08/10/2026
TARANTO NON RESTA IN SILENZIO.
Il Consiglio Comunale di Taranto oggi ha approvato la mozione sull’autonomia differenziata presentata dalla maggioranza, di cui ho avuto l’onore di essere prima firmataria in qualità di capogruppo del Partito Democratico.
Per me non è un voto come gli altri.
È una scelta che parla di Taranto, della Puglia e del Mezzogiorno.
Perché possiamo parlare di autonomia, di riforme e di nuovi poteri alle Regioni. Ma c’è una domanda che viene prima di tutte:
saranno garantiti gli stessi diritti a tutti i cittadini italiani?
Intervento di Alexia Serio
Perché non può essere normale che nascere a Taranto, a Bari, a Lecce o in qualsiasi altra città del Sud significhi avere meno opportunità di accesso alla sanità, ai servizi sociali, all’istruzione, alle infrastrutture.
Il luogo in cui nasci non può decidere quanto vale il tuo diritto alla salute.
Ecco perché diciamo con chiarezza:
prima i LEP. Prima le risorse. Prima la perequazione. Prima i diritti.
Poi si potrà discutere di autonomia.
Non vogliamo un’Italia divisa in territori di serie A e territori di serie B.
Vogliamo un’Italia capace di valorizzare le autonomie senza trasformare le differenze in disuguaglianze.
La nostra mozione chiede di fermare l’iter delle pre-intese e di aprire un vero confronto nazionale sul rapporto tra Stato, Regioni e Comuni.
E chiede una cosa semplice, ma fondamentale: che nessun territorio venga lasciato indietro.
Da Taranto parte oggi una posizione chiara.
L’autonomia che divide non ci interessa.
L’autonomia che responsabilizza, migliora i servizi e garantisce gli stessi diritti a tutti, sì.
Perché l’Italia è una.
E Taranto non accetta di essere considerata periferia dei diritti.
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TARANTO NON RESTA IN SILENZIO.
Il Consiglio Comunale di Taranto oggi ha approvato la mozione sull’autonomia differenziata presentata dalla maggioranza, di cui ho avuto l’onore di essere prima firmataria in qualità di capogruppo del Partito Democratico.
Per me non è un voto come gli altri.
È una scelta che parla di Taranto, della Puglia e del Mezzogiorno.
Perché possiamo parlare di autonomia, di riforme e di nuovi poteri alle Regioni. Ma c’è una domanda che viene prima di tutte:
saranno garantiti gli stessi diritti a tutti i cittadini italiani?
Perché non può essere normale che nascere a Taranto, a Bari, a Lecce o in qualsiasi altra città del Sud significhi avere meno opportunità di accesso alla sanità, ai servizi sociali, all’istruzione, alle infrastrutture.
Il luogo in cui nasci non può decidere quanto vale il tuo diritto alla salute.
Ecco perché diciamo con chiarezza:
prima i LEP. Prima le risorse. Prima la perequazione. Prima i diritti.
Poi si potrà discutere di autonomia.
Non vogliamo un’Italia divisa in territori di serie A e territori di serie B.
Vogliamo un’Italia capace di valorizzare le autonomie senza trasformare le differenze in disuguaglianze.
La nostra mozione chiede di fermare l’iter delle pre-intese e di aprire un vero confronto nazionale sul rapporto tra Stato, Regioni e Comuni.
E chiede una cosa semplice, ma fondamentale: che nessun territorio venga lasciato indietro.
Da Taranto parte oggi una posizione chiara.
L’autonomia che divide non ci interessa.
L’autonomia che responsabilizza, migliora i servizi e garantisce gli stessi diritti a tutti, sì.
Perché l’Italia è una.
E Taranto non accetta di essere considerata periferia dei diritti.