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PD Sardegna Pagina Facebook del Partito Democratico della Sardegna. Il presente Preambolo è parte integrante dello Statuto del Partito Democratico della Sardegna.

Il Partito Democratico della Sardegna condivide l’ispirazione federale del Partito Democratico come definita nell’articolo 1, comma 1 dello Statuto Nazionale. Il Partito Democratico della Sardegna fa proprio il patrimonio della tradizione autonomistica, federalista e sardista, e assume la coscienza dei sardi di essere un popolo tra gli altri popoli, titolare di una piena soggettività storica, culturale, linguistica e politica, risorsa fondamentale per il progresso sociale, culturale e civile. Il Partito Democratico della Sardegna adotta il presente Statuto e, insieme, avvia un processo di costruzione, di uno strumento statutario più avanzato, coerente con le opportunità previste nell’art.13 della Statuto del Partito Democratico e con le finalità indicate nel presente Preambolo, per rispondere alle domande di autonomia e di autogoverno a obiettivi e alle aspirazioni dei democratici sardi. Il Partito Democratico della Sardegna riconosce come principio fondante la democrazia paritaria a garanzia della partecipazione di donne e uomini alla costruzione di una società più equa e solidale. Ritiene la partecipazione paritaria di donne e uomini alla vita organizzativa e di governo del Partito e delle istituzioni il fondamento per il rinnovamento della politica. Questo processo deve svolgersi con il più ampio coinvolgimento di elettori e iscritti ed aprirsi ad esperienze culturali e politiche di ispirazione autonomista e federalista e dovrà concludersi entro un anno dal suo avvio con la presentazione di una proposta di patto confederale.

Un lavoratore è morto questa mattina al porto industriale di Cagliari. Alla sua famiglia, ai suoi cari e ai colleghi va ...
15/10/2026

Un lavoratore è morto questa mattina al porto industriale di Cagliari. Alla sua famiglia, ai suoi cari e ai colleghi va la vicinanza del Partito Democratico della Sardegna.
Le circostanze sono ancora da chiarire. Spetta agli investigatori e allo Spresal accertare la dinamica e le eventuali responsabilità.

Nei soli primi otto mesi del 2026, l’INAIL ha registrato 14 denunce di infortunio mortale in Sardegna e 689 in Italia, compresi gli incidenti nel tragitto casa-lavoro. Un bilancio provvisorio, fermo al 31 agosto, che non comprende questa nuova tragedia.
Dietro ogni numero ci sono una persona, una famiglia, una vita interrotta.
Di fronte a queste notizie le parole sembrano sempre insufficienti. Ma il silenzio rischia di far diventare abituale ciò che non possiamo accettare: uscire di casa per lavorare e non tornare.

La sicurezza deve essere garantita ogni giorno, in ogni fase del lavoro. Servono prevenzione, formazione effettiva, controlli e personale sufficiente nei servizi ispettivi. Sono impegni sui quali misurare le scelte delle istituzioni e delle imprese.

Come PD Sardegna chiediamo che si faccia piena luce su questa morte e che il confronto con i sindacati e con chi opera nel porto porti a verificare le condizioni di sicurezza e gli interventi necessari.
Il rispetto per chi ha perso la vita passa anche da ciò che faremo dopo le parole di oggi.

🟥 Solidarietà alla sindaca di Arborea Manuela Pintus: le minacce colpiscono tutta la comunitàIl Partito Democratico dell...
07/10/2026

🟥 Solidarietà alla sindaca di Arborea Manuela Pintus: le minacce colpiscono tutta la comunità

Il Partito Democratico della Sardegna e quello di Oristano esprimono piena solidarietà e vicinanza alla sindaca di Arborea, Manuela Pintus, che ha denunciato di aver ricevuto due minacce di morte nell’arco di pochi mesi.
È un fatto grave, che colpisce una persona, la sua famiglia e l’intera comunità. Nessun amministratore deve essere costretto a vivere nella paura per il servizio che svolge. Il confronto politico, anche il più aspro, deve restare dentro il rispetto delle persone e delle regole democratiche. Le intimidazioni non possono trovare giustificazioni né essere minimizzate.

