Antonio Mariano Tinto

Indicazioni Contatta l'organizzazione

Antonio Mariano Tinto Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di Antonio Mariano Tinto, Organizzazione politica, Aversa.

27/10/2026

LA VIA ITALIANA AL SOCIALISMO E LA MUTAZIONE DEL PCI

Lo scioglimento del PCI e la sua trasformazione in PDS nel 1991 non furono un’improvvisa conseguenza del crollo dell’URSS, ma l’esito di un processo politico e culturale durato decenni, che trasformò progressivamente il partito fino a rovesciarne l’identità originaria.

Nel dopoguerra, Palmiro Togliatti elaborò la strategia della «via italiana al socialismo», fondata sulla conquista dell’egemonia nella società, sull’utilizzo della democrazia e delle istituzioni per avanzare verso il socialismo e sulla valorizzazione delle peculiarità nazionali. La «democrazia progressiva» indicava un percorso di trasformazioni strutturali sostenuto dalla mobilitazione popolare, dalle lotte operaie e dall’estensione dei diritti sociali. Togliatti sostenne inoltre il policentrismo e l’autonomia dei partiti comunisti, senza rinunciare all’unità del movimento internazionale e al riferimento all’esperienza sovietica.

La strategia aveva limiti oggettivi: la presenza militare angloamericana, la collocazione internazionale dell’Italia nel campo occidentale e la forza della borghesia impedivano di trasformare la Resistenza in una rivoluzione socialista. Tuttavia, il PCI riuscì a diventare un grande partito di massa, radicato nelle fabbriche, nei territori e nei movimenti popolari.

Le lotte dei lavoratori guidati dai comunisti nel dopoguerra, quelle del 1968-69 e le mobilitazioni successive produssero conquiste fondamentali: Statuto dei lavoratori, Servizio sanitario nazionale, riforme scolastiche, scala mobile, equo canone, nuovo diritto di famiglia e vittorie sul divorzio e sull’aborto. Esistevano le condizioni per costruire un ampio blocco sociale capace di sostenere un cambiamento strutturale della società.

Ma proprio mentre cresceva il peso elettorale e istituzionale del PCI, cambiava la sua composizione interna. Operai e partigiani perdevano progressivamente centralità, mentre aumentavano il peso degli amministratori, degli apparati istituzionali e dei settori legati al mondo cooperativo. Si rafforzava così una concezione sempre più parlamentaristica, orientata al compromesso e all’integrazione nel sistema, a scapito del conflitto di classe.

Negli anni '70 e '80 si consumò una svolta anche sul piano internazionale: dalla contrarietà alla NATO si passò alla sua accettazione; l’internazionalismo comunista venne progressivamente sostituito dall’avvicinamento alla socialdemocrazia. Il compromesso storico con la DC, elaborato dopo il golpe cileno del 1973, contribuì a consolidare questa tendenza. La sconfitta operaia alla FIAT nel 1980 e quella sul referendum sulla scala mobile mostrarono le conseguenze dell’indebolimento della mobilitazione di classe e delle divisioni interne alla sinistra.

Eppure il PCI raggiunse nel 1975-76 i suoi massimi risultati elettorali e nel 1984 divenne, per la prima e unica volta, il primo partito italiano. Enrico Berlinguer tentò di difendere le conquiste dei lavoratori e, negli ultimi anni, di rilanciare una prospettiva alternativa. Ma le contraddizioni accumulate erano ormai profonde.

Dopo la sua morte, il partito non invertì la rotta. La direzione di Achille Occhetto portò a compimento il processo di scioglimento, trasformando il PCI in un partito sempre più distante dalla tradizione comunista e sempre più vicino al liberalismo, fino ad assumere come riferimento il Partito Democratico statunitense. La maggioranza del gruppo dirigente sostenne questa trasformazione: il crollo dell’URSS fu l’occasione conclusiva, non la causa originaria.

QUALI LEZIONI PER OGGI?

L’esperienza del PCI dimostra che un partito comunista può essere sconfitto non soltanto attraverso la repressione e l’isolamento mediatico, ma anche attraverso la progressiva trasformazione dei suoi gruppi dirigenti. L’ingresso nelle istituzioni, se non rimane subordinato a una strategia di classe, può generare distacco dalle masse, adattamento al sistema e corruzione politica.

Per questo occorre contrastare il parlamentarismo fine a sé stesso, mantenere un forte radicamento operaio e popolare e impedire che il compromesso tattico diventi una rinuncia strategica. L’attività elettorale e istituzionale deve servire alla trasformazione della società, non sostituirla.

