Parco dell'Aveto

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Parco dell'Aveto Un’oasi di paesaggi che raccontano storie senza tempo in un incanto di montagne imponenti, praterie e antichi uliveti.

Il latte passava da una famiglia all’altra. I conti restavano incisi nel legno.In un articolo dedicato a La Villa, frazi...
15/10/2026

Il latte passava da una famiglia all’altra. I conti restavano incisi nel legno.

In un articolo dedicato a La Villa, frazione di Santo Stefano d’Aveto, Cristoforo Campomenosi racconta una pratica della tradizione contadina avetana: riunire il latte di più famiglie per avere la quantità necessaria a produrre il formaggio.

Il latte veniva conferito a turno a una famiglia, poi a un’altra. Per registrare debiti e crediti ciascuna aveva un bastoncino sul quale si incidevano delle tacche.

Campomenosi descrive questo sistema in un testo scritto intorno al 1998, raccontando una dimostrazione alla Festa della Trebbiatura di La Villa. Una testimonianza di come le famiglie organizzavano il lavoro e facevano fronte ai limiti delle piccole produzioni.

Ci piacerebbe raccogliere altri ricordi: avete visto usare questi bastoncini o ne avete sentito parlare dai vostri familiari? Conoscete il loro nome?

Raccontatecelo nei commenti, indicando anche il paese.

Fonte: Cristoforo Campomenosi, “La scoperta di La Villa”, Valdaveto.net.

L’hai visto tante volte. Oppure ci sei passato davanti senza fermarti.Oggi ti mostriamo soltanto un dettaglio di un luog...
15/10/2026

L’hai visto tante volte. Oppure ci sei passato davanti senza fermarti.

Oggi ti mostriamo soltanto un dettaglio di un luogo del territorio del Parco dell’Aveto: riesci a riconoscerlo?

Scrivi nei commenti dove pensi che siamo. Se lo conosci, aggiungi un ricordo o un particolare che potrebbe aiutare gli altri.

Questa sera pubblicheremo la fotografia completa in un commento. Intanto, spazio alle vostre ipotesi!

Hai amici in visita che non conoscono il territorio del Parco dell’Aveto. Ti chiedono di portarli in un bel posto e si f...
15/10/2026

Hai amici in visita che non conoscono il territorio del Parco dell’Aveto. Ti chiedono di portarli in un bel posto e si fidano di te.

Per la prima tappa, scegli il Lago delle Lame o i laghi di Giacopiane?

Ci interessa il consiglio di chi c’è stato: dove ti fermeresti, cosa gli faresti vedere, perché torneresti proprio lì. Anche un ricordo può spiegare una scelta meglio di tante fotografie.

Scrivici la tua meta e il motivo. Chi sta organizzando una giornata da queste parti potrebbe trovare nei commenti proprio il suggerimento che cercava.

Ci sono parole che tornano in mente appena si sente il profumo delle castagne sul fuoco.Magari le dicevano i nonni, maga...
14/10/2026

Ci sono parole che tornano in mente appena si sente il profumo delle castagne sul fuoco.

Magari le dicevano i nonni, magari a casa vostra si usano ancora. Nomi in dialetto per distinguere quelle arrostite, bollite o secche, legati a un paese e al modo di prepararle.

Vorremmo raccogliere quelli che conoscete, dalla Val d’Aveto alla Valle Sturla e alla Val Graveglia.

Come le chiamavate in famiglia? Scrivete il nome nei commenti, indicando la preparazione e il paese. Non serve conoscere la grafia corretta: va bene anche riportare il suono che ricordate.

E se dietro quella parola c’è una persona o un’abitudine di casa, raccontatecela. È proprio questo che ci piacerebbe ritrovare insieme.

13/10/2026


Momenti rubati...

Le campane erano sulla slitta. I ladri, però, non andarono lontano.A Villa Cella, in Val d’Aveto, si tramanda la leggend...
13/10/2026

Le campane erano sulla slitta. I ladri, però, non andarono lontano.

A Villa Cella, in Val d’Aveto, si tramanda la leggenda di un furto rimasto a metà.

Qualcuno avrebbe tentato di portare via le antiche campane del monastero, che gli abitanti credevano d’argento. Lungo la strada verso il passo delle Rocche, la slitta si incastrò contro una roccia sporgente da un muretto a secco.

I ladri dovettero abbandonare l’impresa. Per la tradizione, a fermarli era stata la Provvidenza.

Il racconto è raccolto da Sandro Sbarbaro su Valdaveto.net.

Conosci altre leggende dei paesi dell’Aveto? Scrivile nei commenti: ci piacerebbe farle conoscere.

I funghi delle nostre foreste in mostra a Borzonasca. 🍄Domenica 18 ottobre, in occasione di Agricasta, torna la Mostra m...
12/10/2026

I funghi delle nostre foreste in mostra a Borzonasca. 🍄

Domenica 18 ottobre, in occasione di Agricasta, torna la Mostra micologica del Parco dell’Aveto, curata dal Gruppo Micologico “E. Grasso” di Rapallo.

L’esposizione riunisce funghi raccolti nelle foreste regionali gestite dal Parco. Potrete osservarli da vicino e soffermarvi sulle differenze di forma e colore: un modo per conoscere meglio la varietà che caratterizza i nostri boschi.

La mostra sarà aperta dalle 11.00 alle 18.30 nella sede del Parco dell’Aveto, in via Marrè 75/A a Borzonasca.

L’ingresso è libero. Se venite ad Agricasta, vi aspettiamo anche in mostra!

Fa scorte per l’inverno, ma non andrà in letargo. 🐿️Lo scoiattolo rosso affronta il freddo restando attivo. Riduce i suo...
12/10/2026

Fa scorte per l’inverno, ma non andrà in letargo. 🐿️

Lo scoiattolo rosso affronta il freddo restando attivo. Riduce i suoi movimenti, ma continua ad avere bisogno di cibo: ecco perché l’autunno è un periodo importante per riempire le sue piccole dispense.

Nasconde semi e frutti in diversi punti, nel terreno, tra le radici o nelle cavità degli alberi. Sono riserve a cui potrà attingere quando il cibo sarà più difficile da trovare.

Anche nei boschi dell’Aveto vivono gli scoiattoli. Durante una passeggiata possiamo osservarli mentre si muovono tra i rami o scendono a terra, lasciando loro spazio per continuare le proprie attività.

Se ne incontrate uno, fermatevi a guardarlo senza avvicinarvi né offrirgli da mangiare.

Il pettirosso canta anche in autunno. E quel canto serve a tenere a distanza i vicini. 🐦Siamo abituati ad associare il c...
11/10/2026

Il pettirosso canta anche in autunno. E quel canto serve a tenere a distanza i vicini. 🐦

Siamo abituati ad associare il canto degli uccelli alla primavera e al corteggiamento. Il pettirosso, invece, difende il proprio territorio anche durante la stagione fredda: la sua voce segnala agli altri individui che quello spazio è già occupato.

Dietro l’aspetto minuto e il petto aranciato c’è un uc***lo decisamente territoriale, pronto ad allontanare i propri simili.

Presente anche negli ambienti boschivi del Parco dell’Aveto, può farsi sentire prima ancora di lasciarsi vedere. Durante una passeggiata, fermarsi ad ascoltare è un buon modo per accorgersi della sua presenza.

Se lo individuate tra i rami, osservatelo a distanza, evitando di riprodurre richiami per attirarlo.

Vi è già capitato di sentirlo cantare in questi giorni?

Indirizzo

Via Marrè 75a
Borzonasca
16041

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