11/10/2026
🔺🔺”CHIAMATI ALL'ARMI” LA MEMORIA CHE TORNA A CASA🔺🔺
Ci sono storie che il tempo prova a portarsi via in silenzio. Nomi scritti a mano su registri ingialliti, partenze senza ritorno, lettere mai arrivate. Questa mattina, al Visitor Centre di Crespi d'Adda, quelle storie sono tornate tra noi.
Davanti a una sala gremita è stato presentato il volume "Chiamati all'armi. Capriate, Crespi e San Gervasio nella Seconda Guerra Mondiale 1940-45" di Fabrizio Menalli, realizzato con il prezioso aiuto di Don Luigi Cortesi.
Il Sindaco, Arch. Cristiano Esposito, ha portato i saluti dell'Amministrazione e ringraziato gli autori per un'opera che riporta alla luce le vicende dei nostri concittadini partiti per la guerra. Erano storie che rischiavano di andare perdute e che oggi tornano a essere patrimonio culturale e ricchezza di tutti noi. Presente anche Donatella Pirola, Vicesindaco.
Accanto alla comunità, il Gruppo Alpini di Capriate, Crespi e San Gervasio, che ha sostenuto il progetto fin dall'inizio: custode di una memoria che non smette di camminare.
L'incontro, inserito nella rassegna Produzioni Ininterrotte, è stato introdotto dal Dott. Giorgio Ravasio, Presidente dell'Associazione Crespi d'Adda, e moderato dall'archivista Dott. Cristian Bonomi.
Il capogruppo Marco Rossetti ha ringraziato anzitutto gli autori, e con loro l'Amministrazione comunale, Regione Lombardia, Walter Carrera, coordinatore e impaginatore del testo, e tutti gli sponsor che hanno reso possibile la pubblicazione.
Poi la parola è passata a Fabrizio Menalli, che ha ripercorso due anni di ricerca tra gli Archivi di Stato e gli archivi comunali: un lavoro paziente, carta dopo carta, per restituire un volto e una voce a chi fu chiamato a partire.
A seguire, l'intervento di Don Luigi Cortesi, che ha raccontato gli anni della guerra così come li ha vissuti in prima persona. Non più soltanto documenti, ma ricordi: la voce di chi c'era, capace di rendere vicino ciò che i libri da soli non possono dire.
E perché la memoria diventi anche gesto concreto, il ricavato del libro sarà devoluto alla Casa di Endine, a sostegno delle persone con disabilità.
Grazie a chi ha scritto, a chi ha custodito, a chi oggi c'era. Ricordare è il modo più semplice che abbiamo per dire che nessuno è partito invano. 🇮🇹🇮🇹