla politica delle motoseghe alla politica della cura, dalla gestione delle emergenze alla programmazione, dalle decisioni calate dall'alto alla partecipazione. Non vogliamo limitarci a difendere gli alberi che ci sono, vogliamo costruire una città che abbia più verde, più ombra, più biodiversità e più spazi pubblici di qualità. Una città più sana, più giusta e più preparata alle sfide del futuro».



Arezzo 2020-Alleanza Verdi Sinistra Arezzo

Ad Antria, anche andare a trovare i propri cari al cimitero è diventato un percorso a ostacoli.L’ingresso principale è t...
19/10/2026

Ad Antria, anche andare a trovare i propri cari al cimitero è diventato un percorso a ostacoli.
L’ingresso principale è transennato da tempo per un muretto pericolante. Per entrare bisogna utilizzare un accesso laterale, che rende difficile, se non impossibile, raggiungere il cimitero per le persone con disabilità o con problemi di deambulazione.
Nel frattempo, tra Multiservizi e Soprintendenza si assiste a un rimpallo di responsabilità. E a pagare il prezzo di questa situazione sono i cittadini, costretti a convivere con i disagi da oltre tre anni.
Possibile che in tutto questo tempo non si sia riusciti a trovare una soluzione?
Garantire un accesso dignitoso e sicuro al cimitero non è un favore, ma un dovere. Perché il rispetto dei nostri cari e delle loro famiglie passa anche dalla cura dei luoghi della memoria.
Tre anni sono troppi. È ora di interve**re.

In via Del Vita e nelle strade circostanti, i marciapiedi presentano buche profonde anche più di 5 centimetri. Un perico...
12/10/2026

In via Del Vita e nelle strade circostanti, i marciapiedi presentano buche profonde anche più di 5 centimetri. Un pericolo concreto per i pedoni, soprattutto per le tante persone anziane che passeggiano in zona.

Quando si deciderà l’amministrazione comunale a prendersi cura degli spazi pubblici?

La Giunta Comanducci sembra proseguire nel solco dei dieci anni di amministrazione Ghinelli: tanti selfie, zero manutenzione.

Avanti così, in scioltezza… Ma le buche restano. E il rischio di farsi male anche.

“Le richieste avanzate dai genitori dei bambini che frequentano i nidi di Arezzo meritano di essere ascoltate e di ricev...
07/10/2026

“Le richieste avanzate dai genitori dei bambini che frequentano i nidi di Arezzo meritano di essere ascoltate e di ricevere una risposta concreta da parte dell’amministrazione comunale. Non siamo più di fronte a estati eccezionalmente calde, ma a un cambiamento strutturale delle condizioni climatiche al quale anche i nostri servizi educativi devono essere progressivamente adeguati.
Parliamo, peraltro, di bambini tra zero e tre anni, cioè di una delle fasce della popolazione maggiormente vulnerabili agli effetti delle temperature elevate. Il tema della temperatura all’interno di un nido non può quindi essere liquidato come una semplice questione di comfort: riguarda il benessere e la salute dei bambini e, naturalmente, le condizioni di lavoro del personale educativo.
Il ministero della Salute ha aggiornato proprio quest’anno le linee di indirizzo per la prevenzione degli effetti delle ondate di calore, richiamando l’attenzione sulle persone più vulnerabili e sulla necessità di interve**re anche attraverso misure di adattamento. È un problema destinato ad accompagnarci negli anni a ve**re e le amministrazioni locali devono cominciare a considerarlo nella programmazione degli investimenti.
Per questo credo che la segnalazione dei genitori debba diventare l’occasione per fare qualcosa di più ampio. Chiediamo al Comune di Arezzo di effettuare una ricognizione puntuale delle condizioni climatiche e strutturali di tutti i nidi comunali: temperature raggiunte nei mesi più caldi, esposizione degli edifici, presenza di sistemi di schermatura, ventilazione e raffrescamento, qualità degli infissi e isolamento termico. Sulla base di questa ricognizione va poi predisposto un piano di interventi, stabilendo priorità, tempi e risorse.
Non significa semplicemente mettere condizionatori ovunque. Dove possibile occorre interve**re prima di tutto sull’efficienza degli edifici: schermature solari, isolamento, ventilazione, alberature e verde esterno, sistemi di raffrescamento efficienti e alimentati sempre più attraverso fonti rinnovabili. Ma laddove questi interventi non siano sufficienti, la climatizzazione degli ambienti frequentati dai bambini non può essere considerata un tabù.
Altri Comuni hanno già cominciato a muoversi in questa direzione: Firenze, ad esempio, ha completato la climatizzazione dei propri nidi comunali e sta proseguendo sulle scuole dell’infanzia. È la dimostrazione che, attraverso una programmazione degli investimenti, affrontare il problema è possibile.
Arezzo dispone di una rete importante di servizi educativi per la prima infanzia. Dobbiamo difenderne la qualità anche adattandoli a una realtà climatica profondamente diversa rispetto a quella nella quale molti di questi edifici sono stati progettati.
C’è infine una questione più generale. Continuiamo spesso a parlare di cambiamento climatico come di qualcosa che riguarda il futuro o esclusivamente le grandi politiche ambientali. In realtà i suoi effetti sono già dentro le nostre città, nelle nostre case, nei luoghi di lavoro e, appunto, nelle scuole e nei nidi. Adattare gli edifici pubblici significa fare politica climatica concretamente, migliorando nello stesso tempo la qualità dei servizi.
Come gruppo consiliare AVS - Arezzo2020 siamo quindi disponibili a tradurre questa richiesta anche in un atto da portare in Consiglio Comunale: chiedendo una ricognizione delle strutture, un confronto con famiglie ed educatori e un programma pluriennale di adeguamento climatico ed energetico dei nidi e, progressivamente, dell’intero patrimonio educativo comunale.
I genitori stanno ponendo una questione concreta e ragionevole. La risposta non può essere aspettare la prossima ondata di caldo: bisogna cominciare adesso a preparare i servizi educativi della città al clima che già oggi stiamo vivendo”.