Le parole di Manuela Pintus richiamano una condizione di vulnerabilità che riguarda tanti sindaci e amministratori locali, ogni giorno impegnati a rispondere ai bisogni dei cittadini, spesso con risorse insufficienti e responsabilità crescenti. La loro sicurezza e la loro libertà di agire sono una responsabilità delle istituzioni e di tutte le forze politiche.

Confidiamo nel lavoro delle forze dell’ordine e della magistratura affinché siano accertate le responsabilità e sia garantita alla sindaca la necessaria tutela.
A Manuela Pintus diciamo che non è sola. Siamo al suo fianco e accanto alla comunità di Arborea: difendere chi amministra dalle minacce significa difendere il diritto di tutti a vivere in una democrazia libera dalla paura.

🗳 LEGGE ELETTORALE: CHE COSA CAMBIA E PERCHÉ IL PD VOTA CONTROIn questi giorni alla Camera si discute una nuova legge el...
07/10/2026

🗳 LEGGE ELETTORALE: CHE COSA CAMBIA E PERCHÉ IL PD VOTA CONTRO

In questi giorni alla Camera si discute una nuova legge elettorale. Si prova a spiegare in modo semplice che cosa prevede e qual è il punto politico.

Oggi il sistema è misto: una parte dei parlamentari viene eletta nei collegi uninominali, una parte con il proporzionale. La riforma cancella quasi tutti i collegi uninominali e introduce un sistema proporzionale corretto da un premio di maggioranza: 70 seggi alla Camera e 35 al Senato per la lista o coalizione che arriva prima e supera il 42 per cento dei voti validi in entrambe le Camere. Se la soglia non viene raggiunta in tutte e due, il premio non scatta.
Il testo chiede inoltre alle forze politiche di indicare nel programma il nome della persona proposta per la presidenza del Consiglio. Non è un’elezione diretta del premier, perchè formalmente il Presidente della Repubblica mantiene i suoi poteri, anche se si ritrova con un parlamento condizionato e il Governo deve avere la fiducia del Parlamento, tuttavia si avvicina molto allo scippo delle prerogative costituzionali del Colle.
Sono state introdotte le preferenze, ma il capolista resta bloccato. Michele Ainis ha stimato che, con questo meccanismo, le preferenze potrebbero decidere solo una quota ridotta degli eletti. Ma sopratutto viene meno il vincolo della rappresentanza di genere tra i capilista per il 40% con prevedibili effetti di riduzione della presenza femminile. Cambia anche il voto degli italiani all’estero. I seggi riservati restano 8 alla Camera e 4 al Senato, ma le ripartizioni geografiche si riducono da quattro a due alla Camera e a una sola al Senato. La competizione diventa più ampia e si indebolisce il legame tra gli eletti e le comunità territoriali che rappresentano. Nel testo c’è anche una misura positiva: il voto per i fuorisede, pur con limitazioni non condivisibili. Sono poi state anche aumentate da 1.500 a 6.000 per collegio le firme richieste alle liste non esentate.

↪️ Perché il PD vota contro? Perché questa legge altera molto il rapporto tra voti e seggi, lascia limitata la scelta degli elettori su chi entra in Parlamento, cancella il vincolo alla rappresenta complessiva di genere e non assicura la stabilità in ogni scenario: senza il 42 per cento in entrambe le Camere, il premio non scatta e la formazione della maggioranza resta da costruire.
Anche tra i costituzionalisti le valutazioni negative sono diverse. Gaetano Azzariti ha sollevato dubbi molto severi; Francesco Clementi osserva che, senza ballottaggio, aumenta il rischio di non avere una maggioranza chiara e quindi manca l’obiettivo dischiarato della legge. Questo è un nodo politico concreto. La stabilità è importante, ma non è un valore assoluto e non coincide con la durata di un singolo Governo. Come ha ricordato Anna Finocchiaro in audizione al Senato, la continuità delle politiche dipende soprattutto dalla solidità del quadro politico. Una legge elettorale dovrebbe rafforzare la rappresentanza e la fiducia nel voto, non sacrificare questi obiettivi alla promessa di un vincitore.

