16/10/2026
La sezione ANPI Bracciano "A. Quintiliani - U. Bombieri" esprime la propria solidarietร alla presidente dell'ANPI Provinciale di Roma, Marina Pierlorenzi, alle compagne e ai compagni che questa mattina sono stati verbalmente aggrediti con insulti e minacce da numerosi membri della Comunitร Ebraica Romana in occasione della cerimonia organizzata dal Comune di Roma in occasione dell'83ยฐ anniversario del rastrellamento del 16 ottobre 1943.
Non siamo disposti a tollerare la presunzione con cui la Comunitร Ebraica Romana e il suo presidente, Victor Fadlun, intendono monopolizzare la memoria della deportazione di 1043 cittadini romani di fede ebraica e utilizzarla strumentalmente per colpire quanti, tra cui l'ANPI di Roma e le sue sezioni territoriali, sostengono attivamente la causa dell'autodeterminazione del popolo palestinese e denunciano il genocidio perpetrato per mano dello Stato d'Israele, accusandoli di essere antisemiti o fiancheggiatori di Hamas.
Vogliamo al contempo ricordare ai personaggi in questione, esponenti del sionismo piรน reazionario, pronti a rifugiarsi sotto l'ala protettiva dei discendenti politici di Almirante e dei repubblichini che contribuirono attivamente alla deportazione e allo sterminio degli ebrei italiani, che รจ grazie al contributo delle migliaia di partigiane e di partigiani italiani se oggi essi possono permettersi di esprimere liberamente e lanciare interdetti contro chi, con dignitร e onore, si sforza di adempiere al lascito morale di una delle migliori generazioni della nostra storia, quella antifascista e resistente.
Essere antifascisti, oggi, non puรฒ prescindere dall'impegno assiduo sul nostro territorio assieme alle realtร che continuano a spendersi per la Palestina, denunciando ipocrisie, trepidazione e doppi standard.
Questa mattina, in occasione delle celebrazioni del Comune di Roma per l'anniversario del rastrellamento che i nazifascisti operarono il 16 ottobre 1943 deportando 1022 ebrei romani, la delegazione dell'ANPI di Roma (presente come sempre alla commemorazione) รจ stata fatta oggetto di un'aggressione verbale con minacce e insulti ad opera di membri della comunitร ebraica.
Un'aggressione annunciata nei giorni scorsi dalle grossolane dichiarazioni del presidente Fadlun e puntualmente verificatasi con tanto di successiva imbarazzante rivendicazione che non fa che qualificare lo spessore dell'autore.
I fatti di questa mattina confermano tre elementi fondamentali:
1) L'ANPI di Roma รจ rimasta nella piazza della celebrazione insieme alle altre associazioni presenti e non si รจ fatta intimidire dall'uso della violenza che grazie alle forze dellโordine presenti รจ rimasta solo verbale. Continueremo non solo a presenziare nei luoghi della Resistenza ma come sempre ad essere il motore di tutte le iniziative pubbliche (a partire dal 25 aprile) legate al nostro impegno civile nel nome degli ideali della Lotta Partigiana Antifascista e della Costituzione Repubblicana. Gli stessi valori su cui le centinaia di migliaia di donne e uomini della Resistenza hanno fondato l'ANPI.
2) All'interno della comunitร ebraica di Roma guidata da Fadlun si manifesta, ormai da tempo, una difficoltร di fondo a ripudiare le forme di violenza e ad accettare metodi e condotte democratiche. Fortunatamente altre donne e uomini ebrei italiani hanno dimostrato in questi mesi (con appelli e manifesti) sensibilitร pubblica, cultura e senso della storia in relazione al tema dei crimini di guerra compiuti in Palestina dall'esercito dello Stato d'Israele.
3) Proprio l'aver denunciato i crimini di guerra in Palestina e l'aver sostenuto la popolazione civile di Gaza e della Cisgiordania rappresentano ยซla colpaยป dell'ANPI agli occhi di Fadlun e di chi ha anche oggi ha insultato e aggredito verbalmente la nostra delegazione. Costoro sappiano che in nome dei valori dei padri e delle madri partigiane e costituenti, l'ANPI continuerร a rivendicare libertร , autodeterminazione, democrazia e Stato per la Palestina ed il suo popolo.
Associazione Nazionale Partigiani d'Italia - ANPI Patria Indipendente