La lezione fondamentale è che non basta conquistare il consenso: bisogna preservare la coscienza di classe e l’identità rivoluzionaria del partito. La ricostruzione di un autentico movimento comunista in Italia deve fare i conti con gli errori e le contraddizioni che condussero allo scioglimento del PCI. Senza un partito comunista adeguato, capace di imparare dalla propria storia, non può esserci una trasformazione rivoluzionaria della società.

[Scopri di più su https://intellettualecollettivo.it/aderiamo-al-partito-comunista-di-unita-popolare/
Seguici e aiutaci a diffondere i nostri canali I Maestri del Socialismo su Facebook, Instagram e soprattutto Telegram - https://t.me/intellettualecollettivo
Info e materiali su Intellettualecollettivo.it e Storiauniversale.it]

26/10/2026

Se il clima fosse una vetrina
E se l'economia fosse la tua
i negazionisti climatici, i qualunquisti troll, le istituzioni a vari livelli, i fascisti, sarebbero considerati criminali

Ma questa non è la tua economia, e la tua vita non vale una vetrina. E la crisi climatica non impatta sull'accumulazione dei profitti.

915 miliardi di danni climatici dal 1980 ad oggi, come emerge dal Rapporto "Strategia per la pace climatica". Con una netta accelerazione negli ultimi anni. Nel solo 2026 stimati 180 miliardi di euro di perdite. In Italia un impatto da 500 euro a persona per questo 2026. Altri costi che si aggiungono al carovita. Per usare un'altra metrica, è come se le vetrine di tutti i negozi in Europa quest'anno fossero state rotte ogni 10 giorni dal cambiamento climatico. Casseurs!
Quante fabbriche socialmente integrate avremmo potuto aprire con una cifra minima di questo “bottino” nelle mani della speculazione.

Nelle mani della speculazione, perchè ad ogni distruzione segue un processo di accumulazione selvaggia, con la ricostruzione che diventa occasione ghiotta pre depredare i territori indeboliti da eventi estremi. Distruzione che genera inflazione e speculazione. E da qui il ciclo produttivo riparte per generare altra devastazione ambientale. Le emissioni di gas serra continuano ad aumentare e toccano nuovi record. Secondo l'Onu, le azioni intraprese dagli stati sono inconsistenti al punto che il riscaldamento climatico rischia di raddoppiare a fine secolo (+2.6° C).

Necessario inscrivere e non sovrascrivere la crisi climatica dentro ogni ambito di movimento.

Le alluvioni di queste ore rischiano di essere "solo" l'apertura di una stagione di altri eventi estremi, che impatteranno inevitabilmente il "nostro" calendario, a partire dagli scioperi generali del 30 ottobre e 20 novembre.



Vignetta liberamente ispirata a quelle di Graeme MacKay

25/10/2026

25/10/2026

25/10/2026

Il liberismo e la fase del capitalismo letale in cui siamo precipitati stanno producendo i loro frutti malati e mortali, con una politica mediocre e subalterna che è serva di un sistema economico disumano. Guerre, disastri climatici ed ambientali, diritto alla salute negata, lavoro nella sua accezione più completa calpestato, gigantesche disuguaglianze sociali ed economiche, diritti umani e costituzionali cancellati: la casa, l’istruzione pubblica, i beni comuni, la libera manifestazione del pensiero, il dissenso. Senza l’affermazione di un nuovo modello etico, culturale, sociale, economico e politico non ne usciamo e non potremo che precipitare sempre di più nel baratro.

La casta parlamentare con la legge elettorale truffa approvata si è blindata, esultano nascosti insieme maggioranza e opposizione, nessuno li potrà più disturbare in parlamento, da luogo centrale della democrazia a sultanato di sepolcri imbiancati, in un sistema che ha scelto liberismo e distruzione dei diritti costituzionali. Sono diverse sfumature di grigio, al netto di qualche voce parlamentare dissonante e accettabile, siamo di fronte ad in sistema politico, istituzionale ed economico, con la complicità di un pezzo significativo della magistratura e dell’informazione, che ha tradito la Costituzione, i diritti e il popolo.

…

Leggi l’intero articolo su Il Fatto Quotidiano Blog ⤵️
https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/10/22/proteste-milano-antisistema-diritti-costituzionali-negati/8545259/

🔗 link su Facebook e nelle storie

25/10/2026

Disagio....

Indirizzo

Aversa
E

Sito Web

Notifiche

Lascia la tua email e sarai tra i primi a sapere quando Antonio Mariano Tinto pubblica novità e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Contatta L'organizzazione

Invia un messaggio a Antonio Mariano Tinto:

Scelte rapide

Condividi