23/09/2026
Oggi, primo giorno d’autunno, abbiamo salutato le bambine e i bambini della scuola primaria di Azzate per augurare loro un buon anno scolastico.
Per tutta l’estate abbiamo accolto, in collaborazione con le insegnanti della scuola, alunne e alunni che sono venuti a prendere in prestito i libri e hanno completato un “fiore di letture”, che nell’atrio della scuola è diventato un intero giardino fiorito, con tutti i libri letti dai bambini nei mesi estivi.
Riportiamo qui la favola di Gianni Rodari che abbiamo letto ai bambini come saluto e augurio di un buon anno scolastico.
È la lettura più bella, importante, significativa e adatta ai tempi a cui siamo riusciti a pensare.
La dedichiamo qui anche a tutte le famiglie e a tutta la comunità educante che attorno ai bambini si riunisce e lavora.
Buon anno scolastico anche a voi.
“Uno e sette”
Gianni Rodari da “Le favole al telefono”
Abitava a Roma, si chiamava Paolo e suo padre era un tranviere.
Però abitava anche a Parigi, si chiamava Jean e suo padre lavorava in una fabbrica di automobili.
Però abitava anche a Berlino, e lassù si chiamava Kurt, e suo padre era un professore di violoncello.
Però abitava anche a Mosca, si chiamava Juri, come Gagarin, e suo padre faceva il muratore e studiava matematica.
Però abitava anche a Nuova Vork, si chiamava Jimmy e suo padre aveva un distributore di benzina.
Quanti ne ho detti? Cinque. Ne mancano due: uno si chiamava Ciù, viveva a Shanghai e suo padre era un pescatore; l’ultimo si chiamava Pablo, viveva a Buenos Aires e suo padre faceva l’imbianchino.
Paolo, lean, Kurt, luri, Jimmy, Ciù e Pablo erano sette, ma erano sempre lo stesso bambino che aveva otto anni, sapeva già leggere e scrivere e andava in bicicletta senza appoggiare le mani sul manubrio.
Paolo era bruno, Jean biondo, e Kurt castano, ma erano lo stesso bambino. Juri aveva la pelle bianca, Ciù la pelle gialla, ma erano lo stesso bambino. Pablo andava al cinema in spagnolo e Jimmy in inglese, ma erano lo stesso bambino, e ridevano nella stessa lingua. Ora sono cresciuti tutti e sette, e non potranno più farsi la guerra, perché tutti e sette sono un solo uomo.