06/10/2026
𝗚𝗼𝘃𝗲𝗿𝗻𝗮𝗿𝗲 𝘀𝗶𝗴𝗻𝗶𝗳𝗶𝗰𝗮 𝗮𝗳𝗳𝗿𝗼𝗻𝘁𝗮𝗿𝗲 𝗶 𝗽𝗿𝗼𝗯𝗹𝗲𝗺𝗶 𝗱𝗶 𝗼𝗴𝗴𝗶, 𝗺𝗮 𝘀𝗼𝗽𝗿𝗮𝘁𝘁𝘂𝘁𝘁𝗼 𝗰𝗵𝗶𝗲𝗱𝗲𝗿𝘀𝗶 𝗾𝘂𝗮𝗹𝗲 𝗰𝗶𝘁𝘁𝗮̀ 𝘃𝗼𝗴𝗹𝗶𝗮𝗺𝗼 𝗹𝗮𝘀𝗰𝗶𝗮𝗿𝗲 𝗱𝗼𝗺𝗮𝗻𝗶.
Per anni ad Atri troppe scelte sono state affrontate guardando solo all’immediato. Oggi il Comune deve fare i conti con 𝘂𝗻 𝗱𝗶𝘀𝗮𝘃𝗮𝗻𝘇𝗼 𝗱𝗶 𝗰𝗶𝗿𝗰𝗮 𝟭𝟯 𝗺𝗶𝗹𝗶𝗼𝗻𝗶 𝗱𝗶 𝗲𝘂𝗿𝗼 e con un Piano di riequilibrio pluriennale.
Non ci stancheremo mai di ricordare che questo significa 𝗻𝗼𝗻 𝗮𝘃𝗲𝗿𝗲 𝗺𝗮𝗿𝗴𝗶𝗻𝗶 𝗱𝗶 𝗶𝗻𝘁𝗲𝗿𝘃𝗲𝗻𝘁𝗼 𝗶𝗻 𝗰𝗮𝘀𝗶 𝗱𝗶 𝗶𝗺𝗽𝗿𝗲𝘃𝗶𝘀𝘁𝗶, 𝗻𝗼𝗻 𝗽𝗼𝘁𝗲𝗿 𝗽𝗿𝗼𝗴𝗿𝗮𝗺𝗺𝗮𝗿𝗲 𝗲 𝗶𝗻𝘃𝗲𝘀𝘁𝗶𝗿𝗲. Significa che decisioni prese nel passato con l'unico fine di conservare il consenso elettorale pesano sul presente e sul futuro di tutto il territorio atriano.
𝗘 𝗮𝗹𝗹𝗼𝗿𝗮 𝗹𝗮 𝗱𝗼𝗺𝗮𝗻𝗱𝗮 𝗲̀ 𝘀𝗲𝗺𝗽𝗹𝗶𝗰𝗲: vogliamo continuare ad accontentarci della gestione delle emergenze e dei piccoli interessi o iniziare a ricostruire l’Atri dei prossimi dieci o vent’anni?
Parliamo dei nostri figli e dei nostri nipoti, del nostro lavoro, delle opportunità, dello sviluppo e della capacità di 𝗻𝗼𝗻 𝗱𝗼𝘃𝗲𝗿 𝗳𝗮𝗿 𝘀𝗰𝗲𝗴𝗹𝗶𝗲𝗿𝗲 𝗮 𝗻𝗲𝘀𝘀𝘂𝗻𝗼 𝗱𝗶 𝗮𝗻𝗱𝗮𝗿𝗲 𝘃𝗶𝗮 𝗽𝗲𝗿𝗰𝗵𝗲́ 𝗮𝗱 𝗔𝘁𝗿𝗶 𝗻𝗼𝗻 𝘃𝗲𝗱𝗲 𝗳𝘂𝘁𝘂𝗿𝗼.
Su questo vale la pena ascoltare l’intervento su Atri del Professor Luciano D’Amico, Magnifico Rettore Emerito dell’Università di Teramo e Consigliere regionale.
𝗔𝗺𝗺𝗶𝗻𝗶𝘀𝘁𝗿𝗮𝗿𝗲 𝗶𝗹 𝗽𝗿𝗲𝘀𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗲̀ 𝗻𝗲𝗰𝗲𝘀𝘀𝗮𝗿𝗶𝗼. 𝗔𝘃𝗲𝗿𝗲 𝘂𝗻𝗮 𝘃𝗶𝘀𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗲𝗹 𝗳𝘂𝘁𝘂𝗿𝗼 𝗹𝗼 𝗲̀ 𝗮𝗹𝘁𝗿𝗲𝘁𝘁𝗮𝗻𝘁𝗼 𝗲 𝗾𝘂𝗲𝘀𝘁𝗼 𝗮𝘀𝗽𝗲𝘁𝘁𝗼 𝗮 𝗻𝗼𝗶 𝗮𝘁𝗿𝗶𝗮𝗻𝗶 𝗲̀ 𝗻𝗲𝗴𝗮𝘁𝗼 𝗱𝗮 𝘁𝗿𝗼𝗽𝗽𝗶 𝗮𝗻𝗻𝗶 𝗼𝗿𝗺𝗮𝗶.
Prospettiva Atri