Oggi la Camera ha approvato la fiducia sull’articolo 1 e sull’articolo 2; il Governo ha posto la fiducia anche sull’articolo 3. Il voto finale è previsto giovedì, a scrutinio segreto. Il PD voterà contro.

🏭 Problemi complessi e di grande impatto sul nostro territorio non si affrontano con gli slogan o cavalcando il malesser...
02/10/2026

🏭 Problemi complessi e di grande impatto sul nostro territorio non si affrontano con gli slogan o cavalcando il malessere. Si affrontano approfondendo i temi, confrontandosi e costruendo soluzioni concrete. È quello che abbiamo fatto ieri, discutendo fino a tarda sera.
Insieme al segretario regionale del PD Silvio Lai e all’assessore regionale all’Industria Emanuele Cani, abbiamo incontrato sindacati, sindaci e il Presidente della Provincia per fare il punto sulle vertenze industriali aperte e, soprattutto, sulle prospettive del nostro territorio.
È in corso un importante lavoro di pianificazione strategica che coinvolge il territorio e la Regione. In questi due anni abbiamo assistito a una forte accelerazione degli investimenti su bonifiche, energia e infrastrutture. Ma questo, da solo, non basta.

⚡ Serve una politica industriale nazionale più incisiva e determinata, senza la quale i principali nodi dell’area industriale di Portovesme difficilmente potranno essere risolti. Primo fra tutti, il costo dell’energia.
La grave situazione di Eurallumina, determinata dal congelamento degli asset di Rusal, sta mettendo i lavoratori in una condizione drammatica. Chiediamo al Governo interventi immediati a loro tutela, coerenti e conseguenti rispetto alle decisioni assunte dalle istituzioni italiane nei confronti della proprietà.

📌 Ma il Sulcis non può limitarsi a difendere l’esistente. Dobbiamo contemporaneamente costruire nuove prospettive.
La riconversione della miniera di Carbosulcis, il potenziamento delle infrastrutture industriali e l’avvio di nuove produzioni legate all’economia circolare possono rappresentare leve concrete per una nuova fase di sviluppo del territorio.
Su questi temi promuoveremo specifici momenti pubblici di confronto, partecipazione e mobilitazione.
Perché sul futuro del Sulcis non prevalgano demagogia e false rappresentazioni, ma un confronto serio sulle criticità e, soprattutto, sulle potenzialità di questo territorio.

🟥 CONTINUITÀ AEREA, LAI (PD): «IL GOVERNO SBLOCCHI I 10 MILIONI PROMESSI. SERVE UNA SOLUZIONE PER GARANTIRE IL SERVIZIO»...
24/09/2026

🟥 CONTINUITÀ AEREA, LAI (PD): «IL GOVERNO SBLOCCHI I 10 MILIONI PROMESSI. SERVE UNA SOLUZIONE PER GARANTIRE IL SERVIZIO»

«La continuità territoriale della Sardegna non può restare sospesa tra le difficoltà economiche derivanti da fattori esogeni e dallo shock energetico, denunciate dalle compagnie, e gli impegni ancora non rispettati dal Governo». Lo dichiara il deputato del Partito Democratico Silvio Lai, vicepresidente della Commissione bicamerale sull’insularità e componente della commissione bilancio, che ha presentato un’interrogazione al ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini.

«Il rincaro del jet fuel è un problema reale. Il costo del carburante aereo è più che raddoppiato rispetto ai livelli precedenti alla crisi in Medio Oriente e sta mettendo sotto pressione tutte le compagnie. Sulle rotte in continuità territoriale è quindi necessario trovare rapidamente un equilibrio che garantisca il diritto alla mobilità dei sardi e, insieme, la sostenibilità economica del servizio».