Francesco Romizi AVS - Arezzo 2020

05/10/2026

Battifolle, i residenti chiedono da quasi un anno l’asfaltatura della strada principale
A Battifolle i residenti tornano a chiedere risposte. Al centro della segnalazione ci sono 700-800 metri di strada nel cuore della frazione, dalla zona del bar fino all’area del “Fondaccio”, dove rattoppi, buche, crepe e avvallamenti rendono la pavimentazione sempre più deteriorata.
La richiesta è stata formalizzata il 15 novembre 2025 con un’istanza indirizzata all’allora sindaco Alessandro Ghinelli e all’assessore Alessandro Casi, sottoscritta da oltre 110 cittadini. A quasi un anno di distanza, però, i lavori non sono ancora partiti.
I residenti ricordano che, dopo l’intervento di asfaltatura realizzato nella zona della Cinguetta, era stato assicurato che eventuali risorse residue sarebbero state utilizzate per affrontare anche le altre criticità della frazione. In Consiglio comunale, inoltre, era stato indicato il 2026 come anno per completare gli interventi. Siamo a ottobre e, secondo quanto riferiscono i cittadini, sul tratto segnalato non è ancora cambiato nulla.
Il problema non riguarda soltanto il manto stradale. Nell’istanza vengono segnalate anche la manutenzione degli spazi verdi, la potatura di pini e tigli di alto fusto nell’area attrezzata per i bambini e le condizioni di altri giardini della frazione, compreso quello di Mezza Collina.
I residenti chiedono semplicemente che Battifolle venga considerata nella sua interezza, senza concentrare gli interventi soltanto su alcune zone. Una richiesta di manutenzione ordinaria e di sicurezza che attende una risposta da quasi un anno.
E c’è un’immagine che più di ogni altra racconta la situazione: il punto in cui il nuovo asfalto si interrompe e ricomincia quello vecchio. Una linea netta che divide una parte della frazione dall’altra e che oggi rappresenta anche la richiesta dei cittadini: proseguire i lavori e dare finalmente seguito alle promesse fatte.

29/09/2026

“Dalla crisi climatica all’urgenza delle rinnovabili” è stato il titolo dell’incontro che, al CAS Colle del Pionta di Arezzo, ha concluso la prima festa di AVS e Arezzo 2020, con un confronto dedicato alla crisi climatica, alla transizione energetica e al futuro sostenibile delle nostre comunità.

28/09/2026

Nel secondo giorno della prima festa di AVS e Arezzo 2020, al CAS Colle del Pionta, si è discusso del futuro della sanità pubblica, tra difesa del diritto alla salute e necessità di riformare e rilanciare il Servizio sanitario nazionale.

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