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29/10/2026

Un'intervista a quattro mani al Sindaco di Bologna Matteo Lepore, realizzata da Pietro Maria Alemagna e Rudi Fallaci

L'evento si svolge in occasione della presenza a Bologna di Farid Adly, fondatore dell'associazione Anbamed con cui il g...
24/10/2026

L'evento si svolge in occasione della presenza a Bologna di Farid Adly, fondatore dell'associazione Anbamed con cui il gruppo PD Bologna per Gaza collabora al progetto di adozioni a distanza" Ore felici per i bimbi di Gaza" e delle concomitanti elezioni del parlamento in Israele.

Il dialogo fra i due giornalisti esperti sara' pubblicato a gennaio sul numero 13 di LAB Politiche e Culture (www.labpolitiche.it).

‼️Sarà possibile collegarsi in diretta streaming: https://meet.google.com/tmo-hspu-chr.
Ti aspettiamo!

18/09/2026
16/09/2026

Tanto lo sapete già, perché sta girando un casino e questa card ve l’avranno mandata in tanti…!
Il 21 settembre organizziamo una cena per Bologna!!!
Grazie al Parco Cevenini che ci ospita ❤️💙
Prenotazioni qui 👉 bit.ly/4xljB0j

26/07/2026

La decisione di assegnare la scorta al sindaco Matteo Lepore è una notizia che dovrebbe preoccupare tutti, al di là delle appartenenze politiche. Quando un sindaco è costretto a vivere sotto protezione per le minacce ricevute, è sotto attacco il libero esercizio delle istituzioni democratiche e il principio stesso dello Stato di diritto.

In queste settimane, abbiamo assistito a un’escalation di insulti, campagne d’odio e delegittimazione che hanno progressivamente superato il confine del confronto politico. Le critiche, anche le più dure, fanno parte della democrazia. Le intimidazioni, le minacce di morte e l’istigazione all’odio no. Sono un attacco alla convivenza civile e non possono essere in alcun modo normalizzate.

Esprimiamo a Matteo Lepore la piena solidarietà del Partito Democratico e la nostra vicinanza personale e umana. Allo stesso tempo, rivolgiamo un appello a tutte le forze politiche e a tutte le istituzioni: abbassare i toni non significa rinunciare al confronto, significa impedire che il clima di odio alimenti i comportamenti di chi pensa di poter sostituire la violenza al dibattito democratico.

Enrico Di Stasi, segretario provinciale Pd Bologna

23/07/2026

“Giù le mani dal sindaco Lepore!”

È l’appello arrivato, firmato e rilanciato da 35 sindaci sindaci, 35 colleghi da tutta Italia e dalle principali città italiane, tra cui Silvia Salis, Beppe Sala, Sara Funaro, Vito Leccese, Roberto Gualtieri e molti altri.

Uniti per respingere con forza il vergognoso, indegno sciacallaggio messo in atto in questi giorni contro quest’uomo, accusato di essere il responsabile politico, per alcuni addirittura il “mandante morale” (ma ci rendiamo conto?!) delle violenze di Bologna.

Sciacallaggio a cui i sindaci hanno risposto così:

“Il sindaco di Bologna, Matteo Lepore, si è assunto la responsabilità istituzionale di stare accanto alla famiglia di Abderrahim Fakir, di dare voce alla richiesta di verità e di contribuire a ricondurre il dolore e la tensione della comunità dentro un percorso democratico e rispettoso dello Stato di diritto. Il presidio di piazza Nettuno ha raccolto migliaia di persone in modo pacifico.
Attribuire al sindaco la responsabilità delle violenze oltre che sbagliato, significa alimentare una contrapposizione istituzionale che rende ancora più difficile affrontare una vicenda tanto grave".

Il concetto è a prova di leghista semplice: quelle frange non c’entrano letteralmente NULLA con la meravigliosa piazza Nettuno. Sono proprio due cose diverse, separate, di più: in contrasto e contraddizione l’una con l’altra.

E, se non fosse stato per Lepore e la sua chiamata, non solo le violenze ci sarebbero state comunque, ma ci sarebbero state solo quelle e non le parole di verità e giustizia pronunciate da migliaia di cittadini in quella piazza, tra cui anche la nipote di Fakir, Yossra.

I bolognesi - e pure gli italiani - Lepore dovrebbero ringraziarlo per essere stato dalla parte giusta e averle dato rappresentanza politica.

E hanno fatto benissimo a ricordarlo i sindaci, a cui da cittadino mi unisco.

Giù le mani da Lepore! Giù le mani da Abderrahim Fakir! Giù le mani dallo Stato di diritto!

21/07/2026

Ieri sera, Bologna ha vissuto un momento di grande partecipazione e vicinanza collettiva. Oltre 5.000 persone si sono strette pacificamente vicino alla famiglia di Abderrahim Fakir in piazza del Nettuno, per chiedere verità e giustizia, e le parole pronunciate dalla nipote Yosra hanno interpretato al meglio la risposta civile e democratica della città alla tragedia accaduta al Pilastro.

Bologna, come sempre nei momenti più difficili, ci ha reso orgogliosi della sua comunità e ringraziamo il sindaco Matteo Lepore per averla chiamata in piazza e avere unito la cittadinanza, al contrario della destra che vuole solo dividere, pretendendo di conoscere già gli esiti delle indagini in modo pregiudiziale. Le devastazioni e gli scontri avvenuti più tardi davanti alla Prefettura sono, invece, da condannare senza nessuna attenuante.

Alle forze dell'ordine e ai feriti va il nostro sostegno. La violenza non aiuta certo, ma anzi ostacola, la ricerca di verità per Fakir, la cui famiglia si è giustamente dissociata da modalità che nulla hanno a che fare con la loro commovente compostezza e la ricerca di giustizia nel rispetto delle istituzioni.

Atteggiamenti di provocazione e violenza che, però, certo non possono né devono limitare l'esercizio democratico dei cittadini che devono potersi riunire tutte le volte che la comunità ne ha bisogno, come avvenuto ieri.

Ora però i riflettori non vanno spostati sugli scontri degli antagonisti, come vorrebbe la destra, ma restare su Fakir. Per lui pretendiamo giustizia e verità, che devono arrivare in modo rapido e trasparente. Non si può morire in questo modo, nessuno merita di morire in questo modo mentre è affidato allo Stato. La magistratura, in cui abbiamo la massima fiducia, farà le sue indagini e la Ausl di Bologna ha avviato un'indagine interna.

Occorre però, che al di là delle indagini, lo Stato si interroghi seriamente per il futuro, valutando se le modalità di intervento indicate dai protocolli in questi casi siano veramente efficaci o mettano a rischio la vita dei soggetti più fragili e malati e l'umanità nei loro confronti. Lo deve alla vittima, ai cittadini ma anche alle forze dell'ordine, che devono poter agire con serenità, attraverso procedure che non si concludano in tragedie.

Enrico Di Stasi, segretario provinciale Pd Bologna

Indirizzo

Via Lincoln, 34/A
Bologna
40139

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