Lai ricorda che il 6 maggio, durante il tavolo convocato al Ministero con Regione, ENAC, ITA Airways e Aeroitalia, era stato assunto l’impegno a mantenere invariate le tariffe e a ripartire i maggiori costi tra compagnie, Regione e Stato.

«La Regione Sardegna ha stanziato 10 milioni di euro e la legge regionale precisa che si tratta della compartecipazione al contributo straordinario statale. Ora Salvini deve chiarire dove siano i 10 milioni promessi dal Governo, con quale provvedimento saranno stanziati e quando potranno essere utilizzati».

«Non si tratta di fare l’avvocato difensore di alcuna compagnia, né di Aeroitalia né di ITA sulla Alghero–Milano. Ma non si può neppure ignorare che Aeroitalia si è fatta carico di cinque delle sei rotte della nuova continuità territoriale, tre delle quali senza compensazione economica, mentre gli altri operatori hanno concentrato il proprio interesse sui collegamenti più remunerativi. Il caso ancora irrisolto della Alghero–Milano dimostra quanto sia difficile trovare compagnie disponibili a garantire le rotte economicamente meno convenienti».

Aeroitalia, sottolinea Lai, ha inoltre sviluppato nell’Isola una presenza industriale e occupazionale significativa, con aeromobili basati in Sardegna, attività di manutenzione, circa 300 occupati diretti e un impatto stimato in circa 500 posti di lavoro considerando l’indotto.

«Questa presenza va considerata e tutelata, dentro regole chiare. Ogni contributo pubblico dovrà essere proporzionato ai maggiori costi realmente sostenuti, differenziato tra le rotte con compensazione e quelle accettate senza compensazione e collegato alla garanzia del servizio e alla salvaguardia dell’occupazione».

«Quanto sta accadendo in Sicilia deve rappresentare un avvertimento. Dal 10 settembre sui collegamenti marittimi regolati dalla convenzione statale Siremar–Società di Navigazione Siciliana è stato applicato un aumento del 18 per cento delle tariffe verso le isole minori, comprese Lipari e Lampedusa, motivato con l’incremento del costo del carburante. Le tariffe dei servizi finanziati direttamente dalla Regione Siciliana sono invece rimaste invariate, perché i maggiori costi sono stati assorbiti dalla Regione. Quando lo Stato non interviene sulle convenzioni di propria competenza, il rischio concreto è che a pagare siano gli abitanti delle isole».

Con l’interrogazione Lai chiede al Ministero e all’ENAC di chiarire la situazione e di convocare immediatamente un nuovo tavolo con la Regione e i vettori.

«Non servono prove di forza o scambi di accuse. La Regione ha stanziato la propria quota, Aeroitalia ha costruito una presenza importante nell’Isola e il Governo deve adesso mantenere l’impegno assunto. Il caro carburante non può essere scaricato interamente sulle compagnie né sui sardi e non può mettere in discussione la stabilità della continuità territoriale».

🟥 Con Pietrino Soddu scompare uno dei protagonisti più autorevoli della storia politica e istituzionale della Sardegna d...
16/09/2026

🟥 Con Pietrino Soddu scompare uno dei protagonisti più autorevoli della storia politica e istituzionale della Sardegna del secondo dopoguerra. Ha attraversato oltre settant’anni di vita pubblica senza mai smettere di interrogarsi sul futuro dell’Isola, sulla sua autonomia e sul rapporto con lo Stato.

