25/10/2026
SBATTI IL MOSTRO IN PRIMA PAGINA
�Prima le vetrine, poi i "maranza", ora la gogna contro Youssef Siher. Contro il movimento si mette in moto la macchina della repressione.
�Prima ci hanno provato con le vetrine di via Montenapoleone, ma niente da fare: nessuno piange per una giacca di Gucci. In questo paese si piange per il carrello della spesa, per la bolletta, per l’affitto, per i salari da fame.
�Allora il governo è passato alla forza. Sabato 24, nelle piazze di tutta Italia, quasi 5.000 persone sono state identificate, 371 portate in questura e 9 arrestate. Dei 371 fermati, 110 sono minorenni. Sono ragazzi di 15, 16, 17 anni. Per loro, oltre all’imputabilità dai 14 anni e le multe ai genitori, il ministro Nordio annuncia più posti nelle carceri minorili. Evidentemente, per nuovi posti carcere i soldi si trovano sempre. Con gli autotrasportatori ci sono andati un po’ più leggeri, ma nemmeno tanto. 2.065 identificati, 79 denunciati e 242 sanzionati.
La mobilitazione però non si è fermata. E allora serve un mostro da sb****re in prima pagina. Sabato a Milano viene fermato Youssef Siher, 30 anni, italiano di seconda generazione, attivista per la Palestina. La Procura lo considera l'ideatore della pagina "Movimento 17 ottobre" e gli contesta l'istigazione a delinquere con finalità di terrorismo e il nuovo reato di violenza organizzata introdotto dal decreto sicurezza.
�Prima ancora della convalida del magistrato, il suo nome di Youssef è su tutte le prime pagine. I giornali scrivono dei suoi studi, di chi gli ha dato lavoro, perfino della moglie. Poi arriva la parola magica: ”Hamas”. I titoli parlano di "verifiche su legami con presunti finanziatori di Hamas”, ossia con un’altra inchiesta contro l’Associazione Palestinesi d’Italia che non è ancora riuscita a dimostrare nulla, se non a colpire il movimento palestinese in Italia.
Lo stesso articolo ammette che il nome di Youssef non compare in quell’inchiesta, ma è un dettaglio. Quel nome suona troppo bene e conferma la tesi per cui se il paese va male è per colpa del legame tra la sinistra radicale e gli islamisti (parole di Salvini).
�Qui non si tratta di difendere Youssef Siher. Qui si tratta di difendere il diritto al dissenso e di smantellare un sistema repressivo che dai decreti Minniti, ai pacchetti sicurezza Conte-Salvini fino ai decreti sicurezza di Meloni, servono a impedire la possibilità di un cambiamento reale in questo paese.
�Ritiro dei decreti sicurezza.� Stop ai fermi preventivi contro i minorenni.� Rispetto della presunzione di innocenza, per tutti.� Il 30 ottobre sciopero generale. Cambiamo tutto.� Potere al Popolo