Dalla stagione dei “Giovani turchi” della Democrazia Cristiana sassarese agli incarichi di assessore regionale alla Rinascita, all’Industria e alle Finanze, sino alla guida della Regione, e dopo queste le generose esperienze da sindaco di Benettutti, il suo paese natale e di presidente della provincia di Sassari, appartenne a una generazione che concepiva la politica come responsabilità verso la comunità e costruzione di una classe dirigente. Guidò tre giunte in anni decisivi per la modernizzazione economica e sociale della Sardegna.
Deputato dal 1983 al 1994, operò soprattutto sui temi istituzionali e costituzionali. Fu capogruppo della DC nella Commissione Affari costituzionali e vicepresidente della Commissione bicamerale per le riforme presieduta da Nilde Iotti. Portò a Roma una cultura autonomistica mai chiusa nel localismo, ma capace di misurarsi con l’unità nazionale e con la riforma delle istituzioni.
La sua storia appartiene anche a una delle tradizioni democratiche e popolari dalle quali è nato il Partito Democratico.

Così lo ricorda l'On. Silvio Lai, segretario del Pd Sardegna: "Ho avuto la fortuna di incontrarlo e di confrontarmi con lui nelle diverse fasi della mia esperienza pubblica sin da presidente delle ACLI sarde alle esperienze istituzionali e politiche. Ogni incontro era un’occasione per ascoltare una riflessione mai scontata sulla Sardegna. Anche quando le opinioni non coincidevano, colpivano la sua curiosità intellettuale, la profondità dello sguardo e la capacità di consegnare alle generazioni successive domande e responsabilità. Ne conserverò un ricordo prezioso e una sincera gratitudine."

Alla famiglia e a quanti gli sono stati vicini va il cordoglio del Partito Democratico della Sardegna. L’Isola perde un grande protagonista della propria storia, ma conserva il patrimonio del suo pensiero, della sua passione civile e del suo servizio alle istituzioni.

Dalle onde nazionaliste che attraversano Francia e Germania, fino alla situazione delicata che si vive in Gran Bretagna:...
15/09/2026

Dalle onde nazionaliste che attraversano Francia e Germania, fino alla situazione delicata che si vive in Gran Bretagna: l'ultimo panel della FestUnità di Alghero ha aperto lo sguardo sul quadro politico generale, dentro il quale si muove anche la situazione politica della Sardegna.
Un contesto segnato da fenomeni come quello rappresentato da Vannacci, che raccontano quanto la tentazione nazionalista sia tornata ad attraversare l'Europa, e che rende ancora più urgente la costruzione di comunità politiche coese attorno al campo largo.

"Ai giorni d'oggi si è impreparati e ignari di quello che è stato il danno dei nazionalismi — ha detto il segretario Silvio Lai —. Abbiamo bisogno di reinvestire sui nuovi ragazzi: questo è un momento in cui essere orgogliosi della propria umanità, e la Sardegna deve lavorare affinché il suo contributo sia atteso anche a livello nazionale."

Sulla stessa linea la Presidente della Regione Alessandra Todde, che ha richiamato la necessità di tenere insieme le diverse anime del centrosinistra: "È importante essere coesi. Dobbiamo creare un'alternativa che funziona e che dura."

Il confronto si è poi spostato sui temi più concreti per il futuro dell'Isola: la nuova programmazione dei fondi europei, la sanità, la situazione dell'economia isolana e il nodo dei trasporti merci, ancora oggi tra i principali freni allo sviluppo della Sardegna. Spazio anche a grandi progetti di innovazione come l'Einstein Telescope, che può rappresentare un volano di ricerca e occupazione qualificata per l'Isola, e al tema delle opportunità per i giovani sardi, chiamati a essere protagonisti di una partecipazione politica attiva e non semplici spettatori.

A chiudere l'incontro lo sguardo di chi lo ha moderato, che ha sottolineato il valore di una partecipazione tornata a farsi sentire dopo anni di distacco: "Sta tornando una voglia di partecipazione, è una cosa positiva. Si formano le coscienze, si formano le idee. Spero che questo appuntamento continui a svilupparsi nel tempo."

Ed ora a chiudere la FestUnità il concerto!

La Sardegna deve conquistare un posto da protagonista nella prossima programmazione dei fondi europei, perché da quella ...
12/09/2026

La Sardegna deve conquistare un posto da protagonista nella prossima programmazione dei fondi europei, perché da quella partita dipendono lavoro, salari e sviluppo dell'Isola. È il messaggio al centro del panel "Europa/Sardegna: la nuova politica insulare", che ha aperto la giornata di sabato della Fest'Unità di Alghero, dedicata al tema "Europa frontiera di speranza". Ne hanno discusso il vicepresidente della Regione Sardegna Giuseppe Meloni, l'europarlamentare Giuseppe Lupo, le segretarie e i segretari di Cgil, Cisl e Uil Sardegna Simona Fanzecco, Pierluigi Ledda e Fulvia Murru, e l'economista Francesco Pigliaru, coordinati dalla giornalista Claudia Sarritzu.

Al centro del confronto la battaglia per la continuità territoriale, il trasporto merci e politiche fiscali differenziate che tengano conto dell'insularità, da portare avanti nella Conferenza Stato-Regioni e nei tavoli europei: in ballo ci sono fino a 2 miliardi di euro per la Sardegna nel nuovo ciclo di programmazione dei fondi UE, e la prima sfida è un bilancio europeo più forte che dia finalmente voce alle regioni insulari.

Sul tavolo anche i nodi strutturali dell'economia sarda: il 90% delle imprese ha meno di dieci dipendenti e investe poco in ricerca, le retribuzioni restano ferme all'85% della media nazionale tra stagionalità e dequalificazione, e il 60% delle occupazioni si regge su un mercato del lavoro fragile e precario — mentre università poco attrattive e problemi di casa e connettività spingono i giovani a partire. Non aiuta un dato politico allarmante: solo il 36% degli aventi diritto ha votato alle ultime elezioni europee.

Da qui l'appello a un lavoro comune tra tutte le sigle sindacali, perché uniti si è più forti, e a un'idea di sviluppo condivisa e compatibile con un ambiente unico come quello sardo. Il governo nazionale continua a ignorare la specificità dell'insularità: per questo la Sardegna deve arrivare compatta agli appuntamenti europei dei prossimi mesi.

Le parole non si limitano a descrivere la realtà, contribuiscono a costruirla. È il filo conduttore della presentazione,...
12/09/2026

Le parole non si limitano a descrivere la realtà, contribuiscono a costruirla. È il filo conduttore della presentazione, alla Festa dell'Unità di Alghero, del libro "Donne, disabilità e media – parole vs barriere", curato da GIULIA Giornaliste Sardegna. Ne hanno discusso le autrici Francesca Arcadu e VannaLisa Manca, moderate da Erika Pinna.

La presentazione ha affrontato la discriminazione multipla che le donne con disabilità continuano a subire, che produce un silenzio sistemico, capace di negare diritti fondamentali. Un silenzio alimentato anche da una narrazione mediatica ancora sbilanciata, secondo cui il racconto della disabilità oscilla troppo spesso tra pietismo lacrimevole ed eroismo da copertina, due estremi che finiscono per negare la complessità delle vite reali.

Il libro chiama in causa il lavoro dei giornalisti, richiamando gli strumenti deontologici della Carta di Olbia e della Carta di Trieste, e mette in discussione espressioni ancora diffuse come "diversamente abili" o "costretta in carrozzina": la carrozzina, viene ribadito, è uno strumento di libertà, non un limite. Il lessico è sostanza oltre che forma.

L'obiettivo condiviso alla Festa dell'Unità è cambiare paradigma: raccontare le donne con disabilità a partire dai loro diritti e non dai loro limiti, restituendo dignità e complessità a storie troppo spesso ridotte a stereotipi. Un lavoro che il PD Sardegna ha scelto di sostenere, convinto che il linguaggio pubblico sia il primo terreno su cui si misura una comunità davvero inclusiva.

Indirizzo

Via EMILIA 39
Cagliari
09121

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